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martedì 26 maggio 2020

COVID-19. AL VIA DA IERI L'INDAGINE DI SIEROPREVALENZA



CI SONO ANCHE MATERA ED I COMUNI DEL METAPONTINO (BERNALDA, PISTICCI, MONTALBANO JONICO, SCANZANO JONICO, POLICORO, NOVA SIRI E TURSI) TRA I 20 DEL MATERANO ED I 51 DEL POTENTINO IN CUI SARÀ CONDOTTO DA MINISTERO DELLA SALUTE E ISTAT, IN COLLABORAZIONE CON LA CROCE ROSSA ITALIANA (CRI), LO STUDIO SULL’INFEZIONE DA SARS-COV-2. L'INDAGINE SERVIRA' A CAPIRE QUANTE PERSONE IN ITALIA ABBIANO SVILUPPATO GLI ANTICORPI AL NUOVO CORONAVIRUS ANCHE IN ASSENZA DI SINTOMI. IL TEST VERRÀ ESEGUITO SU 150MILA PERSONE, DISTRIBUITE PER SESSO, ATTIVITÀ E SEI CLASSI DI ETÀ. I SOGGETTI SELEZIONATI SARANNO CONTATTATI AL TELEFONO DAI CENTRI REGIONALI DELLA CRI PER UN APPUNTAMENTO PER IL PRELIEVO DEL SANGUE. VIDEO CLICCANDO SUL LINK IN CODA ALL'ARTICOLO

Ministero della Salute e Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana, a partire da ieri hanno avviato un’indagine di sieroprevalenza dell’infezione da virus SARS-CoV-2 per capire quante persone nel nostro Paese abbiano sviluppato gli anticorpi al nuovo coronavirus, anche in assenza di sintomi.
Il test verrà eseguito su un campione di 150mila persone residenti in 2mila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età. Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei. Per ottenere risultati affidabili e utili è fondamentale che le persone selezionate per il campione aderiscano. Partecipare non è obbligatorio, ma conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese serve a ognuno di noi.
Le persone selezionate saranno contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa Italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue. Il prelievo potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico.
La Regione comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità. La riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell'indagine.
A tutti i soggetti che partecipano, sarà assegnato un numero d’identificazione anonimo per l'acquisizione dell’esito del test. Il legame di questo numero d’identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell’indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati.
Su tutte le reti Rai, sarà in onda uno spot dedicato all’indagine e locandine saranno affisse nelle farmacie e nelle parafarmacie, grazie alla collaborazione offerta da Federfarma e dalla Federazione dell’Ordine dei Farmacisti Italiani (FOFI). 
 
VIDEO CLICCANDO SUL SEGUENTE LINK
https://youtu.be/pxgiEjiAYYc.

POLICORO. PIANO DI CARATTERIZZAZIONE AL POZZO POLICORO 1

POLICORO. LAVORI PREPARATORI AL PIANO DI CARATTERIZZAZIONE DELLE ACQUE SOTTERRANEE DELL'AREA DEL POZZO DI GAS POLICORO 1


AMBIENTALISTI IN ALLARME: “CI SONO MOVIMENTI NELL'AREA DEL POZZO POLICORO 1 DELLA GAS PLUS ITALIANA SPA, QUELLO CHE SI INCENDIO' NEL 1991. PERCHE' NON VERIFICATE?” ED IL CRONISTA “IMPICCIONE” SI E' RECATO SUL FONDO DI VIA PELLICO. UN FURGONE STAVA LAVORANDO DALLA PARTE OPPOSTA ALL'INGRESSO NELLO SCARICARE CONTENITORI DI LIQUIDI. VANO E' STATO IL TENTATIVO TELEFONICO DI AVERE NOTIZIA DALLA SPA. MA IL SINDACO MASCIA: “LA GAS PLUS CI HA COMUNICATO CHE SARA' EFFETTUATO UN PIANO DI CARATTERIZZAZIONE CON IL PRELEVAMENTO DI ACQUE SOTTERRANEE SOTTO IL CONTROLLO DELL'ARPAB. ATTENDIAMO I RISULTATI. NOI ATTENTI AL TERRITORIO”

POLICORO – I soliti ambientalisti sospettosi ed i soliti giornalisti impiccioni. Così stamane ecco la telefonata: “Ci sono lavori in corso al Pozzo Policoro 1, quello in fondo a via Pellico, che si incendiò nel 1991. Perchè non vi interessate per capire di cosa si tratta?” Così, eccoci in auto a percorrere tutto il “budello” di asfalto che, nella zona Madonnella, porta al famoso pozzo che nell'ottobre di 29 anni fa prese fuoco. Io, allora giovane cronista, seguii quella vicenda. Anche se non riesco a trovare la documentazione e gli articoli che scrissi sul caso. Ricordo che le fiamme rimasero accese per giorni e che i tecnici si arrovellarono il cervello per trovare un modo per spegnerle. Sino a riuscirci. Quel che accadde nell'ambiente, allora, nessuno lo sa e neanche, forse, fu mai studiato. Proprio per questo la struttura è stata, come dire, sempre tenuta d'occhio dagli ambientalisti. In questa ottica, probabilmente, è venuta fuori anche la telefonata di stamattina indirizzata a chi si alza dalla scrivania e va a fare il giornalista sul campo senza attendere i comunicati stampa pro domo sua. Così, appena siamo arrivati, attorno alle 12, davanti alla recinzione abbiamo visto il cancello aperto; alcuni recipienti, presumiamo per acqua (vedi foto), dislocati lungo il perimetro dell'area interessata; e, dalla parte opposta, un furgone con alcuni di questi contenitori in fase di scarico da parte di alcuni operai. 

I CONTENITORI PER LIQUIDI DISLOCATI LUNGO IL PERIMETRO DELLA CONCESSIONE DELLA GAS PLUS ITALIANA SPA

Proprio in quel momento è uscita un'auto con al suo interno una tecnica con indosso un giubbotto catarifrangente giallo. Abbiamo chiesto cosa stesse accadendo nel sito ma l'unica risposta che abbiamo ottenuto è stata quella che si trattava di lavori autorizzati dalla Regione. Poi, nulla più e cancello chiuso (vedi foto) con l'avvertenza di non poterlo oltrepassare come, idem, la recinzione. 

IL CANCELLO DI INGRESSO ALL'AREA DEL POZZO POLICORO 1

Abbiamo avuto, però il numero di centralino della Gas plus italiana, concessionaria del Policoro 1, ma non siamo riusciti a parlare con nessuno, nonostante l'impegno della simpatica centralinista, prima a Fornovo di Taro (Parma) e poi a Milano. Abbiamo lasciato, infine, il nostro numero di telefono se, per caso, qualcuno avesse voluto chiamare per darci informazioni su quanto sta accadendo in via Pellico. La risposta, tuttavia, alla nostra domanda ci è giunta dal sindaco, Enrico Mascia, che ci ha letto il contenuto di una nota giunta al Comune dalla spa di Fornovo di Taro il 21 maggio scorso avente per oggetto il “Piano di caratterizzazione”. Nel testo si comunicava che “come da intese con Arpab, il campionamento delle acque sotterranee ed il rilievo topografico già previsti nei giorni 28 e 29 maggio 2020 saranno posticipati al periodo 8 e 9 giugno. Sin qui la Gas plus. Probabilmente, oggi, - ha aggiunto di suo il primo cittadino - staranno effettuando lavori preparatori. Questa attività, verosimilmente, è tesa a verificare le condizioni della falda acquifera della zona interessata. Noi aspettiamo i report delle analisi. C'è un calendario di svolgimento di queste operazioni. Diciamo che il territorio è sotto controllo. Il Piano di caratterizzazione è effettuato dalla concessionaria ma sotto il controllo dell'Arpab, l'Agenzia regionale per l'ambiente della Basilicata. Noi siamo molto attenti alla tutela del territorio”.

