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sabato 1 agosto 2026
IRSINA (MT). Candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029: perché non valorizzare anche la storia di San Vittore di Calcedonia? Il sindaco Giuseppe Candela ha lanciato ufficialmente il percorso: "Possediamo una stratificazione culturale, artistica e monumentale unica". Tra le tante ricchezze del territorio, la Concattedrale custodisce in una nicchia l'intero corpo del soldato romano divenuto Martire della Chiesa (nella foto). Una storia affascinante, strettamente legata a Sant'Eufemia, che merita di trovare spazio nel dossier in fase di elaborazione
Irsina ha avviato
ufficialmente il percorso che porterà il comune della collina materana a
candidarsi come Capitale Italiana della Cultura per l'anno 2029.
A darne notizia in una intervista al TGR Basilicata è stato il sindaco Giuseppe
Candela: "La candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029 non è solo
un progetto ambizioso, ma una scelta di visione e sviluppo per la nostra
comunità e per l'intera Basilicata". Irsina intende strutturare un dossier
ricco di progetti di innovazione culturale, inclusione e rigenerazione urbana,
forte dell'eredità e dell'esperienza lasciata dalla Matera Capitale Europea
della Cultura 2019 e della propria vocazione all'accoglienza. "Possediamo
una stratificazione culturale, artistica e monumentale unica: Sant'Eufemia, i
bottini, la Concattedrale, i paesaggi, un patrimonio che merita di essere
valorizzato e conosciuto a livello internazionale", ha evidenziato Candela
in una dichiarazione all’Agenzia Ansa in cui ha ribadito che "questo
percorso sarà un cantiere aperto di idee, che si innesta su una traiettoria di
valorizzazione alla quale lavoriamo ormai da anni, attraverso il coinvolgimento
di cittadini, associazioni e istituzioni in uno scambio reciproco di idee e
progettualità capace di coltivare quel senso di comunità che vogliamo ci
contraddistingua".
Già, ma in tutto questo “cantiere” di idee perché non valorizzare anche la storia
di San Vittore di Calcedonia? Cosa c’entra con Irsina questo santo martire
della chiesa cattolica? C’entra poiché la cattedrale dell’Assunta custodisce,
in una nicchia, il suo corpo di soldato romano bruciato dai romani stessi. Ma,
purtroppo, la sua storia non ha avuto quella, conosciuta da tutti, di Eufemia,
a cui, per altro, è strettamente legata. Eccola, in breve.
Vittore è un soldato romano martirizzato insieme con un altro soldato, San Sostene, proprio per non aver obbedito all’ordine di uccidere Eufemia, la fanciulla che aveva abbracciato la fede cattolica. Tutti, però, si ricordano di Eufemia, nessuno di Vittore, pochi di Sostene. Perché?
Perché, secondo la tradizione popolare, Sant’Eufemia protegge contro grandine, temporali, fulmini e saette. Di San Vittore, invece, si dice che quando i suoi resti arrivarono a Irsina si scatenò una tempesta che terrorizzò gli abitanti e distrusse i raccolti. Di qui la buona fama della prima e il silenzio caduto sul secondo.
Si può continuare così? No. San Vittore va riabilitato. Alla sua vicenda umana e alla sua reliquia, un corpo intero, vanno restituite dignità e significati religiosi ed anche laici. Proprio in previsione della preparazione del dossier per Irsina capitale della cultura 2029.
Irsina, intanto, potrà consolidare il suo primato nel turismo religioso della Basilicata se a Sant’Eufemia affiancherà San Vittore, caduto in Calcedonia, una regione dell’odierna Turchia, nel IV secolo, per aver rifiutato di dare alle fiamme Eufemia, convertitasi al cristianesimo.

IRSINA. IL CORPO DI SAN VITTORE IN UNA NICCHIA DELLA CATTEDRALE
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| SANT'EUFEMIA |
TURSI (MT). LA MORTE DI DON ANTONIO MAZZI. LA CITTA’ PIANGE PER IL SUO CITTADINO ONORARIO, FONDATORE DELLA SEDE LOCALE DELLA COMUNITA’ EXODUS. IL GRAZIE DEL SINDACO MARIA ANGLONA ADDUCI E DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE CON LE INFORMAZIONI PER RIVOLGERE L’ULTIMO SALUTO A DON ANTONIO
La Città di Tursi apprende con profonda commozione la notizia della scomparsa di don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus, che ha dedicato la propria vita ai giovani, alle persone più fragili e a quanti cercavano una possibilità di riscatto.
Tursi è legata in modo particolare alla sua opera. Dal 1991, infatti, il convento di San Rocco ospita una comunità Exodus, diventata nel tempo un importante luogo di accoglienza, cura e riabilitazione per persone con problemi di dipendenza e disagio sociale. Lo ha ricordato la civica amministrazione in un comunicato stampa.
Un luogo nel quale il messaggio di don Antonio ha preso forma concreta attraverso l’ascolto, l’accompagnamento e la fiducia nella possibilità di ricominciare. La sua testimonianza continuerà a vivere nel lavoro quotidiano degli operatori e nei percorsi di rinascita delle tante persone accolte dalla comunità.
Il Sindaco, l’Amministrazione comunale e l’intera comunità tursitana esprimono la propria vicinanza alla Fondazione Exodus, agli operatori, agli ospiti delle comunità e a tutti coloro che hanno condiviso il cammino umano e spirituale di don Antonio Mazzi.
