Visualizzazioni totali

domenica 30 agosto 2026

SETTEMBRE. LA RIPRESA. Cerchi lavoro? Pubblicati i nuovi annunci presso i Centri per l’Impiego gestiti da ARLAB - Agenzia Regionale Lavoro e Apprendimento Basilicata. Sei interessato? Qui trovi tutte le modalità per inoltrare la domanda

 

I Centri per l’Impiego della Regione Basilicata, gestiti da ARLAB (Agenzia Regionale Lavoro e Apprendimento Basilicata), hanno pubblicato i nuovi annunci di lavoro.

SETTORI INTERESSATI

🌾 Agricoltura

🎨 Artigianato

🩺 Sanità

🛎️ Turismo e Servizi

SEDI DEI CENTRI PER L'IMPIEGO ATTIVI

Potenza

Matera

Valbasento

Policoro

Ferrandina

Lauria

Villa D’Agri

COME INVIARE LA CANDIDATURA

1) Accedi al portale ufficiale dell'agenzia: https://www.agenziaregionalelab.it/annunci-di-lavoro/

2) Seleziona l'annuncio di tuo interesse consultando le specifiche del Centro per l'Impiego di riferimento.

3) Segui le istruzioni indicate nel singolo annuncio per trasmettere la candidatura.

METAPONTINO. Temperature oltre i 40 gradi. Due decessi sulle spiagge joniche. Invito alla massima prudenza durante questa ondata di calore estremo. I consigli di prevenzione


Un'ondata di calore eccezionale sta stringendo d'assedio la costa jonica, con il termometro che ha superato abbondantemente la soglia dei 40 gradi. Il bilancio si fa drammatico: sono due i decessi registrati ieri nel giro di poche ore sulle spiagge del Metapontino a causa di malori. La notizia è stata diffusa da Rainews.it.

I FATTI DI CRONACA

SCANZANO JONICO: Sulla spiaggia di Terzo Cavone ha perso la vita un turista di 56 anni alloggiato a Bernalda. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, tutti i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili.

MARINA DI PISTICCI: Verso le 18:00 un secondo malore è risultato fatale per un uomo di 79 anni di nazionalità francese. L'uomo sarebbe stato colto da malore prima di annegare. Inutili i tentativi di soccorso prestati sul posto, compreso il primo intervento di una dottoressa presente nel lido, ha riferito Rainews.it, e l'arrivo di ambulanza ed elisoccorso.

I CONSIGLI DI PREVENZIONE DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Evitare l'esposizione diretta al sole e le attività fisiche nelle ore più calde (dalle 11:00 alle 18:00).

Idratarsi costantemente bevendo molta acqua ed evitando bevande troppo fredde, alcoliche o zuccherate.

Prestare la massima attenzione prima di tuffarsi in acqua, evitando sbalzi termici improvvisi dopo lunghe esposizioni al sole o subito dopo i pasti.

Resta altissima, dunque, l'allerta per le condizioni meteo proibitive che stanno interessando tutta la fascia jonica lucana.

POLICORO (MT). Memoria, verità e giustizia per Giuseppe Passarelli. In occasione del 50° anniversario della nascita del giovane carabiniere scomparso a soli 21 anni nella caserma dell’Arma di Cassano Allo Ionio (CS) il 24 marzo del 1997, la sorella Angela lancia un ennesimo appello alle istituzioni: “Far piena luce sulle circostanze della sua morte”

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

POLICORO (MT) – Oggi, 30 agosto 2026, Giuseppe avrebbe compiuto 50 anni. Giuseppe è tragicamente scomparso il 24 marzo del 1997 all'interno della caserma di Cassano allo Ionio (CS). A distanza di decenni, restiamo ancora in attesa che sia fatta piena chiarezza e giustizia sulle circostanze della sua morte.

La vera memoria non vive soltanto nelle ricorrenze e nei momenti celebrativi ufficiali; non è un concetto astratto valido per tutti. La vera memoria vive ogni giorno nel dolore quotidiano delle famiglie e nel cuore di chi continua a ricordare Giuseppe con affetto, rispetto e dignità. Quando le istituzioni dimenticano di coinvolgere coloro che portano quella ferita sulla propria pelle, c'è da chiedersi quale messaggio si stia trasmettendo.

