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mercoledì 8 luglio 2026

NOEPOLI (PZ). LE RADICI LUCANE DI VALTER LAVITOLA, INDAGATO COME PRESUNTO MANDANTE DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI

 

SOGFRIDO RANUCCI

È stato interrogato oggi, a Roma, nel palazzo di giustizia di piazzale Clodio, accompagnato dai suoi difensori. l'ex editore e imprenditore Valter Lavitola, indagato nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato nell'ottobre scorso davanti all'abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Lavitola è stato convocato in procura a Roma questo pomeriggio per essere interrogato. Al termine dell’interrogatorio non ha rilasciato dichiarazioni alla folla di giornalisti che lo attendevano. Ha parlato, invece, il suo legale Sergio Cola: "Lavitola è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come Ranucci stesso ha confermato". Ricordiamo che il 6 luglio scorso è stata diffusa la notizia, qui riportiamo quella dell’agenzia Adnkronos.com, che l’ex editore e imprenditore era indagato ed aveva subito una perquisizione nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sull’attentato a Ranucci. La perquisizione era stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati su disposizione dei pm capitolini.

L’ipotesi degli inquirenti è che Lavitola possa essere stato il mandante dell’attentato dinamitardo e alla ricerca di riscontri sono stati sequestrati telefoni e pc che ora verrano analizzati. Un nuovo sviluppo dunque dell’indagine, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, seguita ora dal pm della Dda Edoardo De Santis, che ha portato due martedì fa all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Reati contestati in concorso anche a Lavitola.

Sul movente dell’attentato al giornalista le indagini degli inquirenti sono tuttora in corso.

Lavitola, lo ricordiamo, pur se nato a Salerno, ha sangue lucano nelle vene. Il padre Pasquale, noto medico, era nato proprio in Basilicata, a Noepoli, in provincia di Potenza, prima di trasferirsi a Napoli. E nel centro del Pollino ed in Basilicata Valterino, come lo chiamavano affettuosamente i compagni del Psi, mosse i suoi primi passi in politica. Erano gli anni ’80 – ’90 quando il giovane Valter era un assiduo frequentatore della federazione socialista di Potenza e dei congressi nazionali. Poi il suo trasferimento sulle scene nazionali e le numerose vicende che lo hanno visto protagonista e di cui parlano le cronache di questi giorni. E’ stato, altresì, anche direttore ed editore dell’Avanti!, proprio lo storico quotidiano del PSI sino all’epoca craxiana tentandone il rilancio.

VALTER LAVITOLA

CRONACA. IL FEMMINICIDIO DI FEDERICA TORZULLO, AD ANGUILLARA SABAZIA (ROMA). Chiesto il giudizio immediato per il marito, Claudio Carlomagno. L’accaduto colpì l’opinione pubblica lucana per le origini delle famiglie di Federica e di Claudio

 

Chiesto il giudizio immediato per Claudio Agostino Carlomagno, accusato dell'omicidio della moglie Federica Torzullo, avvenuto all'inizio di gennaio ad Anguillara Sabazia. La Procura di Civitavecchia ha chiuso le indagini a suo carico contestando i reati di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto di coniugio, oltre all'occultamento e al vilipendio di cadavere. La notizia è stata diffusa dall'Agenzia Ansa. La donna venne uccisa con 23 coltellate nelle prime ore del 9 gennaio nell'abitazione in cui la coppia viveva. In una nota, il procuratore Alberto Liguori sottolinea di avere proceduto, nel corso delle indagini, a più interrogatori dell'indagato. Carlomagno ha ammesso di avere ucciso la moglie, sostenendo però che si sia trattato di un omicidio d'impeto legato a tensioni sorte all'interno della coppia. Una ricostruzione che, secondo l'accusa, non trova riscontro negli elementi raccolti. Per gli investigatori l'omicidio sarebbe stato invece pianificato. Alla base del delitto vi sarebbe stata la decisione della donna di interrompere definitivamente il rapporto e di avviare un nuovo progetto di vita da separata.

La Procura ritiene che Carlomagno vedesse nella scelta della moglie un ostacolo concreto, anche in relazione alle possibili conseguenze sull'affidamento del figlio. Gli accertamenti tecnici eseguiti, tra cui l'autopsia e le consulenze biologiche e forensi, collocano la morte della donna tra la serata dell'8 gennaio e le prime ore del 9 gennaio. L'aggressione sarebbe scattata al culmine di un diverbio mentre la donna si trovava in bagno. Una drammatica colluttazione che si sarebbe protratta per circa 45 minuti, durante i quali Federica, secondo quanto emerso anche dall'esame autoptico, avrebbe cercato di difendersi e di sottrarsi alla violenza del marito.

Gli investigatori ritengono che la vittima abbia opposto una strenua resistenza, come mostrerebbero anche le numerose lesioni riscontrate sul corpo. Il corpo della donna venne trovato dopo giorni di ricerche in un canneto a poca distanza dall'azienda di proprietà dell'indagato. La vittima venne raggiunta anche da 19 fendenti al collo e al volto. Sul corpo erano presenti segni di ustioni e una gamba, la sinistra, risultava completamente amputata. Elementi che hanno contribuito ad aggravare il quadro accusatorio contestato dalla Procura. Per questa vicenda, il 24 gennaio, i genitori di Carlomagno, Maria e Pasquale, si sono tolti la vita nella loro villetta, impiccandosi. Un gesto estremo arrivato pochi giorni dopo le ammissioni rese dal figlio agli inquirenti.