Grazie, don Antonio, per averci insegnato che nessuna vita è perduta quando incontra accoglienza, ascolto e speranza.
Sin qui il comunicato del Comune. Da parte nostra ricordiamo di esserci occupati in più articoli dell’attività della Comunità Exodus di Tursi e di aver intervistato personalmente don Mazzi. Qui riproponiamo, per chi volesse approfondire, l’articolo relativo al conferimento della cittadinanza onoraria del Comuni di Tursi a Don Mazzi, del 27 maggio 2023, leggibile cliccando sul seguente link https://filippomele.blogspot.com/2023/05/tursi-don-antonio-mazzi-fondatore-della.html .
“Per chi desiderasse rivolgere un ultimo saluto a don Mazzi – ha reso noto la Comunità Exodus – le porte della sua Casa sono aperte a tutti, senza formalismi:Camera Ardente: presso la sede Exodus, Cascina Molino Torrette (Parco Lambro, Milano)
Sabato 1 agosto: dalle ore 17:00 alle 20:00; Domenica 2 agosto: dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 17:00 alle 20:00. Ingresso pedonale da Via Carlo Cazzaniga. traversa di Via Rizzoli
Le Esequie: il funerale di terrà
Lunedì 3 agosto ore 15:00; Basilica di Sant’Ambrogio, Milano.
Sarà una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei suoi ragazzi”.
ROTONDELLA (MT). Nasce “Abball”: il Festival di Musica Popolare tra tradizione e contemporaneità. Dal 7 al 9 agosto 2026 la prima edizione: tre giorni di formazione, concerti e vita di comunità. L'evento è organizzato dall’APS Intorno in collaborazione con il Comune
ROTONDELLA – Dal 7 al 9 agosto 2026 arriva in Basilicata una tre giorni di musica, danza e vita di comunità. Ad ospitare l’evento sarà il centro storico di Rotondella, il cosiddetto “Balcone dello Jonio”, paese lucano dalla forma circolare che rimanda all’idea di relazione e cerchio comunitario.
Il programma, reso noto dai promotori, prevede concerti serali con gruppi di musica popolare, affiancati da laboratori, stage di danza, momenti formativi e approfondimenti culturali sulle tradizioni musicali del Sud.
“Abball non vuole essere solo una rassegna musicale – spiegano gli organizzatori – ma una festa collettiva, capace di coinvolgere le diverse generazioni, con specifiche attività formative e di coinvolgimento per bambini e ragazzi”.
I momenti formativi culmineranno ogni sera in performance comunitarie con i gruppi coinvolti, trasformando la piazza in un luogo di energia condivisa tra ballo, ritmo e identità.
Organizzazione e Info Logistiche
Il festival è organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Intorno, in collaborazione con il Comune di Rotondella e con il sostegno della BCC Basilicata. I promotori sono Federico Suriano (presidente dell’associazione), Federica Dimatteo, Rocco Mauro e Giambattista Mauro.
📍 Location: Concerti e momenti comunitari si svolgeranno in Piazza Unità d’Italia.
🎨 Narrazione Artistica: Le serate saranno “artisticamente narrate” dal pittore Salvatore Veltri.
🍷 Enogastronomia: Durante tutte le serate saranno presenti stand con prodotti tipici locali.
🎟️ Ingresso: Libero.
🛏️ Dove dormire: Nel centro abitato sono presenti case albergo; nei paesi limitrofi (in particolare Nova Siri) sono disponibili piazzole di sosta per camper e roulotte.
📅 PROGRAMMA UFFICIALE DEGLI EVENTI
Venerdì 7 Agosto
17:30 - 19:00 | Inaugurazione e "Racconti musicali": incontro con Rocco Laguardia, ricercatore e interprete di canti popolari rotondellesi.
19:30 - 20:45 | Stage di danza sulla pizzica pizzica della Bassa Murgia (a cura di Giovanni Amati).
21:30 | Concerto in piazza: SKATTACORE
23:00 | Concerto in piazza: SANDALUCÌ
Sabato 8 Agosto
16:00 - 18:00 | "Fili di voce": workshop di canti polifonici dal sud (a cura di Francesco Rina e Maria Sgro).
18:15 - 19:00 | "Primi passi di pizzica pizzica": laboratorio per bambini (a cura di Elena Fanella).
19:15 - 20:45 | Stage di tammuriata dell’Avvocata (a cura di A' Paranza ro' Tramuntan).
21:30 | Concerto in piazza: A' PARANZ DO' TRAMUNTAN
23:00 | Concerto in piazza: ACUSTICA
Domenica 9 Agosto
10:00 - 12:00 | "Fili di voce": workshop di canti polifonici dal sud (a cura di Francesco Rina e Maria Sgro).
17:30 - 18:30 | "Primi passi di pizzica pizzica": laboratorio per bambini (a cura di Elena Fanella).
19:00 - 20:15 | Stage di tarantella Montemaranese (a cura della Scuola di tarantella di Montemarano).
20:30 | Concerto in piazza: HIRAM SALSANO & MARCELLO DECAROLIS
22:00 | Concerto in piazza: BATTISTA BAND E LA TARANTELLA DI MONTEMARANO
23:30 | Concerto in piazza: LI SËNATURË DI OSTUNI









