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martedì 3 febbraio 2026

METEO ITALIA. IN ARRIVO NUOVA PERTURBAZIONE. PREVISIONI 4 FEBBRAIO: PIOGGE, TEMPORALI, NEVE E VENTO FORTE. ALLERTA GIALLA METEO – IDRO DELLA PROTEZIONE CIVILE IN 12 REGIONI (BASILICATA COMPRESA). LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE CON L’ULTIMO AGGIORNAMENTO

 

FONTE 3BMETEO

ARTICOLO DI LORENZO BADELLINO

AGGIORNAMENTO DELLE 19.04

METEO MERCOLEDI'. Al Nord instabile su est Piemonte, centro-est Liguria, Lombardia, Emilia Romagna e Triveneto con piogge, rovesci e neve dagli 800/1200m, variabile all'estremo Nordovest con schiarite sulle Alpi occidentali. Al Centro instabile su regioni tirreniche e Umbria con piogge e rovesci in sconfinamento dal pomeriggio fino alle coste adriatiche. In serata fenomeni in attenuazione in Toscana. Neve in Appennino dai 1200/1600m. Al Sud instabilità diffusa con piogge e rovesci anche temporaleschi, più frequenti sulle regioni tirreniche peninsulari e Sicilia. In serata fenomeni in attenuazione su Sicilia, ioniche e Puglia. In Sardegna instabilità in aumento con piogge e rovesci soprattutto dal pomeriggio-sera. Temperature in lieve diminuzione.

VENTI FORTI. La ventilazione sarà tesa o forte da ovest-sudovest sui bacini occidentali, da sudest su Ionio e Adriatico, con raffiche fino a 80km/h e possibili mareggiate sulle coste ioniche, non escluse anche su quelle del basso Tirreno.

NEVE. Nuove nevicate sono attese sull'arco alpino e a quote superiori ai 1500/2000m sono previsti accumuli fino a 20/30cm sul Cadore, superiori sulla Carnia dove le nevicate proseguiranno anche nella notte successiva e l'accumulo di neve complessivo raggiungerà i 40/60cm.

METEO GIOVEDI'. Ancora instabile al Sud sul basso versante tirrenico, con rovesci sparsi in graduale attenuazione; qualche pioggia anche al Nordest con neve sulle Alpi orientali dai 1000/1300m. Altrove temporanee schiarite, ma tra il pomeriggio e la sera peggiora su Nordovest, Toscana, Lazio Sardegna e Lombardia con rovesci in intensificazione, tendenti a divenire anche forti sull'alto Tirreno e con neve sulle Alpi dai 900/1100m, dai 1300m sull'Appennino tosco-emiliano. Venti occidentali moderati o tesi, in intensificazione sul Mar di Sardegna, temperature in aumento.

METEO VENERDI'. Il rapido movimento della perturbazione verso levante determinerà un miglioramento già in mattinata al Nordovest; iniziale maltempo su Lombardia e Nordest con piogge e nevicate dai 1000m, ma anche graduali schiarite in avanzamento da ovest. Inizialmente instabile anche sul resto d'Italia con piogge diffuse a inizio giornata e neve dai 1200/1400m in Appennino, ma nel corso della giornata fenomeni in graduale attenuazione e schiarite in arrivo da ovest. Venti tesi o forti tra ovest e sudest con possibili mareggiate sulle coste esposte, temperature in aumento al Centro-Sud.    

INFORTUNIO MORTALE SUL LAVORO. DIEGO PALLADINO, 58 ANNI, LUCANO, PERDE LA VITA TRAVOLTO DA MATERIALE PER IL CEMENTO A GUIDONIA MONTECELIO (ROMA)

 

