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venerdì 28 agosto 2026

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MATERA. Maltrattamenti ai danni di bambini in una scuola dell'infanzia di Aliano (MT). Sospese dalle funzioni due insegnanti. Indagini svolte dai carabinieri. Il video

Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Stazione di Aliano hanno dato esecuzione a un'ordinanza con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, accogliendo la richiesta formulata da questa Procura della Repubblica, ha applicato a due insegnanti della scuola dell 'infanzia di Aliano la misura cautelare interdittiva della sospensione dall'esercizio delle loro funzioni.

Il provvedimento dispone l'interdizione temporanea delle due indagate dall'attività di insegnante di scuola dell'infanzia sino al termine dell'anno scolastico 2026-2027. La notizia è stata diffusa in un comunicato stampa diramato dalla stessa Procura e firmato dal procuratore capo Alessio Coccioli.

Le indagini riguardano il delitto di maltrattamenti aggravati, che sarebbe stato commesso ai danni di diversi bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni, affidati alle insegnanti per ragioni di educazione, istruzione, cura e vigilanza.

L'attività investigativa ha avuto origine nel gennaio 2026, quando alcune madri di bambini frequentanti la scuola dell'infanzia di Aliano, accompagnate dalla rappresentante di classe, si sono rivolte ai Carabinieri per segnalare significativi cambiamenti riscontrati nel comportamento e nel linguaggio dei propri figli.

In particolare, i bambini, mentre riproducevano in casa e per gioco alcune situazioni vissute nell'ambiente scolastico, avrebbero utilizzato espressioni offensive e minacciose mai pronunciate in precedenza, attribuendole alle loro insegnanti. Alcuni di loro avrebbero inoltre riferito ai genitori di episodi di violenza fisica o di comportamenti umilianti subiti personalmente oppure osservati nei confronti dei compagni.

Sulla base di tali segnalazioni, la Procura della Repubblica di Matera ha avviato le indagini, delegate ai Carabinieri di Aliano, e ha richiesto al GIP l'autorizzazione a effettuare riprese audio e video all'interno dei locali scolastici.

Le attività tecniche, protrattesi per circa un mese, avrebbero documentato, secondo la ricostruzione accolta dal Giudice nella presente fase cautelare, numerosi episodi verificatisi tra il 3 marzo e il 10 aprile 2026.

In particolare, il materiale acquisito avrebbe consentito di rilevare condotte reiterate di violenza fisica e psicologica nei confronti dei bambini, consistite, tra l'altro, in strattonamenti, spinte, schiaffi, scuotimenti, trascinamenti e altre azioni caratterizzate dall'impiego della forza fisica.

 

Le insegnanti avrebbero inoltre rivolto ai piccoli alunni espressioni offensive, mortificanti o minacciose, manifestando in più occasioni atteggiamenti di particolare aggressività e scarsa tolleranza rispetto a comportamenti del tutto comuni in bambini di così tenera età.

Secondo quanto riportato nell'ordinanza, sarebbe stato frequentemente sostituito al metodo educativo un sistema prevalentemente punitivo, attuato anche attraverso l'isolamento di alcuni bambini dagli altri compagni, la privazione delle attività ricreative all'esterno, l'obbligo di rimanere seduti da soli o con il capo chino e la prospettazione di ulteriori punizioni.

Le condotte contestate sarebbero state poste in essere dalle due indagate durante i rispettivi turni di servizio e avrebbero interessato più bambini, alcuni dei quali ripetutamente destinatari di atteggiamenti violenti, intimidatori, offensivi o prevaricatori.

Il GIP ha ritenuto che le riprese audio e video e gli ulteriori elementi raccolti dai Carabinieri integrino, allo stato degli atti, un quadro di gravità indiziaria in relazione al delitto di maltrattamenti.

Nell'ordinanza si evidenzia, in particolare, che il ricorso sistematico alla violenza fisica o psicologica come ordinario metodo di trattamento del minore affidato, anche qualora apparentemente giustificato da finalità educative o correttive, non può essere ricondotto alla meno grave fattispecie dell 'abuso dei mezzi di correzione, ma può integrare il delitto di maltrattamenti.

Il Giudice ha inoltre ritenuto sussistente una concreta e attuale esigenza cautelare, individuata nel rischio che condotte analoghe possano essere reiterate alla ripresa delle attività scolastiche.

A fondamento di tale valutazione sono stati considerati la pluralità e la varietà degli episodi contestati, la loro ripetizione nell 'arco di poco più di un mese e la circostanza che essi sarebbero stati determinati da normali manifestazioni di vivacità o da comuni esigenze di bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni.

La sospensione dall'esercizio della funzione di insegnante è stata pertanto ritenuta proporzionata e adeguata a neutralizzare il pericolo di reiterazione, impedendo alle indagate di svolgere attività professionali che comportino l'affidamento e la vigilanza di bambini nella scuola dell'infanzia.

