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lunedì 27 luglio 2026

POLICORO (MT). Maiuri (Policoro futura): “Quante criticità all’ospedale Giovanni Paolo II! Chiedo la convocazione urgente del Comitato per la salvaguardia del presidio ospedaliero”. Il consigliere comunale fa l’elenco delle… doglianze. E voi cosa pensate della funzionalità di un ospedale a servizio anche dei centri dell’Alto Jonio Cosentino e di quelli più vicini della provincia di Potenza? Leggete la notizia integrale e poi commentate!


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Al Sindaco del Comune di Policoro

per il tramite del

Presidente del consiglio

e, p.c.

Sig.re/i consiglieri comunali

Egregio Sindaco,

nella Sua qualità di Presidente del Comitato a sostegno e tutela dell’Ospedale Giovanni Paolo II, Le chiedo di voler convocare con la massima urgenza una riunione del Comitato, coinvolgendo l’Amministrazione, il Consiglio comunale, i consiglieri regionali del territorio, la Direzione Strategica dell’ASM e tutti i soggetti istituzionali competenti.

La situazione dell’Ospedale di Policoro ha raggiunto un livello di criticità che impone un’immediata assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni. Il progressivo impoverimento dei servizi e delle professionalità sta compromettendo il ruolo strategico del presidio ospedaliero, con pesanti ripercussioni sul diritto alla salute di decine di migliaia di cittadini del Metapontino e dell’intera fascia jonica.

Le criticità sono ormai sotto gli occhi di tutti:

- la perdita della figura del reumatologo, con conseguente riduzione dell’offerta specialistica;

- la costante diminuzione dell’organico in numerose unità operative;

- un’attività chirurgica ormai ridotta ai minimi termini, limitata prevalentemente a interventi di modesta complessità, con il conseguente trasferimento dei pazienti verso altri ospedali;

- il progressivo ridimensionamento di reparti fondamentali, come UTIC e Ginecologia, che desta forte preoccupazione nella popolazione;

- la gravissima carenza di anestesisti, aggravata dai pensionamenti non sostituiti e dall’assenza di interventi efficaci per garantire la continuità delle attività chirurgiche e dell’emergenza-urgenza.

È doveroso precisare che le criticità evidenziate non sono in alcun modo imputabili ai professionisti che quotidianamente operano all’interno dell’Ospedale Giovanni Paolo II. Al contrario, medici, infermieri, operatori sanitari e personale di supporto rappresentano il vero patrimonio dell’ospedale di Policoro.

I medici che hanno scelto di rimanere a Policoro stanno compiendo autentici sacrifici, garantendo con professionalità, competenza e straordinario senso del dovere prestazioni spesso ben oltre quanto consentirebbero gli organici disponibili. Sono loro che, ogni giorno, mantengono vivo un presidio sanitario fondamentale per il territorio, assicurando cure e assistenza nonostante condizioni di lavoro sempre più difficili.

L’Ospedale Giovanni Paolo II continua a rappresentare un punto di riferimento per il Metapontino e per un bacino di utenza sempre più ampio. Lo dimostra la crescente fiducia che i cittadini continuano a riporre nella struttura e nei suoi professionisti, tanto che sempre più pazienti, anche provenienti dalla vicina Calabria, scelgono di rivolgersi all’ospedale di Policoro.

Proprio questa fiducia impone alle istituzioni di intervenire. La domanda di assistenza sanitaria è in costante aumento, ma l’ospedale è costretto a fronteggiarla con organici sempre più ridotti. Il personale continua a garantire prestazioni di qualità grazie a uno straordinario senso di responsabilità, ma non è accettabile che il futuro del presidio dipenda esclusivamente dall’abnegazione di chi vi opera.

Il vero rischio non riguarda la qualità delle cure, che continua a essere assicurata dall’impegno dei professionisti, bensì il progressivo depotenziamento della struttura, che rischia di limitarne sempre più la capacità di rispondere alle esigenze del territorio. Se non si interviene con tempestività per rafforzare gli organici e ripristinare i servizi, il presidio ospedaliero vedrà progressivamente ridursi il proprio ruolo strategico, con gravi conseguenze per l’intera comunità e territorio vasto circostante.

Il Comitato è nato proprio per impedire che ciò accada. Per questo motivo non può limitarsi ad assistere passivamente al progressivo arretramento dell’Ospedale Giovanni Paolo II, ma deve tornare a svolgere pienamente il proprio ruolo di confronto istituzionale e di tutela degli interessi della comunità.

