Israele ha bloccato tutte le barche della Flotilla, anche le dieci che due giorni fa erano scampate all'abbordaggio e che avevano continuato a navigare verso Gaza.
Quando sono arrivate ad un centinaio di miglia nautiche dalla Striscia, la marina israeliana le ha attaccate: questa volta usando dei proiettili, sparati contro sei imbarcazioni, tra cui anche un'italiana. A denunciarlo è stata la stessa Global Sumud Flotilla, che, pur specificando di non sapere se fossero proiettili di gomma, ha chiesto che lo Stato italiano tuteli gli attivisti, tra cui i 29 connazionali destinati ad essere sbarcati nel porto di Ashdod. Immediato l'intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha chiesto "di verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane". E ha chiesto all'ambasciatore d'Italia in Israele, Luca Ferrari, di fare un passo formale per chiedere che a tutti siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia dell'incolumità.
Tra le imbarcazioni fermate dagli israeliani anche la Don Juan su cui viaggiava l’unico attivista lucano della spedizione Dario Depalma, di Bernalda (MT). Si presume che anche lui sia tra i 29 italiani portato ad Ashdod dall’Idf.
Anche per questo il Comitato Pro Palestina del centro del Metapontino ha organizzato per venerdì prossimo, dalle ore 18.30, un corteo con sit in “Per chi parte e per chi resta”. Il corteo prenderà il via da Corso Umberto, angolo Nuova Camarda, e arriverà nell’Auditorium comunale. Interverrà il professor Angelo Bianchi, dell’Anpi di Matera, per un inquadramento storico del conflitto israelo-palestinese.
“Israele – hanno reso noto gli organizzatori - ha intercettato illegalmente la missione umanitaria con il nostro concittadino Dario. Manifestiamo uniti per chiedere l'intervento dei governi: la violazione del diritto internazionale e dei diritti umani non è tollerabile”.