L’efferato delitto, e le sue tragiche conseguenze, colpirono molto l’opinione pubblica della Basilicata. La famiglia di Federica, infatti, è originaria di Gallicchio (PZ) dove suo zio.è medico di famiglia. Il femminicidio, infatti, si sarebbe verificato alla vigilia di un viaggio in Basilicata. Anche Pasquale Carlomagno, padre di Claudio, titolare di una ditta di scavi e movimentazione terra, la Carlomagno srl, con cui lavorava il figlio. ha origini lucane. La sua famiglia, infatti, è originaria di Lagonegro (PZ). Maria Messenio, invece, la madre di Claudio, era originaria di Altamura (BA).

SPIONAGGIO. ARRESTATI DUE EX AGENTI SEGRETI, UNO È DI MATERA. Quattro carabinieri indagati. L’accusa: “Vendevano segreti militari ai russi”. Il video diffuso dai carabinieri del Ros

Nel corso della mattinata di ieri, il Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri (ROS), con il supporto in fase esecutiva del Gruppo di Intervento Speciale e del Comando Provinciale di Roma dell’Arma, ha dato esecuzione a due misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura capitolina, nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di “Spionaggio di notizie di cui è stata vietata la divulgazione”, “Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione” e “Accesso abusivo a sistema informatico o telematico”. Ne ha dato notizia un comunicato stampa diffuso dal comando provinciale dei ROS di roma. Nell’ambito del medesimo procedimento sono stati eseguiti decreti di perquisizione personale, locale e informatica a carico dei due citati destinatari dei provvedimenti restrittivi e di ulteriori cinque persone, indagate, a vario titolo, per “Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato”, “Spionaggio politico o militare”, “Rivelazione di segreti di Stato”, “Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione”. La notizia è stata riportata, ovviamente, da numerosi fonti giornalistiche nazionali tra cui l’agenzia Ansa che ha fatto anche i nomi delle persone coinvolte. Secondo l'inchiesta, ad avere i contatti esclusivi con il presunto agente russo, coperto da immunità diplomatica, era Gavino Raoul Piras, 59enne sardo ex appartenente al comparto di intelligence italiano e già sottoufficiale dell'Arma. Il video diffuso dai carabinieri del Ros li riprendono mentre si giravano i pizzini, si scambiavano cellulari nascosti in un microonde o nascondevano schede di memoria digitale nella crepa di un muro in strada. “Piras – ha riportato l’Ansa - si definiva analista indipendente di intelligence fin dalla fine della sua professione, culminata con l'assegnazione nel 2012 della 'Legione al merito', una decorazione militare degli Stati Uniti, in genere conferita a membri dell'Esercito americano e di nazioni alleate e a lui concessa per la sua attività in Afghanistan e Iraq. Nel suo lungo currculum aveva alle spalle la produzione di una serie di saggi, come la 'Teoria sul capitale informativo', o il testo prodotto nel 2011 dal titolo: 'L'intelligence nelle relazioni internazionali: la Federazione russa'. Nella formazione di Piras, originario di Sassari, figurano anche la scuola Nato di Oberammergau, in Germania, e specifiche esercitazioni internazionali all'estero. Una vita dedicata allo spionaggio e al controspionaggio, che in queste ore ha avuto il suo epilogo con gli arresti domiciliari e una serie di perquisizioni che hanno portato anche al ritrovamento di ventimila euro in contanti in possesso di uno degli indagati”.

L'altro ex 007 arrestato è invece Vincenzo Di Pasquale, 59enne originario di Matera, anche lui un ex dell'Aisi ed in pensione.

Gli altri indagati sono Davide Piantanida, foggiano di 46 anni, Gianluca Nardella, foggiano di 47 anni, Giuseppe Tempesta, barese di 55 anni, Sergio Romeo, messinese di 57 anni, Antonio Guerra, barese di 69 anni. Il presunto agente russo, che ufficialmente sarebbe un diplomatico e per questo gode di immunità, al momento resterebbe in Italia.   

CUORE MEDITERRANEO. LA CAMPAGNA DEL CONSORZIO RICREA RICICLO DEGLI IMBALLAGGI IN ACCIAIO) PREMIA POLICORO (MT). Riconoscimento a Comune, Policoro ambiente, piattaforma Pellicano verde spa. Per il 2026 stimata la raccolta di 35 tonnellate di imballaggi

 

POLICORO (MT) - Sensibilizzare cittadini e visitatori sull’importanza di una corretta raccolta differenziata, soprattutto nei mesi estivi quando le località costiere registrano un aumento delle presenze: è questo l’obiettivo di “Cuore Mediterraneo”, la campagna itinerante promossa da RICREA, il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio che fa parte del sistema CONAI. Attraversando le principali località balneari italiane, l’iniziativa porta il tema del riciclo direttamente sulle spiagge grazie all’inviata speciale Alice, che incontra turisti e bagnanti invitandoli a scoprire i molteplici benefici derivanti dal corretto conferimento degli imballaggi in acciaio e il contributo che ogni cittadino può offrire allo sviluppo dell’economia circolare.  

