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venerdì 13 marzo 2026

ALLARME ROSSO CARBURANTI. IL GASOLIO OLTRE I 2 EURO. E LA BASILICATA, IL TEXAS D’ITALIA, È TRA LE REGIONI COI RINCARI RECORD. ED IL CARO TRASPORTI PESA SUL CARRELLO DELLA SPESA. CHIESTO L’INTERVENTO URGENTE DEL GOVERNO MELONI. MA SFUMA IL TAGLIO DELLE ACCISE

 

Perde quota l'ipotesi di un taglio sulle accise mentre il monitoraggio, che rimane strettissimo sui prezzi dei carburanti, viene esteso anche all'approvvigionamento di materie prime critiche.

Anche se servirà ancora tempo per gli interventi a sostegno di famiglie e imprese sembra questa la strada intrapresa e sale così il pressing delle categorie verso il governo: le azioni dell'esecutivo, ha comunque spiegato il ministro delle Imprese Adolfo Urso che ha riunito di nuovo la commissione allerta rapida del Mimit, saranno concentrate sul sostegno ai ceti meno abbienti e sul contrasto dell'impatto inflattivo dei costi dell'autotrasporto. Urso ha messo una pesante ipoteca sull'ipotesi di un taglio delle accise ricordando che la riduzione decisa dal governo Draghi nel 2022 - 30,5 centesimi al litro, Iva inclusa - è stata "inefficace e troppo costosa", perché sottraeva alle casse dello Stato quasi un miliardo di euro al mese, secondo i calcoli dell'Ufficio Parlamentare di bilancio portava benefici soprattutto ai ceti più benestanti e non era riuscita ad arrestare la spirale inflattiva.

L'impatto del caro-trasporti sul carrello della spesa inizia a vedersi, secondo la rilevazione del Car - Centro Agroalimentare Roma, soprattutto sull'ortofrutta siciliana: i prezzi dei pomodori a grappolo sono balzati da 1,40 euro al chilo a 2,30, mentre i ciliegini hanno toccato i 2,40 euro al chilo. Le zucchine scure sono salite a 1,30 euro al chilo e i peperoni hanno raggiunto i 3 euro. Anche i prezzi dei carburanti continuano a salire e, rispetto a fine febbraio, la benzina è più cara in media di 15,3 centesimi al litro e il diesel di 32,2 centesimi secondo i dati del ministero delle Imprese presentati durante il nuovo incontro della Commissione di allerta rapida al Mimit. La riunione è stata insoddisfacente per le associazioni di categoria, così come per i sindacati e per il movimento consumeristico: tutti chiedono al governo di intervenire al più presto.

Le associazioni dei benzinai Fegica e Faib si sono appellate alla premier Giorgia Meloni dopo aver preso atto che "secondo il ministro Urso, in Italia va meglio che altrove e, quindi, non c'è bisogno di nessun intervento specifico". E alta è la preoccupazione anche di Conftrasporto: "senza interventi compensativi la mobilità delle persone e delle merci si paralizza". L'inerzia del governo, secondo la Cgil, "rischia di trasferirsi molto rapidamente a tutti i settori produttivi, danneggiando le famiglie e le imprese". Adoc, Assoutenti e Federconsumatori hanno scritto una lettera a Meloni e Urso dicendo che è il momento di agire. Infine, secondo l'Unione nazionale consumatori, Urso dovrebbe scusarsi con Draghi: aver definito il taglio delle accise del suo governo inefficace ad arrestare la spirale inflattiva sarebbe una fake news. Intanto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha fatto sapere che convocherà le compagnie petrolifere per incontrarle mercoledì prossimo a Milano. Un annuncio contestato dal Codacons: "sui carburanti basta chiacchiere e basta convocazioni, serve tagliare le accise e serve farlo in fretta". (ANSA.IT)


POCHE NAVI NELLO STRETTO DI HORMUZ (FOTO ANSA.IT)

UNA PETROLIERA (FOTO ANSA.IT)

FOTO ANSA.IT

SANITA’ NEGATA. IMPEDIRE LA CHIUSURA DELL’UNITÀ CHIRURGICA PER CARCINOMA MAMMARIO DELL’OSPEDALE DI MATERA. PETIZIONE SU CHANGE.ORG. IN TRE GIORNI 3259 FIRME. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE CON IL LINK PER FIRMARE

 

IL PROBLEMA

RACCOLTA FIRME PER IMPEDIRE LA CHIUSURA DELL’UNITA’ CHIRURGICA PER CARCINOMA MAMMARIO PRESSO L’OSPEDALE MADONNA DELLE GRAZIE DI MATERA

Siamo delle donne operate presso l’Ospedale di Matera per carcinoma mammario e abbiamo appreso che, in attuazione della delibera della giunta regionale n.202500691 dell’11.11.2025, è fatto divieto di eseguire presso l'unità di Chirurgia senologica dell’Ospedale Madonna delle Grazie gli interventi per carcinoma della mammella.

