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domenica 5 luglio 2026

CRONACA. LATITANTE ARRESTATO DAI CARABINIERI A CERIGNOLA (FG). L’uomo era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare del gip di Potenza. E’ accusato di far parte di una banda che assaltò il bancomat di Villa d’Agri di Marsicovetere il 27 dicembre 2025

 

Nel pomeriggio del 29 giugno 2026, a Cerignola (FG), i Carabinieri della locale Sezione Operativa hanno rintracciato e tratto in arresto un 30enne del posto con precedenti di polizia, destinatario di un provvedimento restrittivo e resosi irreperibile nell'immediatezza dell'esecuzione dello stesso. Il soggetto si era sottratto alla cattura a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 22 giugno 2026 dal G.I.P. del Tribunale di Potenza su richiesta della Procura della Repubblica del Capoluogo. Il catturando è stato associato presso la Casa Circondariale di Foggia.

L’arresto rappresenta l’atto conclusivo di una serrata e articolata attività d’indagine condotta sul campo dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Viggiano, sotto la costante direzione dell’Autorità Giudiziaria.

I fatti risalgono alla notte del 27 dicembre 2025, quando un gruppo criminale organizzato ha assaltato la filiale della Banca Monte dei Paschi di Siena a Marsicovetere (PZ). I malviventi, agendo con volto travisato, hanno utilizzato un ordigno esplosivo artigianale (la cosiddetta "marmotta") per sventrare lo sportello ATM, impossessandosi di circa 4.670 euro e provocando ingenti danni strutturali all'edificio.

Per compiere l'assalto, la banda aveva preventivamente sottratto un'autovettura sul posto, successivamente data alle fiamme durante la fuga per tentare di cancellare gli indizi. Subentrati a bordo di una potente vettura di grossa cilindrata, i criminali sono stati intercettati e inseguiti dai Carabinieri della Stazione di Pignola. Nel tentativo di assicurarsi la fuga, i malviventi hanno ingaggiato una folle corsa in auto, seminando sulla carreggiata numerosi chiodi metallici a quattro punte. L’atto ha provocato la foratura degli pneumatici del mezzo di servizio dell'Arma, mettendo a grave repentaglio l'incolumità dei militari operanti e degli utenti della strada.

Il successo dell'operazione, culminato nell’assicurare alla Giustizia l’odierno indagato, risiede nella tempestiva attività di indagine condotta dalla Compagnia di Viggiano, che ha interpretato ed applicato in maniera impeccabile, e con lodevole spirito d’iniziativa, le direttive della Procura inquirente. L’Autorità Giudiziaria ha infatti assunto la spinta propulsiva delle indagini sin dalle prime battute, coordinando i successivi sviluppi interregionali e indirizzando le strategie di ricerca tanto che, nonostante l'adozione da parte della banda di meticolose e sofisticate cautele operative per garantirsi l'anonimato e perdersi nei territori limitrofi, la rete investigativa tesa dagli inquirenti ha permesso di chiudere il cerchio.

Una certosina attività di ricostruzione dei movimenti e lo sviluppo di riscontri acquisiti sul territorio – operati nel più stretto riserbo e con una visione d'insieme coordinata e attenta - hanno consentito di raccogliere un quadro indiziario solido e inconfutabile a carico del soggetto.

La solidità degli elementi raccolti dall'Arma territoriale e posti a fondamento della richiesta della Procura della Repubblica di Potenza, ha trovato pieno accoglimento nel provvedimento restrittivo del G.I.P. del locale Tribunale, che ha qualificato i fatti come concorso formale tra rapina aggravata e violenza a pubblico ufficiale, disponendo la custodia cautelare in carcere in ragione della caratura criminale emersa nonché della spregiudicatezza dell'azione.

L'efficace e tempestivo intervento finale dei Carabinieri di Cerignola, attivati in tempo reale grazie alle risultanze info-investigative prontamente messe a sistema, ha definitivamente assicurato alla giustizia il catturando.

Si dà atto che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo a seguito di emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.

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