Visualizzazioni totali

giovedì 2 luglio 2020

PRECISAZIONE SULLA INTERVISTA A FIORE COMISSO

POLICORO, VIA LIDO 13, ORE 19.45
In merito all'intervista fatta oggi a Fiore Comisso mi tocca precisare che la stessa e stata effettuata per porre rimedio ad una situazione di emergenza sollecitato a tanto, al mio arrivo, dai carabinieri della Compagnia di Policoro. Il tutto per sbloccare una realtà di tensione che si protraeva dalle ore 16 e che poteva avere esiti infausti. Ovviamente quanto dichiarato dal Comisso è di sua esclusiva responsabilità e non incontra alcuna condivisione da parte del sottoscritto non avendo lo stesso elementi oggettivi per verificarne l'attendibilità e la rispondenza al vero. Il sottoscritto non può esimersi, peraltro, dal rimarcare la professionalità dei colleghi della Gazzetta del mezzogiorno di cui conosce l'impegno e la serietà nel portare avanti il proprio lavoro.

POLICORO. FIORE COMISSO: “NON SONO UN PENTITO”


POLICORO, VIA LIDO 13, ORE 19.15

L'UOMO, ALLE 16, È SALITO SUL TETTO DELLA PALAZZINA IN CUI ABITA CON LA FAMIGLIA, IN VIA LIDO 13, ED HA MINACCIATO DI BUTTARSI GIÙ. ORE DI TENSIONE TRA FAMILIARI, PARENTI, AMICI. SUL POSTO, FORZE DELL'ORDINE, VIGILI DEL FUOCO, 118. POI L'ARRIVO DEL SOTTOSCRITTO. COMISSO HA CHIESTO DI PARLARE CON ME. LA SUA PROTESTA ERA INDIRIZZATA CONTRO UN ARTICOLO DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DI OGGI IN CUI ERA STATO INDICATO COME UNO DEI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA ALLA BASE DELLA OPERAZIONE PARIDE DI IERI. LA COMANDANTE DEI CARABINIERI, CHIARA CRUPI, MI HA CHIESTO DI SALIRE SUL TETTO PER INTERVISTARE L'UOMO CHE MINACCIAVA DI UCCIDERSI. ECCO IL TESTO DELL'INTERVISTA CHE HA SBLOCCATO LA SITUAZIONE. IL VIDEO, INVECE, E' VISIONABILE SULLA PAGINA FACEBOOK FILIPPO MELE GIORNALISTA CLICCANDO SUL LINK IN CODA ALL'ARTICOLO

FIORE COMISSO

Fiore, perchè una protesta così clamorosa?
Ho visto la Gazzetta del mezzogiorno di oggi in cui sono stato indicato come collaboratore di giustizia ed invece non lo sono”.
Precisiamo. La Gazzetta oggi ha fatto un articolo sull'Operazione Paride indicandoti come uno dei tre pentiti. Tu smentisci questa eveniEnza?
Si”.
Non sei un collaboratore di giustizia?
No. Avevo iniziato a collaborare ma non ero io. Ho fatto uso di stupefacenti. Ero in crisi di astinenza. Ho ritrattato tutto. Delle persone coinvolte non conosco nessuno tranne mio cognato, Salvatore Scarcia”.
Ci tieni a sottolineare che tutte le persone coinvolte nell'Operazione Paride non le conosci. Solo tuo cognato. Questo è quello che volevi dire. Ma in genere quando ci sono queste cose se ci si ritiene diffamati si querela. Tu invece hai minacciato di buttarti giù. Ritieni che non saresti stato creduto?
Si. Io ho problemi. Non sto bene in salute”.
Hai protestato, quindi, per dimostrare a tutti che tu dici la verità, non dici bugie.
Si. Non sono collaboratore di giustizia”.
Se tu avessi qui il mio collega Gianni Rivelli, che ha scritto l'articolo che tu contesti, cosa gli diresti?
In quel caso avrei fatto parlare il mio avvocato”.
Non escludi l'evenienza di rivolgerti a un avvocato?
L'ho già fatto”.
E, comunque, Fiore, questa intervista col dottor Mele, chi ti seguì anche a Scanzano Jonico, alcuni anni fa, quando salisti su una gru e facesti la stessa minaccia di oggi, ti basta? Possiamo dire ai cittadini di Policoro che Comisso è tornato nella sua casa, non minaccia più di buttarsi dal tetto, è circondato dall'affetto della moglie e dei figli che gli stanno vicini come i suoi amici?
Si”.

