MA NON
ENTRA NEL GRUPPO DEL M5S. ANZI. DURISSIME SONO STATE LE SUE DICHIARAZIONI VERSO
IL SUO EX MOVIMENTO: “SONO RIMASTO FEDELE A QUEGLI IDEALI POLITICI CHE MI
FECERO ADERIRE NEL 2013 AL M5S, PRINCIPI CHE PERÒ NON RITROVO PIÙ NEL PARTITO 5
STELLE, PERCHÉ ORAMAI SI TRATTA DI UN PARTITO A STRUTTURA PIRAMIDALE IN CUI
DELLA ‘DEMOCRAZIA DIRETTA’ RESTA SOLO UN VAGO RICORDO. ADERISCO, PERCIÒ, AL
GRUPPO MISTO”. DI SEGUITO LA NOTIZIA INTEGRALE
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GINO GIORGIETTI IN CONSIGLIO REGIONALE
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FONTE
UFFICIO STAMPA CONSIGLIO REGIONALE
GIORGETTI
SUBENTRA IN CONSIGLIO REGIONALE AL POSTO DI CARLUCCI
29 NOVEMBRE 2022
L’Assemblea ha preso atto della sentenza del Consiglio di Stato che ha
accolto il ricorso del candidato di Melfi alle elezioni regionali del
24/3/2019. Il consigliere ha comunicato di voler aderire al Gruppo misto
Il
Consiglio regionale della Basilicata ha preso atto all’unanimità della
comunicazione del verbale dell’ufficio centrale regionale presso la Corte di
Appello di Potenza relativa alla proclamazione a consigliere regionale del
candidato Gino Giorgetti, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato
n.9970 del 14 novembre 2022
Giorgetti
era risultato eletto, per la lista M5s, alle elezioni amministrative del 24
marzo 2019. Successivamente, Carmela Carlucci, prima dei non eletti per il M5s,
aveva impugnato l’atto di proclamazione degli eletti del 16 aprile 2019
presentando ricorso al Tar di Basilicata, lamentando l’illegittimità
dell’elezione di Giorgetti con conseguente richiesta di correzione del
risultato elettorale. Il Tribunale amministrativo regionale, dopo il
riconteggio e la rideterminazione delle preferenze nella sezione elettorale n.9
di Rionero in Vulture, con sentenza del 16 gennaio 2020, aveva accolto il
ricorso e corretto l’atto di proclamazione degli eletti alla carica di
Consigliere regionale del 16 aprile 2019, attribuendo il seggio alla
ricorrente. In seguito, Giorgetti ha presentato, l’8 luglio 2020, istanza
all’Ufficio centrale circoscrizionale presso il Tribunale di Potenza, con cui
segnalava errori relativi all’assegnazione dei voti in favore di Carlucci per
l’errata trascrizione delle preferenze a lei attribuite e, in particolare, per
la sezione n.3 del Comune di San Fele e per la sezione n.1 del Comune di
Montemilone per complessive 18 preferenze erroneamente attribuite. Errori poi
corretti da parte dell’Ufficio circoscrizionale con un autonomo provvedimento
amministrativo di rettifica. Il Tribunale amministrativo, con la sentenza n.501
del 15 luglio 2021, aveva poi rigettato l’impugnativa del provvedimento della
Commissione elettorale regionale con cui sono state dichiarate inammissibili le
istanze di rettifica di errori materiali compiuti nel corso delle operazioni
elettorali del 24 marzo 2019. Giorgetti ha poi proposto ricorso al Consiglio di
Stato, il quale, ritenendo fondato l’appello, ha accolto il ricorso di primo
grado, con conseguente annullamento del provvedimento dell’Ufficio centrale
regionale.
Nel
prendere la parola Giorgetti si è detto “onorato di essere di nuovo in questo
Consiglio regionale e poter rappresentare tutti i cittadini della Basilicata.
