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venerdì 5 giugno 2026

SICUREZZA IN MARE. MOTO D’ACQUA TRA I BAGNANTI E SENZA ASSICURAZIONE. MULTE DELLA CAPITANERIA DI PORTO. LA GUARDIA COSTIERA: “RISPETTATE LE ORDINANZE. E PER LE EMERGENZE TELEFONATE AL NUMERO GRATUITO 1530 O AL 112

 

Avvio della stagione balneare: intensificati i controlli della Guardia Costiera di Taranto, competente anche per le spiagge dell’arco jonico lucano, a tutela della sicurezza in mare. Prime sanzioni a moto d'acqua. Lo ha reso noto, all’avvio ufficiale della stagione balneare, la Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Taranto ha intensificato i controlli lungo tutto il litorale di giurisdizione, al fine di garantire la sicurezza della navigazione, la salvaguardia della vita umana in mare e il regolare svolgimento delle attività balneari e diportistiche.

Nel corso della giornata del 2 giugno, nell’ambito di mirati servizi di vigilanza finalizzati al contrasto delle inosservanze alle Ordinanze Balneari regionali e all’Ordinanza di Sicurezza Balneare n. 140 del 20/05/2026 emanata dalla Capitaneria di porto di Taranto, i militari della Guardia Costiera hanno effettuato controlli via mare lungo il litorale ionico di competenza.

Nel corso dell’attività sono state elevate tre sanzioni amministrative nei confronti di conduttori di moto d’acqua sorpresi a navigare all’interno di zone di mare riservate alla balneazione, in violazione delle vigenti disposizioni in materia di sicurezza balneare, ponendo seriamente a rischio l’incolumità dei bagnanti. È stata inoltre contestata un’ulteriore violazione per mancanza del certificato di assicurazione previsto per l’unità da diporto controllata. L’importo totale delle sanzioni elevate ammonta complessivamente a euro 1.507.

La Guardia Costiera richiama tutti gli utenti del mare – diportisti, operatori balneari e bagnanti – al rigoroso rispetto delle norme vigenti e delle ordinanze emanate a tutela della sicurezza della navigazione e della pubblica incolumità.

I controlli in mare e lungo il litorale proseguiranno senza sosta per tutta la durata della stagione estiva, con particolare attenzione ai comportamenti che possano mettere a rischio la sicurezza dei bagnanti e degli utenti del mare.

Per le emergenze in mare resta attivo il numero gratuito 1530, oltre al Numero Unico di Emergenza 112.



CRONACA. L’ASSALTO ALLA DITTA DI TRASPORTO VALORI COSMOPOL: MALVIVENTI VIA CON 99MILA EURO DELLE PENSIONI. OGGI PERQUISIZIONE PERSONALE E LOCALE A DUE PERSONE GIÀ IMPUTATE PER MAFIA ESEGUITE DALLA POLIZIA DI STATO

 

Personale della Squadra Mobile di Potenza ha dato esecuzione ad un decreto di perquisizione personale e domiciliare sul territorio del Comune di Pignola (PZ) -  emesso in data 4.06.2026 dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Potenza – nei confronti di R.S. e B.V. in quanto indagati per rapina pluriaggravata in concorso con altri quattro soggetti arrestati in flagranza di reato a Potenza in data 30.06.2025 per la rapina ai danni della ditta di trasporto valori “Cosmopol” per un valore di 99.000 €, denaro destinato al pagamento delle pensioni presso l’Ufficio Postale. Ne ha dato notizia l’ufficio stampa della Questura di Potenza.  All’esito degli approfondimenti investigativi, i predetti indagati – attualmente imputati anche in un procedimento penale per associazione a delinquere di stampo mafioso pendente innanzi al Tribunale di Potenza – sono risultati essere concorrenti nell’organizzazione logistica della rapina consumata nel capoluogo lucano. Si rappresenta che si procede in fase di indagini preliminari con la doverosa presunzione di innocenza per gli indagati.