In occasione della tappa lucana, RICREA ha consegnato uno speciale riconoscimento al Comune di Policoro per l’impegno e i risultati raggiunti: nel corso del 2026 si stima che verranno raccolte 35 tonnellate di imballaggi in acciaio nella città. Lo ha reso noto l’ufficio stampa del Consorzio in un comunicato che pubblichiamo integralmente. 

La premiazione si è svolta presso Largo Esperia, sul lungomare di Policoro, uno dei luoghi più frequentati della località e punto di incontro tra la città e il mare. Affacciata sulla costa ionica lucana, quest’area rappresenta un contesto particolarmente significativo per celebrare un risultato che nasce dall’impegno condiviso della comunità e che assume un valore ancora maggiore in una destinazione che durante i mesi estivi accoglie numerosi visitatori. Un’occasione per ribadire l’importanza di una corretta raccolta differenziata e del contributo che cittadini e turisti possono offrire alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del patrimonio naturale che caratterizza il territorio.

“Ogni barattolo, scatoletta, tappo o bomboletta conferito correttamente rappresenta una risorsa che può tornare a nuova vita attraverso il riciclo”, dichiara Roccandrea Iascone, Responsabile Comunicazione di RICREA. “Con ‘Cuore Mediterraneo’ vogliamo portare questo messaggio direttamente nei luoghi di vacanza, coinvolgendo residenti e turisti in modo semplice e immediato. I risultati raggiunti da Policoro dimostrano come la collaborazione tra cittadini, amministrazioni e operatori della filiera possa tradursi in benefici concreti per l’ambiente e per il territorio”.

“La nostra sfida è trasformare la stagionalità turistica di Policoro in un'opportunità per l'economia circolare, adottando una strategia per la raccolta dell'acciaio fondata su flessibilità, tecnologia e sensibilizzazione. Per garantire efficienza, abbiamo potenziato le frequenze di raccolta, raddoppiando i ritiri per le utenze commerciali e valutando l'introduzione di un doppio turno giornaliero nelle zone balneari durante l'alta stagione. Parallelamente, grazie ai fondi Pnrr, abbiamo implementato una rete di isole ecologiche informatizzate, accessibili 24 ore su 24 tramite tessera sanitaria e monitorate costantemente tramite sensori. Infine, promuoviamo la corretta differenziazione utilizzando la tecnologia RFID e un'app dedicata, strumenti che ci permettono di guidare turisti e cittadini. Il nostro obiettivo, premiato anche dal Consorzio Ricrea, è dimostrare che un territorio a forte vocazione turistica può essere anche un'eccellenza nella tutela dell'ambiente e del mare”, afferma Massimiliano Padula, Assessore all’Ambiente di Policoro.

Oltre al Comune, sono state premiate anche Policoro Ambiente, che si occupa della gestione della raccolta dei rifiuti sull’intero territorio comunale, e Pellicano Verde Spa, la piattaforma di selezione presso cui vengono lavorati e avviati al riciclo gli imballaggi in acciaio raccolti in città. La loro presenza ha contribuito a rendere la cerimonia un importante momento di confronto dedicato alle buone pratiche di riciclo e al valore della collaborazione tra tutti gli attori della filiera, elemento fondamentale per il raggiungimento di risultati concreti a beneficio dell’ambiente.

"La Policoro Ambiente esprime grande soddisfazione per il riconoscimento conferito dal Consorzio RICREA per gli eccellenti risultati raggiunti nella raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio nel comune di Policoro. Questo premio rappresenta il frutto della collaborazione tra Amministrazione comunale, cittadini e tutti gli operatori impegnati quotidianamente nel servizio di raccolta. Ringraziamo il Comune di Policoro e il Consorzio RICREA per la fiducia accordata e rinnoviamo il nostro impegno a garantire un servizio sempre più efficiente e orientato alla tutela dell'ambiente", sottolinea Enzo La Carpia, referente Policoro Ambiente.

"Anche l'impianto di trattamento rifiuti Pellicano Verde SPA accoglie con orgoglio il premio assegnato dal Consorzio: si tratta di un riconoscimento che valorizza il lavoro svolto lungo tutta la filiera, dalla raccolta al trattamento e al recupero dei materiali", conclude La Carpia Responsabile organizzativo della raccolta differenziata sul comune di Policoro e presente oggi all’evento anche in rappresentanza della piattaforma di selezione Pellicano Verde SPA.

L’Italia rappresenta un’eccellenza a livello europeo in materia di raccolta differenziata di tali imballaggi, con un tasso di riciclo pari all’82,2% degli imballaggi in acciaio immessi a consumo, che supera già ampiamente l’obiettivo dell’80% fissato per il 2030 dall'Unione Europea. Nel 2025 sono state avviate al riciclo 442.666 tonnellate pari a 4,8 Kg per abitante.