Finalmente, giustizia è stata fatta. Sono trascorsi quasi tre anni dalla mia
ultima volta in questa Assise, non per un mio demerito, ma per colpa di chi
voleva, ad ogni costo, sedere su quella seggiola e si trincerava dietro un
‘illegittimo provvedimento dell’Ufficio centrale regionale’ presso la Corte
d’Appello di Potenza, così come lo definisce la sentenza n. 09970/2022 del
Consiglio di Stato, il massimo giudice speciale amministrativo, che ha rilevato
quello che tutti, compreso chi sedeva su quella sedia, già sapevano. Qualcuno
ha detto ‘Le cose evidenti non hanno bisogno di alcuna prova’, eppure in questi
tre anni sono stato costretto a difendere il mio ruolo e la mia dignità, eh sì,
perché, nonostante l’evidenza dei fatti e dei documenti, gli autori di ciò
raccontavano la loro distorta versione per giustificare cosa stavano facendo.
Anni nei quali sono rimasto fedele a quegli ideali politici che mi fecero
aderire nel 2013 al MoVimento 5 Stelle, principi che però non ritrovo più nel
Partito 5 Stelle, perché oramai si tratta di un partito a struttura piramidale
in cui della ‘democrazia diretta’ resta solo un vago ricordo. Fino a qualche
anno fa, gli esponenti del M5s non avrebbero accettato che una ingiusta
questione giuridica mortificasse la sacrosanta volontà del popolo, ma in questi
anni il silenzio e l’omertà hanno oscurato quegli ideali che, per fortuna,
ancora animano molti cuori, purtroppo non quelli dei vertici del Partito 5
Stelle. L'ipocrisia è il maggiore dei mali perché nasconde malafede e intenti
da tenere nascosti ai cittadini, io, invece, credo che solo l'onestà
intellettuale possa salvare il nostro Paese e che uno dei problemi del nostro
Paese sia l’eccessiva propensione della sua classe dirigente ad accettare compromessi
al ribasso. Ho aderito al M5S perché condividevo gli ideali della giustizia,
dell’uguaglianza, della politica dal basso, della difesa dei diritti dei
cittadini, della lotta contro la casta, ma in questi anni c’è stata una
perversa manipolazione di questi ideali per mero tornaconto personale. Ho
dovuto prendere atto della realtà dei fatti: un partito 5 stelle aggrappato
alla seggiola, seduto al tavolo per stringere accordi con la stessa casta,
snaturando tutto quello in cui noi attivisti abbiamo sempre lottato
sacrificando tutto, e non parlo solo di soldi, ma soprattutto di affetti, amici
e famiglia”.
“La mia –
ha sottolineato Giorgetti - non è una decisione semplice ma non posso negare
l’evidenza di un Partito 5 Stelle che ha, di fatto, rinnegato i suoi ideali e
indossa una maschera pur di intercettare il voto ‘antisistema’, per poi
consegnarlo allo stesso sistema di potere cui fanno capo gli altri. Alla luce
di questo, come posso rappresentare un Movimento che non rappresenta neanche
piò sé stesso? Ecco perché considero doverosa ma coerente la mia adesione al
Gruppo misto. Presidente mi permetta ora due parole sull’attività di questa
Assise. Come ho detto sono passati quasi tre anni dal mio ultimo ingresso in
quest’Aula e, purtroppo, leggendo l’ordine del giorno di oggi scopro che sono
presenti ancora alcune mozioni che io ho presentato nel 2019. Governatore
Bardi, mi rivolgo a lei ora, ben venga lo sconto in bolletta, ma non si può
pensare che sia la panacea dei problemi che affliggono questa regione, è
necessaria una scossa a questo incedere incerto. Questo Governo regionale,
sempre che non cada nelle prossime ore, è tenuto ad impegnarsi perché questo
ultimo anno e mezzo di legislatura venga sfruttato per azioni mirate a sostegno
dei cittadini lucani e dello sviluppo di questa terra, pertanto, da par mio,
Governatore, da oggi considererò personalmente ogni singolo atto portato in
questo Consiglio regionale, valutandolo e votandolo nell’unico interesse che mi
sta a cuore, quello dei cittadini lucani e non per mero interesse di un
partito”.