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martedì 5 maggio 2026

POVERTA’ SANITARIA IN BASILICATA. TORTORELLI (UIL): “CI SONO LUCANI CHE NON POSSONO ACQUISTARE I FARMACI PER CURARSI. UN DATO CONFERMATO DALLA CARITAS DIOCESANA DI POTENZA”. ALTRO CHE TUTT'APPOST! I NUMERI PIÙ SIGNIFICATIVI DEL DISAGIO

 

“Nel nuovo segnale di appesantimento della spesa per la salute che arriva dal report dell’Aifa sulla spesa farmaceutica in Basilicata, oltre allo sforamento del budget stabilito per legge che riguarda soprattutto la spesa farmaceutica diretta, c’è un aspetto che rischia di passare inosservato. La spesa di compartecipazione, vale a dire a carico diretto del cittadino in Basilicata, nei primi dieci mesi del 2025, ha sfiorato gli 11 milioni di euro, con una media di 37,9 euro spesa pro-capite al mese. E’ questa una delle cause per cui da noi oltre il 10% dei cittadini rinuncia o rinvia cure per i costi e per difficoltà di accesso e per i noti tempi lunghi”. Così Vincenzo Tortorelli, segretario generale della Uil Basilicata, in un comunicato stampa, ricorda alcuni dei dati più significativi del report dell’Aifa: in Basilicata le ricette farmaceutiche sono state da gennaio ad ottobre dello scorso anno 5,7 milioni con 9 milioni di confezioni di farmaci totali, vale a dire 1,1 ricetta pro-capite al mese per una media di 1,6 confezioni di farmaci a ricetta, con un costo medio per ricetta di 13,5 euro.

“Alla Caritas Diocesana di Potenza – aggiunge Tortorelli – confermano che subito dopo gli aiuti alimentari quelli per farmaci e cure sono le maggiori richieste delle famiglie a disagio economico. Per questo la Uil insiste, soprattutto dopo l’incremento annuo di numero e percentuale di ricette e farmaci che riprova la necessità di una sanità di prossimità vicina alle persone: curarsi in Basilicata deve tornare a essere un diritto normale, non una prova di resistenza. Perché un sistema sanitario pubblico forte è quello che previene, cura meglio e utilizza in modo appropriato le risorse: governando la spesa farmaceutica attraverso appropriatezza prescrittiva e aderenza terapeutica, e rafforzando la sanità territoriale anche con il supporto della telemedicina e delle nuove opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.  La sanità non può essere misurata solo con gli atti amministrativi. La sanità si misura con la possibilità dell’acquisto di un farmaco, il tempo di una visita, con la possibilità di fare un esame, con la qualità dell’assistenza nei territori, con la fiducia che i cittadini hanno nel servizio pubblico e nell’appropriatezza delle cure. Noi non neghiamo che qualcosa si stia muovendo. Ma diciamo con chiarezza che il problema resta profondo. Non basta amministrare la sofferenza del sistema. Bisogna rifondare la fiducia dei cittadini. Per la UIL Basilicata la priorità è chiara: rafforzare la prevenzione, abbattere davvero le liste d’attesa, ridurre la mobilità passiva, rafforzare la sanità territoriale, garantire personale, tecnologie e servizi nelle aree interne, costruire un’integrazione vera tra sanità e servizi alla persona. Perché il diritto alla salute, in una regione come la nostra, si gioca soprattutto lì: nei paesi, nelle aree interne, nella possibilità di non dover partire per curarsi. Curarsi in Basilicata deve tornare a essere un diritto pieno, esigibile, vicino”.



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