Nel pieno rispetto delle iniziative che ogni formazione politica ed ogni organizzazione può legittimamente promuovere, sentiamo – come ANCI Basilicata – il dovere morale e civile di ribadire con chiarezza e fermezza la nostra posizione su una vicenda che da anni tocca nel profondo la nostra terra: l’individuazione del sito unico nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari cui si è aggiunta l’ipotesi di un ritorno al nucleare nel nostro Paese.
La Basilicata ha già vissuto questa ferita. Nel 2003, il popolo lucano – insieme ai cittadini di Calabria e Puglia – ha alzato la voce con una forza che ancora oggi risuona: Scanzano Jonico non doveva diventare il deposito nazionale delle scorie nucleari. Fu una mobilitazione straordinaria, un momento di unità e dignità collettiva che ha segnato la storia delle nostre comunità.
Eppure, nonostante quella pagina indelebile, in seguito all’emissione del D.lgs. 31/2010, la CNAI ha individuato ben 14 siti idonei in Basilicata, rendendola la seconda regione più esposta a livello nazionale. Una scelta che ha immediatamente riacceso preoccupazioni, timori, ma soprattutto la determinazione delle istituzioni locali e dei cittadini, che con deliberazioni chiare e unanimi hanno espresso una contrarietà ferma, totale, irrinunciabile all’allocazione del deposito in Basilicata o nella vicina Puglia.
In questi anni abbiamo sostenuto le battaglie dei Sindaci di Genzano di Lucania, Irsina, Matera che dal 2021 hanno sollevato la loro contrarietà all’individuazione dei loro territori quali possibili siti idonei.
Tutte le fasce tricolori di Basilicata, all’unanimità, sono consapevoli che la Basilicata ha già dato il suo contributo sul tema, e continua a offrire sul piano energetico, al territorio nazionale, il suo apporto non con poche difficoltà.
E oggi non può e non deve essere nuovamente chiamata a sacrificare il proprio futuro. La nostra contrarietà al nucleare – definito impropriamente “sostenibile” – nasce dal rispetto della volontà popolare espressa in sede referendaria, ma anche da una verità che non possiamo ignorare: non abbiamo ancora chiuso i conti con le scorie del passato. Come potremmo accettare di crearne di nuove?
Per questo, nel pieno rispetto delle regole democratiche, qualora ci verrà data la possibilità, illustreremo con forza, con trasparenza e con la passione che ci lega alla nostra terra, la posizione dei Comuni della Basilicata. Una posizione che non è solo tecnica o amministrativa: è una posizione di identità, di memoria, di futuro.



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