Senza il rispetto del contatto umano e un impegno costante nella ricerca della verità, la memoria in ogni celebrazione rischia di perdere la sua anima e il suo significato più profondo. Per questo motivo, in una giornata così importante per la nostra famiglia, desideriamo rinnovare con estrema fermezza l'appello affinché non cali il silenzio su questa vicenda. Per chi lo porta nel cuore, il suo ricordo resta vivo, così come la speranza di veder finalmente riconosciuta la giustizia che gli è dovuta. Un atto necessario affinché gli venga, finalmente, restituita la dignità.

ANGELA PASSARELLI

PER APPROFONDIRE

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM – 23 MARZO 2025

POLICORO (MT). IL 24 MARZO DEL 1997 LA MORTE DI GIUSEPPE PASSARELLI, GIOVANE CARABINIERE, NELLA CASERMA DI CASSANO ALLO IONIO (CS). PAPA’ ANTONIO: “UN FIGLIO STRAPPATO ALLA VITA, 28 ANNI DI DOLORE. MA IO COMBATTERÃ’ SINO ALLA FINE PER AVERE VERITÀ E GIUSTIZIA”. ðŸ‘‰ https://filippomele.blogspot.com/2025/03/policoro-mt-il-24-marzo-del-1997-la.html

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM – 3 SETTEMBRE 2025

ROTONDELLA (MT). VERITÀ E GIUSTIZIA PER GIUSEPPE PASSARELLI, IL GIOVANE CARABINIERE DI POLICORO (MT) TROVATO SENZA VITA IL 24 MARZO 1997 NELLA CASERMA DI CASSANO ALLO IONIO (CS). LA RICHIESTA ARRIVA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E DALLE ASSOCIAZIONI DEL PATTO CIVICO PER LA LEGALITÀ CHE HANNO PRESO PARTE AL CAMPO “OLTRE ATLANTIDE” SVOLTOSI NEI GIORNI SCORSI. ALL’IPOTESI DEL SUICIDIO, CON CUI SONO STATE CHIUSE LE INDAGINI, NON HANNO MAI CREDUTO I FAMILIARI. ðŸ‘‰ https://filippomele.blogspot.com/2025/09/rotondella-mt-verita-e-giustizia-per.html

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM – 24 MARZO 2026

POLICORO (MT). VERITA’ E GIUSTIZIA PER GIUSEPPE PASSARELLI. A 29 ANNI DALLA MORTE LA FAMIGLIA E LIBERA BASILICATA CHIEDONO UFFICIALMENTE DI RIAPRIRE LE INDAGINI: “NON FU SUICIDIO”. GIUSEPPE, GIOVANE CARABINIERE, 21 ANNI, FU TROVATO SENZA VITA NELLA CASERMA DI CASSANO ALLO JONIO (CS). ðŸ‘‰ https://filippomele.blogspot.com/2026/03/policoro-mt-verita-e-giustizia-per.html




sabato 29 agosto 2026

CRONACA. Aggredisce e minaccia di morte la madre. 27enne arrestato. Operazione della Polizia di Stato di Matera

Nel rispetto dei diritti della persona indagata, della presunzione di innocenza e della successiva verifica dibattimentale, l’ufficio stampa della Questura di Matera comunica quanto segue sul procedimento in corso e in attesa di giudizio definitivo.

La Polizia di Stato di Matera ha arrestato, in flagranza di reato, un uomo di 27 anni, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia ai danni della madre convivente.

L’intervento degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Sezione Volanti è scattato a seguito di una segnalazione proveniente dall’attività commerciale della donna. A chiedere l’intervento della Polizia è stato il marito della vittima, che ha riferito che la moglie era stata aggredita e minacciata di morte dal figlio.

Giunti sul posto, gli operatori hanno individuato e bloccato il 27enne all’ingresso del locale. Dagli accertamenti è emerso, inoltre, che l’uomo era già stato destinatario di un ammonimento per violenza domestica.

La donna ha raccontato agli agenti che, poco prima, una discussione con il figlio era degenerata in un’aggressione verbale e fisica. Secondo quanto riferito, il giovane, in preda a uno scatto d’ira, si sarebbe avvicinato alla madre con il pugno alzato, per poi spingerle con forza il volto, costringendola a indietreggiare, mentre proferiva gravi minacce.

A fornire un ulteriore riscontro a quanto denunciato dalla donna è stato un video registrato dalle telecamere di sorveglianza interne all’attività commerciale, che la vittima ha mostrato agli operatori.

Gli approfondimenti svolti hanno consentito, inoltre, di ricostruire un quadro di reiterate condotte vessatorie nei confronti della madre, caratterizzate da minacce e atteggiamenti aggressivi che, secondo quanto emerso dalle attività investigative, sarebbero sfociate più volte anche in episodi di violenza fisica.

