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| JESSICA NIVUORI |
Lotta contro i tumori. Si può
vincere contro quello che una volta veniva definito il male incurabile. Fondamentali
sono la non sottovalutazione dei sintomi, la diagnosi precoce, gli interventi
mirati, la voglia di vivere dei pazienti. Così, per domani, Giornata mondiale
contro il cancro, ecco la storia di Jessica Nivuori, residente a Scanzano
Jonico (MT) e testimonial dell’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale)
Gaetano Pini – CTO (Centro Traumatologico Ortopedico) di Milano.
Danza sospesa a un cerchio, sorride e vola leggera. Eppure
nella sua gamba destra Jessica Nivuori ha una protesi che ha sostituito il
femore distale, gravemente compromesso da un sarcoma osseo che nel 2016
rischiava di costarle l’amputazione dell’arto. Oggi quella stessa gamba è il
simbolo di ciò che la chirurgia ortopedica oncologica dell’ASST Gaetano
Pini-CTO può fare grazie a diagnosi precoce, lavoro multidisciplinare e
tecniche chirurgiche avanzate. E' quanto riportato nel comunicato diffuso dall’Ufficio stampa dell’Azienda milanese. Comunicato che condividiamo integralmente.
Imprenditrice, milanese di
nascita, a Scanzano Jonico (MT) per amore, nel 2016 Jessica aveva 38 anni, una
vita piena e progetti per il futuro. Un dolore persistente al ginocchio destro,
inizialmente sottovalutato, peggiora rapidamente fino a impedirle di camminare.
Gli esami radiologici (effettuati nel Centro Jula proprio di Scanzano Jonico,
ndr) evidenziano una lesione sospetta al femore e l’indicazione è chiara:
rivolgersi con urgenza a un centro specializzato. Jessica torna a Milano per
poter essere visitata all’Ospedale Gaetano Pini, centro di riferimento nazionale
e internazionale per la diagnosi e il trattamento delle malattie
neoplastiche a carico del sistema muscoloscheletrico. La visita si
conclude con l’indicazione di tornare il giorno seguente per il prericovero, a
cui seguirà un prelievo di tessuti in sala operatoria per poter effettuare una
biopsia. Jessica già trascina la gamba con fatica. Torna a casa dei sui
genitori, ma cade. In Pronto Soccorso all’Ospedale Gaetano Pini la radiografia
evidenzia una frattura del femore distale destro: il sarcoma aveva consumato
l’osso fino a causarne la rottura.
“È iniziato così il mio primo
ricovero al Gaetano Pini – racconta Jessica – tre lunghe settimane, bloccata a
letto, in attesa della biopsia, con la gamba immobilizzata. Intorno a me però
ho sperimentato che cosa è l’amore che risiede anche nelle cure e
nell’assistenza che tutta l’equipe di Ortopedia Oncologica mi ha riservato,
dagli infermieri ai medici, dagli operatori socio sanitari alla segretaria,
chiunque lavorasse in quel reparto ha avuto una parola di sostegno per me”.
La biopsia conferma la
diagnosi: è un sarcoma miogenico, ovvero un tumore raro che colpisce le cellule
che danno origine ai tessuti molli. In sala operatoria, il giorno seguente, c’è
il dott. Stefano Bastoni, oggi Direttore dell’Ortopedia
Traumatologia Oncologica dell’ASST Gaetano Pini-CTO. “Il femore – spiega l’ortopedico oncologo - corrotto
dalla malattia aveva perso la sua resistenza meccanica e Jessica ha avuto
pertanto una frattura spontanea. La rottura dell’osso ha permesso al sarcoma di
contaminare le parti molli, rendendo l’intervento di resezione molto
complicato. Un tempo la situazione descritta avrebbe comportato l’amputazione
dell’arto e, invece, già 10 anni fa, siamo stati in grado di salvarle la gamba”.
Parla al plurale il dott.