lunedì 25 maggio 2020

RIENTRO A SCUOLA. RICORDIAMOCI DEGLI STUDENTI AUTISTICI


MARCO SABATINI SCALMATI, A SX, INTERVISTATO DA ALFREDO DI GIOVANPAOLO, AL CENTRO, PER RAI NEWS. DUE AMICI. MARCO E' SPESSO A ROTONDELLA E NEL METAPONTINO POICHE' E' IL RESPONSABILE MEDIA RELATIONS DELLA SOGIN SPA; ALFREDO HA SEGUITO LA BATTAGLIA ANTISCORIE DI SCANZANO JONICO NEL NOVEMBRE 2003
ANCHE IN TEMPI ECCEZIONALI COME QUESTI DELLA PANDEMIA DA CORONAVIRUS IL DIRITTO ALLO STUDIO E ALL’UGUAGLIANZA DEBBONO RESTARE LA BASE DELLA NOSTRA CONVIVENZA CIVILE”. LO HA SCRITTO MARCO SABATINI SCALMATI, GIORNALISTA PUBBLICISTA E RESPONSABILE MEDIA RELATIONS DELLA SOGIN SPA, PADRE DI UN RAGAZZO CON AUTISMO, COME PROLOGO AD UN ARTICOLO DA LUI PUBBLICATO SU HUFFINGTONPOST.IT IL 12 MAGGIO SCORSO MA ANCORA ATTUALE. ARTICOLO CHE VOGLIO CONDIVIDERE E CHE VI INVITO A FARE ALTRETTANTO. STIMO DA ANNI MARCO PER COME SVOLGE IL SUO LAVORO E PER I RAPPORTI SEMPRE AMICHEVOLI CHE HA AVUTO CON ME. ORA COLGO L'OCCASIONE PER RINGRAZIARLO ANCHE PER IL SUO IMPEGNO DI VITA


RICORDIAMOCI DEGLI STUDENTI AUTISTICI

DI MARCO SABATINI SCALMATI

Nei giorni scorsi la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha fornito qualche anticipazione sulle scelte su cui si sta ragionando per definire, se il contenimento della diffusione del Covid 19 lo consentirà, le modalità di rientro a scuola il prossimo settembre. Fra queste vi sarebbe quella, per evitare aule troppo affollate, di dividere gli alunni in due gruppi che a rotazione si alternerebbero in classe mentre l’altro resterebbe a casa seguendo, come è avvenuto in questi mesi, le lezioni online a distanza.

Non saprei dire se la proposta abbia efficacia didattica e formativa. Nè saprei dire se sia percorribile. Andrebbe capito, ad esempio, come il lavoro portato avanti in aula (spiegazioni, compiti in classe, interrogazioni) possa camminare parallelo a quello svolto da chi resterebbe a casa: si collegherebbero online? Seguirebbero le lezioni dei professori non presenti in classe? Quando toccherà a loro andare a scuola replicheranno il lavoro fatto dagli altri nei giorni precedenti? Tutto da definire.

Una cosa mi preme però suggerire subito alla ministra Azzolina. Non dimentichi gli alunni disabili, in particolare quelli autistici. Non dimentichi lo sforzo titanico che i loro genitori hanno fatto finora per sopperire all’assenza della scuola, per non parlare dei centri di assistenza, pubblici e privati, che con l’arrivo del Covid 19 non assistono più. Perché per moltissimi di questi ragazzi, come mio figlio, la didattica a distanza proposta in questi mesi non è servita praticamente a nulla e continuare su questa strada dimostrerebbe soltanto scarsa attenzione, per usare un eufemismo, data la loro oggettiva difficoltà ad utilizzare questi canali.

Quando perciò, come ci si augura, si tornerà a scuola a settembre non si dimentichi ministra Azzolina di questi ragazzi e del loro diritto allo studio da assolvere con un percorso di inclusione scolastica che deve prevedere la presenza fisica in classe, ovviamente nel rispetto delle misure che saranno adottate per garantire la salute e sicurezza di tutti. E quindi, qualora fosse decisa la rotazione della presenza degli alunni, oppure i doppi turni, sarà necessario che questi ragazzi possano andare a scuola tutte le mattine della settimana. Un bisogno di continuità nella routine scolastica con un rapporto diretto con i gli insegnanti e i loro compagni indispensabile per un percorso educativo funzionale alle loro capacità. Il contrario di quanto avvenuto negli ultimi due mesi con significative regressioni nelle loro capacità di apprendimento. 

E se poi il rientro non fosse possibile che si prevedano allora, fin dal primo giorno e in accordo con le famiglie, percorsi educativi a domicilio come si sta provando parzialmente a mettere in campo in quest’ultimo scorcio di anno scolastico. Solo così si mostrerà rispetto per loro e si restituirà un po’ di dignità a noi genitori, oggi di fatto dimenticati dalla scuola e dalle diverse strutture assistenziali e costretti a farci carico da soli di uno sforzo gestionale a dir poco incredibile per barcamenarci in questo periodo già così tanto difficile. Uno sforzo che abbiamo sostenuto perché a ciò allenati da sempre. In fondo non ci hanno spaventato le città deserte, perché le nostre vite sono abituate a percorrere strade affollate nell’indifferenza generale.

Ma adesso questo sforzo merita di essere riconosciuto, senza fastidiose frasi retoriche di circostanza, ma garantendo semplicemente per i nostri figli il loro diritto allo studio. E dimostrare così nei fatti quel sostegno ai più deboli che il nostro diritto costituzionale pone alla base della convivenza civile.
Se così non fosse, significherebbe che il Covid 19 ha fatto breccia nel nostro tessuto democratico. E allora ci sarà da preoccuparsi per questo strappo. Ma non ci sarà da aver paura, perché sapremo ritrovarci, e lì mi troverete, a difendere il loro e il nostro diritto all’uguaglianza e i nostri valori di donne e uomini liberi, perché indietro non si torna.

FONTE: HUFFINGTONPOST.IT 12.5.2020

25 MAGGIO. GIORNATA INTERNAZIONALE DEI BAMBINI SCOMPARSI



LA QUESTURA DI MATERA: “QUELLO DEI MINORI SCOMPARSI È UN FENOMENO COMPLESSO. DIETRO SI NASCONDONO PIU' CAUSE: DALL’ALLONTANAMENTO VOLONTARIO, AL RAPIMENTO PER MANO DI MALVIVENTI O, AL CASO IN CUI UNO DEI GENITORI, IN CONFLITTO CON L’ALTRO, DECIDE DI FAR PERDERE LE PROPRIE TRACCE E QUELLE DEL FIGLIO. LA POLIZIA DI STATO DAL 2000 HA ADERITO AL NETWORK ICMEC (INTERNATIONAL CENTER FOR MISSING & EXPLOITED CHILDREN) ATTIVANDO IL SITO ITALIANO IT.GLOBALMISSINGKIDS.ORG. SUL SITO WEB, OLTRE A CONSIGLI E INFORMAZIONI, VENGONO PUBBLICATI ANCHE I CASI DI MINORI SCOMPARSI”


IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE PUBBLICATO SULLA PAGINA FACEBOOK DELLA QUESTURA DI MATERA

E' un fenomeno complesso, diffuso in tutto il mondo, a cui bisogna fare sempre molta attenzione. Dietro si nascondono le più svariate cause: dall’allontanamento volontario da casa, al rapimento per mano di malviventi o, al caso in cui uno dei genitori, in conflitto con l’altro, decide di far perdere le proprie tracce e quelle del figlio.
Tutto per la Polizia può essere importante. Compiere i giusti passi in modo tempestivo e corretto può influire sulla risoluzione positiva del caso. Il cittadino ha a disposizione, oltre ai numeri di emergenza e pronto intervento 113 e 112 (NUE), il servizio a valenza sociale 116000 (Telefono Azzurro).
La Polizia di Stato dal 2000 ha aderito al network internazionale (che ora conta 30 Paesi) dell’ICMEC attivando il sito italiano per i bambini scomparsi - it.globalmissingkids.org. Sul sito web, gestito dalla Direzione centrale anticrimine, oltre a consigli e informazioni, vengono pubblicati anche i casi di minori scomparsi.
L’obiettivo principale della Polizia di Stato è garantire che nessun minor scomparso venga dimenticato e che le ricerche non si interrompano mai.
In Europa, ogni anno spariscono circa 10.000 minori stranieri. In Italia, dal 1974 al 31 marzo 2019, sono scomparsi 122.508 minori, dei quali, alla medesima data, 80.464 risultavano essere stati ritrovati e 42.044 da ricercare.
In Italia, dal 2007, è stato inoltre istituito il Commissario straordinario di governo per le persone scomparse che ha importanti compiti di coordinamento e monitoraggio, tenendo rapporti con i familiari e con le associazioni più rappresentative a livello nazionale impegnate nel settore.