VIDEOINTERVISTA SULLA PAGINA FACEBOOK FILIPPO MELE GIORNALISTA CLICCANDO SUL SEGUENTE LINK: https://www.facebook.com/FilippoMelegiornalista/videos/1405149046362252/.

POLICORO. DOMANI CORTEO: “BASTA CON L'AUTISMO INVISIBILE”



L'HA ORGANIZZATO, DALLE ORE 16, PARTENZA DAVANTI AL MUNICIPIO, ANNA PADULA, LA MAMMA CORAGGIO DI LORENZO, CON L'ASSOCIAZIONE AUTISMO IN MOVIMENTO: “SONO ARRABBIATA. E COME ME LE TANTE MAMME, ALMENO UNA QUIDICINA NEL SOLO METAPONTINO, CHE HANNO UN FIGLIO AUTISTICO, ALCUNI FUORI DALL'ETA' SCOLARE. RAGAZZI, GIOVANI, UOMINI, CHE SONO ACCUDITI SOLO E SOLTANTO DALLE FAMIGLIE. LA BASILICATA E' L'UNICA REGIONE D'ITALIA CHE NON HA UN CENTRO RESIDENZIALE O SEMIRESIDENZIALE PER QUESTE PERSONE. BASTA. E' GIA' PRONTA LA DENUNCIA ALLA CORTE EUROPEA CONTRO LE INADEMPIENZE DEL MASSIMO ENTE TERRITORIALE LOCALE”

SCANZANO JONICO – E' come un fiume in piena Anna Padula, 43 anni, madre di Lorenzo, un ragazzo di 13 anni con autismo, quando le chiediamo di presentarci gli obiettivi del corteo che domani ha organizzato a Policoro, riconosciuta come la città più importante del Metapontino. Dalle 16, con partenza davanti al municipio, mamme, padri, fratelli, amici, operatori, autistici, disabili, marceranno sino alla struttura denominata “Dopo di noi”, pronta già dal 2014 ma completamente abbandonata e vandalizzata. 



“La manifestazione – ha detto la nostra interlocutrice – l'abbiamo organizzata con l'associazione Autismo in movimento. Sarà con noi il fondatore, Antonio Riggio, di Palermo, con il suo Gaetano. Presenteremo, quindi, questa aggregazione, che avrà una sede anche a Scanzano Jonico, e che si prefigge di realizzare in ogni regione d'Italia un “Villaggio della felicità”. Si tratta di acquisire dagli enti locali un terreno con immobili in abbandono o requisiti alla criminalità organizzata per realizzarvi alloggi per disabili, unità abitative per le famiglie dei ragazzi, piscina, ambienti per la terapia occupazionale, terapia con animali, ippoterapia, campo polivalente, palestra, ortoterapia, ambienti per la ristorazione ed incontri di gruppo, laboratorio artigianale”. Ma il corteo servirà anche ad altro: “Sì – ha risposto Anna. Servirà a denunciare il grave fatto che la Regione Basilicata è l'unica a non avere nel suo territorio un centro residenziale o semiresidenziale per ospitare autistici. Dopo la scuola, i nostri ragazzi sono nella esclusiva responsabilità delle famiglie. Negli ultimi due mesi Lorenzo, nelle sue crisi, ha causato danni fisici, per fortuna non gravi, ma tali da chiedere l'intervento del 118, sia a me sia a mio marito. Ed a settembre, mi piange il cuore per la rabbia e per la disperazione, sarò costretta a portare mio figlio, un pezzo della mia vita a cui sto dando tutta me stessa, in una struttura dedicata del Salento. Non so se lui stesso, io, il padre, la sorella, i nonni, riusciremo a superare il distacco. Cosa accadrà? Sarà durissima. Un'altra sofferenza atroce per me. Ecco perchè sono arrabbiata nera. Ma io non mi fermo. 
 
LORENZO IN PISCINA SOTTO LO SGUARDO VIGILE DI MAMMA ANNA

Due avvocati, Antonella De Luca e Gianni Di Pierri, stanno redigendo per me e altre mamme, gratuitamente, una denuncia alla Corte europea nei confronti delle Regione inadempiente verso le persone con autismo. Non mi fermerò davanti a nulla. Andrò avanti contro tutto e tutti. Io voglio che le istituzioni si prendano cura dei problemi degli autistici. Lorenzo e gli altri ragazzi come lui non dovranno più essere invisibili in Basilicata. Domani, perciò, chiunque volesse partecipare potrà farlo liberamente. Ringrazio tutti anticipatamente da parte mia e soprattutto da parte dei tanti disabili che vivono nella nostra regione. Per chi parteciperà sarà obbligatorio l'uso della mascherina e il mantenimento della distanza di sicurezza come previsto dalle misure anti Covid 19. Più siamo meglio ci muoviamo. Vi aspettiamo”.

