Visualizzazioni totali

venerdì 3 aprile 2015

L'EX DG VAINIERI PAGA 6MILA EURO

LA VECCHIA ASL DI VENOSA

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 3.4.14


 

Giancarlo Alessandro Marco Vainieri, direttore generale della Asl 1 di Venosa e commissario liquidatore della soppressa Usl all'epoca dei fatti, dicembre 2002, ha estinto il giudizio sull'appello da lui proposto davanti alla Sezione centrale giurisdizionale della Corte dei conti avverso alla decisione della Sezione di Basilicata della corte contabile n. 157 del settembre 2007. Sentenza in cui egli era stato condannato a pagare all'Asl 25.829,70 euro. La vicenda riguardava l’adozione di un accordo transattivo dannoso per le casse dell'Azienda sanitaria al fine di definire una controversia su un indebito pensionistico di un iscritto alle ex Casse degli istituti di previdenza. “La responsabilità di Vainieri – si legge nel dispositivo - è stata affermata per aver rinunciato, con comportamento gravemente colposo, a recuperare in rivalsa somme indebite nei confronti di un ex sanitario in quiescenza, già rimborsate dall’Azienda datore di lavoro all'Inpdap. E ciò pur essendo agevolmente prevedibile il successo dell’iniziativa di recupero”. Così, Vainieri nel dicembre 2007 propose appello in 7 punti contro la sentenza di primo grado. Ma la Procura generale chiese il rigetto del ricorso con la conferma della condanna. L'ex dg, allora, il 13 febbraio 2014, presentò istanza di definizione agevolata con il pagamento del 10% del danno quantificato nella sentenza appellata. Istanza ritenuta ammissibile dAlla Procura generale ma con un addebito nella misura massima del 30%. Così, salomonicamente, la Sezione centrale d'appello giudicante ha ammesso il beneficio ma determinando la somma da pagare a carico di Vainieri al 20%, vale a dire 5.918,40 più le spese dei due giudizi. Somme versate dall'ex dg dell'Asl di Venosa che, così, ha ottenuto la dichiarazione di giudizio estinto.

giovedì 2 aprile 2015

UNA CONDANNA RIDOTTA (100MILA EURO) PER CARMINE NIGRO

CORTE DEI CONTI. LA VICENDA RIGUARDA I FINANZIAMENTI CONCESSI ALLA SOCIETÀ MATERANA CERERE SRL PER LA REALIZZAZIONE DI UN MULINO E PASTIFICIO ED IL SUCCESSIVO FITTO ALLA TANDOI SRL

L'EX PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DOVRÀ PAGARE 100MILA EURO PER AVER “SVIATO” LE FINALITÀ DEL PROGETTO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 2.4.15

 

