Il consigliere regionale del gruppo misto, Roberto Cifarelli, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, e all'Assessore all'Agricoltura, Carmine Cicala, per chiedere immediati chiarimenti in merito al DPGR n. 96 del 21 aprile 2026. Il decreto ha riconosciuto lo status di “tartufaia controllata” a 143,38 ettari di terreni di proprietà dell'Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura (ALSIA) situati nei comuni di Pisticci e Scanzano Jonico.
“Il riconoscimento di una tartufaia controllata – ha sostenuto il consigliere regionale - non è una mera formalità burocratica. Si tratta di un atto che modifica sostanzialmente il diritto di raccolta nell'area, limitando il libero accesso ai cittadini a favore del soggetto conduttore. Quando l'area è così vasta e il beneficiario è un ente pubblico, la trasparenza, la tracciabilità e il rigore delle verifiche devono essere assoluti.
L'iniziativa ispettiva nasce a seguito delle pesanti anomalie segnalate dagli organi di stampa e dall'Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana (Amscil). In particolare, l'Amscil ha denunciato il diniego da parte di ALSIA all'accesso ai protocolli scientifici e alla cartografia, motivato dall'ente con la tutela del proprio "know-how" e degli "interessi commerciali.
L'elemento più critico emerso riguarda il sopralluogo istruttorio del 27 marzo 2026. Mentre gli atti regionali menzionano l'intervento dei Carabinieri Forestali del Nucleo di Scanzano Jonico, lo stesso Comando dell'Arma – rispondendo a un accesso agli atti in data 19 maggio 2026 – avrebbe smentito categoricamente la propria partecipazione alle operazioni di verifica e il possesso di qualsiasi atto di coordinamento sul caso”.
Per Cifarelli “saremmo davanti a una vistosa e preoccupante contraddizione documentale. A questo si aggiunge un ulteriore paradosso: la legge prevede che il riconoscimento arrivi a valle di miglioramenti colturali già eseguiti, mentre il decreto autorizzativo fa riferimento a un piano di interventi e promesse di lavori da realizzare nei prossimi cinque anni.
L'Associazione Amscil ha già provveduto a esporre i fatti al Garante regionale della Natura, al Difensore Civico e alla Procura della Repubblica per ipotizzate irregolarità istruttorie. Con l’interrogazione depositata in Consiglio regionale, interrogo la Giunta per chiarire i termini esatti della vicenda e l'effettivo svolgimento dell'iter amministrativo; rendere pubblico l'intero fascicolo delle procedure adottate e la documentazione tecnica allegata; diffondere il testo integrale del verbale di sopralluogo del 27 marzo 2026 per fare luce sulla reale catena dei controlli eseguiti.
La pineta jonica e le sue risorse agro-forestali appartengono alla comunità. È doveroso che le istituzioni regionali diano risposte immediate e trasparenti a tutela dei cittadini e della legalità delle procedure pubbliche”.
PER APPROFONDIRE
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