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venerdì 15 maggio 2026

BASILICATA. FINE SETTIMANA 16 E 17 MAGGIO: DOVE ANDIAMO? TUTTI A COLOBRARO, A VISITARE IL CASTELLO DEI CARAFA! VISITE GUIDATE GRATUITE NELL’AMBITO DEL PROGETTO “SOGNO & MAGIA”. LEGGI LA NOTIZIA CON TUTTE LE INFORMAZIONI PER LA PARTECIPAZIONE

 

COLOBRARO (MT) - SABATO 16 E DOMENICA 17 MAGGIO 2026 SI TERRÀ la XXVII edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli, promossa dall’Istituto Italiano dei Castelli, con il prestigioso patrocinio del Ministero della Cultura, un riconoscimento che attesta l'alto valore scientifico e divulgativo della manifestazione.

Si terranno itinerari esclusivi: con visite guidate, passeggiate culturali e giornate di studio in circa 30 siti distribuiti in 18 regioni italiane; per un fine settimana all’insegna della storia, del restauro, della valorizzazione paesaggistica, uniti a momenti di approfondimento dedicati alla ricerca, alla tutela, alla valorizzazione del patrimonio monumentale italiano. Lo hanno reso noto i promotori dell’iniziativa in un comunicato stampa.

In Basilicata è stato prescelto il Castello dei Principi Carafa di Colobraro, che verrà svelato a cittadini, studiosi e turisti con visite guidate gratuite, le quali si estenderanno anche al Borgo circostante; visite che si terranno sia sabato che domenica, durante le ore 10/13 e 16/18. Per un fine settimana di grande fascino, alla scoperta di beni architettonici, scrigni magici, paesaggi incantevoli, panorami mozzafiato, luoghi dall’identità incontaminata. Le visite guidate, che tra l’altro illustreranno le complesse dinamiche dell'incastellamento lucano, saranno curate congiuntamente dall’Istituto Italiano dei Castelli, dall’Università degli Studi della Basilicata e dall’Amministrazione Comunale. La collaborazione tra Comune di Colobraro e Unibas nasce per rafforzare il Progetto “Colobraro Sogno & Magia”, finanziato dalla Regione nell’ambito del Programma Attrattività’ dei Borghi Storici della Basilicata.

L’iniziativa, che ogni anno richiama appassionati di architettura, restauro, storia, archeologia e paesaggio culturale, come ha sottolineato la Presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli, Michaela Stagno d’Alcontres:nasce con l’obiettivo di far conoscere un patrimonio straordinario, capace di raccontare l’evoluzione politica e sociale di un Territorio. I castelli costituiscono un’eredità che continua a esercitare un forte richiamo culturale e turistico, contribuendo anche alla valorizzazione dei contesti in cui questi beni sono inseriti. Le Giornate Nazionali rappresentano un momento fondamentale per avvicinare il grande pubblico a una parte essenziale della storia e del paesaggio culturale italiano, rafforzando il dialogo tra studiosi, istituzioni e cittadini e promuovendo una responsabilità condivisa nella tutela dei castelli del Paese. L'obiettivo e offrire al grande pubblico, agli studiosi e ai turisti la possibilità di accedere a siti spesso non inseriti nei circuiti tradizionali, promuovendo la conoscenza di un'eredita architettonica che ha plasmato l'identità dei Nostri Paesi”.

Per maggiori informazioni e dettagli contattare il numero telefonico 3491151394 ovvero inviare una mail a basilicata@istitutoitalianocastelli.it oppure collegarsi al link https://www.facebook.com/colobraro .

ARCH. SERGIO CARDONE - PRESIDENTE ISTITUTO ITALIANO CASTELLI - SEZIONE BASILICATA

PROF. ING. GRAZIELLA BERNARDO - UNIBAS BASILICATA

AVV. ANDREA BERNARDO - PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE COLOBRARO

 

SCANZANO JONICO. IL GIALLO DELLA MORTE DI NICOLA SCARASCIA. ANCORA NOTIZIE DI STAMPA SULL’INCHIESTA. RAINEWS.IT: “NICOLA SAREBBE MORTO PER SOFFOCAMENTO”. LA NUOVA DEL SUD: “OMICIDIO SCARASCIA, ECCO LA SVOLTA: C’È UN INDAGATO”. CONTINUA, INTANTO, NEL MASSIMO RISERBO L’INDAGINE DELLA PROCURA DI MATERA

