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sabato 10 marzo 2018

MONTALBANO JONICO. LA MORTE DI NICOLA MACCULI. PARLA GIUSEPPE MACCULI: “NON SI PUÒ ARCHIVIARE L'OMICIDIO DI MIO FRATELLO. CHI LO HA UCCISO PARLI. E SI CONTINUI AD INDAGARE”

I CARABINIERI SULLA SCENA DEL DELITTO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 10.3.18
MONTALBANO JONICO – “Chi ha ucciso Nicola venga allo scoperto. Parli. Faccia sapere almeno perchè ha ucciso una persona buona, benvoluta da tutti ed amica di tutti. E la magistratura continui ad indagare su un delitto senza colpevoli dopo 12 anni”. Lo ha detto alla Gazzetta, superando una comprensibile emotività, Giuseppe Macculi, fratello di Nicola, ucciso nel marzo 2006 da una fucilata davanti alla sua casa di campagna, in contrada Bertilaccio. Ieri, 9 marzo, ricorreva l'anniversario della scoperta del corpo dell'uomo senza vita. Ma la morte, a quanto fu accertato dall'autopsia, era avvenuta nella motte tra il 7 e l'8 dello stesso mese. “Sembrava che Nicola dormisse”, dissero quanti per primi lo videro esanime, con la testa sotto un enorme fico d’India. L’autopsia accertò che era morto dissanguato per la rottura dell’arteria femorale della gamba sinistra. Furono repertati tre fori di entrata. Tutta la parte sinistra del suo pantalone era intriso di sangue. Il fucile che lo aveva ucciso aveva sparato una cartuccia a pallettoni di quelle usate per la caccia al cinghiale. I carabinieri verificarono quanti avessero, tra Montalbano Jonico e Scanzano Jonico, la capacità di preparare una cartuccia che, pare, non si trovava in commercio. Ma invano. Ed un omicida è ancora in libertà nel Metapontino. Così, a distanza di tanti anni, il nostro interlocutore ha trovato la forza di parlare: “Ho letto il vostro articolo del 5 marzo scorso e mi sono venuti alla mente tutti i ricordi di una persona cara, di un fratello. Quando ho saputo che il delitto era stato archiviato mi è caduto il mondo addosso. Vogliamo che i carabinieri continuino ad indagare. Mi avevano spiegato che un omicidio non si archivia, Invece, pare non sia così”. Ma come vede Giuseppe l'impegno del sindaco di Montalbano Jonico, Piero Marrese, di far stampare ogni anno, alla ricorrenza dell'avversario della morte di Nicola, un manifesto a suffragio per chiedere la verità e per ricordare Macculi? “Se lo farà, farà bene. Per tutta Montalbano. Egli, del resto, otre che sindaco è anche un avvocato ed una persona di coscienza”. Infine, l'appello al o agli assassini del fratello: “Dica o dicano la verità. Spiegassero i motivi del perchè lo hanno fatto. Spero che chi ha commesso l'omicidio, finalmente, dopo 12 anni, trovi la forza per confessare il suo delitto. Esca fuori chi è stato a commettere quella atrocità”.


IL SINDACO MARRESE: “QUEL DELITTO È ANCORA UNA FERITA APERTA PER LA COMUNITÀ”

MONTALBANO JONICO - “Ricordo come ieri l'omicidio di Nicola Macculi. Ma dopo 12 anni quel delitto è ancora una ferita aperta nella nostra comunità”. Lo ha detto il sindaco Piero Marrese nell'anniversario di uno degli omicidi irrisolti del Metapontino, quello di Nicola Macculi, agricoltore, incensurato, padre di due figli, avvenuto nella notte tra il 7 e l'8 marzo 2006. Un assassinio senza colpevoli. Ma ecco ancora Marrese: “La speranza è che venga fatta giustizia. Bisogna dare impulso all'inchiesta affinchè siano accertate le responsabilità. Noi stiamo pensando come amministrazione, imitando quel che successe a Potenza sul caso di Elisa Claps, di far affiggere un manifesto che ricordi ogni anno l'anniversario di quell'atroce delitto”.

1 commento:

  1. Pietro Mondì10 marzo 2018 21:09

    Archiviare è la Paro.la d'ordine della Procura di Matera! Invece di indagare in profondità e con incisività, archiviamo! Questi Giudici, trasferiti dal CSM a Bari, poi indagati a Matera, chi in attesa di prescrizione, si parla di un P.M. con 120 fascicoli c/o il Comando Provinciale C.C. di Salerno. Questa Procura della Repubblica di Matera, questo Ufficio GIP di Matera e questo Tribunale di Matera necessita di un tuen ovewr, trasferiamo questi Procuratori, se indagati o condannati in primo grado, a Locri, in Sardegna, a Trento, nel Veneto, a Palmi. Sono tanti i tutori dell'ordine di Policoro, che svolgono la loro attività a Policoro. Uno, con posizione di Comando di una specialità della G.di F., che lavora alla Compagnia di Policoro (MT), che fa politica, che svolge la sua funzione di tutore dell'Ordine a Policoro, frequenta Polòitici e travet di Stato di Istituzioni Locali,oggetto di denunce! Secondo me, questo Maresciallo Non potrà fare buone indagini,involontariamente si farà prendere da pregiudizi , nell'indagare un amico di infanzia con il quale da piccolo giocava, questo lo condizionerà assolutamente incoscemente, volendo data per scontata l'onestà di questo o di altri tutori dell'ordine di Policoro o zone viciniori, che operano a Policoro e/o nei centri vicini. La Lucania è piccola! Niente giudici ed operatori nelle F.O della Basilicata in Basilicata e nemmeno delle regioni confinanti!

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