L’ORRENDA STRAGE. I QUATTRO BRACCIANTI BRUCIATI VIVI. OGGI L’AUTOPSIA. DOMANI LA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL. INDAGINI ANCHE IN BASILICATA: FOCUS DELLA MAGISTRATURA SULLE CONDIZIONI DI LAVORO E DI VITA DEI LAVORATORI EXTRACOMUNITARI

 

E' iniziato alle 9, nell'ospedale di Rossano a Corigliano-Rossano, l'esame autoptico sui corpi carbonizzati del pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e degli afghani Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi,19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni. Si tratta dei quattro braccianti agricoli uccisi bruciati vivi lunedì scorso ad Amendolora (CS). La pm di Castrovillari Roberta Bello ha conferito l'incarico di eseguire l'esame autoptico al dottor Biagio Solarino dell'Università di Bari.

Dall’autopsia si cercherà di avere altre informazioni sull’orrenda fine dei quattro lavoratori dopo che l’inchiesta sul quadruplice omicidio ha avuto impulso sia dalla visione dei filmati della videocamera della stazione di servizio interessata sia dalle dichiarazioni dell’unico sopravvissuto alla strage, il pakistano Tay Mohammed, sia del testimone scampato alla mattanza solo perchè la mattina non andò a lavorare nei campi del Metapontino, Azrat Helal Armani. Ricordiamo, a proposito, che il gip del Tribunale di Castrovillari (CS), Orvieto Matonti, ha convalidato nella serata di ieri il fermo di Safeer Ahmed e Ali Raza, i 31enni afghani accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato per la strage dei 4 braccianti uccisi bruciati vivi all'interno di un minivan.  

Ed il Metapontino, dove avevano lavorato in mattinata (dove? In quale azienda?) vittime e carnefici, è proprio la zona della Basilicata in cui l’inchiesta calabrese, condotta dalla Procura di Castrovillari (CS), si incrocia con quella condotta dalla Procura di Matera. Inchiesta quest’ultima aperta dopo il grave incidente stradale in cui persero la vita quattro braccianti indiani nello scontro fra un'auto e un camion il 4 ottobre scorso a Scanzano Jonico, in provincia di Matera, sulla strada statale 598 Fondovalle dell'Agri. Da quell’altro gravissimo fatto di cronaca è scaturita l’indagine della Direzione distrettuale antimafia della Basilicata che il 18 maggio scorso ha portato all’arresto da parte dei carabinieri di 12 persone. Inquirenti ed investigatori hanno scoperto una vera e propria tratta di persone ridotte a schiavitù. Ed anche questa inchiesta ha come epicentro Calabria e Basilicata.  

Insomma, appare ormai chiaro che il caporale non veste più i panni nazionali ma che sia diventato afgano o pakistano o di altra nazionalità. Con auto, spesso di fortuna, con sovraccarico, magari con autisti senza patente, trasportano migliaia di lavoratori dai centri dell’alto Jonio Cosentino a quelli del Metapontino. E pretendendo il corrispettivo del “viaggio”. Lavoratori impegnati spesso in nero, un giorno in una azienda un giorno nell’altra, soprattutto nei periodi di più intensa raccolta della frutta. E nell’arco jonico lucano gli alloggi per questo “invisibili” non ci sono. Anzi la Regione Basilicata, a sentire Pietro Simonetti, del Cseres, ha perso, o sta perdendo, alcuni milioni di euro per completare la città della pace di Scanzano Jonico a centro di accoglienza per 150 migranti. Insomma, i lavoratori agricoli extracomunitari sono essenziali ma debbono vivere fuori dal mio… giardino!

Domani, intanto, proprio ad Amendolara, è in programma la mobilitazione nazionale contro il caporalato e lo sfruttamento della Cgil “Mai più”. Il corteo partirà alle 16:30 dal luogo della tragedia – la stazione di servizio sulla Statale 106 dove i lavoratori sono stati bruciati vivi all’interno di un minivan – per arrivare nella piazza del paese dove sono previsti interventi pubblici e momenti di riflessione. Alla manifestazione saranno presenti i segretari generali Maurizio Landini (CGIL) e Giovanni Mininni (FLAI) insieme a delegazioni provenienti da tutta Italia, Basilicata compresa, con due pullman, e realtà associative impegnate nella difesa dei diritti del lavoro.