GUIDONIA MONTECELIO (ROMA) - Un lavoratore di 58 anni, Diego Palladino, di Lauria (PZ), padre di due figli, è morto sul lavoro attorno alle ore 18 di ieri. L’operaio è rimasto travolto da materiale per lavorazione del cemento nello stabilimento Buzzi Unicem. Cgil e Fillea Cgil di Roma e Lazio, congiuntamente alla Cgil e alla Fillea Cgil di Rieti Roma Est Valle dell'Aniene hanno reso noto che “secondo le informazioni raccolte dai nostri delegati e funzionari presenti sul posto per portare vicinanza e solidarietà, il lavoratore, dipendente di una ditta esterna, sarebbe rimasto travolto dal materiale grezzo durante le operazioni di pulizia dei silos. Una dinamica su cui ci aspettiamo si faccia al più presto chiarezza, per accertare le responsabilità e capire come sia potuto accadere un episodio del genere", hanno sottolineato. Dall'inizio dell'anno è la terza vittima del lavoro accertata nel Lazio mentre è la prima che ha riguardato un lavoratore lucano. Scomncerto, intanto, a Lauria per la morte di Palladino avvenuta lontano dalla sdua casa per guadagnarsi da vivere con il lavoro. Quello stesso lavoro che, troppo spesso, uccide. 

 

NO ALL’ULTRA CASTA DI BASILICATA. RAFFICA DI REFERENDUM. IL COMITATO ANTI – VITALIZI: “SARÀ CONSULTAZIONE POPOLARE ANCHE CONTRO GLI AUMENTI DELLE INDENNITA’ DEI CONSIGLIERI REGIONALI. ABOLIRE NORME INGIUSTE. UNA CONCEZIONE MEDIOEVALE DELLE ISTITUZIONI”

 

COMITATO REFERENDUM VITALIZI

Non solo il ripristino dei vitalizi: adesso il Consiglio regionale della Basilicata aumenta le indennità dei consiglieri del 10%. Un regalo finanziato tagliando il fondo di solidarietà.

È una vicenda incredibile. Nel 2017 i consiglieri regionali destinarono il 10% delle proprie indennità a un fondo di utilità sociale. Adesso gli ex consiglieri si riappropriano di quei soldi con i vitalizi, e i nuovi smettono di versarli con questa nuova norma.

Sono trascorsi quindici anni dal contenimento dei costi della politica, deciso nel 2011 da Monti. Per la prima volta la politica regionale decide che è tempo di aumentarsi lo stipendio. E lo fa proprio a spese del fondo di utilità sociale, che fino a pochi giorni fa sosteneva di voler difendere.

Eliminare queste norme ingiuste è un dovere. Non basta dire che l’aumento delle indennità sarà devoluto ai collaboratori. Questa concezione medievale delle Istituzioni e del mondo del lavoro va superata: non è possibile che i soldi pubblici vadano ai consiglieri, i quali, bontà loro, li trasformano in mancette per i loro collaboratori. Piuttosto si proponga un riordino della disciplina dei collaboratori consiliari, assumendoli come personale di diretta collaborazione, tutelati come tutti i lavoratori.

Anche contro questo atto gravissimo ci attiveremo con una nuova proposta di referendum. Ed è tempo che l’Ufficio di presidenza e la Consulta statutaria si esprimano sul nostro primo quesito, adesso che è chiaro che il Consiglio regionale non ha approvato né l’abrogazione parziale dei vitalizi, né la legge sui referendum. L’abrogazione totale è possibile: la legge 40 impone precisi adempimenti amministrativi e va applicata.

I PROMOTORI

MICHELE SANNAZZARO

PAOLO PESACANE

ANGELO SUMMA

ROSARIO GIGLIOTTI

ASCANIO DONADIO

EUSTACHIO NICOLETTI

GIUSEPPE RANOIA

GIOVANNA GALEONE

GIANNI RONDINONE

NUNZIA ARMENTO

DONATO LETTIERI  



LA NUOVA DEL SUD 3 FEBBRAIO 2026

L'ALTRAVOCE 3 FEBBRAIO 2026

GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCRO. LA STORIA DI JESSICA NIVUORI, RESIDENTE A SCANZANO JONICO (MT), TESTIMONIAL DELL’ASST GAETANO PINI – CTO DI MILANO. DALLA SCOPERTA DEL SARCOMA MIOGENICO 10 ANNI FA, ALLA CHEMIOTERAPIA, SINO ALLA CHIRURGIA ORTOPEDICA ONCOLOGICA. ED OGGI JESSICA PRATICA DANZA AEREA. IL CANCRO SI PUÒ SCONFIGGERE