Per tali ragioni Le chiedo di convocare con la massima urgenza il Comitato affinché si apra un confronto con la Regione Basilicata e con l’ASM e vengano assunti impegni concreti e verificabili per fermare il depauperamento dell’Ospedale Giovanni Paolo II.

L’Ospedale di Policoro rappresenta un presidio essenziale per l’intera fascia Jonica ed area vasta circostante e la sua progressiva perdita di servizi e professionalità sarebbe un danno gravissimo.

Sindaco, se oggi non difendiamo l’Ospedale di Policoro, domani non resterà che gridare alla luna, quando il suo progressivo depotenziamento sarà ormai irreversibile.

Cordialmente,

GIUSEPPE MAIURI

CAPOGRUPPO CONSILIARE POLICORO FUTURA

TURSI (MT). Leonardo D’Errico, dalla Basilicata ai grandi eventi della moda internazionale. Invitato alla sfilata Dolce & Gabbana di Taormina, il parrucchiere lucano ha realizzato l’acconciatura di Lady Kitty Spencer, nipote di Lady Diana, e incontrato Domenico Dolce


Un percorso costruito con passione, sacrificio e continua ricerca dell’eccellenza. È quello di Leonardo D’Errico, titolare di D’Errico Parrucchieri, che grazie agli insegnamenti e alla passione trasmessagli dal padre Riccardo D’Errico continua a distinguersi nei più prestigiosi eventi del panorama fashion internazionale.

L’ultimo importante traguardo è arrivato con l’invito a partecipare al backstage della sfilata Dolce & Gabbana Alta Moda di Taormina, uno degli appuntamenti più esclusivi del calendario mondiale della moda. In questa occasione Leonardo ha avuto il privilegio di realizzare l’acconciatura di Lady Kitty Spencer, nipote della compianta Lady Diana, contribuendo alla preparazione di una delle protagoniste dell’evento. Lo ha reso noto l’ufficio stampa della D’Errico Parrucchieri.

Un’esperienza resa ancora più speciale dall’incontro con Domenico Dolce, fondatore della maison Dolce & Gabbana, simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo.

Quello di Taormina rappresenta però il coronamento di un anno ricco di importanti soddisfazioni professionali. Nel corso della stagione, infatti, Leonardo D’Errico era già stato selezionato per lavorare alla Milano Fashion Week, prendendo parte ai backstage di prestigiosi brand internazionali come Bulgari, Fendi e Gucci. Successivamente il suo percorso è proseguito anche a Parigi, dove ha avuto l’opportunità di confrontarsi con alcune delle realtà più autorevoli del settore moda, arricchendo ulteriormente il proprio bagaglio professionale in contesti di altissimo livello.

Esperienze che testimoniano come il talento e la preparazione possano portare un professionista lucano a lavorare nei più importanti eventi della moda internazionale, rappresentando con orgoglio il territorio della Basilicata.

Nonostante gli impegni nelle capitali della moda, Leonardo continua a mettere ogni giorno la propria esperienza al servizio delle clienti nei saloni D’Errico Parrucchieri, presenti a Matera, in Via Lucana 275, e a Tursi, in Via Roma 193, dove trasferisce tecniche, tendenze e competenze acquisite lavorando accanto ai migliori professionisti del settore. 

Per Leonardo D’Errico, il viaggio iniziato grazie alla passione trasmessa dal padre Riccardo continua così a trasformarsi in una storia di crescita e successi, dimostrando come dedizione, formazione e determinazione possano aprire le porte dei più prestigiosi palcoscenici della moda internazionale, senza mai perdere il legame con le proprie radici.

LIDO DI POLICORO (MT). La storia a lieto fine. Un abbraccio che cancella la paura. Bimba smarrita ritrova i genitori grazie all'Arma e al gran cuore di un militare in vacanza

Ci sono attimi in cui il tempo sembra fermarsi e il panico prendere il sopravvento. È accaduto pochi giorni fa nella suggestiva cornice del Lido di Policoro, dove i genitori di una bambina di sette anni, in vacanza in un noto villaggio turistico, hanno vissuto momenti di angoscia. In un istante di distrazione, nonostante l’amorevole vigilanza dei familiari, la piccola è riuscita ad allontanarsi con il monopattino, spingendosi fino al vicino lungomare. Di fronte alla paura, la risposta è stata immediata e corale. L'allarme lanciato dalla famiglia ha fatto subito scattare le ricerche. Una pattuglia della Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Policoro è piombata in zona, muovendosi con quella tempestività e dedizione che da sempre segnano l'operato dell'Arma a tutela dei più vulnerabili. L’accaduto è stato raccontato in una nota diffusa dal Comando provinciale carabinieri di Matera.