CRIMINALITÀ IN BASILICATA. DON COZZI: “UNA MALAPIANTA IN CONTINUA CRESCITA”

OPERAZIONE PARIDE NEL METAPONTINO

IL VICEPRESIDENTE NAZIONALE DI LIBERA DOPO LE ULTIME OPERAZIONI ANTICRIMINE NEL METAPONTINO E NEL VULTURE MELFESE: “NESSUNO PUÒ GIRARSI DALL'ALTRA PARTE E PENSARE CHE IL CONTRASTO AI CLAN MALAVITOSI RIGUARDI SOLO GLI "SBIRRI", ANCOR DI PIÙ NON CI SONO ALIBI SE SI METTE LA TESTA SOTTO LA SABBIA DINANZI ALL'ENORME DOMANDA DI DROGA CHE SI ALZA DIFFUSAMENTE DALLE STRADE, DALLE PIAZZE E DAI VICOLI DELLE CITTÀ LUCANE PICCOLE E GRANDI”.  
 
IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DI LIBERA BASILICATA

Domanda e offerta. Sono le regole del mercato, e anche di quello criminale. E anche in Basilicata, oggi come ieri.
Le recenti e ultime inchieste giudiziarie coordinate dalla DDA di Potenza - da quella della settimana scorsa nel vulture melfese a quella di queste ore nella provincia materana - non ci dicono solo che la malapianta malavitosa purtroppo non smette mai di crescere e anzi rifiorisce di continuo tra vecchi nomi e nuove leve, non ci dicono solo che qualche anno fa fu alquanto inopportuno festeggiare un presunto scampato pericolo allorquando i Palazzi romani della giustizia decretavano a tavolino che i Basilischi non erano mafia - come se la mafia dovesse per forza avere un nome altrimenti non è mafia e neanche criminalità -, ma ci restituiscono il quadro preoccupante e allarmante di una Basilicata che si conferma crocevia strategico di affari molto redditizi per le mafie e la criminalità di ogni tipo, come la droga e le armi, e nello stesso tempo anche crocevia - anzi piazza di spaccio, come si dice in gergo - della fragilità e della fatica di tanti giovani e meno giovani non solo lucani ma anche calabresi e campani alla ricerca continua di un sostegno alle loro domande di senso.
La sfida che ci rilancia l'incessante attività della macchina giudiziaria in Basilicata è proprio questa: la nostra regione è sempre più terra di domanda e di offerta. 

E se dinanzi alla nostra strategica posizione di offerta criminale nessuno può girarsi dall'altra parte e pensare che il suo contrasto riguardi solo gli "sbirri", ancor di più non ci sono alibi se si mette la testa sotto la sabbia dinanzi all'enorme domanda di droga che si alza diffusamente dalle strade, dalle piazze e dai vicoli delle città lucane piccole e grandi. In un caso e nell'altro siamo tutti chiamati in causa - agenzie educative, Chiesa, politica - e nessuno pensi che si tratta solo di una questione fra guardie e ladri: questa non è una partita di calcio in uno stadio vuoto ai tempi del Covid, e che se la giochino fra di loro, questa è una questione che riguarda la tenuta sociale, economica e culturale di un'intera popolazione.
Poi si potrà anche non chiamarla mafia ma c'è una malapianta che continua a crescere nella nostra regione e dinanzi alla quale la delega alla magistratura e la tiepidezza nel parlarne continuano ad essere una sconfitta per tutti.
don Marcello Cozzi

DAL BARESE NEL MATERANO PER I FURTI NEI COMUNI. PRESI DAI CARABINIERI DI MATERA


L'ELICOTTERO DEI CARABINIERI IN AZIONE
OPERAZIONE BEAGLE BOYS (BANDA BASSOTTI). “BECCATI” I RESPONSABILI DEI “RAID” NEI COMUNI DI MONTALBANO JONICO, PISTICCI E DELEGAZIONE DI MARCONIA, FERRANDINA, TRICARICO, GROTTOLE, MONTESCAGLIOSO, IRSINA, GENZANO DI LUCANIA. SEI LE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE ESEGUITE A BARI, ADELFIA (BA) E CASAMASSIMA (BA). IL REATO CONTESTATO È QUELLO DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA AL FURTO AGGRAVATO, ALLA RICETTAZIONE ED AL RICICLAGGIO.
 
IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DEL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI MATERA


In data odierna, nel territorio barese, a conclusione di indagini condotte dai Carabinieri di Matera, con l’ausilio dei Carabinieri di Bari, Gioia del Colle e Triggiano, ed il supporto di unità cinofile per la ricerca di armi del Nucleo di Modugno e di un equipaggio del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri, è stata data esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. di Matera, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 6 persone


In particolare, si è proceduto all’esecuzione di nr. 3 misure cautelari custodiali in carcere, nr. 2 ai domiciliari e nr. 1 obbligo di dimora nei confronti di nr. 4 soggetti allo stato liberi e di nr. 2 soggetti già ristretti in carcere.
Il reato contestato è quello di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato, alla ricettazione ed al riciclaggio (Artt. 416, 624, 625 e 648 e 648 bis C.P.) ed i provvedimenti sono stati eseguiti nei Comuni di Bari, Adelfia (BA) e Casamassima (BA).
I destinatari del provvedimento sono:
  • SISTO Nicolantonio, nato a Bari il 20.08.1985 e residente ad Adelfia (BA): OCC in carcere;
  • IAFFALDANO Raffaele, nato a Triggiano (BA) il 15.08.1967 e residente a Bari nel quartiere Ceglie del Campo (attualmente ristretto in carcere per altra causa): OCC in carcere;
  • PELLEGRINO Francesco, nato a Bari il 10.07.1982, ivi residente nel quartiere Loseto (attualmente ristretto in carcere per altra causa): OCC ai domiciliari;
  • MONTRONE Angelo, nato a Bari il 03.07.1964 e residente a Casamassima (BA): OCC ai domiciliari;
  • PELLEGRINO Maria, nata a Bari il 14.06.1988 e residente ad Adelfia (BA): obbligo di dimora,
mentre sono ancora in corso le ricerche di un sesto soggetto resosi irreperibile e destinatario di OCC in carcere.

I MALVIVENTI IN AZIONE
L’attività investigativa, condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Matera, trae origine da una serie di furti commessi, a partire dal novembre 2018, ai danni delle Case Comunali, e relativi uffici destinati alla Polizia Locale, delle province di Matera e Taranto, nel corso dei quali sono state asportate armi e munizioni in dotazione, carte di identità in bianco e danaro contante. La tipologia degli obiettivi presi di mira e la spregiudicatezza dei malviventi hanno creato enorme allarme sociale nelle comunità locali, tanto da costringere l’Autorità di Governo ad invitare i Comuni a depositare le armi giacenti negli uffici delle polizie locali presso i presidi delle forze di polizia del posto.
Le fasi successive delle attività di indagine hanno consentito di cristallizzare le responsabilità penali dei singoli appartenenti all’organizzazione criminale, dedita ai furti sia presso le case comunali, in particolar modo i locali in uso alla polizia municipale con il fine di appropriarsi delle armi e dei documenti in bianco, che presso gli esercizi commerciali e le abitazioni che attiravano il loro interesse. Spesso il gruppo criminale ha compiuto vere e proprie razzie come nel caso di Grottole, dove il 2 febbraio, nella stessa notte, hanno compiuto ben 3 furti presso attività commerciali del posto, oltre al tentato furto presso i locali della polizia municipale. Come anche a Tricarico, dove il 31 gennaio, nella stessa notte, ha prima compiuto un furto presso la casa comunale e successivamente ha agito in danno del locale supermercato asportando i contanti presenti in cassa ed un ingente quantitativo di alimenti. Nel corso dei loro raid, i criminali hanno compiuto furti presso i municipi dei comuni di Irsina (MT), Marconia di Pisticci (MT), Ferrandina (MT), Tricarico (MT), Grottole (MT), Montescaglioso (MT), Pisticci (MT), Montalbano Jonico (MT), Grottaglie (TA), Genzano di Lucania (PZ) e Minervino Murge (BA).
IL BOTTINO RAZZIATO NEI FURTI
In uno di questi raid, i malviventi sono stati anche intercettati dai Carabinieri e costretti alla fuga. Episodio in cui hanno mostrato una estrema pericolosità. Nel corso della notte del 19 marzo 2019, infatti, erano entrati all’interno di un Bar e di un Supermercato, entrambi posti sulla via appia di Tricarico, asportando, rispettivamente, sigarette e biglietti della lotteria “Gratta e Vinci” per un valore di circa 11mila € e prodotti alimentari per un valore di circa 5mila €. La presenza della banda di ladri non era però passata inosservata. Un cittadino, infatti, accortosi della presenza dei malviventi all’interno del Bar, aveva subito allertato i Carabinieri, i quali, giunti in prossimità dell’esercizio commerciale, incrociarono una Fiat 500 L, alla quale intimarono l’alt. Il veicolo non si fermò e ne seguì un principio di inseguimento, subito conclusosi con l’autovettura dei malviventi costretta a bloccarsi in mezzo alla strada. In tale frangente i due occupanti del mezzo riuscirono a sottrarsi all’arresto, fuggendo a piedi per la campagna ed abbandonando il mezzo con la refurtiva all’interno. L’autovettura rinvenuta, era allestita con una lastra d’acciaio antiproiettile ed a bordo furono rinvenuti numerosi chiodi a tre punte da utilizzarsi in caso di inseguimento, per mandare fuori strada le autovetture delle forze dell’ordine.
L’esecuzione ha portato alla luce le modalità e gli autori di 28 furti consumati e 5 tentati, commessi fra le province di Matera, Potenza, Bari, Barletta - Andria - Trani e Taranto, da novembre 2018 ad agosto 2019, di cui 11 in danno di case comunali, in cui sono state asportate 24 pistole e quasi un migliaio di munizioni in dotazione alle locali polizie municipali.
Le indagini sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica di Matera, Pietro Argentino, e dal P.M., Maria Christina De Tommasi mentre i provvedimenti cautelari sono stati emessi dal G.I.P., Angelo Onorati. 