 

JESSICA NIVUORI

Lotta contro i tumori. Si può vincere contro quello che una volta veniva definito il male incurabile. Fondamentali sono la non sottovalutazione dei sintomi, la diagnosi precoce, gli interventi mirati, la voglia di vivere dei pazienti. Così, per domani, Giornata mondiale contro il cancro, ecco la storia di Jessica Nivuori, residente a Scanzano Jonico (MT) e testimonial dell’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) Gaetano Pini – CTO (Centro Traumatologico Ortopedico) di Milano.

Danza sospesa a un cerchio, sorride e vola leggera. Eppure nella sua gamba destra Jessica Nivuori ha una protesi che ha sostituito il femore distale, gravemente compromesso da un sarcoma osseo che nel 2016 rischiava di costarle l’amputazione dell’arto. Oggi quella stessa gamba è il simbolo di ciò che la chirurgia ortopedica oncologica dell’ASST Gaetano Pini-CTO può fare grazie a diagnosi precoce, lavoro multidisciplinare e tecniche chirurgiche avanzate. E' quanto riportato nel comunicato diffuso dall’Ufficio stampa dell’Azienda milanese. Comunicato che condividiamo integralmente.

Imprenditrice, milanese di nascita, a Scanzano Jonico (MT) per amore, nel 2016 Jessica aveva 38 anni, una vita piena e progetti per il futuro. Un dolore persistente al ginocchio destro, inizialmente sottovalutato, peggiora rapidamente fino a impedirle di camminare. Gli esami radiologici (effettuati nel Centro Jula proprio di Scanzano Jonico, ndr) evidenziano una lesione sospetta al femore e l’indicazione è chiara: rivolgersi con urgenza a un centro specializzato. Jessica torna a Milano per poter essere visitata all’Ospedale Gaetano Pini, centro di riferimento nazionale e internazionale per la diagnosi e il trattamento delle malattie neoplastiche a carico del sistema muscoloscheletrico. La visita si conclude con l’indicazione di tornare il giorno seguente per il prericovero, a cui seguirà un prelievo di tessuti in sala operatoria per poter effettuare una biopsia. Jessica già trascina la gamba con fatica. Torna a casa dei sui genitori, ma cade. In Pronto Soccorso all’Ospedale Gaetano Pini la radiografia evidenzia una frattura del femore distale destro: il sarcoma aveva consumato l’osso fino a causarne la rottura.

“È iniziato così il mio primo ricovero al Gaetano Pini – racconta Jessica – tre lunghe settimane, bloccata a letto, in attesa della biopsia, con la gamba immobilizzata. Intorno a me però ho sperimentato che cosa è l’amore che risiede anche nelle cure e nell’assistenza che tutta l’equipe di Ortopedia Oncologica mi ha riservato, dagli infermieri ai medici, dagli operatori socio sanitari alla segretaria, chiunque lavorasse in quel reparto ha avuto una parola di sostegno per me”.

La biopsia conferma la diagnosi: è un sarcoma miogenico, ovvero un tumore raro che colpisce le cellule che danno origine ai tessuti molli. In sala operatoria, il giorno seguente, c’è il dott. Stefano Bastoni, oggi Direttore dell’Ortopedia Traumatologia Oncologica dell’ASST Gaetano Pini-CTO.  “Il femore – spiega l’ortopedico oncologo - corrotto dalla malattia aveva perso la sua resistenza meccanica e Jessica ha avuto pertanto una frattura spontanea. La rottura dell’osso ha permesso al sarcoma di contaminare le parti molli, rendendo l’intervento di resezione molto complicato. Un tempo la situazione descritta avrebbe comportato l’amputazione dell’arto e, invece, già 10 anni fa, siamo stati in grado di salvarle la gamba”.