La Corte dei conti, Sezione prima centrale d'appello, ha accolto parzialmente l’appello di Carmine Nigro, politico di lungo corso di Basilicata, contro la sentenza della Sezione giurisdizionale della Basilicata n. 200 del 2009, confermando la decisione di primo grado ma riformulando la condanna da 400mila a 100mila euro da versare all'erario. La vicenda risale al periodo in cui Nigro era presidente della Provincia (2004 – 2009) con funzioni di “soggetto responsabile” del Patto territoriale di Matera. L'accusa nei suoi confronti “quella di aver concorso – si legge nel dispositivo - allo sviamento delle finalità del progetto finanziato dallo Stato alla Cerere srl per la realizzazione di un mulino con annesso pastificio”. I giudici di primo grado avevano ravvisato “la condotta colpevole dell'ex amministratore provinciale nell’aver autorizzato l’affitto dell’azienda della Cerere alla Fratelli Tandoi srl, di Corato (BA), nonostante fosse noto da un controllo dei carabinieri e da un’ispezione ministeriale che nel mulino venivano macinati grani non di pregio delle colline Materane e con destinazione di vendita a terzi piuttosto che in esclusiva all’annesso pastificio”. Nigro, però, aveva sostenuto di non essere incorso in nessuna violazione avendo disposto l’autorizzazione dell’affitto dopo l’istruttoria favorevole del soggetto istruttore, il Banco di Napoli (poi Sanpaolo Imi), convenzionato con il Ministero alle attività produttive per l’erogazione dei contributi. Inoltre, egli giudicò insussistente il danno erariale collegabile alla sua condotta poiché era stato sospeso ogni pagamento dopo l’ispezione ministeriale ed il contributo revocato. Da qui il primo rinvio dell'udienza d'appello per acquisire documenti dal Ministero sull'effettiva esecuzione, mediante restituzione dell'importo, della revoca del contributo a Cerere di 4.702.349,94 euro. Udienza rinviata una seconda volta dopo che Nigro aveva depositato una memoria con cui aveva segnalato “che il Ministero aveva comunicato l’avvio del procedimento di riesame in autotutela della revoca dei contributi e che lo stesso Ministero, l’8 febbraio 2013, aveva sospeso la cartella esattoriale notificata alla Tandoi per la restituzione delle somme ritenuti indebitamente percepite”. Ed anche la terza udienza fu aggiornata al 19 febbraio scorso in attesa di documenti. L'ex presidente della Provincia, a proposito, il 16 febbraio depositò altri atti tra cui il dispositivo della sentenza del Tribunale di Matera con cui egli era stato assolto in sede penale da ogni reato in merito alla vicenda “perché il fatto non sussiste”. Da qui la richiesta di nuovo aggiornamento al fine di acquisire le motivazioni di tale sentenza. Ma il collegio d'appello ha rigettato la richiesta ed ha proceduto alla discussione della causa al termine della quale la sentenza di condanna a pagare 100mila euro invece che 400mila. A parere dei giudici, infatti, “appare indubbio il comportamento gravemente colposo di Nigro, considerata la condotta ampiamente negligente rispetto ai compiti assegnatigli dalla disciplina su tali finanziamenti. È vero, però, che il quadro delineatosi evidenzia una situazione di responsabilità diffusa dove l’effetto di sviamento dagli obiettivi originari del finanziamento deriva da cause riconducibili alla condotta di diversi soggetti”. Da qui la riduzione della somma che Nigro dovrà versare all'erario.

LA SUA REAZIONE

FARÒ RICORSO, STO VALUTANDO COL LEGALE COME MUOVERMI”
“Farò ricorso per revocazione. Sto valutando la decisione col mio legale, Alfredo Contieri, pur trattandosi di una sentenza d'appello della Corte dei conti”. Non ci sta l'ex presidente della Provincia di Matera ed ex Consigliere ed assessore regionale, Carmine Nigro, oggi, a suo dire, “pensionato della politica”, a pagare 100mila euro all'erario per la vicenda Cerere e successivo fitto alla Tandoi. Il frutto della condanna nei suoi confronti della Sezione centrale d'appello della corte contabile che, tuttavia, ha ridotto l'importo di primo grado di 300mila euro. “Ma io – ha detto Nigro alla Gazzetta – sono stato assolto da ogni accusa sul caso in sede penale. Sentenza definitiva. Ed anche il Tar ed il Consiglio di Stato hanno ritenuto corretta l'azione della Provincia respingendo ogni ricorso. Su quattro sentenze, tre sono state a me favorevoli”. Ma ci sarebbe di più. Nigro: “Quando sono arrivato alla Provincia, nel 2004, il finanziamento alla Cerere era già stato erogato. Io bloccai il saldo al collaudo, 260mila euro. Ed avevamo chiesto l'ultimo rinvio perchè il Ministero alle attività produttive ha sospeso la revoca del finanziamento e della cartella esattoriale con la restituzione delle somme da parte di Tandoi. Se la società dovrà restituire i contributi allora non esisterà danno erariale. Se avrà ragione significa che le procedure sono state corrette. Insomma, pur se il procedimento principale non è stato chiuso io sono stato condannato. Da qui il ricorso per revocazione”.



