La Basilicata fa i conti con
i danni dopo l’ondata di maltempo che da giorni sta colpendo senza tregua
l’intero territorio regionale. Il Presidente della Regione, Vito Bardi, ha
inviato oggi una lettera ufficiale al Ministro per la Protezione Civile, Nello
Musumeci, per richiedere il riconoscimento dello Stato di emergenza nazionale.
I dati raccolti dagli uffici regionali delineano il quadro di una crisi estesa
e sistemica: su 131 comuni lucani, 55 hanno già segnalato criticità idrauliche
e idrogeologiche, in 61 sono stati attivati i Centri operativi comunali (COC),
con un coordinamento continuo tra il sistema regionale di protezione civile e
le Prefetture di Potenza e Matera.
“Siamo di fronte a eventi eccezionali – dichiara il Presidente Bardi – per
intensità ed estensione. Le piogge persistenti hanno provocato esondazioni in
più punti dei principali corsi d’acqua e del reticolo idraulico secondario. Le
arterie provinciali e comunali sono interessate da frane e smottamenti che
isolano frazioni e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini. In alcuni
comuni degli smottamenti hanno provocato danni ad abitazioni private che sono
state sgomberate”.
Non solo strutture e infrastrutture: l’emergenza sta colpendo duramente anche
il tessuto economico della regione. Le attività agricole e produttive risultano
gravemente danneggiate dalle piogge violente e dagli allagamenti diffusi.
Nella richiesta indirizzata al Governo, il Presidente sottolinea come le
risorse regionali, pur pienamente mobilitate, non siano più sufficienti a
fronteggiare un fenomeno che interessa gran parte delle province di Potenza e
Matera. Da qui la necessità di un intervento straordinario dello Stato, nel
rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.
Gli obiettivi della richiesta sono: garantire assistenza alle popolazioni
colpite, ripristinare i servizi essenziali, avviare una puntuale ricognizione
dei danni e attivare risorse finanziarie straordinarie per la messa in
sicurezza del territorio e per il ristoro dei danni subiti dalle province, dai
comuni e dalle imprese agricole.

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