RIGUARDA I POSSESSORI DI BUONI FRUTTIFERI POSTALI. ALTRA VITTORIA DELL'ADICONSUM CISL



UN RISPARMIATORE ASSISTITO DA ANTONIO VULPO, RESPONSABILE DELL'ADICONSUM DI SAN MAURO FORTE, CON DECISIONE DELL'ARBITRO FINANZIARIO DI BARI HA AVUTO IL RIMBORSO DA POSTE ITALIANE S.P.A. DEL TITOLO AA3 ANCHE SE PRESCRITTO

IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DELL'ADICONSUM

IL FATTO
La ricorrente, assistita da Antonio Vulpo, responsabile dell'Adiconsum di San Mauro Forte (MT), titolare di un buono fruttifero serie AA3, sottoscritto il 14-02-2002, privo di indicazione sul retro di data di scadenza, chiede il rimborso l'8-07-2019.
Poste Italiane S.p.A. in fase di contradditorio evince che il buono oggetto del ricorso, con una durata massima di 7 anni, risulta scaduto il 14/01/2009, mentre la prescrizione è decorsa a partire dal 14/01/2019; la richiesta di rimborso è stata effettuata solo in data 08/07/2019, dunque, oltre i termini di prescrizione. Il Collegio Arbitrale di Bari chiamato a esprimersi sulla controversia afferma che i BFP “a termine” appartenenti alla serie “AA3” sono stati istituiti con D.M. del 17.10.2001, e prevede che gli stessi “possono essere liquidati, in linea capitale e interessi, al termine del settimo anno successivo a quello di emissione”. Nel merito il Collegio richiama una recente pronunzia del Collegio di Coordinamento secondo cui “la lettera della norma che fissa il termine di scadenza dei titoli, non facendo alcun riferimento al giorno di emissione ovvero alla data di emissione, bensì esclusivamente all’anno di emissione, porta ad individuare siffatto termine alla scadenza dell’anno solare di emissione dei buoni”.
Ciò premesso il Collegio accoglie il ricorso stabilendo che la decorrenza del termine di prescrizione decorre dal 31/12/2009 e la prescrizione decennale deve dirsi pertanto compiuta il 31/12/2019, ossia successivamente alla presentazione della richiesta di rimborso da parte della ricorrente, avvenuta in data 08/07/2019.
La Decisione del Collegio Arbitrale di Bari conferma il lavoro svolto dai volontari dell'Adiconsum, presenti sul territorio, impegnati a portare avanti i giusti diritti dei consumatori.

Matera 25-05-2020

PESCATORI DELLA COSTA JONICA. UN TABLET IN OGNI BARCA

L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA FRANCESCO FANELLI
AL VIA IL PROGETTO DI DIGITALIZZAZIONE A SUPPORTO DELL'ATTIVITÀ DELLA PESCA COSTIERA LUCANA. CONSEGNATI DALL'ASSESSORE REGIONALE FANELLI A DUE RAPPRESENTANTI DEI PESCATORI DELL’ARCO JONICO E TIRRENICO 14 COMPUTER PORTATILI FINALIZZATI A CREARE UN NETWORK DIGITALE PER VALORIZZARE IL CAPITALE UMANO DEL SETTORE IN TERMINI DI CONOSCENZE, INFORMAZIONI, COMPETENZE TECNICHE E PROFESSIONALI. IN COLLABORAZIONE CON IL CREA (CENTRO DI RICERCA POLITICHE E BIOECONOMIA) I DISPOSITIVI SONO PREDISPOSTI PER LA COMPILAZIONE ON LINE DI UN “QUADERNO DI MARE”

IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DIFFUSO DAL CREA

Questa mattina, 25 maggio, presso il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, nell’ambito del progetto “Promozione del capitale umano nel settore della pesca e dell’acquacoltura”, l’Assessore Fanelli, l’Autorità di gestione del Feamp (fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca)
Del Corso e la responsabile di misura Padula hanno consegnato a due rappresentanti dei pescatori dell’arco jonico e tirrenico 14 tablet finalizzati a creare un network digitale per valorizzare il capitale umano del settore in termini di conoscenze, informazioni, competenze tecniche e professionali, in linea con quanto previsto dalla Misura 1.29 del PO (paino operativo) Feamp Basilicata 2014-2020. In collaborazione con il Crea (Centro di ricerca politiche e bioeconomia), tali dispositivi sono stati predisposti per veicolare contenuti dedicati e per consentire ai pescatori di essere parte attiva nel flusso di comunicazione. A loro viene richiesta, infatti, la compilazione on line del “Quaderno di mare”: un questionario destinato a raccogliere informazioni che, opportunamente elaborate, daranno vita a una banca dati su un settore finora poco conosciuto dal punto di vista socio-economico, consentendo di monitorare i dati del pescato, la stagionalità delle catture, le aree di pesca, le azioni di tutela ambientale, le attività di diversificazione. I pescatori potranno anche condividere foto e brevi video per raccontare attraverso le immagini il “loro” mare, il lavoro in barca, gli avvistamenti di cetacei, la bellezza degli scorci marini, ecc.. Il CREA, attraverso incontri informativi organizzati via web, guiderà i pescatori nella fase di avvio delle attività e curerà, sul portale regionale del FEAMP, la pubblicazione di report statistici di riepilogo per rendere noti i risultati del questionario.
Al fine di ottenere un settore competitivo e rispettoso dell’ambiente occorre favorire, infatti, come emerso da un’indagine qualitativa del CREA realizzata nel 2019, processi in-formativi, scambi di esperienze tra gli addetti, nonché tra addetti e organismi scientifici, per cui incentivare l’uso del tablet a tale scopo potrebbe rappresentare una “buona pratica” per la piccola pesca costiera lucana.