 

SCANZANO JONICO (MT) – Ancora notizie di stampa sulla morte di Nicola Scarascia, il 52enne, scomparso venerdì scorso e ritrovato senza vita attorno alle 9.30 di due giorni fa, nei presso del canale fosso valle, a circa 100 metri dalla Stazione ferroviaria. Nella giornata di ieri Rainews.it ha pubblicato la possibile modalità con cui l’uomo sarebbe stato ucciso, “Nicola Scarascia sarenne morto per soffocamento”, mentre La nuova del Sud Basilicata di oggi riporta in prima pagina: “Scanzano, c’è la svolta: indagato il presunto assassino di Scarascia”. il tutto mentre continua nel massimo riserbo l’indagine coordinata dalla Procura di Matera, con il pm Annunziata Cazzetta, e condotta dai carabinieri. 

Così, Rainnews.it: “Le indagini sulla morte di Nicola Scarascia, il cinquantaduenne di Scanzano Jonico trovato senza vita due giorni fa nel canale di Fosso Valle, alle spalle della ferrovia Metaponto-Sibari. Dall'autopsia sarebbero emersi elementi che fanno ritenere probabile una morte per soffocamento. Sarebbero stati inoltre trovati dei segni sui polsi. L'esame medico-legale, che ha avuto un seguito oggi, avrebbe poi escluso ferite da arma da fuoco o da taglio”. 

La nuova del sud, invece, riporta la notizia che “La procura di Matera ha iscritto nel registro degli indagati un uomo con l’accusa di omicidio volontario. Sin dalle ore successive al ritrovamento, gli inquirenti si erano focalizzati principalmente sulla pista della morte violenta. Ulteriori riscontri sono poi arrivati nella giornata di mercoledì, dopo la lunga autopsia effettuata presso l’obitorio dell’ospedale di Policoro dal medico legale Sara Sablone del Policlinico di Bari”.

Sia la notizia di Rainwes.it, tuttavia, sia quella de La nuova del sud non hanno trovato, al momento, conferma da parte di inquirenti ed investigatori che continuano a lavorare per far luce su quello che ormai è definito “il giallo di Scanzano Jonico” mantenendo il più stretto riserbo. 

La famiglia, intanto, per il tramite del suo legale, ha lanciato un appello alla riservatezza riportato anch’esso da La Nuova del Sud: “In merito al ritrovamento del nostro concittadino Nicola Scarascia e alla causa del suo decesso, chiedo ai mass media di astenersi dalla diffusione di notizie, in quanto ancora in corso gli accertamenti. La riservatezza che deve caratterizzare la fase investigativa delle indagini è indispensabile all’accertamento dei fatti e all’affermazione della giustizia. Anche i familiari del sig. Nicola Scarascia chiedono il massimo riserbo”. 

 

giovedì 14 maggio 2026

REGIONE. BASILICATA CASA COMUNE ATTACCA: “DAL GREEN DIGITAL HUB DI TITO (PZ) ALL’EX ZUCCHERIFICIO DI POLICORO (MT). TRENTA MILIONI DI EURO TRA DUBBI E SCELTE DI OPPORTUNITÀ. IL RUOLO DELL’ASSESSORE LATRONICO”

 

 “Quello che oggi intendiamo denunciare è il diverso e contraddittorio atteggiamento assunto dalla Regione Basilicata su due progetti strategici finanziati nell’ambito della medesima misura nazionale”.

Lo dichiarano in un comunicato stampa il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, e il Capogruppo di Basilicata Casa Comune, Gianni Vizziello, nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina in Consiglio regionale.  

“Sul Green Digital Hub di Tito - spiegano gli esponenti di BCC - la Regione Basilicata, pur essendo partner istituzionale del progetto e pur insistendo l’intervento su un’area pubblica e su immobili già di proprietà regionale, quale l’area ex Liquichimica, ha progressivamente accompagnato il progetto verso un vero e proprio binario morto amministrativo, fino al sostanziale definanziamento dell’intervento. Eppure per mesi sono state utilizzate motivazioni legate alle problematiche ambientali e alla bonifica dell’area ex Liquichimica che appaiono in contrasto con gli atti ufficiali acquisiti. Il Ministero dell’Ambiente aveva infatti espresso valutazioni preliminari positive, chiarendo che nulla ostava alla realizzazione del progetto, mentre la conferenza di servizi, indetta dalla stessa Regione, si era conclusa positivamente con l’approvazione degli esiti istruttori. La Regione Basilicata aveva inoltre impegnato risorse pubbliche per la validazione del progetto Green Digital Hub, riconoscendone dunque la concreta attuabilità tecnica e amministrativa e prorogato il contratto al Direttore Generale del Dipartimento Programmazione, in quiescenza, in quanto individuato come stazione appaltante”. 

