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| LA CONFERENZA STAMPA |
COSENZA - "E' stato un episodio di gravità inaudita sia per oggettività, 4 morti, che per le modalità". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Castrovillari Alessandro D'Alessio nell'incontro con i giornalisti in Questura a Cosenza sulla strage dei braccianti di Amendolara (CS).
"L'episodio
è stato ricostruito in maniera compiuta in pochissime ore, quasi un arresto in
flagranza. Indagini ci hanno consentito di raccogliere, con tutte le cautele
del caso, gli indizi di reato. Ho apprezzato, e tutti dobbiamo farlo,
l'ennesima pronta risposta dello Stato. Lo dobbiamo soprattutto alla gente del
Sud".
Ma chi sono le vittime? Sono un pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli
afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad
(27).
Alla loro identificazione, visto lo stato dei corpi, gli investigatori sono giunti grazie ai documenti trovati nell'appartamento in cui vivevano a Villapiana insieme ad altri migranti, tra i quali Mohammad Taj Alamyar, l’afghano di 35 anni, unico sopravvissuto alla strage per essere sfuggito alle fiamme rompendo un finestrino.
Le due persone sottoposte a fermo, invece, sono i pachistani Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni. L’accusa è quella di omicidio plurimo e pluriaggravato: a incastrarli i filmati del sistema di videosorveglianza del distributore di carburante in cui è stata ritrovata l’auto in fiamme. Le telecamere hanno ripreso non solo i loro volti, ma anche tutte le fasi di quanto successo e i loro movimenti per bloccare le portiere dall’esterno.
"Movente e contesto al momento non hanno un carattere di forza perché stiamo lavorando da 48 ore”, ha spiegato ancora il procuratore D'Alessio, sottolineando così che il movente della strage dei braccianti non è stato ancora accertato. "Quando succede un episodio del genere il primo obiettivo è dare un'identità agli indiziati per raggiungere poi un livello di gravità indiziaria tale che ci porti a costruire il quadro probatorio. Ovviamente non potremmo dare tutti gli elementi. Si parte da una formulazione di ipotesi poi la bravura sta nel rigore di indagare. È una storia nella quale ho apprezzato l'elevata professionalità della Squadra mobile di Cosenza per la difficoltà, anche del territorio, e la prontezza con la quale è intervenuta. Non c'è stato un contrasto operativo tra le forze di polizia intervenute. Tutti hanno lavorato per raggiungere lo stesso obiettivo”.
Sabato pomeriggio, infine, si terrà una manifestazione della Cgil partendo dalla stazione di servizio dove sono stati uccisi i quattro braccianti e si proseguirà con un corteo fino ad arrivare in piazza ad Amendolara.