IL VIDEO DEI CARABINIERI E' SCARICABILE CLICCANDO SUL SEGUENTE LINK:
https://wetransfer.com/downloads/629c872458a2ebba1a808d3bcb85e4ec20200630154000/d7d283fafea3a83f77a82e9e43444e2e20200630154016/dcf30a.

mercoledì 1 luglio 2020

BERNALDA. ERA QUI L' “AGENZIA CRIMINALE DI SERVIZI” DELLA BASILICATA


LA CONFERENZA STAMPA DEL PROCURATORE CAPO DI POTENZA, FRANCESCO CURCIO, E DEL PM DELLA DDA, ANNA GLORIA PICCININNI, SULLA OPERAZIONE “PARIDE” DI QUESTA NOTTE. L “AGENZIA” FORNIVA DROGA, ARMI, ESPLOSIVI E “LOGISTICA” AD ALTRI CLAN PRESENTI IN REGIONE, IN MODO “NEUTRALE ED EQUIDISTANTE” DALLE LOGICHE DI APPARTENENZA CON I GRUPPI STORICI LUCANI. UNA RICCA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA E L'ARTICOLO DELLA REDAZIONE ONLINE DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO SONO VISIONABILI SUL LINK:


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO REDAZIONE ONLINE 1.7.20

Avevano messo in piedi «un’agenzia criminale di servizi» che in Basilicata forniva droga, armi, esplosivi e «logistica» ad altri clan presenti in regione, in modo «neutrale ed equidistante» dalle logiche di appartenenza con i gruppi storici lucani.
E’ quanto hanno spiegato il Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio, e la pm della Dda, Anna Gloria Piccininni, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta stamani, a Potenza, in relazione all’operazione «Paride" (dedicata a un agente di Polizia del Lazio, morto in servizio). 



Le misure cautelari, eseguite dalle squadre mobili di Potenza e Matera, sono complessivamente 29 (oltre a 42 provvedimenti di perquisizione personale), di cui otto in carcere - Vincenzo Porcelli (considerato il vertice dell’organizzazione criminale), Salvatore Scarcia, Kostandin Beshiri, Joxhens Beshiri, Vito Cifrese, Fluturim Karaj, Giovanni Petrelli e Antonino Risimini - e undici ai domiciliari: Susanna Ditaranto, Beniamina Carbone, Vincenzo Luigi Celico, Antonio Tria, Giovanni Affuso, Said Chariki, Eustachio Cristallo, Leonardo Rocco Iannuzziello, Gabriele Palagiano, Giuseppe Schettino e Davide Sforza.