VALSINNI SI CONFERMA BANDIERA ARANCIONE

TURISMO E AMBIENTE

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 2.4.15

 
Valsinni è “Bandiera arancione” del Touring club italiano, unico centro del Materano, anche per il 2015. Il sindaco Gaetano Celano ha esposto il vessillo “marchio” di qualità turistico - ambientale. L'antica Favale, tra l'altro, è sede del Parco Letterario “Isabella Morra” che ogni estate mette in scena le iniziative teatrali e spettacolari rientranti nel cartellone “L'estate di Isabella” seguite da migliaia di visitatori - spettatori.

OCEAN'S CUP, VINCONO DRAMISINO – FRACCASCIA

GOLF. I DUE HANNO CONQUISTATO LA TAPPA LUCANA

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 2.4.15

 
 
METAPONTO – Pierpaolo Dramisino, primo netto della prima categoria, e Vito Fraccascia, primo lordo, si sono aggiudicati la prima tappa lucana del circuito Oacean's cup 2015, organizzato dalla Franco Bosi Argenti di Milano e disputatasi con la formula 18 buche stableford. Dramisino, del Circolo Metaponto – Palese (Met - Pal), si è classificato primo netto con 39 punti mentre Fraccascia, del Metaponto – Riva dei Tessali (Met - RdT), è stato il primo lordo con 22 punti lordi. Secondo netto della prima categoria è arrivato Amedeo Santini (Met – Pal), con 31 punti. Della seconda categoria sono stati premiati il primo ed il secondo netti nelle persone dei giocatori Massimo Cobol (Barialto), con 35 punti, e Gabriele Zito (Barialto), con 34. Francesco Paolo De Giorgio (Met - Pal) e Francesco Calviello (Met – Pal) hanno conquistato rispettivamente il primo ed il secondo posto netti della terza categoria con 44 e 34 punti. Premi sono stati anche assegnati alla prima lady, Marina Dispoto (Rdt – Met), 24 punti; al primo junior, Carlo Maria Dragone (Rdt – Met), 34; ed al primo senior, Massimo Pisanelli (Feudo Montalto), 29 punti. Il circuito Ocean's cup è formato da circa 90 tappe di qualificazione in Italia con 3 tappe per ognuno dei circa 30 circuiti selezionati, da 2 semifinali nazionali e da una finale internazionale in Portogallo, sull’Oceano Atlantico. Alle semifinali nazionali parteciperanno i golfisti che avranno totalizzato il punteggio più alto per ogni categoria. Alla fine di ogni tappa il circolo organizzatore redigerà la classifica ed assegnerà i punteggi ai primi 12 classificati netti di ogni categoria oltre alle classifiche lordo, junior, lady e senior.




PRESENTAZIONE DEL LIBRO “GRASSO CHE COLA”

SERATA CON L'AUTORE A SCANZANO JONICO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 2.4.15

 
 Sarà presentato, oggi, a Scanzano Jonico, dalle 18.30, al Marlin bleu pub di Piazza Gramsci, il libro “Grasso che cola. Ci sarebbe da piangere ma prendiamola a ridere”, del giornalista Antonio Grasso. Il volume, con massime e battute, è stato pubblicato da Zaccara editore. Interverranno Mary Padula, conduttrice di Blu tv, e Salvatore Verde, giornalista e filmaker oltre che autore della prefazione. Concluderà lo stesso Grasso.