L'esecuzione della misura rappresenta l'esito di un' articolata attività investigativa svolta dai Carabinieri di Aliano sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Matera, immediatamente attivatisi a seguito delle segnalazioni provenienti dalle famiglie.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e il provvedimento adottato ha natura cautelare. Le responsabilità delle persone indagate dovranno essere accertate nel contraddittorio tra le parti e con sentenza irrevocabile.

Le indagate devono pertanto essere considerate presunte innocenti sino all'eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.

IL VIDEO 

 

giovedì 27 agosto 2026

SPACCIO DI DROGA. 48enne arrestato in flagranza di reato: nella mano destra aveva 50 euro, in quella sinistra due dosi di cocaina. Operazione della Squadra mobile della Questura di Matera

 

Nel rispetto dei diritti della persona indagata, della presunzione di innocenza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, l’ufficio stampa della Questura di Matera ha comunicato quanto segue.

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato un 48enne, ritenuto responsabile di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’arresto è scaturito nel corso di un servizio di polizia giudiziaria effettuato dagli agenti della Squadra Mobile, che, durante l’attività, hanno notato movimenti sospetti del 48enne. Quest’ultimo, dopo essersi avvicinato a un veicolo con due uomini a bordo, ha ricevuto una banconota da uno dei due occupanti.

Proprio mentre si accingeva a consegnare quanto teneva stretto in mano, gli agenti sono prontamente intervenuti, bloccandolo. Al momento del controllo, l’uomo aveva nella mano destra una banconota da 50 euro, appena ricevuta, e nella sinistra due involucri in cellophane, chiusi con nastro adesivo, contenenti cocaina.

La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire, all’interno della tasca dei pantaloni, altri cinque cipollotti contenenti la medesima sostanza. La perquisizione è stata quindi estesa all’abitazione del soggetto, dove sono stati rinvenuti altri 11 cipollotti contenenti cocaina all’interno di un borsello.

Complessivamente, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato 18 cipollotti per complessivi 13,8 grammi di cocaina, 432 euro in contanti, due bilancini di precisione e materiale per il taglio e il confezionamento della droga.

Attesa la flagranza, l’uomo è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, sottoposto agli arresti domiciliari.

mercoledì 26 agosto 2026

METAPONTINO. Quattro arresti per i furti del 31 marzo scorso in 5 farmacie. I nomi. Operazione dei carabinieri

 