Ma la sicurezza di una comunità è il risultato di una rete invisibile di protezione, tessuta dall'attenzione reciproca e dal profondo senso civico. Proprio mentre le ricerche erano nel vivo, alla Centrale Operativa è giunta la telefonata provvidenziale da un "turista" speciale: un militare dell'Esercito in licenza sulla costa metapontina. Con l'occhio attento di chi ha fatto del servizio agli altri la propria vocazione, il militare ha notato la bimba sola e disorientata, e non ha esitato un secondo a comporre il Numero Unico di Emergenza 112 per segnalare l'anomalia. Una straordinaria sinergia tra cittadini e Istituzioni che ha trasformato attimi di profondo tormento in un grande sospiro di sollievo, restituendo il sorriso alla bambina e la serenità alla sua famiglia. I Carabinieri hanno raggiunto la piccola in pochi istanti, trovandola in ottime condizioni di salute e poterla riaffidare alle braccia trepidanti ma felici dei suoi genitori è stata la ricompensa più grande.

Questa storia a lieto fine racchiude l'essenza stessa della missione dei Carabinieri. Possiamo aiutarvi non è solo uno storico motto, ma un impegno quotidiano, fatto di presenza costante sul territorio e profonda umanità. In questa estate, famiglie e cittadini sanno di poter contare su una mano sempre tesa, pronta a offrire supporto e rassicurazione. L'Arma ringrazia di cuore il collega dell'Esercito per il lucido e fondamentale aiuto: un bellissimo esempio di come, restando vicini alla gente, si possa vegliare ogni giorno sulla sicurezza di tutti.

INCIDENTE IN MOTO A LIVORNO FERRARIS (VC). Muore il lucano Pietro Graziadei, 54 anni. Indagano i carabinieri

OSPEDALE SANT'ANDREA VERCELLI
E’ morto nella notte all’ospedale di Vercelli a causa delle gravi ferite riportate nella caduta dalla sua moto, Pietro Graziadei, 54 anni, originario di Viggianello (PZ) ma residente a Livorno Ferraris (VC). L’incidente stradale è avvenuto giovedì scorso, poco dopo le 23, in via Pretti all’altezza di uno spartitraffico con la cartellonistica stradale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Santhià, Graziadei, avrebbe perso il controllo della sua Yamaha scivolando sull’asfalto. Soccorso dal 118, il centauro è stato trasportato dall’ambulanza all’ospedale Sant’Andrea. Una corsa disperata. Il 54enne è poi deceduto intorno all’una di notte poco dopo il suo arrivo in pronto soccorso. Sulle cause della caduta sono in corso le indagini dei militari di Santhià, al momento sembra che la vittima abbia perso il controllo della motocicletta senza il coinvolgimento di altri veicoli. Possibile abbia urtato lo spartitraffico prima della caduta, ma questo passaggio della dinamica non è ancora definitivo. Non è stato chiarito neppure che cosa abbia fatto perdere stabilità al mezzo.  

“A Viggianello – ha riportato ilquotidianodelsud.it - Graziadei era conosciuto e stimato, da tutti viene ricordato come una persona tranquilla e perbene. Grossomodo, tornava nel borgo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino una volta l’anno, per andare a trovare la mamma Nicolina che vive nel centro storico”.

PREVENZIONE DELL’ILLEGALITÀ. Controllo straordinario del territorio dei comuni di Lavello, Venosa e Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, con uomini di terra ed 1 elicottero. Tutti i risultati ottenuti nell’operazione dei carabinieri

 

Prosegue senza sosta l'azione di prevenzione e contrasto all'illegalità condotta dai Carabinieri della Compagnia di Venosa. Nello scorso fine settimana, in attuazione delle direttive strategiche del Comando Provinciale Carabinieri di Potenza e in linea con le indicazioni condivise in sede di Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica presso la Prefettura, i militari dell'Arma hanno messo in campo un servizio straordinario di controllo del territorio ad alto impatto, pensato per innalzare la percezione di sicurezza e presidiare capillarmente anche i centri rurali e le aree più isolate. Lo ha reso noto il Comando provinciale di Potenza dell’Arma.