L’uomo, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato condotto presso la locale Casa Circondariale. All’esito del giudizio di convalida, è stata applicata nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.

BASILICATA. Il ticket da 2,5 euro a ricetta: tassa sulla malattia o misura necessaria? Dal 1° ottobre scatta la nuova decisione sulle prescrizioni farmaceutiche (fatte salve le esenzioni). Una misura che fa già discutere: colpisce gli ammalati nel momento del bisogno o è un passaggio inevitabile per i conti della sanità? Voi cosa ne pensate? Dite la vostra nei commenti. Leggi l'articolo integrale con la lista dettagliata delle esenzioni


Bufera sulle prescrizioni farmaceutiche in Basilicata. Dal primo ottobre si pagheranno — fatte le debite eccezioni — 2,5 euro a ricetta.

Ma a chi prescrive farmaci il medico? Agli ammalati. Il nuovo balzello regionale si configura così come una vera e propria tassa sulla salute, una misura che solleva dubbi sull'equità del Sistema Sanitario.

IL RICHIAMO A UMBERTO VERONESI

"È una tassa ingiusta perché colpisce persone ammalate e diventa sempre più pesante man mano che la malattia si aggrava."

Così si esprimeva l'illustre oncologo ed ex ministro della Sanità Umberto Veronesi, tra i pochi ad abolire la compartecipazione sui farmaci nella legge finanziaria 2001. Veronesi evidenziava anche l'impatto burocratico: la gestione dei ticket impegna risorse ed energie che gravano su medici di medicina generale, farmacie, ASL e Comuni.

IL NODO DELL'EQUITÀ SOCIALE

Sebbene siano previste diverse fasce di esenzione, per chi supera le soglie di reddito il balzello sarà identico: dall'impiegato al consigliere regionale. Il rischio concreto è che un numero crescente di cittadini scelga di rifugiarsi nella sanità privata, allontanandosi dal servizio pubblico.

L'ELENCO DELLE ESENZIONI PREVISTE COME COMUNICATO DALL'ASSESSORE REGIONALE COSIMO LATRONICO, SONO ESENTI DAL PAGAMENTO:

a. esenti per patologia cronica e invalidante o per malattia rara come individuate dal DPCM 12 gennaio 2017, relativamente ai farmaci correlati alla patologia secondo quanto attestato dal medico mediante la prescrizione;
b. esenti per la terapia del dolore cronico e infortunati sul lavoro, relativamente ai farmaci correlati alla patologia secondo quanto attestato dal medico mediante la prescrizione; c. invalidi civili, di guerra, del lavoro, per servizio;
d. ciechi e sordomuti;
e. danneggiati da vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati;
f. vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e familiari;
g. con meno di 6 anni o più di 65 anni, con codice di esenzione E01;
h. disoccupati – e loro familiari a carico, con codice di esenzione E02;
i. titolari di assegno sociale – e loro familiari a carico, con codice di esenzione E03;
j. titolari di pensione al minimo, con più di 60 anni e loro familiari a carico, con codice di esenzione E04;
k. soggetti con reddito del nucleo fiscale inferiore alla soglia individuata, con codice di esenzione E05;
k. cittadini stranieri già in possesso di esenzione ticket;
l. cittadini detenuti o internati;
comunque tutti quelli rientranti nelle macrocategorie dei codici di esenzione così come individuate nell’ambito del Sistema Tessera Sanitaria; in particolare gli esenti per: condizione, malattia rara, patologia, reddito, invalidi di guerra.

venerdì 28 agosto 2026

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MATERA. Maltrattamenti ai danni di bambini in una scuola dell'infanzia di Aliano (MT). Sospese dalle funzioni due insegnanti. Indagini svolte dai carabinieri. Il video

Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Stazione di Aliano hanno dato esecuzione a un'ordinanza con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, accogliendo la richiesta formulata da questa Procura della Repubblica, ha applicato a due insegnanti della scuola dell 'infanzia di Aliano la misura cautelare interdittiva della sospensione dall'esercizio delle loro funzioni.

Il provvedimento dispone l'interdizione temporanea delle due indagate dall'attività di insegnante di scuola dell'infanzia sino al termine dell'anno scolastico 2026-2027. La notizia è stata diffusa in un comunicato stampa diramato dalla stessa Procura e firmato dal procuratore capo Alessio Coccioli.

