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lunedì 16 febbraio 2026

LITIGIO LATRONICO-CHIORAZZO. L’ASSESSORE ALLA SALUTE: “NON C’ENTRANO I VITALIZI”. IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE: “L’ASSESSORE HA INDOTTO AL SILENZIO CICALA POI HA INVITATO ME A TACERE QUANDO HO ESPRESSO LA MIA PROTESTA”. INTERVENTI DEI DUE PROTAGONISTI DELLO SCONTRO QUASI… FISICO

 

FONTE AGENZIA STAMPA DELLA GIUNTA REGIONALE

DICHIARAZIONE ASSESSORE REGIONALE COSIMO LATRONICO 

In merito agli accesi scambi verbali avvenuti durante la seduta odierna del Consiglio regionale, l’assessore Cosimo Latronico intende chiarire i fatti e ristabilire la verità sull’origine del diverbio con il consigliere Angelo Chiorazzo.
“Sento il dovere di precisare – dice Latronico – che la questione dei vitalizi, contrariamente a quanto riportato da alcune ricostruzioni concitate, non ha avuto alcun ruolo nel mio intervento. Il mio richiamo era rivolto esclusivamente al rispetto del regolamento e delle prerogative della Presidente Fazzari, alla quale spetta la facoltà di coordinare i lavori e dare la parola ai consiglieri”.
L’assessore esprime profonda amarezza per la deriva assunta dal confronto: “È inaccettabile che il richiamo alle regole scateni reazioni scomposte. Il consigliere Chiorazzo è arrivato a insultarmi pesantemente, dandomi del “delinquente” e minacciandomi fisicamente (“ti prendo a schiaffi”). Si può essere in totale disaccordo politico, si possono avere visioni del mondo opposte, ma non si deve mai scadere in una verbalità così violenta e offensiva che ferisce non solo la persona, ma l’istituzione stessa che rappresentiamo”.
Latronico conclude con una riflessione personale e un messaggio di distensione:
“Come ogni sera, al mio rientro a casa, dedicherò del tempo alla preghiera. Questa sera rivolgerò un pensiero anche al consigliere Chiorazzo: nel confronto pubblico sono indispensabili lucidità, responsabilità e senso delle istituzioni, doti che oggi sono venute meno. Desidero, infine, porgere le mie scuse ai cittadini lucani per lo spettacolo indecoroso avvenuto all’interno dell’Assise: i problemi della Basilicata meritano un clima ben diverso”.

COMUNICATO STAMPA DEL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA BASILICATA ANGELO CHIORAZZO IN RIFERIMENTO ALLA DISCUSSIONE CONSILIARE SUI VITALIZI

"Perdere la calma è sempre un errore - e ne faccio ammenda - ma risulta francamente difficile controllarsi quando in un assise democratica qualcuno ha la pretesa di poter consentire o non consentire a qualcuno di esprimere il suo pensiero". È quanto dichiara il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, con riferimento alla discussione consiliare sui vitalizi. 

"L’assessore Latronico ha prima indotto al silenzio il suo collega di giunta Cicala che si voleva pronunciare per l’abrogazione dei vitalizi, poi ha invitato me, con veemenza, a tacere quando ho espresso la mia protesta. Un atteggiamento intollerabile per le istituzioni democratiche e che ha suscitato la mia reazione - con parole d'impeto al punto da risultare improprie che, in realtà, non hanno a riferirsi ad altro che allo spregio per il rispetto delle regole democratiche e alla deriva autoritaria. E se posso fare ammenda sulla forma - come in realtà faccio, non indietreggio di un passo sulla sostanza". 

