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domenica 26 luglio 2026

POLICORO (MT). Sos da via Trieste, la strada che porta al Bosco Pantano e all’Oasi del WWF. Petizione al sindaco Bianco: “Richiesta urgente di messa in sicurezza, eliminazione delle condizioni di pericolo e rifacimento integrale del manto stradale a tutela della pubblica incolumità”

 


NOTA GIUNTACI VIA WHATSAPP CORREDATA DALLE FOTO PUBBLICATE

“Dottore, buongiorno.

Facciamo appello alla Sua sensibilità di genitore e di giornalista affinché possa aiutarci a dare voce a quello che, ormai, è diventato un vero e proprio dramma quotidiano. Siamo genitori. Siamo famiglie che ogni giorno affidano quella strada, via Trieste, ai propri figli. Assistiamo quotidianamente al passaggio di ragazzi in bicicletta, giovani in scooter, anziani, pedoni e automobilisti costretti a percorrere una carreggiata in condizioni indecorose e pericolosissime, incompatibili con i più elementari criteri di sicurezza.

FIRMATO

ANTONIO IANNUZZIELLO

residente in via Trieste, genitore e proponente della petizione che Le trasmetto integralmente in allegato.

POTEVAMO NON RACCOGLIERE L’SOS CHE CI È ARRIVATO DA VIA TRIESTE?

La petizione in questione, che sarà inviata al sindaco Enrico Bianco una vota ultimata la raccolta delle firme, ed a molti indirizzi istituzionali, prefettura di Matera compresa, ha per oggetto: “Richiesta urgente di messa in sicurezza, eliminazione delle condizioni di pericolo e rifacimento integrale del manto stradale di Via Trieste nel Comune di Policoro, a tutela della pubblica incolumità”.

Nel testo, che pubblichiamo a stralci, in premessa, si evidenzia come la vitata strada “costituisca il principale asse viario di collegamento tra il centro abitato di Policoro e la Riserva Naturale Regionale Bosco Pantano di Policoro, uno dei più importanti patrimoni ambientali della Basilicata e dell’Italia meridionale. Attraverso Via Trieste si raggiungono inoltre l’Oasi WWF Policoro-Herakleia, il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) e il Centro Recupero Tartarughe Marine, strutture di assoluta eccellenza impegnate nella tutela della biodiversità, nella ricerca scientifica, nella riabilitazione della fauna selvatica e nell’educazione ambientale.

Tali realtà rappresentano un patrimonio della comunità regionale e nazionale e sono meta, durante tutto l’anno ed in particolare nei mesi primaverili ed estivi, di migliaia di visitatori, famiglie, associazioni, gruppi organizzati e numerose scolaresche provenienti da ogni parte d’Italia, con la presenza quotidiana di autobus turistici e mezzi destinati al trasporto di bambini e ragazzi.
Via Trieste è inoltre una strada periurbana lungo la quale insistono numerose abitazioni e nuclei familiari. Ogni giorno essa viene percorsa da residenti, lavoratori, studenti, ciclisti, motociclisti, pedoni e automobilisti che hanno diritto a poter viaggiare in condizioni di sicurezza”.

Allora? “Il manto stradale versa ormai da tempo in condizioni di gravissimo degrado. L’intera carreggiata presenta profonde buche, cedimenti, avvallamenti, deformazioni dell’asfalto e diffuse irregolarità tali da compromettere gravemente la sicurezza della circolazione. Gli automobilisti sono costretti quotidianamente ad effettuare continui cambi di traiettoria e pericolosi slalom per evitare le numerose buche, con inevitabili deviazioni che espongono a serio rischio motociclisti, ciclisti, pedoni e gli stessi conducenti dei veicoli. Per motocicli e biciclette anche una sola buca può determinare la perdita del controllo del mezzo, con conseguenze potenzialmente gravissime. Il rischio aumenta sensibilmente durante il periodo estivo, quando il traffico veicolare cresce in maniera considerevole per effetto dell’afflusso turistico diretto verso il Bosco Pantano, l’Oasi WWF, il CRAS, il Centro Recupero Tartarughe Marine e l’intera fascia costiera”.

Cosa si chiede con la citata iniziativa? “Che il Comune di Policoro voglia procedere con assoluta urgenza:

-         all’immediato sopralluogo tecnico dell’intera Via Trieste;

-         all’eliminazione, nel più breve tempo possibile, delle buche e delle situazioni di maggiore pericolo;

-         all’individuazione delle risorse economiche necessarie, anche mediante finanziamenti regionali, statali o europei utili al rifacimento integrale del manto stradale dell’intera arteria;

-         alla comunicazione pubblica del cronoprogramma degli interventi”.

Cosa accadrà?

 


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