Non capiamo la logica di tale decisione ed esprimiamo profonda preoccupazione per l’impatto che questa avrà sulle cittadine materane e dell’intera provincia, con conseguente aumento del disagio psicofisico ed economico per le pazienti.

La delocalizzazione della chirurgia senologica presso l’Ospedale di Potenza e quello di Rionero in Vulture, distanti pochi chilometri l’uno dall’altro, sembra quasi privilegiare un territorio della Regione a discapito di quello dell’intera provincia di Matera e rappresenta, di fatto, un’ulteriore difficoltà per le donne di quest’area geografica che devono sottoporsi all’intervento per carcinoma mammario. 

Il team dei professionisti messo in campo da decenni nell’Ospedale di Matera per affrontare detto intervento, sia in fase preventiva che successiva, ha sempre offerto ottime prestazioni.

Noi siamo testimoni, la prova vivente, delle ottime prestazioni sanitarie della chirurgia senologica di Matera e, pertanto, chiediamo il ritiro della delibera regionale e la continuità del sevizio finora garantito l’unità di chirurgia senologica del nostro ospedale. 

Siamo più che convinte che questa nostra richiesta è in linea con quanto da tutti riconosciuto in materia di sanità pubblica, in particolare in caso di malattia oncologica, circa l’importanza della centralità del paziente nel percorso di cura, avvicinando l’assistenza medica allo stesso e non il contrario.

Siamo anche convinte che questa decisione risulterà fallimentare per la Regione Basilicata anche dal punto di vista economico, perché aumenterà la migrazione sanitaria verso altre regioni. 

Le cittadine del materano preferiranno la vicina Puglia, più facilmente raggiungibile rispetto alla lontana Potenza e alla lontanissima Rionero in Vulture.

DONNE OPERATE MATERA E PROVINCIA

PROMOTORE DELLA PETIZIONE

PER FIRMARE CLICCARE SUL SEGUENTE LINK

https://www.change.org/p/impedire-la-chiusura-dell-unit%C3%A0-chirurgica-per-carcinoma-mammario-matera

REGIONE BASILICATA. LA CASTA BLOCCA IL REFERENDUM POPOLARE CONTRO LA CASTA. DURO A ATTACCO ALLA POLITICA DEL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM CONTRO GLI ODIATI VITALIZI AI CONSIGLIERI REGIONALI

 

La politica blocca il referendum contro i vitalizi. Dopo due mesi dal nostro quesito, continua il silenzio assordante della Consulta per le garanzie statutarie. Il Consiglio regionale della Basilicata completa il lavoro insabbiando la legge sulla partecipazione. È il momento di rispondere alla democrazia sospesa coinvolgendo il mondo associativo nella mobilitazione per una reale democrazia regionale.

Non è accettabile, a quasi dieci anni dall’entrata in vigore dello Statuto, che qualcuno continui a dichiarare inesigibile il diritto dei lucani a partecipare alla vita politica della Basilicata. Questo atteggiamento ostruzionistico della maggioranza di centrodestra, che sequestra il dibattito con la spada di Damocle di una legge sulla partecipazione che deve sempre approvare tra poco e non approva mai, è un aperto sabotaggio della dialettica democratica. Ed è incomprensibile il silenzio della Consulta, un organo amministrativo di garanzia che continua a negare ai lucani l’accesso al referendum tramite la legge 40/1980 con il comodo rimedio del mutismo.

In attesa di conoscere le valutazioni della magistratura contabile sulla cosiddetta invarianza finanziaria della legge sui vitalizi, il Comitato promotore allargherà la mobilitazione per la democrazia al mondo associativo, per affermare la necessità di una politica diversa, che assuma come priorità i bisogni delle persone e non i privilegi degli amministratori. Davanti a questa gravissima sospensione della democrazia, che si consuma nell’assurdo silenzio di tutto il Consiglio regionale, la risposta non può che essere l’impegno collettivo per una politica diversa. È solo l’inizio di una nuova stagione di rivendicazioni civili.

COMITATO REFERENDUM ABROGATIVO LEGGE REGIONALE VITALIZI