Il gruppo riusciva a recuperare, in particolare dall’Albania, ingenti quantitativi di droga, mettendoli rapidamente a disposizione dei clan lucani per la vendita. In alcuni casi, gli acquirenti lasciavano «in pegno» documenti personali a garanzia del prossimo pagamento della droga, e «l'agenzia» svolgeva anche servizi di «riscossione» o di custodia di documenti di credito. Gli investigatori stanno anche esaminando le armi sequestrate - vendute o «noleggiate» ai clan - per verificarne l’eventuale uso in episodi criminali avvenuti in Basilicata, considerata una "nuova e grande piazza di spaccio», centrale tra più regioni. 


Le indagini sono iniziate con il sequestro (a dicembre scorso) di droga e armi a Bernalda (Matera), e con le versioni di due nuovi collaboratori di giustizia. Sono stati anche delineati - ha evidenziato Curcio - i rapporti del gruppo con gli «Scarcia» di Policoro (Matera), gli «Schettino» di Scanzano Jonico (Matera), i «D’Elia» di Montescaglioso (Matera) e i «Potenza» di Marconia di Pisticci (Matera).
BERNALDA TRA LE PIU' IMPORTANTI PIAZZE DI SPACCIO - L’inchiesta denominata «Paride" che, stamani, ha portato all’esecuzione di 29 misure cautelari (fra le quali otto in carcere e undici agli arresti domiciliari), ha per centro il comune di Bernalda (Matera), "divenuto nel tempo una delle più importanti 'piazze di spacciò della Basilicata». E’ una delle conclusioni alle quali è giunta la Procura distrettuale antimafia di Potenza, che ha coordinato le indagini della Polizia.
Il clan sgominato oggi - i cui componenti sono accusati, a vario titolo, di traffico e spaccio di «consistenti quantitativi» di droga, detenzione illegale di armi di provenienza illecita, munizioni, esplosivi e altro - aveva esteso la sua «operatività» anche a Policoro, Scanzano Jonico, Pisticci, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Miglionico, Calciano, Salandra e Valsinni. Oltretutto, a Bernalda "convergevano anche esponenti di criminalità di altri territori e regioni per approvvigionarsi di sostanze stupefacenti. Ciò a dimostrazione - secondo la Dda potentina .- della crescente centralità del territorio lucano nel contesto del traffico di droga». 


Il clan individuato dall’inchiesta «Paride» riforniva di droga altre bande del Metapontino e aveva «rapporti d’affari con rifornitori stranieri, per lo più albanesi», in grado di procurare anche due chi di cocaina «in pochi giorni». Con ogni altro clan, comunque, la banda individuata dalle indagini era riuscita «a mantenere una vera e propria equidistanza». A giudizio della Direzione distrettuale antimafia, il Metapontino è un territorio «caratterizzato da una recrudescenza criminale che non ha eguali nel distretto, frutto di azioni delittuose compiute con allarmante frequenza e tracotanza da una pluralità di gruppi criminali spesso in conflitto fra loro, con modalità e finalità di chiara matrice mafiosa». All’esecuzione delle misure cautelari hanno partecipato oggi agenti delle questure di Potenza e Matera, dei reparti prevenzione crimine «Basilicata», "Puglia», «Campania», «Lazio» e «Calabria», unità cinofile di Nettuno, Napoli e Vibo Valentia e un elicottero del reparto volo di Reggio Calabria della Polizia.

OPERAZIONE PARIDE. TUTTI I NOMI. 29 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE


IL PROCURATORE ANTIMAFIA FRANCESCO CURCIO

TRAFFICO DI DROGA E DETENZIONE ILLEGALE DI ARMI. L'INDAGINE DELLA DIA DI POTENZA, HA DELINEATO I RAPPORTI TRA L'ORGANIZZAZIONE MALAVITOSA CON A CAPO VINCENZO PORCELLI, DI BERNALDA, CITTA' DIVENUTA UNA DELLE PIU' IMPORTANTI “PIAZZE DI SPACCIO” DELLA BASILICATA, CON I VERTICI DEI CLAN SCARCIA, DI POLICORO; SCHETTINO, DI SCANZANO JONICO; DEL RICOSTITUENDO CLAN D'ELIA, DI MONTESCAGLIOSO; E DEL GRUPPO POTENZA, DI MARCONIA.

IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DEL PROCURATORE FRANCESCO CURCIO