POLICORO. DOPO LA MORIA DI PESCI NELL'AGRI DEL 25 APRILE SCORSO

I PUNTI ROSSI INDICANO I SITI DI CAMPIONAMENTO
IL CENTRO RICERCHE ARPAB SUI CAMPIONI DI ACQUA DEL FIUME: “ALLA LUCE DEI RISULTATI OTTENUTI FATTA ECCEZIONE PER LA PRESENZA “INUSUALE” DI ALCUNI FITOFARMACI, LA CUI PRESENZA NON È RISCONTRABILE IN NESSUNA DELLE SERIE ANALIZZATE ANCHE NEGLI ANNI PREGRESSI IN DIVERSI CORPI IDRICI REGIONALI, E DI QUANTITÀ MOLTO MODESTE DI IDROCARBURI, NON SI EVIDENZIANO SITUAZIONI DI PARTICOLARE CRITICITÀ. I DATI OTTENUTI UNITAMENTE AI RISULTATI DEGLI ESAMI ESEGUITI SULLE CARCASSE DEI PESCI (ANCORA NON ARRIVATE, NDR) POTRANNO CHIARIRE LE RAGIONI DELLA MORIA CHE HA COINVOLTO QUESTA SPECIE (CARPA)”


LA NOTA INTEGRALE DEL CENTRO DI RICERCHE ARPAB DI METAPONTO INVIATA AL SINDACO MASCIA, ALL'ASSESSORE REGIONALE ALL'AMBIENTE ROSA E AL COMMISSARIO STRAORDINARIO ARPAB BUSCIOLANO


Al Sindaco del Comune di Policoro
PEC: polizialocale@pec.policoro.gov.it

All’Assessore Regionale all’Ambiente ed Energia
Dott. Gianni Rosa
PEC: ass.ambiente.energia@cert.regione.basilicata.it
ambiente.energia@cert.regione.basilicata.it

e p.c.
Al Commissario Straordinario dell’ARPAB
Dott. Michele Busciolano
PEC: direttore@pec.arpab.it


OGGETTO: Richiesta di intervento in pronta disponibilità per il giorno 25.04.2020 per campionamento ed analisi acque lungo il Fiume Agri in agro del Comune di Policoro

In data 25/04/2020, alle ore 17:30 circa, il Sindaco del Comune di Policoro segnalava telefonicamente ad ARPAB la presenza di carcasse di pesci, in particolare carpe, morti e spiaggiati in aree limitrofe alla foce del fiume Agri. A seguito di tale segnalazione, i tecnici di ARPAB, a quella data reperibili in pronta disponibilità, si sono recati sul luogo oggetto della segnalazione, ubicato in Agro del Comune di Policoro, nei pressi della foce del Fiume Agri, accompagnati dagli Agenti della Polizia Locale di Policoro. L’area oggetto della segnalazione, come detto sopra, è stata interessata dal ritrovamento, su due diverse spiagge poste sulla sinistra idrografica del fiume Agri, di carcasse di pesci di acqua dolce in evidente stato di decomposizione. Da un’ispezione visiva fatta congiuntamente con gli Agenti della Polizia Locale di Policoro del tratto di fiume posto nei pressi delle aree di spiaggiamento , sono stati individuati n.2 siti di campionamento (vedi immagine allegata) su cui si è proceduto al prelievo di campioni di acqua da sottoporre ad analisi di laboratorio.
I campionamenti di acqua superficiale sono stati eseguiti lungo il fiume Agri individuando su n.2 punti posti rispettivamente nei pressi della foce (a circa 200 metri di distanza) e più a monte, a circa 500-600 metri dalla foce stessa.
Di seguito si riportano alcune considerazioni sugli esiti delle analisi eseguite sui suddetti campioni di acqua superficiale.
Esiti analitici sui campioni di acqua superficiale.
Relativamente alla qualità delle acque superficiali, limitatamente ai parametri analizzati ed ai limiti di legge ivi applicabili si evidenzia quanto segue:
  1. Metalli
I risultati delle analisi condotte per la ricerca di tali parametri evidenziano che tutti gli elementi analizzati sono risultati in concentrazione inferiore ai limiti normativi o inferiori ai limiti di quantificazione del metodo.
  1. Analisi degli idrocarburi
Le analisi chimiche condotte sulle acque finalizzate alla determinazione degli idrocarburi presenti si sono concentrate sui seguenti parametri:
  • Idrocarburi totali;
  • Idrocarburi aromatici e alogenati volatili (VOC).
In entrambe le stazioni è stata riscontrata la presenza di idrocarburi totali in quantità non molto superiore al valore minimo misurabile di 50 microgrammi/litro (Manuale ISPRA 123/2015 Procedura di misurazione per la determinazione degli idrocarburi totali nelle acque”). Dall’analisi si evidenziano singoli idrocarburi compresi tra il n-undecano (C11) e il n-nonadecano (C19) e soprattutto la frazione di idrocarburi presenti negli oli minerali.
La sola presenza degli idrocarburi nelle acque superficiali è un evento estremamente raro. Ciò è dovuto alla loro scarsa idrofilicità e alla tendenza a depositarsi sul fondo del corpo idrico con il rimescolamento delle acque. La loro presenza in un fiume è riscontrabile solo in occasione di sversamenti avvenuti a breve distanza di tempo, laddove la sorgente dell’inquinamento è da ricercarsi a monte del sito analizzato e probabilmente non a grandi distanze.
Per quanto concerne gli Idrocarburi aromatici e alogenati volatili (VOC), le analisi condotte hanno evidenziato che tutte le sostanze ricercate sono risultate sempre in concentrazioni inferiori ai limiti di quantificazione del metodo.
  1. Idrocarburi Policiclici Aromatici ( IPA)
I risultati delle analisi condotte per la ricerca di tali parametri evidenziano che, fatta eccezione per il naftalene, tutte le sostanze analizzate sono risultate in concentrazione inferiore al limite di quantificazione del metodo. Per quanto concerne il naftalene, le analisi eseguite evidenziano la presenza di tale sostanza in entrambe le stazioni di campionamento, comunque in concentrazione di molto inferiore ai valori limite di concentrazione più restrittivi indicati nella colonna 4 della tabella 1 al D.Lgs 172/2015 (SQA-MA Acque superficiali interne).
  1. Fitofarmaci
Le analisi condotte mostrano un quadro abbastanza inusuale per la presenza di sostanze appartenenti alla classe dei fitofarmaci. Tale presenza viene registrata solo eccezionalmente nei monitoraggi che vengono condotti sui corpi idrici regionali.
Si tratta, ad eccezione dell’ MCPA riscontrato in concentrazioni pari a 0,034 ug/l nella stazione posta a monte e di 0,114 ug/l nella stazione alla foce del Fiume Agri, di fitofarmaci non normati la cui concentrazione rimane comunque sempre inferiore al valore di SQA-MA*. Tra le molecole non normate si segnala il ritrovamento del 2,4 D nel campione prelevato a monte in concentrazione di 0,16 ug/l rispetto a 0,1 ug/l che rappresenta il limite riportato nella colonna dello Standard di Qualità ambientale calcolato sulla media annuale ( SQA-MA) .
*(6) Per tutti i singoli pesticidi (inclusi i metaboliti) non presenti in questa tabella si applica il valore cautelativo di 0,1 μg/l.

Gli esiti analitici sono riportati nei Rapporti di Prova allegati alla presente.

CONCLUSIONI

Alla luce dei risultati ottenuti fatta eccezione per la presenza “inusuale” di alcuni fitofarmaci, la cui presenza non è riscontrabile in nessuna delle serie analizzate anche negli anni pregressi in diversi corpi idrici regionali, e di quantità molto modeste di idrocarburi, non si evidenziano situazioni di particolare criticità. I dati ottenuti unitamente ai risultati degli esami eseguiti sulle carcasse dei pesci potranno chiarire le ragioni della moria che ha coinvolto questa specie (carpa).