“Va inoltre ricordato - aggiunge Graziano Scavone, già Sindaco di Tito, intervenuto questa mattina nel corso della conferenza stampa - che l’intervento di riqualificazione ricadeva nell’area industriale di Tito, riconosciuta quale Sito di Interesse Nazionale per l’inquinamento ambientale, un territorio che da anni attende interventi concreti di bonifica. Una situazione talmente grave da aver determinato persino il Commissariamento degli interventi, certificando di fatto il fallimento della Regione Basilicata nella realizzazione delle opere di bonifica. Su questi ritardi insistono inoltre inchieste giudiziarie finalizzate ad accertare eventuali responsabilità e il danno ambientale prodotto. Per questo appare ancora più incomprensibile la scelta di lasciare spegnere un progetto di riqualificazione, innovazione e rilancio industriale atteso da anni dalla comunità titese”.

“Appare quindi singolare — continuano gli esponenti di BCC — che, mentre il progetto di Tito veniva progressivamente abbandonato, il finanziamento ministeriale originariamente assegnato al Green Digital Hub sia stato successivamente reimpiegato per sostenere il progetto ‘SI FA - Società & energia: il Futuro della Basilicata’, rispetto al quale la Regione non solo è subentrata, ma ha assunto addirittura il ruolo di soggetto proponente, soggetto attuatore e stazione appaltante. Così come appare quantomeno riduttivo che, in un progetto finalizzato al contrasto della povertà energetica, non risultino coinvolte le compagnie energetiche che operano sul territorio regionale e che avrebbero potuto rappresentare un interlocutore strategico rispetto agli obiettivi dichiarati dell’intervento”.

“Emergono, inoltre, ulteriori elementi di forte inopportunità politica e istituzionale. A differenza del Green Digital Hub, che insisteva su un’area pubblica regionale, il progetto ‘SI FA’ riguarda infatti un’area e un immobile privati, appunto quelli dell’ex Zuccherificio di Policoro, relativamente ai quali dagli atti emerge una promessa di vendita in favore della società ‘La Cascina Costruzioni s.r.l.’, presieduta dall’attuale Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, all’epoca della sottoscrizione degli accordi di partenariato. Circostanza che assume inevitabilmente rilievo politico anche alla luce del fatto che oggi il Dipartimento regionale competente per le funzioni di stazione appaltante e centrale unica di committenza risulta assegnato all’area amministrativa riconducibile al medesimo assessorato”.

“Per queste ragioni - continuano Chiorazzo e Vizziello - abbiamo presentato una articolata interrogazione consiliare e una richiesta di accesso agli atti finalizzate ad acquisire tutta la documentazione amministrativa, tecnica, patrimoniale e finanziaria relativa sia al Green Digital Hub sia al progetto ‘SI FA’, compresi gli atti relativi alla disponibilità e all’eventuale acquisizione dell’immobile dell’ex zuccherificio di Policoro, anche alla luce del fatto che tra le spese finanziabili dal progetto risultano ricomprese quelle relative all’acquisizione di terreni e fabbricati. Chiediamo al Presidente Bardi di offrire risposte chiare ai nostri interrogativi, di spiegare se fosse pienamente a conoscenza di tutti gli elementi e dei dettagli relativi al progetto ‘SI FA’ e soprattutto di dare finalmente una risposta alla comunità di Tito, privata di un progetto strategico atteso da anni”.

“La politica e i rappresentanti istituzionali - concludono Chiorazzo e Vizziello - non devono alimentare competizione o contrapposizioni tra territori. Tito e Policoro meritano entrambe sviluppo, investimenti e opportunità. Non stiamo formulando accuse, ma riteniamo necessario fare piena chiarezza sulle scelte compiute dalla Regione Basilicata, affinché i finanziamenti pubblici siano gestiti secondo criteri di trasparenza, linearità amministrativa e totale chiarezza politica, anche nei confronti delle comunità locali interessate. I lucani hanno diritto di conoscere fino in fondo come e perché siano state assunte queste decisioni”.