Parla al plurale il dott. Bastoni quando si riferisce all’intervento perché per questa tipologia operazioni, più che in altri casi, è necessario un lavoro di equipe: “La frattura patologica ha complicato l’operazione chirurgica per l’impianto della protesi di grandi dimensioni. Gli ultimi esami istologici di Jessica però mostrano come la tecnica chirurgica, le nuove tecniche di imaging, la giusta scelta strategica abbia permesso di ottenere come risultato una paziente che oggi volteggia in aria come un’acrobata del circo, come se avesse ancora il suo femore distale”.

Fondamentale per la guarigione di Jessica è stata poi la chemioterapia che la paziente ha eseguito alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori: “Collaboriamo attivamente con l’Istituto Tumori e durante le sedute e le degenze per la chemioterapia ho visitato più volte Jessica”, spiega il dott. Bastoni. “Durante una di queste visite – racconta la paziente – ricordo bene che il dottore ha verificato che facevo molta fatica a muovere il ginocchio, spossata anche dalla chemioterapia. Ricordo che Bastoni mi ha detto che se avessi continuato a non impegnarmi con la fisioterapia sarei stata condannata a scegliere sempre la poltrona in prima fila al cinema e da quella posizione la visione del film non è ottimale. Una battuta che mi ha spronata ad andare avanti”.

C’è voluto tempo ma Jessica non solo è tornata a sedersi al cinema dove vuole, ma anche a viaggiare a bordo delle moto da corsa con suo marito che non l’ha mai lasciata sola: “Il supporto della mia famiglia, in particolare di mio marito, è stato fondamentale per me per tornare a vivere. Come fondamentale è stata la diagnosi precoce: non aver trascurato il dolore al ginocchio mi ha letteralmente salvato la vita”. E aggiunge con un pizzico di ironia: “Come mio marito, anche la mia protesi non mi molla mai! Non è facile convivere tutta la vita con un corpo estraneo. Ho dovuto imparare a gestire l’impatto sulla mia mobilità, il dolore iniziale, la fatica di imparare nuovamente a camminare. Ma oggi volo praticando danza aerea nell’ASD Progetto danza di Silvia Lucarelli, a Scanzano Jonico, ed è questo è il messaggio che voglio dare a chi sta attraversando il mio stesso calvario”.

Il caso di Jessica è emblematico perché dimostra che l’esordio di un sarcoma osseo è spesso insidioso, spiega il dott. Bastoni: “Le prime manifestazioni sono il dolore. Ci si accorge quindi di una tumefazione. Il paziente comincia quindi a vivere con disagio la situazione, a zoppicare, smette l’attività sportiva. È fondamentale in questi casi rivolgersi agli ortopedici, soprattutto se il dolore si presenta in pazienti giovani, tra i 20 e i 30 anni. Molti tumori benigni, infatti, hanno esordio in questa fascia d’età”. Del trattamento di alcuni tumori benigni, come il tumore alle cellule giganti dell’osso, l’osteoblastoma e condroblastoma se ne parlerà il 27 febbraio, in Aula Magna, all’Ospedale Gaetano Pini di Milano, in occasione della “Giornata Annuale CIOSM”, l’evento più importante del Club Italiano di Oncologia del Sistema Muscoloscheletrico.

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L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Gaetano Pini-CTO, punto di riferimento per l’ortopedia, la riabilitazione specialistica, la reumatologia e la neurologia, a livello nazionale, comprende a Milano tre presidi ospedalieri: il Gaetano Pini, il CTO e il Polo Riabilitativo Fanny Finzi Ottolenghi. L’ASST Gaetano Pini-CTO - evoluzione della Scuola Ortopedica milanese nata nel 1874 - è specializzata in patologie e traumi dell’apparato muscolo-scheletrico, reumatologia e fisiatria. L'Azienda accoglie ogni anno più di 800mila utenti e i suoi specialisti lavorano con le più sofisticate tecniche di imaging, attraverso sale operatorie sia convenzionali sia dotate delle ultime tecnologie. L’ASST Gaetano Pini-CTO è centro erogatore per la presa in carico dei pazienti cronici nell’ambito delle patologie reumatologiche e della Malattia di Parkinson.

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JESSICA CON IL MARITO VITO FERRARA