Si è
svolta davanti al Tribunale di Taranto l'udienza in camera di consiglio per il
procedimento scaturito dall'inchiesta sui colpi a dispositivi automatici messi
a segno in Puglia, Basilicata e altre regioni.
🔍 I
dettagli dell'inchiesta: al centro del procedimento ci sono i colpi
(consumati o tentati) tra fine 2025 e inizio 2026 a filiali bancarie ed
esercizi con l'uso di esplosivo artigianale e con il metodo cosiddetto della
“marmotta”. Tra gli episodi contestati figurano i colpi a Montemesola,
Monteiasi, Mottola, Palagiano e Scanzano Jonico (MT), oltre a una lunga serie
di tentativi in diverse regioni italiane.
Gli
imputati, come ha riferito tarantotoday.it, sono Cataldo
Bartoli detto “Dino” (47 anni, residente a Palo del Colle), Rocco Fronza (21
anni, residente a Palagiano), Valentino Intini (22 anni, residente a
Palagiano), Alessandro Longo (28 anni di Grumo Appula) e Simone Vinella (20
anni, residente a Palagiano). In precedenza erano state presentate richieste di
definizione del procedimento con riti alternativi differenti: Bartoli e Intini
avevano chiesto il giudizio abbreviato, mentre Fronza, Longo e Vinella avevano
inizialmente avanzato istanze di patteggiamento, sulle quali la Procura aveva
espresso dissenso. Nel corso dell’ultima udienza tutti hanno optato per il rito
abbreviato.
Le accuse
comprendono furti aggravati, detenzione e porto
illegale di esplosivi, ricettazione e danneggiamento.
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