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lunedì 15 giugno 2026

POLICORO (MT). OLTRE 300 BAMBINI PER L’11° MEMORIAL GIGI LIGUORI. NOVE SOCIETÀ PARTECIPANTI ALLA FESTA REGIONALE DI VOLLEY S3 BEACH

 

Si è tenuto ieri, domenica 14 giugno, l'undicesima edizione del Memorial Gigi Liguori, manifestazione che dal lontano 2012 è diventata un appuntamento fisso per i futuri campioni della pallavolo lucana nel ricordo dello storico presidente della Gi Elle Volley scomparso in quell'anno.

Provenienti da tutta la regione e accompagnati da dirigenti e famiglie, i piccoli pallavolisti hanno dato vita a circa 200 incontri sui 14 campi messi su al Lido SIRENA. 9 Società sportive, 67 squadre, questi sono i numeri più importanti della domenica.

A suggellare il successo è stata la massiccia partecipazione di istituzioni politiche, sportive e sociali.

Il Sindaco di Policoro Enrico Bianco insieme al vice Massimiliano Padula e l'assessore Giuseppe Montano a rappresentare la Città di Policoro, il responsabile della Consulta Sportiva Cristian Miccoli, Giuseppe Tataranno, presidente Anffas e responsabile PEPERONAUT, il Presidente FIPAV Basilicata Antonio Lopardo, il Presidente Regionale US ACLI Vincenzo Di Sanzo, amici storici di Gigi tra i quali Tonino Pascale proprietario del Lido Sirena e tutto lo staff della Gi Elle Volley Policoro al completo per l'occasione.

Società partecipanti:

Asci Potenza, GeCo Sport Francavilla, Lagopesole, Genzano, Pianeta Volley e PSA Matera, Herakleia Montescaglioso, Volley Brienza e Gi Elle Volley Policoro.


POLIZIA DI STATO. DA OGGI I CITTADINI POSSONO PRESENTARE DENUNCE ONLINE. TUTTI I REATI CHE POSSONO ESSERE DENUNCIATI. LE SEGNALAZIONI DI SMARRIMENTO. COME ACCEDERE AL LINK DEDICATO. IL VIDEO

 


A partire da oggi, 15 giugno, è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio della Polizia di Stato “Denunce online”.

Il portale, raggiungibile all’indirizzo https://denunceonline.poliziadistato.it/, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da fissare tramite il servizio di prenotazione, sempre sulla stessa piattaforma.

Al momento, il nuovo sistema di denunce online è attivo, per la fase di sperimentazione, presso la questura di Rieti, la questura di Frosinone ed i commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora, il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica Lazio e le sezioni dipendenti di Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina, il Compartimento Polizia ferroviaria Lazio e i dipendenti posti di Frosinone, Orte, Roma Ciampino, Roma Termini e la sottosezione di Roma Tiburtina e, infine, presso il Compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e le sezioni di Frosinone e Rieti.

Le fattispecie per le quali è possibile presentare una pre-denuncia sono: furto, frode informatica, truffa, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento, diffamazione online.

È invece operativo, in tutta Italia, sempre a partire da oggi, il sistema di denunce online per la segnalazione di smarrimento di beni personali come: cellulare, tablet, computer portatile, chiavi, denaro, passi di accesso al veicolo, carta d’identità cartacea o elettronica, contrassegno parcheggio invalidi, libretto o tessera postale, targa, bancomat e carta di credito.

In questi casi, è sufficiente effettuare la segnalazione di smarrimento online , sul portale, senza doversi presentare presso l'ufficio di Polizia per la formalizzazione della stessa. Il verbale protocollato sarà poi disponibile, entro 96 ore dall'invio, all'interno dell’area personale del portale “Denunce Online”.

Il documento, scaricato dalla piattaforma, sarà valido per la successiva richiesta di rilascio di una copia, per l’emissione di un nuovo documento o per altre eventuali richieste.

Il link al portale "Denunce Online" è infine disponibile anche nell'app IO nella sezione "Servizi" del Ministero dell'Interno - Dipartimento della pubblica sicurezza.

POLICORO (MT). I FALSI ATTESTATI SULLA SICUREZZA. QUATTRO PERSONE AI DOMICILIARI. L’OPERAZIONE CONDOTTA DAI CARABINIERI DEL NUCLEO ISPETTORATO DEL LAVORO. IL VIDEO

 


Quattro persone sono finite agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Matera su un presunto sistema di produzione e utilizzo di falsi attestati in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
    Le misure cautelari sono state eseguite dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Matera su ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, utilizzo di atti falsi e altre violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

Secondo la Procura, il sistema avrebbe consentito di fornire rapidamente documentazione richiesta da imprese e datori di lavoro anche in presenza di controlli ispettivi, con il rischio di svuotare di contenuto gli obblighi di formazione e prevenzione previsti dalla legge.
    Secondo la ricostruzione, sarebbe stata costituita e resa stabilmente operativa una struttura riconducibile a uno studio professionale di Policoro (Matera), finalizzata "alla predisposizione e alla consegna di documentazione non genuina destinata a far apparire imprese e datori di lavoro in regola con gli obblighi previsti dalla normativa in materia di sicurezza".
    Le indagini avrebbero accertato la predisposizione di attestati relativi a corsi obbligatori per lavoratori, antincendio, primo soccorso, formazione per preposti, Rspp e datori di lavoro, oltre a giudizi di idoneità alla mansione e altra documentazione tecnica e amministrativa, mai svolte o non vere. Tra gli elementi raccolti vi sarebbero difformità tra la documentazione prodotta e le attività effettivamente svolte, oltre al disconoscimento da parte di alcuni professionisti della propria partecipazione ai corsi o della sottoscrizione di atti e certificazioni. 

