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sabato 4 luglio 2026

ESCLUSIVA! LA PROTESTA DI SALVATORE SCARCIA, RECLUSO NEL CARCERE DI OPERA (MI) IN REGIME DI DETENZIONE EX ART. 41 BIS, CONTRO LA LUNGAGGINE DEI PROCESSI. Il rifiuto dell’assunzione di farmaci. La minaccia dello sciopero della fame. Scarcia è in attesa di giudizio nel processo Mare nostro, in corso al tribunale di Matera

Salvatore Scarcia, 59 anni, in attesa di giudizio nel processo denominato Mare Nostro, dal nome dell’Operazione della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Basilicata del 2 ottobre 2024, detenuto in regime di carcere duro, con le limitazioni previste dall’ex art. 41 bis, protesta contro la lungaggine dei procedimenti giudiziari. Nell’ultima udienza del processo in cui è coinvolto, infatti, il 4 giugno scorso, di fronte all’ennesimo rinvio del dibattimento ed alla calendarizzazione mensile delle udienze, annunciò pubblicamente di sospendere l’assunzione delle medicine prescrittegli dopo un ricovero. Minacciò, altresì, che avrebbe attuato nel carcere di Opera (MI), dove è detenuto, lo sciopero della fame. I difensori, nell’occasione, dichiararono al tribunale la loro disponibilità ad effettuare sedute dibattimentali settimali per accelare l’iter processuale. Ricordiamo che la Dia, nella citata Operazione Mare Nostro, ha messo sotto accusa i presunti componenti di una associazione considerata di stampo mafiosa operante sullo Jonio lucano e riconducibile al clan Scarcia-Scarci. Per la Direzione investigativa antimafia lucana i soggetti indiziati sono da considerare “sia appartenenti ad una confederazione mafiosa, operante sul litorale jonico lucano, riferibile alle citate famiglie Scarcia/Scarci, che responsabili di ulteriori delitti, a vario titolo fra loro, quali quelli di estorsione, illecita concorrenza, detenzione e porto di esplosivi e di armi ed altro, per un totale di 81 reati-fine contestati”. Ora la protesta di Salvatore Scarcia quando siamo a pochi giorni dall’ennesima udienza del processo in cui è imputato prevista per il 9 luglio prossimo.

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