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| SOGFRIDO RANUCCI |
È stato interrogato oggi, a Roma, nel palazzo di giustizia di piazzale Clodio, accompagnato dai suoi difensori. l'ex editore e imprenditore Valter Lavitola, indagato nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato nell'ottobre scorso davanti all'abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Lavitola è stato convocato in procura a Roma questo pomeriggio per essere interrogato. Al termine dell’interrogatorio non ha rilasciato dichiarazioni alla folla di giornalisti che lo attendevano. Ha parlato, invece, il suo legale Sergio Cola: "Lavitola è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come Ranucci stesso ha confermato". Ricordiamo che il 6 luglio scorso è stata diffusa la notizia, qui riportiamo quella dell’agenzia Adnkronos.com, che l’ex editore e imprenditore era indagato ed aveva subito una perquisizione nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sull’attentato a Ranucci. La perquisizione era stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati su disposizione dei pm capitolini.
L’ipotesi degli inquirenti è che Lavitola possa essere stato il mandante dell’attentato dinamitardo e alla ricerca di riscontri sono stati sequestrati telefoni e pc che ora verrano analizzati. Un nuovo sviluppo dunque dell’indagine, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, seguita ora dal pm della Dda Edoardo De Santis, che ha portato due martedì fa all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Reati contestati in concorso anche a Lavitola.
Sul movente dell’attentato al giornalista le indagini degli inquirenti sono tuttora in corso.
Lavitola, lo ricordiamo, pur se nato a Salerno, ha sangue lucano nelle vene. Il padre Pasquale, noto medico, era nato proprio in Basilicata, a Noepoli, in provincia di Potenza, prima di trasferirsi a Napoli. E nel centro del Pollino ed in Basilicata Valterino, come lo chiamavano affettuosamente i compagni del Psi, mosse i suoi primi passi in politica. Erano gli anni ’80 – ’90 quando il giovane Valter era un assiduo frequentatore della federazione socialista di Potenza e dei congressi nazionali. Poi il suo trasferimento sulle scene nazionali e le numerose vicende che lo hanno visto protagonista e di cui parlano le cronache di questi giorni. E’ stato, altresì, anche direttore ed editore dell’Avanti!, proprio lo storico quotidiano del PSI sino all’epoca craxiana tentandone il rilancio.


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