Bastoni quando si riferisce all’intervento perché per questa tipologia
operazioni, più che in altri casi, è necessario un lavoro di equipe: “La
frattura patologica ha complicato l’operazione chirurgica per l’impianto della
protesi di grandi dimensioni. Gli ultimi esami istologici di Jessica però
mostrano come la tecnica chirurgica, le nuove tecniche di imaging, la giusta
scelta strategica abbia permesso di ottenere come risultato una paziente che
oggi volteggia in aria come un’acrobata del circo, come se avesse ancora il suo
femore distale”.
Fondamentale per la guarigione
di Jessica è stata poi la chemioterapia che la paziente ha eseguito alla Fondazione
IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori: “Collaboriamo attivamente con l’Istituto
Tumori e durante le sedute e le degenze per la chemioterapia ho visitato più
volte Jessica”, spiega il dott. Bastoni. “Durante una di queste visite –
racconta la paziente – ricordo bene che il dottore ha verificato che facevo
molta fatica a muovere il ginocchio, spossata anche dalla chemioterapia.
Ricordo che Bastoni mi ha detto che se avessi continuato a non impegnarmi con
la fisioterapia sarei stata condannata a scegliere sempre la poltrona in prima
fila al cinema e da quella posizione la visione del film non è ottimale. Una
battuta che mi ha spronata ad andare avanti”.
C’è voluto tempo ma Jessica
non solo è tornata a sedersi al cinema dove vuole, ma anche a viaggiare a bordo
delle moto da corsa con suo marito che non l’ha mai lasciata sola: “Il supporto
della mia famiglia, in particolare di mio marito, è stato fondamentale per me
per tornare a vivere. Come fondamentale è stata la diagnosi precoce: non aver
trascurato il dolore al ginocchio mi ha letteralmente salvato la vita”. E
aggiunge con un pizzico di ironia: “Come mio marito, anche la mia protesi non
mi molla mai! Non è facile convivere tutta la vita con un corpo estraneo. Ho
dovuto imparare a gestire l’impatto sulla mia mobilità, il dolore iniziale, la
fatica di imparare nuovamente a camminare. Ma oggi volo praticando danza aerea nell’ASD
Progetto danza di Silvia Lucarelli, a Scanzano Jonico, ed è questo è il
messaggio che voglio dare a chi sta attraversando il mio stesso calvario”.
Il caso di Jessica è
emblematico perché dimostra che l’esordio di un sarcoma osseo è spesso
insidioso, spiega il dott. Bastoni: “Le prime manifestazioni sono il dolore. Ci
si accorge quindi di una tumefazione. Il paziente comincia quindi a vivere con
disagio la situazione, a zoppicare, smette l’attività sportiva. È fondamentale
in questi casi rivolgersi agli ortopedici, soprattutto se il dolore si presenta
in pazienti giovani, tra i 20 e i 30 anni. Molti tumori benigni, infatti, hanno
esordio in questa fascia d’età”. Del trattamento di alcuni tumori benigni, come
il tumore alle cellule giganti dell’osso, l’osteoblastoma e condroblastoma se
ne parlerà il 27 febbraio, in Aula Magna, all’Ospedale Gaetano Pini di Milano,
in occasione della “Giornata Annuale CIOSM”, l’evento più importante del Club
Italiano di Oncologia del Sistema Muscoloscheletrico.
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L’Azienda Socio Sanitaria
Territoriale Gaetano Pini-CTO, punto di riferimento per l’ortopedia, la
riabilitazione specialistica, la reumatologia e la neurologia, a livello nazionale,
comprende a Milano tre presidi ospedalieri: il Gaetano Pini, il CTO e il Polo
Riabilitativo Fanny Finzi Ottolenghi. L’ASST Gaetano Pini-CTO - evoluzione
della Scuola Ortopedica milanese nata nel 1874 - è specializzata in patologie e
traumi dell’apparato muscolo-scheletrico, reumatologia e fisiatria. L'Azienda
accoglie ogni anno più di 800mila utenti e i suoi specialisti lavorano con le
più sofisticate tecniche di imaging, attraverso sale operatorie sia
convenzionali sia dotate delle ultime tecnologie. L’ASST Gaetano Pini-CTO è
centro erogatore per la presa in carico dei pazienti cronici nell’ambito delle
patologie reumatologiche e della Malattia di Parkinson.
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| JESSICA CON IL MARITO VITO FERRARA |