Il Dirigente
PALMA ACHILLE
Centro Ricerche ARPAB di Metaponto
Firmato il 19/05/2020 18:29

NOTA DEL REDATTORE:
TUTTI I RAPPORTI DI PROVA DELLE ANALISI
EFFETTUATE SONO VISIONABILI SUL SITO ISTITUZIONALE DEL COMUNE (WWW.POLICORO.BASILICATA.IT), NELLA SEZIONE AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE - SOTTOSEZIONE INFORMAZIONI AMBIENTALI.
SI PRECISA INOLTRE CHE SI E' IN ATTESA DELLE ANALISI EFFETTUATE DALL’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA PUGLIA E DELLA BASILICATA - SEZ. DI MATERA

domenica 24 maggio 2020

LE LINEE GUIDA PER LA RIPRESA DELLE ATTIVITÀ SPORTIVE DEL MINISTERO DELLA SALUTE


FOTO MINISTERO DELLA SALUTE

LO SPORT IN SICUREZZA DURANTE LA FASE 2: NON BERE DA BICCHIERI E BOTTIGLIE DI ALTRE PERSONE; NON SCAMBIARSI L'ATTREZZATURA CON ALTRI ATLETI; NON LASCIARE I PROPRI INDUMENTI IN LUOGHI CONDIVISI. LE PRATICHE IGIENICHE DA GARANTIRE ALL'INTERNO DEI CENTRI SPORTIVI. GLI OBBLIGHI DI CHI PRATICA L'ATTIVITÀ SPORTIVA

IL TESTO INTEGRALE DELL'ARTICOLO PUBBLICATO SUL SITO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Le attività sportive ripartono in sicurezza. Sul sito dell'Ufficio per lo sport sono state pubblicate le linee guida per gli allenamenti degli sport di squadra e per l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere durante la fase 2.
All'interno del centro sportivo dovrà essere garantita la possibilità di rispettare le seguenti pratiche igieniche.
  1. Lavarsi frequentemente le mani, anche attraverso appositi dispenser di gel disinfettanti.
  2. Mantenere la distanza interpersonale minima di 1 metro in caso di assenza di attività fisica; mantenere la distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’esercizio, comunque non inferiore a 2 metri.
  3. Non toccarsi mai occhi, naso e bocca con le mani.
  4. Starnutire e tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie; se non si ha a disposizione un fazzoletto, starnutire nella piega interna del gomito
  5. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti.
  6. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate.
  7. Gettare subito in appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati (ben sigillati).
Ai fini dell’attuazione delle buone pratiche igieniche dovranno essere messi a disposizione:
  • procedure informative affisse nel sito sportivo, nelle zone di accesso, nei luoghi comuni, nelle zone di attività sportiva, nonché negli spogliatoi e nei servizi igienici;
  • gel igienizzante;
  • sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti (fazzoletti monouso, mascherine/respiratori);
  • indicazioni sulle corrette modalità e tempi di aerazione dei locali;
  • specifiche attività di filtrazione dell’aria nei locali chiusi ad alta densità di persone o di attività;
  • sanitizzazione a ogni cambio turno;
  • vietare lo scambio tra operatori sportivi e personale comunque presente nel sito sportivo di dispositivi (smartphone, tablet, ecc.).
In aggiunta, coloro che praticano l’attività, hanno l’obbligo:
  • di disinfettare i propri effetti personali e di non condividerli (borracce, fazzoletti, attrezzi, ecc...);
  • di arrivare nel sito già vestiti adeguatamente alla attività che andrà a svolgersi o in modo tale da utilizzare spazi comuni per cambiarsi e muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti;
  • di non toccare oggetti e segnaletica fissa.       
  •  
  • IN ALLEGATO L'INFOGRAFICA DELL'UFFICIO PER LO SPORT CON TUTTE LE INDICAZIONI UTILI scaricabile anche cliccando su: infografica.
Consulta anche :
FONTE: MINISTERO DELLA SALUTE

ALLEGATO: INFOGRAFICA UFFICIO DELLO SPORT 


EROSIONE DELLA COSTA. QUALCOSA SI MUOVE

LE STRUTTURE DELLA SPIAGGIA DI TERZO MADONNA DI SCANZANO JONICO DISTRUTTE DA UNA MAREGGIATA L'11.11.2017

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE BARDI, COMMISSARIO ALL'EMERGENZA DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO, HA NOMINATO IL SOGGETTO ATTUATORE DELLE ATTIVITA' IN PROGRAMMA. ANNUNCIATO NEI PROSSIMI GIORNI UN INCONTRO COI COMUNI INTERESSATI PER L'IMMEDIATA APERTURA DEI LAVORI. SARA' COSI'? VEDREMO. DA TROPPI ANNI SU QUESTO ARGOMENTO, ALMENO A TERZO MADONNA DI SCANZANO JONICO, SOLO ANNUNCI

SCANZANO JONICO – Un comunicato stampa della Regione, oggi, ha informato che “il presidente Vito Bardi, nella sua qualità di commissario all'emergenza dovuta al dissesto idrogeologico, ha predisposto un programma per combattere l'erosione delle coste. Nell’ambito della delega sul dissesto idrogeologico ha nominato il soggetto attuatore (di chi si tratta, ndr?). Nei prossimi giorni si terrà un incontro con i sindaci dei Comuni interessati per programmare l'immediata apertura dei lavori e per risolvere in via definitiva un problema che rende anche difficilmente fruibile la bellezza del litorale”. Sin qui il comunicato stampa che fa capire, quanto meno, che, a livello regionale, qualcosa si muove contro il fenomeno erosivo della costa jonica lucana. Fenomeno oltremodo accentuato nella spiaggia che non c'è quasi più, quella di Terzo Madonna di Scanzano Jonico. Qui i marosi negli anni hanno portato via oltre 200 metri di arenile. E lì dove svolgevamo la loro attività ben 4 stabilimenti balneari ne è rimasto, a malapena, solo uno. Senza contare che metri e metri di pineta, baluardo a difesa dell'agricoltura, sono stati letteralmente divorati. E che il canale che dall'idrovora “Agri” porta le acque piovane nello Jonio quasi non esiste più con le briglie mangiate dalle onde. Perdonerà lo scetticismo, quindi, degli scanzanesi e del sottoscritto il governatore Bardi. Qui, caro presidente, non se ne può più degli annunci. Chi scrive ha redatto centinaia di articoli sulla vicenda erosiva a Terzo Madonna. Decine solo sul finanziamento di 7,5 milioni di euro che sembrava lì lì per essere appaltato. Invece siamo ancora al programma che sarebbe stato stilato da lei. C'è Scanzano Jonico nella sua lista? Ci sono le barriere soffolte a Terzo Madonna? C'è l'intervento per ripristinare la funzionalità dello scarico dell'idrovora “Agri”? Già. Qui, caro presidente, sinora, ci sono state solo passerelle di politici, ex ed attuali, regionali e nazionali. Nulla più se non interventi tampone con pietre di cava (vedi foto). 

LO STESSO PUNTO DELLA FOTO PRECEDENTE RICOSTRUITO CON PIETRE DI CAVA COME SI PRESENTA ATTUALMENTE

A Metaponto, almeno, le barriere soffolte, anche se so che ci sono altri problemi, sono state realizzate. A Scanzano Jonico, zero. Ci scusi, allora, generale Bardi se concludiamo scrivendo che, scottati dalle delusioni del passato, aspettiamo anche lei alla prova dei fatti.

METAPONTINO. ESTATE ALLE PORTE CON I CANALI DI BONIFICA SPORCHI. L'ANNOSO PROBLEMA

SCANZANO JONICO, VIA LIDO

DA METAPONTO A NOVA SIRI PASSANDO PER SCANZANO JONICO E POLICORO LE STRUTTURE CONSORTILI SONO INTASATE DA RIFIUTI E DA ERBACCE ALTE DA NASCONDERE I SEGNALI STRADALI. COMUNI, CONSORZIO DI BONIFICA, REGIONE E GOVERNO NAZIONALE INTERVENGANO. IL RISCHIO SONO INCIDENTI STRADALI, INCENDI E, D'INVERNO, ALLUVIONI ANNUNCIATI. MA C'E' ANCHE, COME IL SOTTOSCRITTO, FA DA SE'. E CHI, COME IL CONSIGLIERE REGIONALE PASQUALE CARIELLO, NEL MAGGIO DI 2 ANNI FA, PRESE IL TRATTORE E SFALCIO' LE ERBACCE PER PROTESTA SOSTENUTO DA ALCUNI ESPONENTI DEL M5S

SCANZANO JONICO – L'estate si avvicina ed il Metapontino, da Bernalda a Nova Siri, si ritrova con uno dei problemi che più assillano gli agricoltori e chi vive o si sposta in campagna: i canali di bonifica intasati da rifiuti vari e da erbacce alte tanto da impedire la vista di catarifrangenti e segnali stradali. Come si vede nella foto scattata ieri in via Lido, quella che porta al mare. Così, ecco che mi sento assillare: “Dottore, ma quando scrivi un articolo su questa gravissima situazione?” Già, la lunghissima rete di bonifiche grandi, medie e piccole, del Consorzio di bonifica della Basilicata, guidato dall'amministratore unico Giuseppe Musacchio, riconfermato dal Governo di centrodestra dopo essere stato nominato da quello di centrosinistra, è un grosso problema. Ci voglio molti soldi. Tanti soldi che, presumiamo, l'ente consortile non ha. Allora? Allora i canneti che occludono alla vista incroci e segnaletica verticale espongono al rischio di incidenti stradali, incendi, e, d'inverno, a alluvioni annunciati. Il fatto è che nell'emergenza ecco che escono i soldi che non ci sono per la prevenzione. Misteri italici. Ma c'è anche chi fa da se. Come me. Già, il lavoratore che vedete nella foto con il decespugliatore sono proprio io. 