Nella mattinata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Altamura (BA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, emessa in data 21 agosto 2026 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone. La notizia è stata diffusa dalla stessa Procura della Repubblica del capoluogo di provincia lucano. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro e con altri soggetti tuttora in corso di identificazione, di una serie di furti aggravati e del reato di riciclaggio, in relazione ai cinque episodi delittuosi verificatisi, in rapida successione, nella notte del 31 marzo 2026, ai danni di altrettante farmacie situate nei Comuni di Scanzano Jonico, Policoro e Nova Siri. Secondo l’ipotesi accusatoria, allo stato condivisa dal G.I.P. esclusivamente ai fini dell’applicazione della misura cautelare, almeno cinque persone, con il volto travisato e dotate di strumenti di effrazione, radio ricetrasmittenti, torce frontali e indumenti idonei a impedirne il riconoscimento, avrebbero raggiunto gli esercizi commerciali a bordo di un’autovettura Range Rover Sport precedentemente rubata, sulla quale sarebbero state applicate targhe a loro volta sottratte, poche ore prima, da una Porsche Macan parcheggiata a Scanzano Jonico. In particolare, nell’arco temporale compreso tra le ore 1.17 e le ore 3.00 del 31 marzo 2026, sarebbero state colpite: alle ore 1.17 circa, la farmacia “Laguardia” di Scanzano Jonico, dalla quale sarebbero state asportate due casse automatiche contenenti complessivamente circa 500 euro; alle ore 1.40 circa, la farmacia “Gentile-Fraschetti” di Scanzano Jonico, dalla quale sarebbe stata sottratta la somma di circa 8.300 euro; alle ore 2.02 circa, la farmacia “De Santis” di Policoro, dalla quale sarebbero stati sottratti circa 800 euro; alle ore 2.20 circa, la farmacia “SS. Vergine di Anglona” di Policoro, dalla quale sarebbero stati asportati denaro contante e assegni per un valore complessivo di circa 23.200 euro; alle ore 3.00 circa, la farmacia “Izzi” di Nova Siri Scalo, dalla quale sarebbero state sottratte due casse contenenti complessivamente circa 4.200 euro. 1 L’ammontare complessivo del denaro e degli altri titoli sottratti nel corso della notte è stato, pertanto, quantificato in circa 37.000 euro. L’autovettura utilizzata per raggiungere e lasciare i luoghi dei furti, risultata rubata a Ginosa nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2026, sarebbe stata condotta, al termine delle azioni, presso una base logistica individuata a Santeramo in Colle. Il veicolo veniva successivamente rinvenuto completamente incendiato, mentre le targhe applicate sul mezzo erano state sottratte, nella stessa notte dei fatti, da un’altra autovettura parcheggiata a Scanzano Jonico. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera, sono state svolte dai Carabinieri delle Compagnie di Altamura e di Policoro. L’attività investigativa si è sviluppata attraverso l’esame coordinato dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza delle farmacie. All’interno dei locali individuati come possibile base operativa venivano rinvenuti, tra l’altro, veicoli di provenienza furtiva, strumenti da effrazione, passamontagna, torce frontali, radio ricetrasmittenti, piedi di porco e altri strumenti ritenuti compatibili con la preparazione e l’esecuzione di reati contro il patrimonio. Ulteriori elementi indiziari sono stati tratti dall’esame di una scheda di memoria collegata a un sistema di videosorveglianza installato all’interno della base logistica, dalla comparazione degli indumenti indossati dalle persone riprese durante i furti con quelli visibili nei filmati registrati al rientro del veicolo, nonché dall’analisi della memoria di un telefono cellulare sequestrato. In quest’ultimo dispositivo sono state individuate pregresse ricerche in rete riguardanti alcune delle farmacie successivamente colpite, altri possibili obiettivi e componenti elettroniche relative al modello di autovettura utilizzato. Sulla base degli elementi raccolti, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti gravi indizi in ordine alla partecipazione di tre degli indagati alla fase esecutiva dei furti e al contributo di carattere logisticо che sarebbe stato assicurato dal quarto mediante la disponibilità e la gestione dei locali destinati al ricovero dei veicoli e delle attrezzature. Il Giudice ha inoltre ravvisato concrete e attuali esigenze cautelari, con particolare riferimento al pericolo di reiterazione di analoghi reati e al rischio di contatti con altri soggetti coinvolti e non ancora identificati, ritenendo che tali esigenze non potessero essere adeguatamente tutelate attraverso l’applicazione di misure meno afflittive. La concentrazione di cinque furti in meno di due ore, la scelta di colpire esercizi destinati a un servizio di primaria utilità per la collettività, l’impiego di più persone con ruoli coordinati, di veicoli e targhe rubati e di attrezzature specificamente predisposte avevano suscitato un particolare allarme sociale nelle comunità del Metapontino e alimentato, anche nel dibattito pubblico, la percezione di una vera e propria emergenza legata ai furti ai danni delle farmacie e delle attività commerciali. Deve essere precisato che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’ordinanza cautelare è soggetta ai mezzi di impugnazione previsti dalla legge. Le contestazioni formulate e le valutazioni espresse dal G.I.P. hanno natura provvisoria e sono funzionali esclusivamente all’applicazione della misura cautelare. 2 La responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel contraddittorio tra le parti e mediante una sentenza divenuta irrevocabile. Le persone sottoposte alla misura non possono, pertanto, essere considerate colpevoli sino all’eventuale condanna definitiva.

In merito al citato fatto di cronaca lagazzettadelmezzogiorno.it ha pubblicato i nomi delle persone arrestate. Per il sito online del giornale barese si tratta di “Paulin Ndrekaj, 48enne di origini albanesi residente a Cassano delle Murge; Mich Serman, 30 anni di Santeramo in Colle; Filippo Savino, 42enne di Cassano delle Murge e Vat Ndrekaj, 34enne di origini albanesi residente a Cassano delle Murge. Tutti difesi dagli avvocati Giuseppe Giulitto e Filippo Castellaneta del Foro di Bari”.

PER APPROFONDIRE

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM – 31 MARZO 2026

METAPONTINO SOTTO SHOCK. CRIMINALITÀ SFRONTATA. IN AZIONE UNA BANDA IN RANGE ROVER CON TARGHE RUBATE. FARMACIE SOTTO ATTACCO. ATTESA LA RISPOSTA DELLO STATO. Leggi la notizia integrale cliccando sul seguente link https://filippomele.blogspot.com/2026/03/metapontino-sotto-shock-criminalita.html.

PISTICCI (MT). Nasce il centro per ragazzi con autismo “La luce don Leonardo Selvaggi”. Lavori in corso nell’antico monastero annesso al santuario della Madonna del Casale. La storia della battaglia di Anna Padula, di Scanzano Jonico (MT), e di suo figlio Lorenzo

 

“Dal 'buio' del Covid ora nasce 'La Luce', un centro per ragazzi autistici. A Pisticci in un antico monastero, il progetto nato dall'esperienza di Anna e del figlio”. Così l’agenzia Ansa ha titolato un articolo diffuso nella giornata di oggi, a firma Guido Tortorelli, in cui è raccontata una storia che, per molti aspetti, ha il “sapore” del miracolo: quella della nascita di un Centro polifunzionale per ragazzi e adulti con disturbo dello spetto autistico. Una storia che proprio noi abbiamo raccontato in ogni fase del suo sviluppo, dai tempi delle chiusure del Covid sino ai giorni nostri. Oggi, come testimoniano le nostre foto, i lavori del Centro sono in corso.

