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| VALTER LAVITOLA (FOTO ANSA.IT) |
E' quanto ha sostanzialmente affermato, nel corso di dichiarazioni spontanee, Valter Lavitola davanti ai giudici del Riesame in base a quanto hanno riferito i suoi legali, gli avvocati Sergio e Arturo Cola. Dichiarazioni riportate dall’agenzia Ansa. "Ho fatto tutto questo - ha riferito inoltre Lavitola - per proteggere Ranucci da un attentato di cui avevo notizie. C'era la necessità di proteggerlo tanto che per due mesi dopo i fatti di ottobre ho chiamato Ranucci per chiedere che la scorta gli fosse rafforzata". Secondo quanto riferiscono i legali "è insussistente il movente politico che la Procura di Roma ipotizza. In base a quanto ribadito anche oggi da Lavitola, Ranucci non ha mai inteso candidarsi ed entrare in politica. Anzi Ranucci si è spesso lamentato che Lavitola proponesse l'argomento". Il Riesame si è riservato di decidere in merito alla richiesta di domiciliari che i legali hanno individuato in una casa in Basilicata, a Noepoli (PZ), nella disponibilità dell'indagato.
Lavitola, pur se nato a Salerno, ha sangue lucano nelle vene. Il padre Giuseppe, noto medico, era nato proprio in Basilicata e proprio a Noepoli, prima di trasferirsi a Napoli. E nel centro del Pollino ed in Basilicata Valterino, come lo chiamavano affettuosamente i compagni del Psi, mosse i suoi primi passi in politica. Erano gli anni ’80 – ’90 quando il giovane Valter era un assiduo frequentatore della federazione socialista di Potenza e dei congressi nazionali. Poi il suo trasferimento sulle scene nazionali e le numerose vicende che lo hanno visto protagonista e di cui parlano le cronache di questi giorni.
PER APPROFONDIREFILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM - MERCOLEDÌ 8 LUGLIO 2026
NOEPOLI (PZ). LE RADICI LUCANE DI VALTER LAVITOLA, INDAGATO COME PRESUNTO MANDANTE DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI https://filippomele.blogspot.com/2026/07/noepoli-pz-le-radici-lucane-di-valter.html.

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