LUCANI IN CARRIERA. DA POMARICO A BOLOGNA. GIUSEPPE CETERA CHEF A CASA SAPÒ DI SAN LAZZARO DI SAVENA. MENÙ CON CONTAMINAZIONI CALABRO – LUCANE E ALLE PARETI UN DISEGNO DELLA CHIESA DI SAN MICHELE
GIUSEPPE CETERA, A DX, CON SALVATORE LORIA
SAN LAZZARO DI SAVENA (BO) – Da Pomarico (MT) a
Bologna il passo può sembrar breve ma, di fatto, non è così. Solo dopo qualche
anno, infatti, Giuseppe Cetera, chef nato nel centro del Materano impegnato in
importanti ristoranti… altrui, si è messo in proprio. Anzi, per essere precisi,
in comproprietà. Dal marzo scorso ha fatto il salto imprenditoriale: socio, con
Salvatore Loria, di San Giovanni In Fiore (CS), di Casa Sapò, dove Sa sta per
San Giovanni e Po' per Pomarico. Il locale è a San Lazzaro di Savena, qualche
minuto di auto dal capoluogo di Regione dell’Emilia Romagna. Così, può capitare,
come è accaduto al sottoscritto, di trovarsi a pranzo in una sala con alle
pareti un disegno della chiesa di San Michele, di Pomarico. Si sa, la curiosità
è alla base dell’informazione. Così, ecco che conosciamo Giuseppe che, volentieri,
ci ha raccontato la sua storia e quella del suo collega calabrese. Bolognese
sì, dunque, ma Pomarico e la Basilicata, San Giovanni e la Calabria, nel cuore
e nel menù con piatti contaminati, al massimo, da prodotti calabresi e lucani,
peperoni cruschi e nduja in primis. Ma il paese natio? Giuseppe, non di molte
parole, ci risponde con un altro disegno affisso alle pareti del suo locale: “Per
andare avanti bisogna tornare indietro”. Ma come si mangia a Casa SaPò? E qui
la risposta non potrà che essere individuale. Ognuno si faccia la sua idea
passando da San Lazzaro!
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