CRONACA GIUDIZIARIA. NUOVA UDIENZA DEL PROCESSO PER IL DISASTRO AMBIENTALE ALL’ITREC DI ROTONDELLA. ENEA E SOGIN IN AULA CITATI COME RESPONSABILI CIVILI. MA NECESSARIO UN RINVIO ALL’11 GIUGNO PROSSIMO

 

MATERA - Nuova udienza del processo per il disastro ambientale al sito Itrec della Trisaia di Rotondella con la presenza in aula come responsabili civili delle due società dello Stato, la Sogin spa ed Enea, citate con una ordinanza della presidente del collegio giudicante Chiara Civitano. Ordinanza emanata su specifica richiesta delle parti civili costituite ScanZiamo le scorie, Cova Contro, Comune di Rotondella, Comune di Policoro, alcuni privati e associazioni di produttori ortofrutticoli, ARCI, Legambiente. I legali delle due società, però, presenteranno le loro eventuali richieste ed eccezioni nella prossima udienza già fissata all’11 giugno prossimo. I difensori hanno infatti spiegato che le notifiche della decisione non hanno lasciato il tempo di 20 giorni necessari per lo studio degli atti del processo. Tempi tecnici che la stessa ordinanza aveva indicato. “Enea – ha dichiarato l’avvocato Roberto Borgogno ai microfoni del TGR Basilicata – è stata citata in questo processo ma non ha la conoscenza di tutti gli atti. Si richiedono, pertanto, i tempi per acquisire la conoscenza di tutte le carte del fascicolo”.

Ricordiamo che il processo si basa su due direttrici: le responsabilità penali e le somme da investire per la bonifica del sito e gli eventuali risarcimenti del danno. A proposito del primo livello, precisiamo che alla più pesante delle accuse, disastro ambientale, sono chiamati a rispondere uno dei rappresentanti legali dell'impianto, Vincenzo Stigliano; l'ex direttore Giulio Maria Citterio e l'ex responsabile della gestione del centro Enea, Giambattista La Battaglia. Di omissione di atti d'ufficio, invece, debbono rispondere gli ex dirigenti dell’Ufficio ambiente della Provincia di Matera Salvatore Valentino ed Enrico De Capua. Il consulente Enea, Alessandro Dodaro, infine, è accusato di rivelazione di segreto e falso. Quanto alla citazione di Enea e Sogin così si è espresso l’avvocato Antonello Bonfantino, legale di ScanZiamo le scorie, sempre ai microfoni del Tgr Basilicata: “Per noi era fondamentale avere i responsabili civili nel processo perché se è vero che qualora venisse accertata la responsabilità penale degli imputati ci sarebbe un risarcimento diretto però noi ci sentiamo più garantiti citando in giudizio Enea e Sogin”.

PER APPROFONDIRE

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM - 18 NOVEMBRE 2025

CRONACA GIUDIZIARIA. DISASTRO AMBIENTALE ALL’ITREC DI ROTONDELLA (MT). REGGE L’ACCUSA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FRONTE AL GUP DEL TRIBUNALE DI POTENZA. LE CONTESTAZIONI DI REATO NEI CONFRONTI DELLA SOGIN SPA E DELLE SEI PERSONE RINVIATE A GIUDIZIO. PER 7 INDAGATI DICHIARATO IL NON LUOGO A PROCEDERE. IL PROCESSO AL VIA IL 19 FEBBRAIO PROSSIMO. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2025/11/cronaca-giudiziaria-disastro-ambientale.html

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM – 19 FEBBRAIO 2026

CRONACA GIUDIZIARIA. IL PROCESSO PER IL DISASTRO AMBIENTALE ALL’ITREC DI ROTONDELLA (MT). PRIMA UDIENZA AL TRIBUNALE DI MATERA. BATTAGLIA TRA PARTI CIVILI E DIFESA. SEI GLI IMPUTATI. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/02/cronaca-giudiziaria-il-processo-per-il.html

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM - 16 APRILE 2026

CRONACA GIUDIZIARIA. SCANZIAMO LE SCORIE E COVA CONTRO AMMESSE PARTI CIVILI NEL PROCESSO PER IL DISASTRO AMBIENTALE ALL’ITREC DI ROTONDELLA (MT). LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI MATERA. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/04/cronaca-giudiziaria-scanziamo-le-scorie.html.