lunedì 15 giugno 2026

POLICORO (MT). FALSI ATTESTATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO. QUATTRO PERSONE AGLI ARRESTI DOMICILIARI. NUMEROSI INDAGATI. LE ACCUSE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MATERA, A VARIO TITOLO: “ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, FALSO IDEOLOGICO COMMESSO DAL PRIVATO IN ATTO PUBBLICO, USO DI ATTO FALSO E DI ULTERIORI VIOLAZIONI DELLA NORMATIVA PREVENZIONISTICA”. OPERAZIONE DEI CARABINIERI DEL NUCLEO ISPETTORATO DEL LAVORO DI MATERA

 

Nella giornata odierna, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Matera hanno dato esecuzione a un'ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Matera, su richiesta della Procura della Repubblica di Matera, nell’ambito di un articolato procedimento penale riguardante plurime ipotesi di falsificazione di attestati, certificazioni e documentazione, prevalentemente in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. La notizia è stata resa nota in un comunicato stampa a firma del procuratore Alessio Coccioli che si reproduce integralmente.

Il provvedimento cautelare riguarda, in particolare, quattro persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, uso di atto falso e di ulteriori violazioni della normativa prevenzionistica prevista dal d.lgs. n. 81/2008.

Secondo l'impostazione accusatoria, accolta dal Giudice per le indagini preliminari nei limiti propri della fase cautelare, sarebbe stata costituita e stabilmente operativa una struttura organizzata, facente capo a uno studio professionale con sede in Policoro, finalizzata alla sistematica predisposizione, produzione e consegna di attestati e documenti non genuini, destinati a consentire ad imprese e datori di lavoro di apparire formalmente in regola con gli obblighi imposti dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

In particolare, l'ipotesi investigativa è che, a fronte di richieste provenienti da diversi clienti, fossero predisposti attestati di formazione obbligatoria, registri di presenza, giudizi di idoneità alla mansione, documenti di valutazione dei rischi e ulteriore documentazione tecnica o amministrativa attestante attività formative, sanitarie o certificative che, secondo quanto emerso dalle indagini, non sarebbero state in realtà effettivamente svolte, ovvero sarebbero state rappresentate in modo non corrispondente al vero.

Le condotte oggetto di contestazione hanno riguardato, tra l'altro, attestati relativi a corsi di formazione obbligatoria per lavoratori, corsi antincendio, corsi per preposti, corsi per RSPP-datore di lavoro, corsi per addetti al primo soccorso, corsi per la conduzione di trattori agricoli o forestali, nonché giudizi di idoneità alla mansione specifica e documentazione inerente agli adempimenti prevenzionistici previsti dalla normativa vigente.

L'attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Matera attraverso acquisizioni documentali, accertamenti ispettivi, escussione di persone informate sui fatti, riscontri presso enti di formazione e soggetti indicati come docenti o professionisti certificatori, nonché mediante attività tecniche di intercettazione.

Dagli elementi raccolti sarebbe emerso, secondo l'ipotesi accusatoria, un sistema connotato da una significativa serialità operativa, nel quale la documentazione veniva predisposta e consegnata anche in occasione o in vista di controlli ispettivi, così da trarre in inganno gli organi di vigilanza e consentire ai destinatari degli attestati di evitare le conseguenze sanzionatorie derivanti dalla mancata osservanza degli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Particolarmente rilevanti, nell 'impostazione dell'accusa, sono risultati i riscontri acquisiti in ordine alla non genuinità di numerosi attestati, alla mancata effettiva partecipazione dei lavoratori ai corsi formalmente indicati, alla difformità tra quanto risultante dalla documentazione e quanto effettivamente accertato dagli investigatori, nonché al disconoscimento, da parte di alcuni docenti e professionisti, della propria partecipazione alle attività formative o della propria sottoscrizione sui relativi atti.

Il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi in ordine all'esistenza di un'associazione per delinquere, dotata di un'organizzazione stabile e di una ripartizione di ruoli tra il soggetto indicato quale promotore e organizzatore del sodalizio e alcuni collaboratori dello studio, ai quali sarebbe stata demandata, secondo le rispettive mansioni, la predisposizione, gestione, trasmissione e consegna della documentazione ritenuta falsa o comunque non genuina.

Secondo la ricostruzione accusatoria, la struttura avrebbe operato mediante una rete di rapporti con imprese, datori di lavoro, intermediari e clienti finali, offrendo risposte documentali rapide rispetto alle esigenze di regolarizzazione formale, anche in pendenza di controlli ispettivi o a seguito di contestazioni mosse dagli organi di vigilanza.

L'ordinanza evidenzia, inoltre, la particolare pericolosità del sistema ipotizzato, non soltanto per la lesione dell’affidamento pubblico nella genuinità di attestati e certificazioni, ma anche per il possibile svuotamento sostanziale degli obblighi di formazione e prevenzione previsti a tutela dei lavoratori. La normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, infatti, non ha una funzione meramente formale o burocratica, ma è posta a presidio dell'integrità fisica dei lavoratori e della prevenzione degli infortuni.

La produzione di attestati falsi o non genuini in tale settore, ove accertata, assume dunque rilievo particolarmente significativo, poiché rischia di determinare l’apparente regolarità di posizioni che, in realtà, potrebbero non essere conformi agli standard minimi di formazione, informazione, sorveglianza sanitaria e prevenzione richiesti dall ' ordinamento.

In tale quadro, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di tutti i quattro indagati, ritenendo inadeguate misure meno afflittive in considerazione della gravità dei fatti, della flessibilità operativa del sistema e della rete di contatti emersa dalle indagini.

Il procedimento penale riguarda, complessivamente, un numero più ampio di soggetti, ai quali vengono contestate, a vario titolo, condotte relative alla produzione, alla consegna, all'intermediazione o all'utilizzo di attestati e documenti ritenuti falsi, nonché, in alcuni casi, violazioni della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L'esecuzione del provvedimento cautelare costituisce l'esito di un' attività investigativa complessa, sviluppata anche attraverso controlli ispettivi su imprese operanti nel territorio, analisi della documentazione acquisita e verifiche incrociate presso gli enti e i soggetti formalmente indicati nei documenti oggetto di indagine.

La Procura della Repubblica di Matera sottolinea il rilievo dell 'attività svolta dal Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Matera, che ha consentito di ricostruire, allo stato degli atti, un meccanismo illecito potenzialmente idoneo a incidere su un settore di primaria importanza pubblica, quale quello della prevenzione degli infortuni e della tutela della sicurezza dei lavoratori.

La vicenda conferma I 'importanza dei controlli in materia di lavoro e sicurezza, nonché della verifica effettiva e non meramente cartolare dell'adempimento degli obblighi di formazione, informazione, sorveglianza sanitaria e prevenzione imposti dalla legge.

La Procura della Repubblica di Matera ribadisce che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che le contestazioni formulate nei confronti degli indagati costituiscono, allo stato, mere ipotesi accusatorie. Le persone sottoposte a indagine devono pertanto essere considerate innocenti sino all'eventuale accertamento definitivo di responsabilità, nel pieno rispetto del contraddittorio, delle garanzie difensive e del principio costituzionale di presunzione di innocenza.

Il presente comunicato viene diffuso in ragione della rilevanza pubblica dei fatti oggetto di indagine, avuto riguardo alla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla necessità di assicurare una corretta informazione sull'attività giudiziaria e all'interesse della collettività alla conoscenza di vicende che incidono su beni primari protetti dall'ordinamento.

Nessun commento:

Posta un commento