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domenica 7 giugno 2026

SCANZANO JONICO (MT). L’ON. MORASSUT (PD): “IL SINDACO CARIELLO IN FOTO ANTI CAPORALATO CON LA SCHLEIN AD AMEDOLARA (CS)? SENZA PUDORE! IL VIMINALE INTERVENGA PER SITUAZIONI DI PALESE ILLEGALITA’”

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il sindaco di Scanzano Jonico (MT) si è recato senza pudore ieri alla manifestazione svoltasi ad Amendolara (CS) contro il caporalato per carpire ad una distratta e ignara Elly Schlein, che non lo conosce e come ben si capisce lo ignora, una foto insieme. Questa miseria non fa abbassare la guardia ai cittadini onesti, alle associazioni e alle reti civiche, a partire da “Cova contro”, agli eletti delle opposizioni comunali e al Pd per denunciare quanto da mesi accade a Scanzano. Chiediamo al Viminale di intervenire in questa situazione di palese illegalità. Non ci fermeremo e continueremo a farlo in ogni sede. A partire dal Parlamento.

ON. ROBERTO MORASSUT (PD)

PER APPROFONDIRE

FILIPPOMELE.BLOSPOT.COM – 6 GIUGNO 2026

AMENDOLARA (CS). “MAI PIU’!” IN MIGLIAIA ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL DOPO IL QUADRUPLICE OMICIDIO DI LUNEDI’ SCORSO. IN CENTINAIA ANCHE DALLA BASILICATA. LANDINI: “SERVE UNA RIVOLTA DELLE COSCIENZE”. AL CORTEO ANCHE ELLY SCHLEIN (PD). TRA I SINDACI DELL’ALTO JONIO COSENTINO ANCHE CARIELLO (FDI), PRIMO CITTADINO DI SCANZANO JONICO (MT), IL CENTRO DOVE SI ERANO RECATI A LAVORARE LE 4 VITTIME E I 2 UOMINI ACCUSATI DEI ESSERE GLI AUTORI DELLA STRAGE. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/06/amendolara-cs-mai-piu-in-migliaia-alla.html  

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM – 7 GIUGNO 2026

LOTTA AL CAPORALATO E ALLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO IN AGRICOLTURA. CARIELLO, SINDACO DI FRATELLI D’ITALIA A SCANZANO JONICO (MT), CON LA SEGRETARIA NAZIONALE DEL PD, SCHLEIN, ALLA MANIFESTAZIONE DI AMENDOLARA (CS). LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/06/lotta-al-caporalato-e-allo-sfruttamento.html.

PASQUALE CARIELLO CON ELLY SCHLEIN

ROBERTO MORASSUT

LAVORO. LE OFFERTE SETTIMANALI DELL’ARLAB: 24 GLI ANNUNCI IN PUBBLICAZIONE NEI CENTRI PER L’IMPIEGO DELLA BASILICATA. GARANTISCE LA REGIONE BASILICATA!

 

Lavoro. Sono 24, ad oggi, gli annunci in pubblicazione nell’offerta settimanale dei Centri per l’impiego (ex Uffici di collocamento) della Regione Basilicata. Centri attivi in Valbasento, Potenza, Matera, Policoro, Ferrandina, Lauria e Villa D’Agri. La gestione dei CPI è dell’ARLAB (Agenzia Regionale Lavoro e Apprendimento Basilicata). Se cerchi lavoro clicca sul seguente link https://www.agenziaregionalelab.it/annunci-di-lavoro/. Potresti trovare l’annuncio che fa per te nei diversi settori del turismo, agricoltura, artigianato, sanità, servizi. Non devi far altro che cliccare sul link relativo e seguire le indicazioni fornite dai diversi Centri per l’impiego.

Buona ricerca!

REPORTAGE. SCANZANO JONICO (MT). LA CITTÀ DELLA PACE DESTINATA A CENTRO DI ACCOGLIENZA MIGRANTI CANTIERE ABBANDONATO DA ANNI. COSÌ NEL METAPONTINO LE MIGLIAIA DI BRACCIANTI EXTRACOMUNITARI CHE VI LAVORANO OGNI GIORNO NON HANNO UN SOLO POSTO LETTO PUBBLICO PER LA NOTTE. COSTRETTI A VIAGGIARE DALLA CALABRIA ALLA BASILICATA NEI MINIVAN VITTIMA DI INCIDENTI STRADALI O DELLA FEROCIA DEI CAPORALI. E’ QUESTO IL VERO PROBLEMA. MA LE ISTITUZIONI TACCIONO

 