FILIPPO SFALCIA ERBACCE

Stamane, come da 20 anni, ho ripulito i circa 20 metri di canale che insistono davanti alla mia casa. Sono rimasto soddisfatto del mio lavoro (vedi foto). 
 
ECCO IL CANALE A LAVORO FINITO

Oltretutto ho raccolto anche bottiglie di plastica, lattine, buste di patatine (vuote) e anche qualche nuovo rifiuto come i guanti di plastica monouso anti Coronavirus (vedi foto). 

RIFIUTI INDISTRUTTIBILI RACCOLTI IN 20 METRI DI BONIFICA

Eppure anch'io pago la “tassa della bonifica” al Consorzio. Come tutti. Ma l'ente gestito da Musacchio questo servizio non lo dà o non lo può dare. Allora? Allora un antico proverbio cinese, lo butto lì poiché non so se esista veramente, dice: “Pulisci davanti a casa tua, pulirai un pezzo di mondo”. Magari, e questa è una proposta per i sindacati agricoli, si potrebbe proporre per i canali più piccoli una sorta di baratto: gli agricoltori se li puliscono da sè a fronte di una detrazione sulla tassa annuale pagata al Consorzio. Si potrebbe fare? Si potrebbe fare se anche qualche politico di livello regionale si interessasse della questione. Potrebbe interessarsene, se vorrà, ad esempio, il consigliere regionale Pasquale Cariello (Lega). Dai banchi della maggioranza del massimo ente territoriale locale potrebbe ricordare quando, Gazzetta del mezzogiorno del 29 maggio 2018, http://filippomele.blogspot.com/2018/05/scanzano-jonico-il-consigliere-cariello.html, prese il suo trattore e per protesta sfalciò un tratto di erbacce dalle cunette di Via Piemonte, a Scanzano Jonico, dove abitiamo sia lui sia io. 

SCANZANO JONICO 29.5.2018. PASQUALE CARIELLO SFALCIA ERBACCE COL SUO TRATTORE

Ma non fu conflitto di interesse per entrambi. Fu un gesto per richiamare l'amministrazione in carica a mettere in funzione il trattore municipale in panne. Il buon Pasquale, però, adesso, potrebbe elevare la sua protesta dal livello comunale a quello regionale: proponga, se vuole, il baratto. Gli agricoltori puliscono i canali davanti alle loro case in cambio di uno sconto sulla bolletta consortile. Vedremo. Oppure si faccia promotore di una richiesta forte all'amministratore Musacchio o all'assessore regionale all'ambiente Gianni Rosa o a quello all'agricoltura Francesco Fanelli di intervenire per risolvere, in maniera non episodica ma organica, vale a dire ogni anno, l'antico problema. Si può fare? E, dato che a dar man forte a Cariello, in quella protesta, intervennero anche il consigliere comunale del M5s del tempo, Antonello Musillo, e l'attivista pentastellato Mikele Di Tursi, potrebbe essere proprio il partito di Grillo a livello locale e regionale ad intervenire nelle forme che riterrà opportune. Potrebbe, ad esempio, chiedere l'intervento del ministro dell'ambiente Sergio Costa. O è troppo per migliaia di chilometri di canali di bonifica sporchi e pericolosi nel Metapontino? Insomma, Cariello ed i 5 stelle ora sono maggioranza il primo alla Regione i secondi al Governo nazionale. Facciano vedere che sanno fare meglio del Pd quando era al Governo regionale e nazionale non a chiacchiere ma coi fatti: risolvano, finalmente, dopo decenni, uno dei problema che più assilla i produttori agricoli e chi vive nelle campagne dei centri dell'arco jonico lucano. Altrimenti tutti sentenzieranno: troppo facile protestare quando si è opposizione; troppo difficile mantenere le promesse quando si è maggioranza.

sabato 23 maggio 2020

METAPONTINO. E' ALLARME MASCHERINE E GUANTI GETTATI NELL'AMBIENTE

MASCHERINE E GUANTI GETTATI INDISCRIMINATAMENTE NELL'AMBIENTE: RISCHIO SANITARIO ED ECOLOGICO

PREOCCUPATI AMBIENTALISTI E CITTADINI. SE NON SMALTITI CORRETTEMENTE I PRESIDI SANITARI POSSONO PROPAGARE IL CONTAGIO DA COVID-19 E INQUINARE LA NATURA PER DECINE DI ANNI. OCCORRE CORRERE AI RIPARI. COSÌ, I VERDI DI NOVA SIRI HANNO CHIESTO L'INTERVENTO DEL COMUNE. ALTRI, INVECE, HANNO CHIESTO AI SINDACI MULTE SALATE PER I TRASGRESSORI. E LEGAMBIENTE: “MASCHERINE E GUANTI CHIUSI IN UN SACCHETTO VANNO SMALTITI NELL'INDIFFERENZIATA” 


Ormai è allarme mascherine e guanti gettati indiscriminatamente nell'ambiente. Da Scanzano Jonico, a Policoro, a Nova Siri, cittadini e gruppi ambientalisti hanno espresso tutta la loro preoccupazione chiedendo l'intervento dei Comuni. A mettere “nero su bianco” è stata la portavoce del Circolo dei Verdi di Nova Siri, Giada Manzi, che ha scritto al sindaco Eugenio Lucio Stigliano. “Gentilissimo sindaco – ha scritto Manzi – le sottoponiamo una problematica che riguarda un atteggiamento individuale che ci accompagnerà per moltissimo tempo.
Ci troveremo ad indossare tutti dispositivi di protezione personali quali mascherine e guanti in lattice con l’utilizzo degli stessi che aumenterà in modo esponenziale. Questo utilizzo desta già ad oggi una preoccupazione particolare. Se è vero, infatti, che la natura vive un momento floreo, è anche vero che lo smaltimento errato delle mascherine è purtroppo visibile in molte zone. In questi giorni non è difficile trovare purtroppo, anche in mare, rifiuti di questo tipo.
Riteniamo quindi importante, da parte vostra l’adeguamento dei servizi di raccolta e di smaltimento dei dispositivi di sicurezza individuale contro l’epidemia da Covid-19. L’Amministrazione Comunale dovrebbe acquistare specifici contenitori di raccolta per questo tipo di rifiuti da collocare nei posti che con l’allentamento delle misure restrittive ricominceranno ad essere affollati. Così Nova Siri sarebbe pronta alla nuova accoglienza, mostrandosi vivace e al passo con i tempi”.
Ma c'è stato anche chi ha chiesto ai primi cittadini di sanzionare con multe salate i “nuovi barbari”. Legambiente, a proposito, ha spiegato che “i dispositivi di protezione individuale se non smaltiti adeguatamente possono causare enormi danni ambientali e problemi sanitari.Cosa fare? Se utilizzi guanti e mascherine usa e getta, chiudili in un sacchetto e conferiscili nell’indifferenziato o nei punti di raccolta allestiti. È un gesto civico, di buon senso e corretto per la salute di tutti noi e dell’ambiente. Passa parola”.

