SCANZANO JONICO (MT) - E’ a Terzo Madonna l’emblema dell’erosione costiera del Metapontino. Qui, dove oggi abbiamo fotografato cantieri aperti, per la pulizia della spiaggia e la sistemazione di altri massi frangiflutti di arenaria, sino al 9 agosto, nel periodo di nidificazione delle tartarughe marine, e cantieri chiusi ma ancora recintati, una volta c’erano ben 4 stabilimenti balneari. E 500 metri di arenile in più.
Da anni abbiamo scritto, gridato, sbraitato, manifestato. Ma, invano. Anni fa erano sati stanziati, presidente della Regione Marcello Pittella, 7,5 milioni di euro per le barriere soffolte. Ma sono passati altri anni e del progetto relativo non si vede l’ombra. Nonostante le rassicurazioni dell’attuale vicepresidente e assessore regionale alle infrastrutture, Pasquale Pepe.
A differenza di Metaponto dove si è alla fase delle procedure di appalto. Perchè Metaponto e Scanzano non hanno “viaggiato” insieme? Noi, ovviamente, non diamo ascolto alle voci che parlano di scelte politiche e speriamo solo che anche per Terzo Madonna si arrivi al più presto alla ultimazione del progetto, alla sua approvazione, e, infine, all’appalto e realizzazione dei lavori.
Lavori di somma urgenza. Non tanto per il turismo quanto, ed anche questo lo abbiamo scritto più volte, per proteggere tutta la parte del territorio a valle della linea ferroviaria Taranto – Sibari con centinaia di case coloniche e una delle agricolture più fiorenti della Basilicata.
Noi, intanto, ci siamo stancati di gridare alla luna.
Basta! Chi di dovere agisca!





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