domenica 22 febbraio 2026

L’INTERVISTA. LA FOLLE SPARATORIA DI BRUGHERIO (MB). PARLA LEONARDO MERLO, ORIGINARIO DI SCANZANO JONICO MT), VITTIMA DI TENTATO OMICIDIO, CON IL FIGLIO, IL 13 FEBBRAIO SCORSO: “COME FACCIO A DIMENTICARE CARMINE A TERRA, FERITO DA COLPI DI PISTOLA? IL MIO CORAGGIO PER SALVARLO. SPERO CHE EGLI TORNI ALLA VITA NORMALE. GRAZIE ALLA MIA FAMIGLIA, AGLI AMICI, AGLI SCANZANESI”

 

SCANZANO JONICO (MT) – “Sono rimasto in piedi ed in vita, col mondo che mi cadeva addosso, raggiunto da due colpi di pistola, per salvare mio figlio, a terra, che urlava per il dolore, colpito anche lui dagli spari. Attimi che non dimenticherò mai”.

Sono le prime parole di Leonardo Merlo, 50 anni, nato nel centro del Metapontino, dove vive la sua famiglia e con cui ha sempre mantenuto rapporti, ma residente a Stradella (PV). Leo, come lo chiamano gli amici, è rimasto vittima il 13 febbraio scorso, attorno alle ore 18, di un tentato omicidio, insieme al figlio Carmine, 26 anni, e ad una persona che avevano incontrato per caso nel cortile della cascina dove il terribile fatto di cronaca si è verificato. Ora è in un letto dell’ospedale Il circolo, a Varese, dove lo raggiungiamo telefonicamente, mentre Carmine è al San Gerardo di Monza.

“Ringraziamo i medici, che ci stanno aiutando molto, e tutto il personale. Io sono stato operato all’intestino ma mi sto riprendendo. Carmine è ancora in prognosi riservata, operato per tre volte. Per fortuna sta reagendo ad ogni complicanza. E’ forte. Ha coraggio. Ha due bambini, un terzo in arrivo. La moglie ha avuto una minaccia d’aborto dopo l’accaduto. La mia unica speranza è che egli esca dalla terapia intensiva e che torni ad una vita normale considerato che è stato interessato da un proiettile anche la colonna vertebrale”.

Ovviamente, il racconto del nostro interlocutore, è rotto, spesso, dalla commozione. Non ci sarebbe bisogno di domande per la nostra intervista. Dai video in mano alla magistratura si vede tutto quello che è accaduto.

“Noi eravamo lì per incontrare un idraulico al fine di chiudere un cantiere. Ci ha dato la posizione dove incontrarlo ma questa ci ha portati in quel cortile. Lì abbiamo incontrato un’amica che ci ha detto che lì abitavano i suoi genitori. Poi, si è messa a lavorare con un flex. E’ stato spontaneo cercare di aiutarla. Ma avevamo appena iniziato che abbiamo sentito i colpi di pistola. Carmine è caduto. Un folle si è presentato davanti a noi con la pistola in mano. La ragazza è scappata, lui ha tentato di colpirla. E’ stato allora che mi ha ferito alla gamba. Ma io sono rimasto in piedi per distrarlo affinchè non sparasse più a Carmine. E lui ha sparato a me. Sono stati secondi terribili. Tutto mi crollava addosso ma non potevo non chiamare aiuto per Carmine. Mio figlio era a terra, agonizzante, non potevo mollare. Non potevo mollare. Mi ha sostenuto l’amore di un padre per un figlio”.

Dall’altra parte del telefono abbiamo percepito la commozione. Il silenzio. Abbiamo dato il tempo a Leonardo di riprendersi. Poi ecco ancora le sue parole.

“Ci hanno aiutati molto la nostra famiglia, gli amici, i professionisti degli ospedali dove siamo ricoverati. Abbiamo avuto tanta vicinanza da Scanzano Jonico. In molti sono venuti a trovarci. Gli amici autotrasportatori si sono fatti in quattro. C’è stata gente che ha fatto centinaia di chilometri per aiutarci e starci vicini. Ringrazio tutti, nessuno escluso. Un abbraccio grande agli scanzanesi”.

A questo punto non abbiamo non potuto non chiedergli se gli fosse dispiaciuto che qualcuno abbia tirato fuori in questa grave circostanza alcuni suoi trascorsi giudiziari.

“Ho pagato per i miei errori. Errori dovuti alla disperazione. Ma se anche fosse avvenuto tutto per i miei trascorsi cosa c’entrava mio figlio? Io non conosco affatto chi ci ha sparato addosso. Noi, ripeto, eravamo lì per caso e solo per caso. Mi dispiace solo per il pianto di mio padre quando si è chiesto: “Avremo mai un po' di pace?” Io devo tutto alla vicinanza della mia famiglia e alla onestà dei miei 9 figli”.

Leonardo qual è ora il tuo desiderio più grande?

“La vita di Carmine. La guarigione di mio figlio. Non auguro a nessuno di vivere quel che è accaduto a noi. Prego tanto che Carmine torni alla vita normale”.  


FOTO ILGIORNO.IT
FOTO ILGIORNO.IT

Nessun commento:

Posta un commento