SCANZANO JONICO (MT) – La città della pace, una volta destinata ai bambini vittima dei conflitti, e poi a centro di accoglienza per migranti, è lì, cantiere abbandonato, tra le erbacce, a Terzo Cavone, dopo l’avvio dei lavori ben 18 anni fa La zona dove nel 2003 il Governo Berlusconi terzo aveva ubicato il cimitero atomico d’Italia. Non se ne fece nulla. E la Regione Basilicata, governatore Vito De Filippo, accetto la proposta del Premio Nobel per la pace, Betty Williams, di costruire sull’area un centro di vita e non di morte: la Città per i bambini vittima dei conflitti. Progetto poi tramutato, sull’onda delle necessità di lavoratori stagionali e non a servizio dell’agricoltura, in centro di accoglienza migranti. Un progetto regionale approvato dalla prima Giunta Bardi. Ma da allora il nulla. Così, stamane siamo stati nel cantiere abbandonato. Abbiamo scattato le foto che corredano questo post. Tutto in declino, erbacce all’esterno, materiali edili abbandonati all’interno, mura cadenti. Occorrerebbe completarlo per accogliere un centinaio di migranti affinchè siano ospitati nel periodo delle grandi raccolte nei campi. Assistiti da cooperative o enti assistenziali. Nella correttezza, nella normalità, integrati con le comunità locali.

La vergogna del Metapontino, infatti, è che sono migliaia le braccia provenienti dall’Africa o dall’Asia al lavoro ogni giorno nei campi ma non c’è neanche un posto pubblico a loro disposizione per dormire la notte. Così sono costretti a viaggiare dalla Calabria. Lì trovano case dove dormono, magari, in 10 per camera e trovano i caporali con minivan che li trasportano in Basilicata. Facendosi pagare il viaggio. Tutto in regola per il datore di lavoro: vengono in macchina, un problema loro. Ma chi dà i minivan con cui si spostato, spesso in soprannumero, per arrivare qui agli autisti? Chi fornisce loro i mezzi, carburante, spese, necessarie se poi i migranti vengono pagati, magari con bonifico, entro il giorno 10 del mese successivo a quello di lavoro? E qui ecco che torna il grande capitolo denunciato da uno dei sopravvissuti alla strage di Amendolara: “La mafia afgana collabora con quella italiana”. In Calabria, evidentemente, afgani, pakistani, indiani, trovano da dormire, da viaggiare, da vivere. Ma alle condizioni di chi li trasporta ogni giorno sui campi. E’ qui il nodo del moderno caporalato che parla straniero. E qui che un minivan, nell’ottobre scorso, con dieci persone a bordo invece che sette, fa incidente e muoiono in quattro. E’ ad Amendolara (CS), di ritorno da Scanzano Jonico (MT), che alla richiesta del contratti e buste paga tre pakistani ed un afgano vengono arsi vivi.

Perchè viaggiare? Perché non creare in loco le possibilità abitative e di accoglienza? Che fine hanno fatto i finanziamenti per la Città della pace di Scanzano Jonico? “Persi – ha risposto Pietro Simonetti, del Cseres e già componente del Tavolo anti caporalato nazionale oltre che profondo conoscitore del problema. I finanziamenti per il completamento, cinque milioni di euro, sono andati persi. Il manufatto, iniziato a costruire 18 anni fa, passò dal Comune alla Regione Basilicata per la realizzazione dell'intervento di completamento. Ma la perdita di tempo, le resistenze politiche, le omissioni nel definire l'appalto integrato hanno determinato la scadenza del progetto: in una parola la perdita del finanziamento. Ho registrato la notizia proprio ieri sera da fonte regionale”. Ma c’è di più. Ancora Simonetti: “La mancata attuazione negli ultimi due anni dei servizi di accoglienza stagionali assegnati dalla Regione ad una Cooperativa per il Metapontino secondo la gestione delle misure Su.Pr.Eme 2”.

Ed il cerchio si chiude. Nessun posto letto pubblico nei comuni dell’arco jonico lucano per i lavoratori necessari alla raccolta delle fragole e degli altri prodotti ortofrutticoli. Utili di giorno sì ma di notte no. Costretti a viaggiare. Dalla Calabria. Con tutti i rischi del caso. Non bastano i pianti, le sfilate, le dichiarazioni. Occorre risolvere alla radice il problema dell’accoglienza dei migranti impiegati nell’agricoltura del Metapontino nello stesso Metapontino!

Attesa risposta dalle istituzioni.

 

SERVIZIO FOTOGRAFICO FILIPPO MELE