RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
E' ufficiale la Regione Basilicata dopo la perdida nei mesi scorsi dei 5 milioni della UE, cifra rimodulata dal Rup, per il completamento del Centro della Pace di Scanzano ha perso anche i 10 milioni finanziati e destinati alla realizzazione dei nuovi Centri di accoglienza di Boreano e Gaudiano. Totale 15 milioni rimandati indietro per il mancato rispetto dei termini fissati per l'uso delle risorse del Pon legalità. 450 posti e sevizi non realizzati per l'accoglienza dei lavoratori stagionali, progetti approvati e finanziati nel 2020.
Non sono bastati cinque anni agli Uffici regionali diritti da Michele Busciolano,che da tempo hanno disapplicato la legge legge regionale 13 del 2016, per attuare i progetti approvati, finanziati e programmati dal Tavolo Caporalato nazionale e regionali su proposta delle parti sociali e degli Enti Locali.
Per ora si conclude scandalosamente una delle più gravi vicende di gestione delle risorse pubbliche europee da parte di un gruppo dirigente politico e amministrativo nella storia della Regione.
A nulla sono serviti le proteste dei sindacati, delle forze politiche e i forti richiami della Chiesa anche dopo le stragi di Scanzano Jonico e di Amendolara.
Anche per questi motivi Bardi non ha avuto il coraggio di essere presente alla iniziativa contro il caporalato della Cgil di Policoro (MT) confermando inaffidabilità e indifferenza nella battaglia per la legalità.
Toccherà ora alle autorità locali, nazionali ed europee incaricate dei controlli di gestione e di eventuali doli, omissioni e danni erariali accertare le responsabilità.
Rimane aperta la questione di recuperare le risorse per il Completamento del Centro di Scanzano, ora fermo al 70% dello stato di avanzamento, nonché alla realizzazione delle strutture di Gaudiano e Boreano, alla ristrutturazione dell'ex Tabacchificio di Palazzo.
Le risorse ci sono nei fondi EU 2020/70 non spesi o quelli che si avviano ad essere sprecati, nei fondi Su.Pr.Me 2.
Occorre per i movimenti sindacali, le parti sociali e partitiche, la chiesa, passare dagli appelli alle iniziative concrete per la legalità, il sostegno al lavoro e la vita dignitosa di tante persone ora sotto il giogo dei caporali.
PIETRO SIMONETTI
CSERES (CENTRO STUDI E RICERCHE ECONOMICHE E SOCIALI)



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