 

CONSIGLIO REGIONALE. NERVI TESI SULLA DISCUSSIONE SUI VITALIZI. BARDI PROPONE MODIFICHE. MA C’È LO STRAPPO DI CICALA. SEDUTA SOSPESA PIÙ VOLTE. SCINTILLE, URLA E QUASI SCONTRO FISICO, IN UN PAUSA, TRA CHIORAZZO E LATRONICO. VIDEO

 

Nervi scoperti in Consiglio regionale nella discussione sui vitalizi. I lavori, previsti per le 15, sono iniziati alle 17.30. Assenti Michele Casino (FI), ricoverato in ospedale; Gianuario Aliandro (FI), per lutto (ma arrivato alle ore 19); Marcello Pittella (Azione), per gravi motivi familiari.

Ha aperto il presidente Vito Bardi: “Proprio per la natura del mio incarico e per il momento che stiamo vivendo, non intendo avvalermi di questo istituto”. Il governatore ha spiegato che “la Regione Basilicata, adottando il sistema contributivo, non introduce una singolarità ma si allinea a un modello già esistente nel Parlamento nazionale e nella maggior parte delle Regioni italiane, sia di centrodestra che di centrosinistra”. Riconoscendo che il percorso iniziale del provvedimento aveva evidenziato delle criticità, tuttavia, Bardi ha rivendicato con forza l’operazione di revisione sollecitata per correggere l’impostazione originaria. “La proposta attuale, infatti, abroga definitivamente ogni previsione di retroattività: le regole opereranno esclusivamente per il futuro. Inoltre, è stato rimosso ogni collegamento con il fondo istituito dalla legge regionale n. 37 del 2017, assicurando che non vi siano sovrapposizioni o equivoci sulla destinazione delle risorse. L’impianto normativo odierno poggia su basi oggettive e verificabili: l’adesione al sistema è facoltativa e subordinata a versamenti volontari effettivi; la decorrenza è fissata solo a partire dal 2029 e il diritto potrà maturare esclusivamente al compimento del sessantacinquesimo anno di età”. 

Ma, subito dopo, ecco lo “strappo” di Carmine Cicala che ha “impantanato” il dibattito. L’assessore all’agricoltura ha chiesto, senza se e senza ma, l’abrogazione totale delle norme. 

Pausa prima dell’intervento di Mario Polese (Italia Viva). E sono state scintille, con urla, contumelie e quasi scontro fisico tra Angelo Chiorazzo (BCC) e Cosimo Latronico (FdI). Seduta attualmente sospesa. 

IL VIDEO

BIOGAS A POLICORO (MT). OPPOSIZIONI SCATENATE CONTRO LA CIVICA AMMINISTRAZIONE. ATTACCANO ANCHE LAURIA, MAIURI E, MODARELLI: “IL TAR SMONTA L’AMMINISTRAZIONE BIANCO: SAPEVA E HA SCELTO DI TACERE! AVEVAMO RAGIONE A CHIEDERE SERIETÀ, CHIAREZZA E RISPETTO DELLE ISTITUZIONI. SIAMO LONTANI DALLE TIFOSERIE E VICINO SOLO A UNA PARTE: QUELLA DELLA NOSTRA COMUNITÀ!”. REPLICHERANNO BIANCO E MAGGIORANZA?

 

FOTO DA VOLANTINO DI ASSOCIAZIONE DIFENDIAMO IL TERRITORIO

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In queste settimane si è detto di tutto sul biogas a Policoro. Si è raccontato di un Comune tenuto all’oscuro, di un procedimento calato dall’alto, di un territorio tradito.

Le due sentenze del TAR Basilicata, una sul ricorso del Comune e una su quello dei cittadini, ci dicono però un’altra verità: il Comune era informato, aveva gli strumenti per intervenire nella conferenza di servizi e ha scelto di non usarli.

Oggi le sentenze del TAR Basilicata aggiungono un tassello decisivo a questa vicenda: al di là di ogni polemica, il giudice amministrativo ricostruisce in modo giuridicamente impietoso il comportamento del Comune di Policoro nel procedimento per l’autorizzazione dell’impianto di biometano.