LIBERA BASILICATA SULL'ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI: 23 MAGGIO 1992 – 23 MAGGIO 2020


MELCHIONDA: “NOI SIAMO LA MEMORIA CHE ABBIAMO E LA RESPONSABILITÀ CHE CI ASSUMIAMO. SENZA MEMORIA NON ESISTIAMO. SENZA RESPONSABILITÀ FORSE NON MERITIAMO DI VIVERE. QUESTE INIZIATIVE HANNO IL COMPITO DI RENDERE PRESENTE, VIVA E RISPETTOSA QUESTA MEMORIA, DI RESTITUIRE VALORE E RICONOSCIMENTO ALLE STORIE E ALLE VITE DELLE TANTE PERSONE INNOCENTI UCCISE, DI METTERE IN ATTO IL PESO POLITICO DI QUESTE VITE"

IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DI LIBERA BASILICATA

POTENZALe celebrazioni di questo 28 esimo anniversario della strage di Capaci, costata la vita del giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo, e agli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, assume un significato particolare.
L’impossibilità di organizzare cortei e raduni, non ci impedisce di invitare tutti ad affacciarsi dai balconi di casa e appendere un lenzuolo bianco, uno striscione, esprimendo un pensiero di gratitudine a chi, nella lotta alla mafia, ha fatto la propria parte.
La legalità è ormai sulla bocca di tutti, anche di chi la calpesta tutti i giorni. Legalità e antimafia sono spesso parole malate, che vengono usate da chi non le rispetta e le calpesta, perciò abbiamo bisogno tutti di ritrovare un impegno nuovo.
Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo. Senza responsabilità forse non meritiamo di vivere. Quante persone non riescono a mettersi in movimento perché oppresse dal bisogno o dal giogo delle mafie. La memoria è un’esperienza che si nutre del dolore e che si apre alla speranza, nel tentativo di costruirla. Perché desideri e attese di cambiamento non si alimentano solo di futuro, ma anche del passato, delle cose che sono state e delle cose che non sono ancora.
Queste iniziative hanno il compito di rendere presente, viva e rispettosa questa memoria, di restituire valore e riconoscimento alle storie e alle vite delle tante persone innocenti uccise, di mettere in atto il peso politico di queste vite. Attraverso questo delicato impegno si sancisce il valore della vita, non strumento di potere ma bene da proteggere; si ricostruiscono pezzi importanti della storia del nostro paese, strettamente unita alla vita di queste persone; si scorgono i legami con le nostre vite e la responsabilità che ci attende; si definisce un profilo etico verso il quale procedere; si dà corpo alla dimensione generativa del cambiamento, contenuta nell’impegno. Si afferma che tali valori dipendono dal nostro impegno quotidiano.
GERARDO MELCHIONDA – LIBERA BASILICATA

NEI NEGOZI DI ABBIGLIAMENTO IN SICUREZZA. FOCUS DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'

FOTO ISS

COVID-19. LE RISPOSTE ALLE DOMANDE DOPO LE RIAPERTURE DELLA FASE DUE. I CLIENTI: QUALI DISPOSITIVI INDIVIDUALI DI PROTEZIONE USARE? COME E QUALI CAPI PROVARE? PER I COMMERCIANTI: COME SANIFICARE UN AMBIENTE PUBBLICO? QUALI DISINFETTANTI USARE? COME TRATTARE GLI INDUMENTI GIÀ PROVATI?

IL TESTO INTEGRALE “DAGLI AMBIENTI AI CAPI DA PROVARE, COME SANIFICARE I NEGOZI” PUBBLICATO SUL SITO DELL'ISS

ISS, 22 maggio 2020 - Negli ambienti pubblici come i negozi non è necessario usare disinfettanti su tutte le superfici al fine di ridurre il rischio di trasmissione da Covid-19 in quanto la pulizia frequente e approfondita con acqua e detergenti neutri è generalmente sufficiente. Al contrario, la disinfezione, con prodotti disinfettanti non professionali comunemente reperibili, va riservata a quelle zone e/o superfici frequentemente toccate dai clienti, come maniglie, corrimani, piani di appoggio, superfici nelle cabine di prova, sistemi di pagamento, schermi touch o tastiere
Le indicazioni principali per le procedure di sanificazione sono contenute nel rapporto “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento” (ISS COVID-19 n. 25/2020; Versione del 15 maggio 2020) pubblicato dall'ISS a cura del Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19, che contiene anche un focus sui negozi di abbigliamento.
Il rapporto ricorda che le linee guida del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Europeo (European Centre for Prevention and Disease; ECDC), di quello Statunitense (Centers for Disease and Control; CDC) e dell’OMS indicano che la pulizia con acqua e normali detergenti neutri, associata all’utilizzo di comuni prodotti disinfettanti, è sufficiente per la decontaminazione delle superfici eventualmente contaminate. In generale, è stato dimostrato che disinfettanti a base di alcoli [ad es. etanolo, propan-2-olo, propan-1-olo], ipoclorito di sodio (0,1%) o sali di ammonio quaternario, sono tra i principi attivi, ma non i soli, in grado di ridurre significativamente il numero di virus dotati di “involucro” come il SARS-CoV-2.
Durante le operazioni di pulizia/disinfezione i prodotti non vanno mai miscelati tra loro, poiché si potrebbero innescare reazioni chimiche a seguito delle quali si possono generare sostanze pericolose. Dopo aver letto attentamente le etichette e le schede di sicurezza che accompagnano i prodotti, nelle operazioni di disinfezione nei locali è necessario indossare semplici dispositivi di protezione individuale (DPI) come guanti e maschere. La pulizia deve avvenire con frequenza almeno giornaliera. Oltre alla pulizia accurata è importante rinnovare frequentemente l’aria all’interno dell’ambiente.
"Per quanto riguarda i dispositivi di protezione - sottolinea il direttore del Centro Nazionale Sostanze Chimiche dell’ISS dott.ssa Rosa Draisci - sarebbe meglio che il cliente entrasse nel negozio senza guanti, utilizzando invece quelli monouso forniti dall'esercente, per essere sicuri che siano puliti".
Il rapporto ISS contiene anche un vademecum sulla sanificazione, oltre ad un glossario che chiarisce i termini usati nell’ambito della sanificazione, in particolare la differenza tra disinfettante, sanificante, igienizzante/detergente per l’ambiente. La procedura per la sanificazione inoltre è spiegata in maniera visuale in un albero decisionale.

Focus sull'abbigliamento
II rispetto delle buone prassi previste per il comportamento delle persone e la pulizia (sanificazione) periodica dei locali limiterebbero la diffusione del virus anche nel caso in cui nei negozi di abbigliamento fosse offerta la possibilità di indossare il capo per prova.
Per i clienti, la disinfezione delle mani in entrata e in uscita, l’utilizzo della mascherina e dei guanti in entrata e il divieto di provare gli abiti che possano entrare in contatto con il viso (ad esempio maglioni o altri capi che vengono infilati dalla testa) rappresentano un valido strumento per limitare la probabilità di eventuale contaminazione degli indumenti.
Per il commerciante, non mettere a disposizione i capi provati nella stessa giornata e lasciarli in ambiente ventilato e comunque non umido, potrebbe rappresentare una ulteriore precauzione.
Per sanificare gli indumenti provati evitare i prodotti chimici che possono danneggiare i capi e, se ritenuto necessario, impiegare un produttore di “vapore secco”, da usare in locali ventilati e separati dai camerini di prova e dagli ambienti frequentati. Il calore del “vapore secco” è efficace conto i virus in circa 30 minuti, anche se i tempi potrebbero essere superiori per i capi che presentano cuciture, pieghe e risvolti.

