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mercoledì 26 agosto 2026

METAPONTINO. Quattro arresti per i furti del 31 marzo scorso in 5 farmacie. I nomi. Operazione dei carabinieri

 

Nella mattinata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Altamura (BA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, emessa in data 21 agosto 2026 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone. La notizia è stata diffusa dalla stessa Procura della Repubblica del capoluogo di provincia lucano. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro e con altri soggetti tuttora in corso di identificazione, di una serie di furti aggravati e del reato di riciclaggio, in relazione ai cinque episodi delittuosi verificatisi, in rapida successione, nella notte del 31 marzo 2026, ai danni di altrettante farmacie situate nei Comuni di Scanzano Jonico, Policoro e Nova Siri. Secondo l’ipotesi accusatoria, allo stato condivisa dal G.I.P. esclusivamente ai fini dell’applicazione della misura cautelare, almeno cinque persone, con il volto travisato e dotate di strumenti di effrazione, radio ricetrasmittenti, torce frontali e indumenti idonei a impedirne il riconoscimento, avrebbero raggiunto gli esercizi commerciali a bordo di un’autovettura Range Rover Sport precedentemente rubata, sulla quale sarebbero state applicate targhe a loro volta sottratte, poche ore prima, da una Porsche Macan parcheggiata a Scanzano Jonico. In particolare, nell’arco temporale compreso tra le ore 1.17 e le ore 3.00 del 31 marzo 2026, sarebbero state colpite: alle ore 1.17 circa, la farmacia “Laguardia” di Scanzano Jonico, dalla quale sarebbero state asportate due casse automatiche contenenti complessivamente circa 500 euro; alle ore 1.40 circa, la farmacia “Gentile-Fraschetti” di Scanzano Jonico, dalla quale sarebbe stata sottratta la somma di circa 8.300 euro; alle ore 2.02 circa, la farmacia “De Santis” di Policoro, dalla quale sarebbero stati sottratti circa 800 euro; alle ore 2.20 circa, la farmacia “SS. Vergine di Anglona” di Policoro, dalla quale sarebbero stati asportati denaro contante e assegni per un valore complessivo di circa 23.200 euro; alle ore 3.00 circa, la farmacia “Izzi” di Nova Siri Scalo, dalla quale sarebbero state sottratte due casse contenenti complessivamente circa 4.200 euro. 1 L’ammontare complessivo del denaro e degli altri titoli sottratti nel corso della notte è stato, pertanto, quantificato in circa 37.000 euro. L’autovettura utilizzata per raggiungere e lasciare i luoghi dei furti, risultata rubata a Ginosa nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2026, sarebbe stata condotta, al termine delle azioni, presso una base logistica individuata a Santeramo in Colle. Il veicolo veniva successivamente rinvenuto completamente incendiato, mentre le targhe applicate sul mezzo erano state sottratte, nella stessa notte dei fatti, da un’altra autovettura parcheggiata a Scanzano Jonico. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera, sono state svolte dai Carabinieri delle Compagnie di Altamura e di Policoro. L’attività investigativa si è sviluppata attraverso l’esame coordinato dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza delle farmacie. All’interno dei locali individuati come possibile base operativa venivano rinvenuti, tra l’altro, veicoli di provenienza furtiva, strumenti da effrazione, passamontagna, torce frontali, radio ricetrasmittenti, piedi di porco e altri strumenti ritenuti compatibili con la preparazione e l’esecuzione di reati contro il patrimonio. Ulteriori elementi indiziari sono stati tratti dall’esame di una scheda di memoria collegata a un sistema di videosorveglianza installato all’interno della base logistica, dalla comparazione degli indumenti indossati dalle persone riprese durante i furti con quelli visibili nei filmati registrati al rientro del veicolo, nonché dall’analisi della memoria di un telefono cellulare sequestrato. In quest’ultimo dispositivo sono state individuate pregresse ricerche in rete riguardanti alcune delle farmacie successivamente colpite, altri possibili obiettivi e componenti elettroniche relative al modello di autovettura utilizzato. Sulla base degli elementi raccolti, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti gravi indizi in ordine alla partecipazione di tre degli indagati alla fase esecutiva dei furti e al contributo di carattere logisticо che sarebbe stato assicurato dal quarto mediante la disponibilità e la gestione dei locali destinati al ricovero dei veicoli e delle attrezzature. Il Giudice ha inoltre ravvisato concrete e attuali esigenze cautelari, con particolare riferimento al pericolo di reiterazione di analoghi reati e al rischio di contatti con altri soggetti coinvolti e non ancora identificati, ritenendo che tali esigenze non potessero essere adeguatamente tutelate attraverso l’applicazione di misure meno afflittive. La concentrazione di cinque furti in meno di due ore, la scelta di colpire esercizi destinati a un servizio di primaria utilità per la collettività, l’impiego di più persone con ruoli coordinati, di veicoli e targhe rubati e di attrezzature specificamente predisposte avevano suscitato un particolare allarme sociale nelle comunità del Metapontino e alimentato, anche nel dibattito pubblico, la percezione di una vera e propria emergenza legata ai furti ai danni delle farmacie e delle attività commerciali. Deve essere precisato che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’ordinanza cautelare è soggetta ai mezzi di impugnazione previsti dalla legge. Le contestazioni formulate e le valutazioni espresse dal G.I.P. hanno natura provvisoria e sono funzionali esclusivamente all’applicazione della misura cautelare. 2 La responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel contraddittorio tra le parti e mediante una sentenza divenuta irrevocabile. Le persone sottoposte alla misura non possono, pertanto, essere considerate colpevoli sino all’eventuale condanna definitiva.

