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giovedì 30 luglio 2026

SCANZANO JONICO (MT). Terzo Madonna, la spiaggia che non c'è più: divorata dall'erosione costiera. Dove una volta c'erano 4 stabilimenti balneari e 500 metri di arenile, oggi restano solo scogliere e cantieri per interventi palliativi. Ma mentre a Metaponto la Regione Basilicata è pronta all'appalto dei lavori per le barriere soffolte, qui si è ancora in attesa del completamento dell'iter. Perché i due interventi non hanno viaggiato insieme per proteggere costa e territorio agricolo?

 

SCANZANO JONICO (MT) - E’ a Terzo Madonna l’emblema dell’erosione costiera del Metapontino. Qui, dove oggi abbiamo fotografato cantieri aperti, per la pulizia della spiaggia e la sistemazione di altri massi frangiflutti di arenaria, sino al 9 agosto, nel periodo di nidificazione delle tartarughe marine, e cantieri chiusi ma ancora recintati, una volta c’erano ben 4 stabilimenti balneari. E 500 metri di arenile in più.

Da anni abbiamo scritto, gridato, sbraitato, manifestato. Ma, invano. Anni fa erano sati stanziati, presidente della Regione Marcello Pittella, 7,5 milioni di euro per le barriere soffolte. Ma sono passati altri anni e del progetto relativo non si vede l’ombra. Nonostante le rassicurazioni dell’attuale vicepresidente e assessore regionale alle infrastrutture, Pasquale Pepe.

A differenza di Metaponto dove si è alla fase delle procedure di appalto. Perchè Metaponto e Scanzano non hanno “viaggiato” insieme? Noi, ovviamente, non diamo ascolto alle voci che parlano di scelte politiche e speriamo solo che anche per Terzo Madonna si arrivi al più presto alla ultimazione del progetto, alla sua approvazione, e, infine, all’appalto e realizzazione dei lavori.

Lavori di somma urgenza. Non tanto per il turismo quanto, ed anche questo lo abbiamo scritto più volte, per proteggere tutta la parte del territorio a valle della linea ferroviaria Taranto – Sibari con centinaia di case coloniche e una delle agricolture più fiorenti della Basilicata.

Noi, intanto, ci siamo stancati di gridare alla luna.

Basta! Chi di dovere agisca!

 


POLICORO (MT). Pineta costiera tra degrado e rifiuti: “Accessi liberi e zero controlli”. Rischio incendi. Reportage fotografico documentato inviatoci da un follower. La denuncia è chiara: “L'accesso incontrollato di mezzi e la mancanza di vigilanza stanno trasformando tratti del bosco in discariche”. Cosa fareste voi per salvaguardare questo eccezionale bosco artificiale del Metapontino?

POLICORO (MT) – Nota, corredata da ben 10 foto, inviataci via Whatsapp da un follower. Ecco il testo: “Buongiorno dottor Mele, ieri purtroppo facendo un giro in bici nella nostra amata pineta mi sono imbattuto in situazioni poco piacevoli. Siamo alle solite: rifiuti ovunque, anche di dubbia composizione, e zero controlli. Chiunque può entrare con un mezzo e scaricare quello che vuole!”

Fin qui il nostro lettore. Che già pone due problemi: “Il primo: chi vuole entra e scarica rifiuti; il secondo: zero controlli”. Ed in entrambi i casi ha ragione. Nelle pinete costiere del Metapontino, non solo in quella di Policoro, da anni, gli sporcaccioni la fanno da padroni! Addirittura, arrivano con i fuoristrada sulle dune, a pochi metri dalla battigia. Ed i rifiuti nel sottobosco sono una miscela esplosiva a rischio incendi. Bisognerebbe impedire, allora, l’accesso ai privati. Già. Chi dovrebbe farlo? La proprietà. E di chi è la proprietà? E qui si aprono numerosi fascicoli. I Comuni dovrebbero emettere ordinanza nei confronti dei titolari siano anch’essi enti pubblici, tipo l’Alsia, perché mantengano la pulizia del bosco. Accadrà mai? Chissà.

Poi, una curiosità: come mai la pineta di Policoro, identica in tutto e per tutto a quelle di Scanzano Jonico e di Pisticci, non è entrata nella tartufaia più grande d’Europa voluta dalla Regione? Chi sa, per favore, risponda!




ARCO JONICO LUCANO. EROSIONE COSTIERA. Marrese (BD) attacca la Regione Basilicata: “Il litorale continua a scomparire. Basta promesse, servono interventi immediati”. Il consigliere regionale ha diffuso le foto della spiaggia di Metaponto, ridotta ormai a pochi metri, denunciando i ritardi sugli interventi previsti

“Il tempo passa, ma l'emergenza erosione costiera nel Metapontino continua ad aggravarsi sempre di più mentre i ritardi sugli interventi e le promesse rimaste sulla carta rischiano di compromettere definitivamente tratti sempre più ampi del nostro litorale”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale (BD), Piero Marrese allegando le “foto della verità” con la spiaggia di Metaponto ridotta a pochi metri. Così, ancora, l’esponente della opposisione alla giunta Bardi: “Anche quest'estate le spiagge lucane continuano ad assottigliarsi e ad arretrare, fino a scomparire in alcuni punti, con conseguenze sempre più pesanti per il territorio e per le comunità che vivono di mare e turismo.

Non si tratta di un allarme isolato: il fenomeno è stato denunciato dagli amministratori locali, dagli operatori del settore ed è stato evidenziato anche dal Rapporto Spiagge di Legambiente, che individua la Basilicata tra le realtà più esposte all'erosione costiera.

Non bastano più le dichiarazioni d'intenti: servono interventi concreti, tempestivi e una programmazione seria, perché ogni ritardo significa perdere altro litorale e aumentare i danni ambientali, economici e turistici, con il rischio – ha concluso Marrese - che le risorse già stanziate non siano più sufficienti”. 




                                               FOTO INVIATE DA PIERO MARRESE