CRONACA. L’INCHIESTA SUL QUADRUPLICE OMICIDIO DEI BRACCIANTI IN CALABRIA. LA PROCURA DI CASTROVILLARI (CS) INDAGA SULLA MAFIA AFGANA E SUOI COLLEGAMENTI

 

IL TRIBUNALE DI CASTROVILLARI CS)
La mafia afgana nel mirino. I carabinieri di Cassano allo Jonio CS) hanno effettuato una perquisizione nell’appartamento di Villapiana (CS) dove abitava uno dei fermati della strage di Amendolara, avvenuta il 1 giugno scorso. In dieci dormivano su materassi gettati per terra. E la mattina si alzavano presto per andare a lavorare, coi minivan come quello incendiato, nei campi del Metapontino, in Basilicata. Chi forniva agli autisti questi mezzi? Avevano forse la capacità economica di comprarli in proprietà? Di mafia afgana e dei suoi rapporti con la criminalità locale aveva parlato ai microfoni della Rai il sopravvissuto alle fiamme della stazione di servizio, Tay Mohammad. Proprio l’uomo che, insieme all’altro sopravvissuto solo perchè la mattina non era andato a lavorare, è stato messo sotto protezione dalla magistratura. Di chi sono molti di quei minivan fermati, poche notti fa, in 35 sulla Statale 106 Jonica, diretti verso la Basilicata? Dalle proprietà gli investigatori sperano di ricostruire la filiera che parte dall’arrivo in Italia dei braccianti indiani, pachistani, afgani; al loro alloggiamento di fortuna in abitazioni ( di proprietà di chi?) dei centri della Sibaritide; sino alla collocazione al lavoro nei frutteti pregiati dello Jonio appulo- calabro – lucano con viaggi, rigorosamente, salvo imprevisti, di andata e ritorno.



PREVENZIONE. STOP AL LAVORO ALL’APERTO DURANTE LE ORE PIÙ CALDE. ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, BARDI

 

Con l’arrivo dell’estate e l’impennata delle temperature, la priorità diventa la protezione di chi lavora sotto il sole cocente. Per questo motivo il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha firmato oggi un’ordinanza urgente che introduce il divieto assoluto di lavoro all’aperto nelle ore a più alto rischio termico. Il provvedimento, che entra in vigore immediatamente e resterà valido fino al 15 settembre 2026, mira a contrastare i gravi rischi per la salute – come colpi di calore, disidratazione e stress termico – a cui sono esposti quotidianamente centinaia di operai e braccianti sul territorio regionale.
La misura scatta nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma previsionale Worklimate (sviluppata da INAIL e CNR) segnalerà un livello di rischio “alto” per i lavoratori impegnati in attività fisiche intense all’aperto. In questi casi specifici, sarà vietato lavorare dalle ore 12.30 alle ore 16. Il blocco delle attività interessa una vasta platea di settori produttivi, tra cui l’agricoltura e il florovivaismo, i cantieri edili e affini, il settore forestale, le cave e le attività estrattive, la logistica e la movimentazione merci in aree esterne, la manutenzione stradale e ferroviaria, oltre a qualsiasi altra attività con prolungata esposizione al sole.
L’ordinanza non si limita a fermare i motori nelle ore di picco, ma richiama i datori di lavoro alle proprie responsabilità di tutela della sicurezza (in linea con il D.Lgs. 81/2008). Le aziende dovranno infatti adottare tutte le misure organizzative necessarie, come la rimodulazione degli orari di lavoro, la garanzia di pause in aree ombreggiate o climatizzate, la fornitura costante di acqua fresca, indumenti adeguati e una corretta informazione sui rischi legati alle ondate di calore. Sono previste pochissime deroghe al divieto, limitate esclusivamente a situazioni di emergenza e pubblica utilità. Potranno continuare a operare la Protezione Civile, i servizi di pronto intervento per la tutela della pubblica incolumità e i cantieri di pubblica utilità la cui sospensione potrebbe creare pericoli a persone o cose. Anche in questi contesti, tuttavia, i datori di lavoro dovranno garantire misure di protezione equivalenti per salvaguardare gli operatori.
Per garantire l’effettivo rispetto delle disposizioni, la vigilanza sarà serrata e affidata alle Aziende Sanitarie Locali, all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ai Comuni e a tutte le forze istituzionalmente competenti. L’ordinanza è stata trasmessa a Prefetture, Comuni, sindacati e associazioni datoriali per la sua immediata e capillare applicazione.