In merito al citato fatto di cronaca lagazzettadelmezzogiorno.it ha pubblicato i nomi delle persone arrestate. Per il sito online del giornale barese si tratta di “Paulin Ndrekaj, 48enne di origini albanesi residente a Cassano delle Murge; Mich Serman, 30 anni di Santeramo in Colle; Filippo Savino, 42enne di Cassano delle Murge e Vat Ndrekaj, 34enne di origini albanesi residente a Cassano delle Murge. Tutti difesi dagli avvocati Giuseppe Giulitto e Filippo Castellaneta del Foro di Bari”.

PER APPROFONDIRE

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM – 31 MARZO 2026

METAPONTINO SOTTO SHOCK. CRIMINALITÀ SFRONTATA. IN AZIONE UNA BANDA IN RANGE ROVER CON TARGHE RUBATE. FARMACIE SOTTO ATTACCO. ATTESA LA RISPOSTA DELLO STATO. Leggi la notizia integrale cliccando sul seguente link https://filippomele.blogspot.com/2026/03/metapontino-sotto-shock-criminalita.html.

PISTICCI (MT). Nasce il centro per ragazzi con autismo “La luce don Leonardo Selvaggi”. Lavori in corso nell’antico monastero annesso al santuario della Madonna del Casale. La storia della battaglia di Anna Padula, di Scanzano Jonico (MT), e di suo figlio Lorenzo

 

“Dal 'buio' del Covid ora nasce 'La Luce', un centro per ragazzi autistici. A Pisticci in un antico monastero, il progetto nato dall'esperienza di Anna e del figlio”. Così l’agenzia Ansa ha titolato un articolo diffuso nella giornata di oggi, a firma Guido Tortorelli, in cui è raccontata una storia che, per molti aspetti, ha il “sapore” del miracolo: quella della nascita di un Centro polifunzionale per ragazzi e adulti con disturbo dello spetto autistico. Una storia che proprio noi abbiamo raccontato in ogni fase del suo sviluppo, dai tempi delle chiusure del Covid sino ai giorni nostri. Oggi, come testimoniano le nostre foto, i lavori del Centro sono in corso.

Durante il Covid, ha raccontato l’Ansa, Lorenzo smise di andare a scuola, di fare terapia e di avere quei pochi punti fermi che scandivano le sue giornate.

Lorenzo è autistico e per sua madre Anna Padula, 49 anni di Scanzano Jonico (Matera), quei mesi segnarono l'inizio di un periodo che ancora oggi definisce "buio".

Da quella esperienza nascerà "La Luce", un centro per ragazzi autistici che sta per aprire a Pisticci (Matera), in un antico monastero vicino al Santuario di Santa Maria del Casale. "Con la pandemia chiuse tutto - racconta Padula all'ANSA.

