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sabato 5 settembre 2026
SP3 MATERA – METAPONTO. Incidente stradale. Due feriti in ospedale
CRONACA. Gli esiti del maxiblitz anti-caporalato nella Piana di Sibari: eseguiti dai carabinieri 20 fermi. Smantellate due organizzazioni criminali accusate di riduzione in schiavitù, sfruttamento lavorativo di braccianti agricoli e traffico di migranti. Coinvolti anche operatori di CAF e patronati tra Calabria e Basilicata. Guarda il video e leggi la notizia integrale con tutti i dettagli dell'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro
CATANZARO / PIANA DI SIBARI – Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro, i militari del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro (Reparto Operativo, Gruppi Tutela Lavoro e N.I.L.), con il supporto dei reparti territoriali dell’Arma nelle province di Cosenza, Napoli, Bologna, Sassari e Mantova, hanno dato esecuzione a un Decreto di Fermo di indiziato di delitto nei confronti di 20 cittadini stranieri (18 pakistani, 1 indiano e 1 del Bangladesh).
Di seguito i dettagli del comunicato diffuso dai Comandi Provinciali dell’Arma interessati.
LE ACCUSE
Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di:
1) Associazione per delinquere (art. 416 c.p.) finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro (art. 603 bis c.p., c.d. “caporalato”);
2) Riduzione in schiavitù (art. 600 c.p.);
3)Estorsione (art. 629 c.p.);
49 Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tratta di migranti (art. 12 del D.Lgs. 286/1998).
LA SVOLTA NELLE INDAGINI: LA DENUNCIA DEI BRACCIANTI
L’attività investigativa, avviata nel 2020, è scaturita da una singolare vicenda di “ritorsione” denunciata da due caporali. Costoro si erano presentati ai Carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti per il taglio degli pneumatici delle proprie auto, accusando tre giovani migranti africani loro dipendenti.
I tre lavoratori, anziché subire l'intimidazione, hanno rotto il muro del silenzio e presentato una contro-denuncia dettagliata, rivelando che il danneggiamento delle auto era l’epilogo di aspri dissidi scaturiti dalle richieste di regolarizzazione contrattuale e dal mancato pagamento di mesi di lavoro. Le loro dichiarazioni hanno aperto uno squarcio sull'inferno dello sfruttamento nella Piana di Sibari.
DUE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI INTERCONNESSE
1. IL MONOPOLIO DELLA MANODOPERA E IL VINCOLO ETNICO
La prima organizzazione, guidata da cittadini stranieri (14 pakistani), esercitava un controllo monopolistico sulla manodopera agricola, riducendo i braccianti in servitù continuativa:
1) Alloggi fatiscenti: Fino a 20 persone stipate in immobili privi di riscaldamento, luce e gas, per i quali venivano trattenuti 50-60 euro al mese dal salario.
2) Trasporti disumani: Lavoratori stipati in furgoni e auto (finanche nei bagagliai) con una decurtazione forzosa di 5 euro al giorno per il viaggio.
3) Turni e paga: Turni di 8-10 ore continuative senza riposi o tutele, per una paga reale di appena 2,70 - 3 euro all’ora (pari a 23-27 euro al giorno), a fronte dei 40 euro incassati dai caporali dagli imprenditori.
DISCRIMINAZIONE SALARIALE ETNICA:
L'indagine ha svelato una precisa strategia: ai braccianti africani venivano corrisposti 23-27 euro al giorno e usata la massima sopraffazione; ai connazionali pakistani ed afghani venivano riconosciuti 30-35 euro al giorno per premiarne la "sottomissione" e blindare l'omertà ed evitare collaborazioni con le forze dell'ordine.
2. IL "BUSINESS DEI VISTI" E IL RUOLO DI CAF E PATRONATI
La seconda associazione, composta da soggetti italiani, era promossa e organizzata per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina tramite l'aggiramento dei "Decreti Flussi" e "Decreto Rilancio":
1) Professionisti e patronati: Con la connivenza di commercialisti e l'abuso di credenziali da parte di operatori di CAF e Patronati operanti in Calabria e Basilicata, venivano inoltrate migliaia di domande fittizie nei click day per conto di aziende agricole ombra o prive di attività reale.
2Profitti milionari: Per ogni pratica di visto o regolarizzazione venivano pretesi dai migranti tra i 6.500 e i 10.000 euro. Un commercio definito dagli stessi indagati nelle intercettazioni come la "gallina dalle uova d'oro".
3) Furto d'identità: Utilizzate abusivamente anche le credenziali SPID di ignari cittadini extracomunitari già regolarizzati.
IL RUOLO DELLA 'NDRANGHETA
L'inchiesta ha evidenziato il coinvolgimento diretto di esponenti delle storiche cosche di 'ndrangheta della Sibaritide. Alcune ditte agricole erano gestite direttamente per conto dei clan mafiosi locali e le proteste dei braccianti venivano messe a tacere con esplicite minacce di morte.
COME SONO STATE CONDOTTE LE INDAGINI
Il Reparto Operativo dei Carabinieri Tutela del Lavoro ha operato attraverso:
1) O.C.P. (Osservazione, Controllo e Pedinamento): Svolti all'alba nelle campagne della Piana di Sibari.
