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mercoledì 1 luglio 2026

POLICORO (MT). ALLARME ORDIGNO BELLICO NEL CORSO DEI LAVORI NELLA VILLA COMUNALE. L’arrivo di carabinieri e polizia locale. L’intervento di un artificiere dell’Arma. Solo un pezzo di ferro arrugginito

 

FOTO DI REPERTORIO

POLICORO (MT) – Allarme ordigno bellico nel corso dei lavori, attorno alle 10.30, nella centralissima villa comunale Guido Vicino. I presenti sono rimasti fortemente incuriositi dall’arrivo di due volanti dei carabinieri e di uomini e mezzi della Polizia locale. i primi sono entrati nella struttura, i secondi hanno regolato il traffico. L’allarme, per fortuna, si è rivelato falso. Un artificiere dell’Arma ha risolto il… mistero. Si trattava solo di un pezzo di ferro arrugginito che, tuttavia, poteva trarre in inganno. Come suol dirsi: tutto è bene quel che finisce bene!

FRECCIAROSSA. TRA BASILICATA E PUGLIA È "GUERRA". TARANTO ESCLUSA. L’assessore regionale lucano Pepe: “Noi paghiamo milioni di euro l’anno, la Puglia zero. Capolinea a Metaponto!” Ma il governatore pugliese Decaro “cade dalle nubi” e scrive al ministro Salvini: “Assurdo che il costo sia a carico delle Regioni”. Intanto eslpodono polemiche locali. Come finirà?

La “guerra” del Frecciarossa tra Puglia e Basilicata. Da un lato l’assessore regionale lucano, Pasquale Pepe: “Il Frecciarossa riprende regolarmente le sue corse da e per la Basilicata. Con la riapertura della linea ferroviaria Battipaglia-Potenza, interessata negli ultimi mesi da interventi di manutenzione programmata e potenziamento infrastrutturale, questa mattina è partito il treno dell’alta velocità, oltre che i treni di altre tipologie. sulla direttrice Salerno-Potenza-Metaponto. In questa fase il servizio è attestato nella stazione di Metaponto. L’auspicio è che il confronto in corso con la Regione Puglia, per la compartecipazione economica, possa giungere rapidamente a una positiva conclusione, consentendo il ripristino del prolungamento del collegamento fino alla stazione di Taranto e rafforzando così l’accessibilità ferroviaria dell’intero versante ionico”. Dall’altro lato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sembra “cadere dalle nubi” in merito alle contribuzioni per i servizi di trasporto. Il 13 giugno scorso, infatti, ha scritto al ministro Matteo Salvini: “Frecciarossa Taranto-Roma: assurdo sia a carico della Regione. Si tratta dell’unico collegamento nazionale: non dovrebbero garantirlo Basilicata e Puglia”. Non ci pare che, al momento, ci sia stata una presa di posizione del ministero dei trasporti in merito. Così, la direttrice jonica dell’alta velocità, a poche settimane dall’apertura dei Giochi del Mediterraneo a Taranto, resta incompleta.  Intanto, esplodono polemiche locali. Così, il deputato di Forza Italia, Vito De Palma: “La Regione Basilicata ha scelto di investire risorse proprie per garantire ai suoi cittadini un collegamento ferroviario strategico. Ha difeso il proprio territorio. La Regione Puglia, invece, avrebbe deciso di non fare altrettanto, lasciando Taranto senza un servizio essenziale. Due modi completamente diversi di intendere il ruolo delle istituzioni. Chiederò un intervento urgente al Ministero delle Infrastrutture e a Trenitalia affinché venga individuata una soluzione che restituisca a Taranto il collegamento Frecciarossa. La mobilità è un diritto e non può essere negata per assenza di volontà politica. Taranto merita rispetto, non l’ennesimo schiaffo istituzionale”. Plaude alla decisione della Regione Basilicata, infine, il consigliere regionale lucano della Lega, Domenico Tataranno: “Metaponto diventa capolinea della tratta Frecciarossa Metaponto–Torino. Una scelta che potenzia il collegamento della Basilicata, dà valore al territorio e rende l'investimento pubblico più efficace. A rendere possibile questo esito è stato il lavoro determinante dell'Assessore Pasquale Pepe, che ha condotto la trattativa con pragmatismo e visione, senza cedere a soluzioni penalizzanti per la Regione, portando a un risultato concreto, verificabile e già operativo. Un impegno che ha fatto la differenza. Come finirà? 

CRONACA GIUDIZIARIA. PROCESSO LUCANIA FELIX. Tutte le richieste di condanna del pm Marco Marano per i principali imputati

Nell'ambito del Processo “Lucania Felix” al clan Martorano-Stefanutti, in corso al Tribunale di Potenza, il Pubblico Ministero Marco Marano ha chiesto la condanna a trent'anni per Renato Martorano, Dorino Rocco Stefanutti, Donato Lorusso e Salvatore Santoro.

Sono accusati, a vario titolo, di essere esponenti di spicco di una presunta organizzazione di stampo mafioso. Tra le richieste avanzate dall'accusa, quella di 8 anni di carcere per la figlia, la sorella e l’ex moglie di Dorino Stefanutti.

13 anni per il genero, Valentino Scalese. Stessa richiesta anche per Saverio Postiglione, e 16 anni per Federico Orlando.  3 anni e 4 mesi per il neo collaboratore di giustizia Marco Triumbari. (Fonte rainews.it)