Durante il Covid, ha raccontato l’Ansa, Lorenzo smise di andare a scuola, di fare terapia e di avere quei pochi punti fermi che scandivano le sue giornate.

Lorenzo è autistico e per sua madre Anna Padula, 49 anni di Scanzano Jonico (Matera), quei mesi segnarono l'inizio di un periodo che ancora oggi definisce "buio".

Da quella esperienza nascerà "La Luce", un centro per ragazzi autistici che sta per aprire a Pisticci (Matera), in un antico monastero vicino al Santuario di Santa Maria del Casale. "Con la pandemia chiuse tutto - racconta Padula all'ANSA.

Lorenzo non poteva più andare a scuola e neppure al centro dove faceva terapia. Ebbe una fortissima regressione". Quando i servizi ripresero, per Padula cominciò la ricerca di una struttura in grado di accogliere suo figlio. "I casi più gravi - aggiunge - sono molto impegnativi e io non riuscivo a trovare un centro per Lorenzo". La soluzione arrivò fuori dalla Basilicata, in provincia di Napoli. È allora che la vicenda personale cominciò a trasformarsi in un progetto rivolto anche agli altri.  

"Pensavo a tutte le famiglie - specifica - che vivevano la nostra stessa situazione. Volevo creare qualcosa per Lorenzo, ma anche per tutti questi ragazzi in Basilicata".
    Il racconto di quei mesi cominciò a circolare attraverso un video, rilasciato al giornalista Filippo Mele, e arrivò anche all'allora arcivescovo di Matera-Irsina, Antonio Giuseppe Caiazzo, che volle incontrarla. Padula gli fece una richiesta: un edificio, un terreno, qualsiasi spazio inutilizzato dalla Curia nel quale provare a realizzare un centro. Qualche mese dopo arrivò la risposta. A Pisticci c'era un antico monastero che poteva essere messo a disposizione del progetto. Padula lo visitò per la prima volta il 3 dicembre, nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, insieme a don Antonio Di Leo. "Entrai nella cripta - dice - mi voltai verso una finestra e vidi entrare la luce. Venivo da mesi terribili e pensai: finalmente la luce. Il nome è nato lì. La Curia ha concesso gratuitamente il monastero per otto anni e attorno al progetto si sono riuniti altri genitori e persone che hanno deciso di sostenerlo". 

Restavano però da trovare le risorse economiche necessarie per rendere utilizzabile la struttura. "Quando dovevo firmare il contratto - afferma -, mi dissero: sei sicura? Serviranno ancora tantissimi soldi. Io dissi di sì. Ci credevo. Sono arrivate donazioni private, il sostegno della Cei per alcuni interventi, tra cui la cucina, e 150mila euro stanziati dalla Regione Basilicata per completare la struttura. Il centro porterà anche il nome di don Leonardo Selvaggi, il sacerdote che anni prima aveva creduto nel recupero del monastero quando l'edificio era ancora un rudere". Oggi gli spazi sono arredati e gli ultimi interventi sono in fase di completamento. Successivamente dovranno essere portati a termine gli adempimenti amministrativi necessari all'apertura. "Questo centro ormai non è soltanto per mio figlio - conclude -. Il giorno in cui vedrò entrare qui i primi ragazzi sarà la realizzazione di un sogno. Ci sono tanti ragazzi che non possono far sentire la propria voce. Dobbiamo essere noi genitori a farlo. Hanno gli stessi diritti degli altri e meritano una vita serena".    

PER APPROFONDIRE

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM - LUNEDÌ 10 MARZO 2025

AUTISMO. PISTICCI. UN MIRACOLO. IN 5 ANNI DA ZERO AL CENTRO PER RAGAZZI ED ADULTI AUTISTICI “LA LUCE. DON LEONARDO SELVAGGI”. GENITORI, STAMPA, CHIESA, ISTITUZIONI INSIEME. MA È SOLO L’INIZIO. LA NOSTRA LETTERA AD ANNA PADULA ED ALLE MAMME E PAPÀ DI TUTTI I LORENZO DEL METAPONTINO E DELLA BASILICATA E LA CRONACA DELL'EVENTO. Leggi la notizia integrale https://filippomele.blogspot.com/2025/03/autismo-pisticci-un-miracolo-in-5-anni.html.



SERVIZIO FOTOGRAFICO CENTRO POLIZUNZIONALE LA LUCE DON LEONARDO SELVAGGI