2) Tecnologie avanzate: Intercettazioni telefoniche e ambientali, tracciamento GPS e telecamere nascoste nei punti di raccolta dei braccianti.
3) Ispezioni sul campo: Controlli a sorpresa del N.I.L. di Cosenza direttamente nei campi durante le raccolte di agrumi e olive.
4) Rete di protezione per le vittime: In collaborazione con l'O.I.M. e l'associazione "Comunità Progetto Sud", i braccianti che hanno denunciato sono stati sottratti all'organizzazione e inseriti in percorsi di protezione e regolarizzazione.
I RISULTATI DELL'OPERAZIONE
1) 20 fermi nei confronti dei principali capi e intermediari, attualmente ristretti in carcere;
2) Perquisizioni personali e locali;
3) Sequestro dei "libri neri" della contabilità occulta, telefoni e supporti informatici destinati ad analisi forense.
Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
La presente comunicazione per rettificare notizie di stampa non corrette già diffuse, relativamente al numero dei destinatari del fermo e all’Ufficio procedente.
IL VIDEO DIFFUSO DAI CARABINIERI DEL NUCLEO TUTELA DEL LAVORO
BERNALDA (MT). Minore sorpreso con dosi di cocaina e contanti arrestato dai carabinieri. Il gip dispone il ricovero in comunità. Ma come si può contrastare maggiormente il fenomeno dello spaccio tra i più giovani? Esprimi la tua opinione con un commento
Nei giorni scorsi, nel comune di Bernalda, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un minorenne, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ne ha dato notizia il Comando provinciale dell’Arma.
Durante un normale servizio di controllo del territorio, l’attenzione dei militari è stata attirata dal comportamento sospetto del giovane che, alla vista della pattuglia, si è chinato dietro un’autovettura in sosta, nel tentativo di occultare un borsellino. L’atteggiamento non è sfuggito ai Carabinieri che hanno subito bloccato il minore e recuperato il portamonete appena nascosto, nel quale sono state rinvenute dieci dosi di cocaina confezionate nelle cosiddette “cipolline”, per un peso complessivo lordo di sette grammi.
Sottoposto a perquisizione personale, il ragazzo è stato trovato in possesso di un’ingente somma di denaro contante, in particolare banconote di vario taglio, meticolosamente piegate e riunite in mazzetti, modalità caratteristica dell’attività di spaccio.
A pesare sulla posizione del giovane sono stati molteplici elementi: la significativa quantità di cocaina sequestrata e le modalità di confezionamento, il maldestro tentativo di elusione dei controlli, il possesso di una notevole quantità di banconote, nonché un recente episodio, risalente a circa sei mesi addietro, allorquando lo stesso era stato sorpreso con numerose dosi di hashish ed una cospicua somma di denaro.
Alla luce dei fatti, il minorenne è stato dichiarato in stato di arresto e, su disposizione della Procura della Repubblica per i Minorenni di Potenza, immediatamente accompagnato presso il Centro di Prima Accoglienza del capoluogo lucano.
Il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Potenza, nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto, dopo avere concordato con l’impianto accusatorio, ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del collocamento in comunità.
Si rammenta che, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza, l'indagato è da considerarsi innocente fino a un eventuale accertamento definitivo della colpevolezza con sentenza irrevocabile.
TERREMOTI. Scossa di magnitudo 2.1 alle ore 12:20 con epicentro a San Mauro Forte (MT). Rilevazione Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia
Un terremoto di magnitudo ML 2.1 è avvenuto nella zona: 2 km SW San Mauro Forte (MT), il 05-09-2026 alle ore 12:20:28 (UTC +02:00) ora italiana
con coordinate geografiche (lat, lon) 40.4708, 16.2368 ad una profondità di 30 km.
Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma.
COMUNI ENTRO 20 KM DALL'EPICENTRO
Le distanze sono calcolate in base alle coordinate geografiche del Municipio.
|
Comune |
Provincia |
Distanza (km) |
Popolazione |
Cumulata Popolazione |
|
San Mauro Forte |
MT |
2 |
1552 |
1552 |
|
Accettura |
MT |
7 |
1856 |
3408 |
|
Stigliano |
MT |
8 |
4361 |
7769 |
|
Oliveto Lucano |
MT |
9 |
450 |
8219 |
|
Garaguso |
MT |
9 |
1073 |
9292 |
|
Salandra |
MT |
9 |
2829 |
12121 |
|
Cirigliano |
MT |
10 |
375 |
12496 |
|
Gorgoglione |
MT |
12 |
989 |
13485 |
|
Calciano |
MT |
14 |
777 |
14262 |
|
Pietrapertosa |
PZ |
16 |
1032 |
15294 |
|
Guardia Perticara |
PZ |
17 |
552 |
15846 |
|
Aliano |
MT |
17 |
1008 |
16854 |
|
Castelmezzano |
PZ |
17 |
800 |
17654 |
|
Campomaggiore |
PZ |
18 |
811 |
18465 |
|
Tricarico |
MT |
18 |
5388 |
23853 |
|
Grassano |
MT |
19 |
5189 |
29042 |
|
Grottole |
MT |
19 |
2208 |
31250 |
|
Ferrandina |
MT |
19 |
8853 |
40103 |
|
Corleto Perticara |
PZ |
19 |
2511 |
42614 |




