L’Agenzia delle Entrate risponde ma non risolve il problema, scaricando la palla sullo stesso professionista e sul Comune: «...l’unica modalità per ripristinare e utilizzare il codice fiscale LGRNTN50A18H591R consiste nel richiedere una nuova variazione del proprio nominativo in “Antonio” rivolgendosi al Comune di residenza» 📋
La replica del dottor La Guardia, affidata a una memoria in autotutela, ribalta la prospettiva: “L'errore materiale fu compiuto d'ufficio nel 2021 dalla Pubblica Amministrazione con l'inserimento errato nel nuovo portale ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente), come ampiamente documentato e accertato dalla Direzione Centrale del Ministero dell'Interno. Il tutto si sarebbe potuto e dovuto risolvere semplicemente seguendo le linee guida del Ministero, evitando al cittadino un inaccettabile spreco di tempo, PEC e continui disagi nella gestione della farmacia (dall'accesso SPID bloccato ai problemi coi tributi)” 💻⚖️
Il professionista, esasperato, è ora in attesa degli esiti delle denunce formali presentate al Garante della Privacy a Roma e alla Commissione Europea a Bruxelles 🇪🇺
📜 Una vicenda che tocca un nodo cruciale sui disservizi digitali della Pubblica Amministrazione e sui diritti dei cittadini.
Chi risolverà questo incredibile rebus? 🤔
