Lorenzo non poteva più andare a scuola e neppure al centro dove faceva terapia. Ebbe una fortissima regressione". Quando i servizi ripresero, per Padula cominciò la ricerca di una struttura in grado di accogliere suo figlio. "I casi più gravi - aggiunge - sono molto impegnativi e io non riuscivo a trovare un centro per Lorenzo". La soluzione arrivò fuori dalla Basilicata, in provincia di Napoli. È allora che la vicenda personale cominciò a trasformarsi in un progetto rivolto anche agli altri.  

"Pensavo a tutte le famiglie - specifica - che vivevano la nostra stessa situazione. Volevo creare qualcosa per Lorenzo, ma anche per tutti questi ragazzi in Basilicata".
    Il racconto di quei mesi cominciò a circolare attraverso un video, rilasciato al giornalista Filippo Mele, e arrivò anche all'allora arcivescovo di Matera-Irsina, Antonio Giuseppe Caiazzo, che volle incontrarla. Padula gli fece una richiesta: un edificio, un terreno, qualsiasi spazio inutilizzato dalla Curia nel quale provare a realizzare un centro. Qualche mese dopo arrivò la risposta. A Pisticci c'era un antico monastero che poteva essere messo a disposizione del progetto. Padula lo visitò per la prima volta il 3 dicembre, nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, insieme a don Antonio Di Leo. "Entrai nella cripta - dice - mi voltai verso una finestra e vidi entrare la luce. Venivo da mesi terribili e pensai: finalmente la luce. Il nome è nato lì. La Curia ha concesso gratuitamente il monastero per otto anni e attorno al progetto si sono riuniti altri genitori e persone che hanno deciso di sostenerlo". 

Restavano però da trovare le risorse economiche necessarie per rendere utilizzabile la struttura. "Quando dovevo firmare il contratto - afferma -, mi dissero: sei sicura? Serviranno ancora tantissimi soldi. Io dissi di sì. Ci credevo. Sono arrivate donazioni private, il sostegno della Cei per alcuni interventi, tra cui la cucina, e 150mila euro stanziati dalla Regione Basilicata per completare la struttura. Il centro porterà anche il nome di don Leonardo Selvaggi, il sacerdote che anni prima aveva creduto nel recupero del monastero quando l'edificio era ancora un rudere". Oggi gli spazi sono arredati e gli ultimi interventi sono in fase di completamento. Successivamente dovranno essere portati a termine gli adempimenti amministrativi necessari all'apertura. "Questo centro ormai non è soltanto per mio figlio - conclude -. Il giorno in cui vedrò entrare qui i primi ragazzi sarà la realizzazione di un sogno. Ci sono tanti ragazzi che non possono far sentire la propria voce. Dobbiamo essere noi genitori a farlo. Hanno gli stessi diritti degli altri e meritano una vita serena".    

PER APPROFONDIRE

FILIPPOMELE.BLOGSPOT.COM - LUNEDÌ 10 MARZO 2025

AUTISMO. PISTICCI. UN MIRACOLO. IN 5 ANNI DA ZERO AL CENTRO PER RAGAZZI ED ADULTI AUTISTICI “LA LUCE. DON LEONARDO SELVAGGI”. GENITORI, STAMPA, CHIESA, ISTITUZIONI INSIEME. MA È SOLO L’INIZIO. LA NOSTRA LETTERA AD ANNA PADULA ED ALLE MAMME E PAPÀ DI TUTTI I LORENZO DEL METAPONTINO E DELLA BASILICATA E LA CRONACA DELL'EVENTO. Leggi la notizia integrale https://filippomele.blogspot.com/2025/03/autismo-pisticci-un-miracolo-in-5-anni.html.



SERVIZIO FOTOGRAFICO CENTRO POLIZUNZIONALE LA LUCE DON LEONARDO SELVAGGI

giovedì 20 agosto 2026

⚠️ AVVISO IMPORTANTE A LETTORI E FOLLOWER ⚠️



Vi informo che è stato creato un profilo Facebook personale falso a mio nome che sta utilizzando la mia foto e la mia immagine di copertina per contattare gli utenti.

Vi invito a:

·         NON accettare eventuali richieste di amicizia da questo account.