L'operazione ha visto una perfetta sinergia tra le pattuglie impegnate a terra e il supporto aereo fornito dal 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano (SA). Il velivolo UH169C – l'elicottero dell'Arma, noto nelle file della Benemerita come "Fiamma" – ha sorvolato a bassa quota l'intero territorio di Lavello, Venosa e Palazzo San Gervasio, garantendo un'osservazione dinamica delle zone boschive, delle arterie di snodo e dei casolari di campagna.

I risultati operativi confermano l'incisività dell'operazione: i Carabinieri hanno proceduto all'identificazione di 368 persone e al controllo di 238 veicoli.

Nel corso delle verifiche alla circolazione stradale sono state elevate 29 contravvenzioni al Codice della Strada per un importo complessivo di oltre 11.000 euro, con il contestuale fermo amministrativo di 5 mezzi e il ritiro di 6 patenti di guida.

Sul fronte della polizia giudiziaria, l'incisività dei controlli si è tradotta in nel deferimento in stato di libertà di 5 soggetti all'Autorità Giudiziaria: tre per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere (art. 4 della Legge 110/1975), uno per rifiuto di sottoporsi agli accertamenti sullo stato di ebbrezza alcolica (art. 186 C.d.S.) e uno per furto aggravato di materiale rameico.

Infine, nell'ambito dell'azione di contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti, 5 individui sono stati segnalati alla Prefettura di Potenza quali assuntori ai sensi dell'art. 75 del D.P.R. 309/90.

L'impiego coordinato delle componenti territoriali e specializzate dell'Arma testimonia la costante attenzione dedicata alla tutela della legalità e alla sicurezza della cittadinanza nell'area del Vulture-Melfese.

Si precisa che, per ognuno degli indagati vige la presunzione di non colpevolezza e che gli accertamenti investigativi sono stati sviluppati nella fase delle indagini preliminari in attesa di passare al vaglio giurisdizionale durante il processo, in contraddittorio con la difesa.


 

SAN PAOLO ALBANESE (PZ). Festa grande per i 100 anni di nonna Caterina Smilari. Gli auguri del sindaco Troiano, nipote della nuova centenaria lucana

 


SAN PAOLO ALBANESE (PZ) - Cento anni. Un secolo di sacrifici, speranze, lavoro, amore e straordinaria forza d'animo.

Oggi sono qui con due emozioni nel cuore: quella del Sindaco, che ha l'onore di rendere omaggio a una donna simbolo della nostra comunità, e quella del nipote, che guarda a sua zia con immenso affetto e profonda riconoscenza. Lo ha scritto sui canali social del Comune di San Paolo Albanese il primo cittadino, Mosè Antonio Troiano. Toccanti le sue parole.

Hai vissuto una vita fatta di sacrificio e coraggio. Hai affrontato il distacco da tuo marito, emigrato in Germania per garantire un futuro alla famiglia, e sei rimasta qui a custodire la casa, a crescere tuo figlio Serafino e a portare avanti con determinazione l'azienda agricola. Senza mai arrenderti.

Nelle tue mani segnate dal lavoro, nel tuo sguardo fiero e nella tua dignità si riflette la forza di un'intera generazione.

Con orgoglio hai custodito anche la nostra identità, indossando per tutta la vita gli abiti tradizionali arbëreshë, preziosa testimonianza dell'amore per la nostra storia, la nostra cultura e le nostre radici.

Oggi celebriamo non soltanto il tuo compleanno, ma una vita esemplare che ha saputo trasmettere i valori del lavoro, dell'onestà, del sacrificio e dell'amore per la famiglia.

Celebriamo quattro generazioni unite dalla stessa radice: il tuo amore.

Cara zia Caterina, sei una preziosa testimone di un tempo che non deve essere dimenticato. Nei tuoi occhi vive un secolo di storia e nel tuo esempio ritroviamo i valori più autentici della nostra comunità.

A nome dell'Amministrazione comunale, dell'intera comunità arbëreshe e mio personale, ti rivolgo il più sincero ringraziamento per ciò che hai fatto e per ciò che continui a rappresentare.

E io, da nipote, ti dico semplicemente grazie. Perché mi hai insegnato, con la tua vita più che con le parole, che le radici non sono un peso, ma la forza che ci permette di guardare lontano senza dimenticare chi siamo.

Buon centesimo compleanno, zia Caterina.

Con affetto, gratitudine e profonda stima.

IL SINDACO

DOTT. MOSÈ ANTONIO TROIANO