mercoledì 1 aprile 2015

SUCCESSO DEI LAMPONI ADELITA CHE S'IMPONGONO SUI MERCATI

POLICORO. DOPO L'AFFERMAZIONE DELLA FRAGOLA CANDONGA ECCO UN'ALTRA PRODUZIONE DELLA COSTA JONICA

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 1.4.15 




POLICORO – Da dieci are di tre anni fa, a mezzo ettaro nel 2014 sino ad un ettaro nel 2015. E' lo score di superfici produttive del lampone Adelita coltivato dall'azienda agricola Suriano & Casalnuovo. Un'azienda che ha fatto dell'innovazione nel settore la sua mission. Così, dopo l'affermazione sui mercati internazionali della fragola Candonga, ecco quella, per ora solo sui mercati nazionali che assorbono tutta la produzione, dei lamponi della costa ionica lucana. “Il futuro dell'agricoltura – ha detto Carmela Suriano, general manager di Planitalia e contitolare della Suriano & Casalnuovo - è nei piccoli frutti (fragole, lamponi, more, mirtilli e ribes). Sto tornando da Rotterdam dove ho partecipato al Global Berry Congress. Dai lavori è venuto fuori che la domanda di tali prodotti è in fortissima crescita. Negli Usa si vendono a quantità industriali. In Inghilterra, per la prima volta, le loro vendite hanno superato quelle di mele e pere”. In Italia, invece? “In Italia – ha risposto la nostra interlocutrice - la domanda è sostenuta ma nella produzione segniamo il passo. Non per la fragola, quanto proprio per i lamponi. Che sono coltivati soprattutto al Nord, nel Trentino, ma sono sconosciuti al Sud”. Allora? “Vogliamo inserirci in questa produzione per ora di nicchia con una coltivazione ad alto contenuto tecnologico: in serra e su coltura idroponica, fuori terra. Da noi, oltretutto, possiamo mettere a dimora le piantine a luglio e cominciare a produrre da novembre, anticipando il Trentino, sino a maggio”. Ma come stanno andando le cose per il mezzo ettaro in produzione? “Benissimo. E' vero, l'investimento iniziale di 150mila euro ad ettaro è il triplo di quello per le fragole. Ma le strutture sono utilizzabili per più anni. Bisognerà solo rinnovare le piantine. Noi produciamo il lampone Adelita da una piantina a marchio Planasa. Un frutto dalle caratteristiche organolettiche eccezionali. Lo scorso anno abbiamo ricavato 10,5 – 11 euro a chilo. E quest'anno la domanda è ancora più sostenuta. I consumatori italiani prediligono il prodotto nazionale”. Che fare? “Stiamo intavolando trattative con organizzazioni di produttori – ha concluso Suriano - per costituire, sulla falsariga del Club Candonga, per la fragola, il Club Adelita, per i lamponi. Le piantine saranno cedute solo alle aziende associate al club. Adelita diventerà la Candonga dei lamponi”.


LA DENUNCIA

E LA FRAGOLA TOP QUALITY DEL METAPONTINO VIENE CONTRAFFATTA 

POLICORO – Il successo di un brand si vede dalle vendite e dalle contraffazioni. Come quelle denunciate da Carmela Suriano, general manager di Planitalia, per la Candonga fragola top quality del Metapontino. “L’attuale ottimismo che ricaviamo dai mercati – ha detto Suriano - non ci ha distratti dalle loro distorsioni come i tentativi di frode che producono effetti deleteri sia verso i consumatori, che vengono raggirati, sia verso i produttori, che si trovano a competere con player scorretti. Abbiamo notizia di altre varietà spacciate per Candonga contenute in imballaggi con la scritta Candonga. E c'è chi ha tentato di riprodurre il nostro marchio. Metteremo in atto gli strumenti legali a tutela dei consumatori e dei nostri produttori”.

CONTRIBUTI ALLE AZIENDE PER LE TELECAMERE

PROVINCIA DI MATERA. LA PROPOSTA DI GIUSEPPE FERRARA

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 1.4.15


Ha fatto un passo avanti la proposta del Consigliere provinciale di Matera, Giuseppe Ferrara (Fronte comune), denominata “Un occhio ad ogni attività”. Sulla falsariga del progetto “Un computer in ogni casa”, l'amministratore provinciale ha chiesto alla Regione Basilicata di finanziare con bandi ad hoc un progetto volto alla sicurezza delle attività commerciali delle zone a rischio furti elargendo un contributo per l'installazione di telecamere. “La mia proposta – ha fatto sapere Ferrara – è stata approvata all'unanimità dal Consiglio comunale di Policoro. Spero avvenga altrettanto per altri Consigli comunali e per i due Consigli provinciali. Auspico, infine, che la proposta venga recapita dal Consiglio regionale e dalla Giunta Pittella”.