MATERA - È accaduto, come ogni anno. L’edizione 2026, però, si è verificata, causa pioggia, invece che il 2 luglio, il giorno successivo, il 3. Lo strazzo del carro trionfale, infatti, è avvenuto dopo la mezzanotte. Ma neanche il maltempo ha impedito la 637^ Festa della Bruna. L’assalto al carro è sicuramente il momento più intenso, emozionante e atteso della città.
“Un’esplosione di fede, tradizione e passione – si legge nella pagina ufficiale Facebook della Festa della Bruna - che unisce migliaia di cuori in un istante indimenticabile. Lo strazzo è avvenuto. La storia si è rinnovata”.
Ma la Festa, ovviamente, è anche altro. La giornata era iniziata prima dell'alba con la Messa dei Pastori, la tradizionale Processione accompagnata dalle batterie pirotecniche, la vestizione del Generale, la Cavalcata, le bande musicali e la Solenne Processione di Maria Santissima della Bruna sul Carro Trionfale realizzato dall'artista materana Francesca Cascione. Come da tradizione, in serata il Carro ha accompagnato la Patrona nei tre giri in Piazza Duomo, con cui la città rinnova il proprio affidamento alla Madonna della Bruna, prima di tornare in Piazza Vittorio Veneto. Una celebrazione che da oltre sei secoli unisce fede, tradizione e identità collettiva e continua a coinvolgere persone di ogni età, con una significativa presenza di famiglie e giovani.
E qui si è compiuto lo strazzo, il rito più atteso della Festa. L'assalto e la distruzione del Carro segnano simbolicamente l'inizio del nuovo anno per i materani. Tra gli elementi più ricercati, i 17 angioletti e le decorazioni che impreziosivano un Carro particolarmente ricco, con 21 statue a grandezza naturale e, per la prima volta, grandi altorilievi laterali al posto dei tradizionali quadri, restituiti simbolicamente alla comunità attraverso il rito finale.
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