TARANTO - È stato condannato
a 7 anni e 6 mesi di reclusione un avvocato originario di Matera, Alessandro
Santorufo, 51 anni, riconosciuto colpevole in primo grado di violenza sessuale
nei confronti di una collaboratrice domestica. Il collegio di magistrati,
presieduto dalla giudice Fulvia Misserini e a latere Antonio Giannico e
Christian Farilla, ha accolto la tesi sostenuta dal pubblico ministero Marzia
Castiglia che ha coordinato le indagini, ma al termine del processo di primo
grado ha deciso di infliggere una pena più severa rispetto a quella formulata
dalla pubblica accusa. La notizia è stata diffusa da
lagazzettadelmezzogiorno.it.
La vicenda risale al gennaio
del 2023. L’uomo avrebbe offerto ad una ventitreenne collaboratrice domestica
di pulire la sua abitazione sul litorale tarantino pattuendo la cifra di 50
euro e garantendole un passaggio in auto per arrivare a destinazione. Una volta
in auto le prime avance, divenute, arrivati in villa, dei veri e propri
tentativi di violenza sessuale, proseguiti con richieste esplicite anche al
ritorno. Una volta rientrata, la vittima ha raccontato l’accaduto ai familiari,
che hanno contattato l’uomo per chiedere spiegazioni. L’avvocato ha deciso di
chiamare la polizia, che si è recata nel suo studio, assistendo all’incontro con
il familiare della giovane donna. Durante il confronto, l’uomo avrebbe accusato
un malore, richiedendo l’intervento di un’ambulanza per poi proporre denaro al
parente della vittima per lasciar correre tutta la vicenda, alla presenza dei
sanitari. Per il pm un tentativo di inquinamento delle prove che ha
ulteriormente aggravato la sua posizione. A distanza di tre anni è giunta la
sentenza di primo grado e la pesante condanna nei confronti del professionista.