Dalla lettura delle decisioni emergono chiaramente che:

il Comune era informato della pendenza del procedimento autorizzatorio sin dall’ottobre 2024 e non può sostenere di essere stato tenuto all’oscuro;

il Comune poteva partecipare alla conferenza di servizi, esprimendo la propria posizione sul progetto, in ossequio ai doveri di correttezza e leale collaborazione che la legge impone alle pubbliche amministrazioni, infatti a novembre 2024 la Regione ha chiesto formalmente il parere comunale, avvertendo in modo esplicito che il silenzio avrebbe significato assenso definitivo all’impianto;

il Comune non lo ha fatto, infatti, nonostante ciò, l’amministrazione è rimasta ferma: nessun parere, nessuna richiesta di proroga, nessuna partecipazione alla conferenza di servizi;

il Comune ha lasciato maturare consapevolmente il silenzio-assenso;

solo dopo, a procedimento concluso, il Comune ha tentato di rimediare, impugnando l’autorizzazione, ma è stato smentito dai propri stessi atti interni, nei quali si riconosce che l’ufficio urbanistica aveva già espresso parere positivo alla realizzazione dell’impianto proprio mediante silenzio-assenso.

Il TAR non lascia spazio a dubbi: non è stato un difetto di informazione, né una lesa “autonomia” del Comune, né un golpe amministrativo calato dall’alto. È stata una scelta di inerzia, una responsabilità politica e amministrativa precisa, che oggi viene messa in fila, punto per punto.

Mentre il sindaco dipingeva l’opposizione come “contro gli agricoltori” e cercava di spaccare la città in pezzi contrapposti, la realtà, nuda e cruda, è un’altra: chi governava era pienamente a conoscenza del procedimento, aveva tutti gli strumenti per far valere l’interesse della comunità policorese, ma ha preferito non esercitarli, lasciando che maturasse un assenso tacito all’impianto.

Noi non abbiamo mai fatto una battaglia contro gli agricoltori: siamo figli di agricoltori, figli di questa terra, e tali resteremo. La nostra battaglia è stata, e continua a essere, contro il metodo: contro l’approssimazione, contro la mancata trasparenza, contro l’uso strumentale di un tema delicatissimo per costruire tifoserie, odio e guerriglia politica in quella che viene definita la “terza Città della Basilicata”, il nostro impegno è valutare ogni progetto su basi tecniche, ambientali ed economiche, difendendo insieme lavoro, salute e paesaggio. 

Lo dicemmo allora e lo ribadiamo oggi, con la forza di una sentenza alla mano:

il sindaco e la sua maggioranza avrebbero dovuto spiegare alla città, in modo chiaro e pubblico, che cosa fosse questo progetto;

avrebbero dovuto consentire a tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, di conoscere tempi, atti e scelte compiute dall’amministrazione nel procedimento regionale;

avrebbero dovuto evitare di ridurre tutto a un voto “pro o contro gli agricoltori”, sapendo benissimo che l’assenso dell’ente era già maturato per inerzia.

Invece, abbiamo ricevuto la proposta di delibera del 5 giugno solo 24 ore prima, senza il tempo di analizzare compiutamente i pareri modificati e senza una reale condivisione. 

Oggi il TAR conferma che avevamo ragione a chiedere serietà, chiarezza e rispetto delle istituzioni.

È tempo che chi ha responsabilità di governo della città se ne assuma fino in fondo le conseguenze politiche, invece di continuare a cercare nemici immaginari nell’opposizione e in “un pezzo della città” che semplicemente ha rifiutato di essere cieco e sordo a convenienza.

Noi continueremo a vigilare, a informare i cittadini e a difendere, con gli strumenti della democrazia e del diritto, l’interesse generale di Policoro, lontani dalle tifoserie e vicino solo a una parte: quella della nostra comunità!

                                                                                            I CONSIGLIERI

                                                                                          GIANLUCA MODARELLI

                                                                                             GIUSEPPE MAIURI

                                                                                                 LIVIA LAURIA