Le indagini riguardano il delitto di maltrattamenti aggravati, che sarebbe stato commesso ai danni di diversi bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni, affidati alle insegnanti per ragioni di educazione, istruzione, cura e vigilanza.

L'attività investigativa ha avuto origine nel gennaio 2026, quando alcune madri di bambini frequentanti la scuola dell'infanzia di Aliano, accompagnate dalla rappresentante di classe, si sono rivolte ai Carabinieri per segnalare significativi cambiamenti riscontrati nel comportamento e nel linguaggio dei propri figli.

In particolare, i bambini, mentre riproducevano in casa e per gioco alcune situazioni vissute nell'ambiente scolastico, avrebbero utilizzato espressioni offensive e minacciose mai pronunciate in precedenza, attribuendole alle loro insegnanti. Alcuni di loro avrebbero inoltre riferito ai genitori di episodi di violenza fisica o di comportamenti umilianti subiti personalmente oppure osservati nei confronti dei compagni.

Sulla base di tali segnalazioni, la Procura della Repubblica di Matera ha avviato le indagini, delegate ai Carabinieri di Aliano, e ha richiesto al GIP l'autorizzazione a effettuare riprese audio e video all'interno dei locali scolastici.

Le attività tecniche, protrattesi per circa un mese, avrebbero documentato, secondo la ricostruzione accolta dal Giudice nella presente fase cautelare, numerosi episodi verificatisi tra il 3 marzo e il 10 aprile 2026.

In particolare, il materiale acquisito avrebbe consentito di rilevare condotte reiterate di violenza fisica e psicologica nei confronti dei bambini, consistite, tra l'altro, in strattonamenti, spinte, schiaffi, scuotimenti, trascinamenti e altre azioni caratterizzate dall'impiego della forza fisica.

 

Le insegnanti avrebbero inoltre rivolto ai piccoli alunni espressioni offensive, mortificanti o minacciose, manifestando in più occasioni atteggiamenti di particolare aggressività e scarsa tolleranza rispetto a comportamenti del tutto comuni in bambini di così tenera età.

Secondo quanto riportato nell'ordinanza, sarebbe stato frequentemente sostituito al metodo educativo un sistema prevalentemente punitivo, attuato anche attraverso l'isolamento di alcuni bambini dagli altri compagni, la privazione delle attività ricreative all'esterno, l'obbligo di rimanere seduti da soli o con il capo chino e la prospettazione di ulteriori punizioni.

Le condotte contestate sarebbero state poste in essere dalle due indagate durante i rispettivi turni di servizio e avrebbero interessato più bambini, alcuni dei quali ripetutamente destinatari di atteggiamenti violenti, intimidatori, offensivi o prevaricatori.

Il GIP ha ritenuto che le riprese audio e video e gli ulteriori elementi raccolti dai Carabinieri integrino, allo stato degli atti, un quadro di gravità indiziaria in relazione al delitto di maltrattamenti.

Nell'ordinanza si evidenzia, in particolare, che il ricorso sistematico alla violenza fisica o psicologica come ordinario metodo di trattamento del minore affidato, anche qualora apparentemente giustificato da finalità educative o correttive, non può essere ricondotto alla meno grave fattispecie dell 'abuso dei mezzi di correzione, ma può integrare il delitto di maltrattamenti.

Il Giudice ha inoltre ritenuto sussistente una concreta e attuale esigenza cautelare, individuata nel rischio che condotte analoghe possano essere reiterate alla ripresa delle attività scolastiche.

A fondamento di tale valutazione sono stati considerati la pluralità e la varietà degli episodi contestati, la loro ripetizione nell 'arco di poco più di un mese e la circostanza che essi sarebbero stati determinati da normali manifestazioni di vivacità o da comuni esigenze di bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni.

La sospensione dall'esercizio della funzione di insegnante è stata pertanto ritenuta proporzionata e adeguata a neutralizzare il pericolo di reiterazione, impedendo alle indagate di svolgere attività professionali che comportino l'affidamento e la vigilanza di bambini nella scuola dell'infanzia.

L'esecuzione della misura rappresenta l'esito di un' articolata attività investigativa svolta dai Carabinieri di Aliano sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica di Matera, immediatamente attivatisi a seguito delle segnalazioni provenienti dalle famiglie.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e il provvedimento adottato ha natura cautelare. Le responsabilità delle persone indagate dovranno essere accertate nel contraddittorio tra le parti e con sentenza irrevocabile.

Le indagate devono pertanto essere considerate presunte innocenti sino all'eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.

IL VIDEO