Torna in primo piano l’ipotesi
di localizzare il sito nazionale delle scorie nucleari tra Basilicata e Puglia.
Ecco perché la provincia di Matera, al
fine di compattare i territori interessati e costruire un fronte comune per
scongiurare una scelta ritenuta illogica e potenzialmente dannosa per aree a
forte vocazione agricola, paesaggistica e turistica., ha convocato un incontro
per il 5 maggio alle ore 16.00, nella sala consiliare di via Ridola. Il
presidente Francesco Mancini ha fatto sapere che si tratterà di un Consiglio
provinciale aperto interamente dedicato al tema: “Ipotesi aree idonee alla
localizzazione del deposito nazionale di stoccaggio di scorie nucleari. –
Assoluta contrarietà”.
La convocazione della massima
assemblea provinciale rappresenta un passaggio istituzionale di particolare
rilievo, poiché la questione coinvolge aspetti ambientali, tecnici,
socioeconomici e identitari che riguardano da vicino non solo la Basilicata, ma
anche porzioni del territorio pugliese, insieme al Comune di Genzano di
Lucania, in provincia di Potenza. Proprio per questo sono stati invitati a
partecipare i Presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia, quelli della Città
Metropolitana di Bari, delle Province di Taranto e Potenza, i Comuni pugliesi
di Laterza, Altamura e Gravina in Puglia, tutti i Comuni della provincia di
Matera e il Comune di Genzano di Lucania.
“Riteniamo necessario
affrontare la questione con un approccio rigoroso e documentato – ha dichiarato
il Presidente Mancini – valutando con attenzione gli impatti potenziali sulla
sicurezza, sulla tutela del paesaggio, sulle risorse naturali e sulle vocazioni
produttive di territori che, tra Basilicata e Puglia, rappresentano un
patrimonio di valore nazionale”.
Dal sito della Sogin, la spa
pubblica deputata alla realizzazione del deposito, appendiamo che “il 26
novembre 2024 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha
avviato la fase di scoping (valutazione,ndr) prevista della procedura di
Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sulla proposta di Carta Nazionale delle
Aree Idonee (CNAI). Il 4 agosto 2025 si è riunita la commissione VIA-VAS,
istituita presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
(MASE), per discutere l’istruttoria VAS relativa alla proposta CNAI, con
l’obiettivo di esprimere il Parere sulla fase di scoping. Il 21 agosto 2025 è
stato pubblicato il Parere (https://va.mite.gov.it/it-IT/Procedure/VasElenco/102/7),
che conclude questa prima fase della procedura. Per il prosieguo della
procedura di VAS il MASE si avvale del supporto tecnico di Sogin, come previsto
dall'iter di localizzazione del sito idoneo a ospitare il DNPT. Tale procedura
si affianca alle analisi di siting per la verifica dell’idoneità delle aree
CNAI e le integra con considerazioni ambientali, che contribuiscono allo
sviluppo sostenibile. L’iter prosegue verso una decisione condivisa, grazie a
un processo che accompagna l’adozione/approvazione della proposta CNAI e si
estende anche alle fasi di attuazione e gestione, con la previsione e
realizzazione del programma di monitoraggio”.
Sarà mai effettuata la scelta
del sito da uno dei qualsiasi governi nazionale? Dal 2003, dopo la rivolta dei
Scanzano Jonico contro il cimitero a Terzo Cavone, sono passati bel 23 anni. Invano.
Nessuno vuole questa struttura. Finirà che ognuno si terrà le scorie che ha già
sul suo territorio. Basilicata e Rotondella, con l’impianto Itrec dismesso
della Trisaia, comprese.