venerdì 22 maggio 2020

EXODUS TURSI: 15MILA MASCHERINE PRODOTTE E DISTRIBUITE IN TUTTA ITALIA IN DUE MESI

LA SARTORIA DI EXODUS TURSI


PIERA VITELLI: “IL NOSTRO LABORATORIO DI RESILIENZA CONTINUA A PRODURRE SOLIDARIETÀ. TRA QUALCHE SETTIMANA ARRIVERANNO NUOVE ATTREZZATURE CHE CI PERMETTERANNO DI INCREMENTARE LA PRODUZIONE. COSI ALLA CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ A PRODURRE MASCHERINE PER LA POPOLAZIONE AGGIUNGEREMO ANCHE QUELLA PER LE MASCHERINE SANITARIE”.
CHIUNQUE PUÒ ORDINARE I PRESIDI “MADE IN TURSI” AL 3351500890 A FRONTE DI UNA DONAZIONE.
LA TESTIMONIANZA DEI RAGAZZI IMPEGNATI NELLA SARTORIA


IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DELLA FONDAZIONE EXODUS DI TURSI

METTI 6 RAGAZZI E 2 EDUCATORI,1 TAGLIACUCI E 2 MACCHINE DA CUCIRE LINEARI, KM DI TNT BIANCO E NESSUN SARTO
Risultato: 60 giorni di sartoria resiliente con 15.000 mascherine prodotte.
Questa è l’avventura della casa Exodus di Tursi in tempo di pandemia Covid-19. Una Comunità e un tempo sospeso da attraversare. E’ bastato decidere, non lo sapevamo, ma a testa ferma, bloccata da ogni cosa,il cuore ha il sopravvento.
E’ bastato decidere… e tutto si è fatto dono.
E’ bastato parlarne… e sono arrivate richieste da tutta Italia.
Da Palermo a Trieste, da privati cittadini a Comuni, da aziende ad associazioni, da RSA a comunità psichiatriche…
Tante mascherine offerte, tante donazioni ricevute… è proprio vero, il dono genera dono!
E che dire degli imprenditori locali e nazionali che hanno voluto essere con noi in questa sfida, facendo sì che, a un certo punto:
l’elastico non mancasse più - i merciai a serrande chiuse ci hanno fornito il poco rimasto a magazzino - le macchine cucitrici passassero da 3 a 5.
E a un certo punto, potessimo realizzare un piccolo sogno: tra qualche settimana, infatti, arriveranno nuove attrezzature che ci permetterà di incrementare la produzione.
Cosi che alla certificazione di qualità a produrre mascherine per la popolazione abbiamo pensato di aggiungere anche quella per le mascherine sanitarie.
Insomma, il dono genera dono. Dopo 60 giorni, però, il dono più bello sono i ragazzi… e, soprattutto, che i ragazzi siano ancora qui,
a lavorare senza chiedere pause o protestare, ma alimentati dal desiderio di essere loro di aiuto per gli altri.
Il Covid ha sballato i loro piani, ma… li ha resi resilienti, li ha resi migliori.
16 marzo - 16 maggio 2020

Piera Vitelli – Responsabile Exodus Tursi


E CHI SE LO ASPETTAVA? “CREDETE IN VOI” È QUELLO CHE CI DICONO SEMPRE
Il 5 marzo, di quest’anno, veniamo a sapere dal TG nazionale che l’Italia è stata colpita dal Coronavirus. Questa notizia ci fa sentire piccoli, indifesi e arrabbiati. Non sappiamo come comportarci, non siamo pronti a tutto ciò. Passano i giorni, cominciamo a capire che questo virus è pericoloso, che il modo in cui viviamo a stretto contatto con il prossimo non è più tollerabile, che una stretta di mano o un abbraccio possono essere letali. Ma soprattutto che la nostra nazione, come il resto del mondo, non è pronto ad affrontare quella che si sta per trasformare in pandemia…
La nostra responsabile, insieme allo staff e ad alcuni ragazzi della comunità di Tursi, escogitano un modo per far si che questo periodo si trasformi in un tempo di crescita ed è così che nasce l’idea di cominciare a produrre mascherine.
Il convento che ospita la Casa Exodus di Tursi è munito di una sartoria. Il 16 marzo, cominciamo questa sfida. Noi ragazzi, non essendo pratici in questo settore, ci siamo studiati e inventati di tutto per rendere la produzione veloce e a prova di virus. E allo stesso modo i nostri operatori si sono occupati della parte burocratica, ottenendo nel minor tempo possibile, la certificazione del prodotto.
Giorno dopo giorno, i nostri obiettivi crescono, cerchiamo di fare sempre più mascherine, ci riusciamo, ci gasiamo e diventiamo più bravi.
Più passa il tempo, più si parla di noi, di “Exodus Tursi”…
Mara Venier invita don Mazzi a “Domenica In”: Rai 1 manda in onda un servizio che mostra ciò che facciamo, ma soprattutto il Don parla di noi, di questa comunità che in tempo di Covid, invece di stare con le mani in mano, si dà da fare e produce mascherine per l’Italia, donandole. Sentire le parole del Don è stata una “botta” di energia, una “iniezione” di fiducia; da lì in poi la sartoria di Tursi ha avuto una marcia in più: i telefoni hanno cominciato a squillare di continuo, i nostri operatori ricevono chiamate da Siracusa a Torino, ci chiamano proprietari di aziende, semplici cittadini, pensionati e come tutti noi speravamo, c’è solidarietà.
Tutti ci aiutano come possono. Non potrò mai dimenticare una signora, che per ringraziarci di quello che stavamo facendo, ci ha mandato un paio di metri di elastico o di una anziana signora che alla fine della telefonata, ci ha detto “Ragazzi, stasera pregherò per voi!” O la gioia di vedere il frutto del nostro lavoro indossato da tanta gente.
È strano a dirsi, ma grazie a questo virus, noi qui a Tursi, ci siamo uniti ancora di più. Non tutti i ragazzi fanno parte della sartoria, ma ci aiutano comunque, portando avanti la casa dove viviamo, sbrigano le faccende domestiche, cucinano, e se finiscono prima il lavoro che è stato loro assegnato, passano da qui, dal laboratorio, a chiedere se serve una mano. Per noi che facciamo parte di Exodus Tursi è stato davvero incredibile riuscire ad ottenere risultati così.
È bello sapere che l’X% delle mascherine prodotte in Basilicata le abbiamo fatte noi, interi paesi le indossano, le nostre famiglie dalla Sicilia alla Lombardia hanno ricevuto mascherine prodotte a Tursi: tutto ciò ci fa sentire una parte importante della nostra Italia, siamo orgogliosi, piacevolmente impegnati. A volte, quando arriva il momento di staccare e spegnere le macchine, non ce ne accorgiamo neanche, siamo presi talmente tanto e quello che facciamo ci fa sentire così bene che non vorremmo staccare mai.
Quando fai una cosa con piacere, in armonia, tra una risata e un dolce sfottò, il tempo vola. Un’ora sembra un minuto. Lavorare in allegria, con un obiettivo ben chiaro in testa, rende tutto più piacevole. Essere riusciti a fare tutto ciò ci ha reso soddisfatti, consapevoli che ciò che facciamo è importante.
Chi se lo aspettava da un gruppo di tossicodipendenti chiusi in comunità? Nessuno…
Nessuno a parte Piera, i nostri operatori e il Don, che dai tempi del Parco Lambro, ha sempre creduto nei suoi ragazzi e nel cambiamento. Ma soprattutto siamo stati noi stessi a credere in noi, e a rendere tutto ciò possibile.
La Sartoria di Exodus Tursi”

Per informazioni:
Fondazione Exodus Onlus
Responsabile Sede di Tursi - Piera Vitelli - tel 0835.533211 – 335.1500890 – e.mail: tursi@exodus.it
Ufficio Stampa - Rossana Serafino - tel. 02/21015.205 – 346/3109456 – rossana.serafino@exodus.it-
www.exodus.it