·         NON rispondere ad alcun messaggio privato.

·         Segnalare l'account a Facebook per impersonificazione.

Come riconoscere la mia unica Pagina Ufficiale dal profilo falso:

·         Pagina Reale: Oltre 54.000 follower | Dicitura "Giornalista freelance-blogger e medico chirurgo".

·         Profilo Falso: Meno di 600 follower | Pulsante "Aggiungi agli amici" | Bio con testo male impostato.

sabato 1 agosto 2026


 

IRSINA (MT). Candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029: perché non valorizzare anche la storia di San Vittore di Calcedonia? Il sindaco Giuseppe Candela ha lanciato ufficialmente il percorso: "Possediamo una stratificazione culturale, artistica e monumentale unica". Tra le tante ricchezze del territorio, la Concattedrale custodisce in una nicchia l'intero corpo del soldato romano divenuto Martire della Chiesa (nella foto). Una storia affascinante, strettamente legata a Sant'Eufemia, che merita di trovare spazio nel dossier in fase di elaborazione

Irsina ha avviato ufficialmente il percorso che porterà il comune della collina materana a candidarsi come Capitale Italiana della Cultura per l'anno 2029.
A darne notizia in una intervista al TGR Basilicata è stato il sindaco Giuseppe Candela: "La candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029 non è solo un progetto ambizioso, ma una scelta di visione e sviluppo per la nostra comunità e per l'intera Basilicata". Irsina intende strutturare un dossier ricco di progetti di innovazione culturale, inclusione e rigenerazione urbana, forte dell'eredità e dell'esperienza lasciata dalla Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e della propria vocazione all'accoglienza. "Possediamo una stratificazione culturale, artistica e monumentale unica: Sant'Eufemia, i bottini, la Concattedrale, i paesaggi, un patrimonio che merita di essere valorizzato e conosciuto a livello internazionale", ha evidenziato Candela in una dichiarazione all’Agenzia Ansa in cui ha ribadito che "questo percorso sarà un cantiere aperto di idee, che si innesta su una traiettoria di valorizzazione alla quale lavoriamo ormai da anni, attraverso il coinvolgimento di cittadini, associazioni e istituzioni in uno scambio reciproco di idee e progettualità capace di coltivare quel senso di comunità che vogliamo ci contraddistingua".
Già, ma in tutto questo “cantiere” di idee perché non valorizzare anche la storia di San Vittore di Calcedonia? Cosa c’entra con Irsina questo santo martire della chiesa cattolica? C’entra poiché la cattedrale dell’Assunta custodisce, in una nicchia, il suo corpo di soldato romano bruciato dai romani stessi. Ma, purtroppo, la sua storia non ha avuto quella, conosciuta da tutti, di Eufemia, a cui, per altro, è strettamente legata. Eccola, in breve.

Vittore è un soldato romano martirizzato insieme con un altro soldato, San Sostene, proprio per non aver obbedito all’ordine di uccidere Eufemia, la fanciulla che aveva abbracciato la fede cattolica. Tutti, però, si ricordano di Eufemia, nessuno di Vittore, pochi di Sostene. Perché?

Perché, secondo la tradizione popolare, Sant’Eufemia protegge contro grandine, temporali, fulmini e saette. Di San Vittore, invece, si dice che quando i suoi resti arrivarono a Irsina si scatenò una tempesta che terrorizzò gli abitanti e distrusse i raccolti. Di qui la buona fama della prima e il silenzio caduto sul secondo.

Si può continuare così? No. San Vittore va riabilitato. Alla sua vicenda umana e alla sua reliquia, un corpo intero, vanno restituite dignità e significati religiosi ed anche laici. Proprio in previsione della preparazione del dossier per Irsina capitale della cultura 2029.

Irsina, intanto, potrà consolidare il suo primato nel turismo religioso della Basilicata se a Sant’Eufemia affiancherà San Vittore, caduto in Calcedonia, una regione dell’odierna Turchia, nel IV secolo, per aver rifiutato di dare alle fiamme Eufemia, convertitasi al cristianesimo. 

IRSINA. IL CORPO DI SAN VITTORE IN UNA NICCHIA DELLA CATTEDRALE

SANT'EUFEMIA