LA MORTE DI GIOVANNA SOLDO, A CRACO, DURANTE UNA ESCURSIONE IN QUAD. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE
SALVATI DAL SOCCORSO ALPINO E DAI VIGILI DEL FUOCO. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE
3 novembre 2024. Il Soccorso Alpino e Speleologico Calabria – CNSAS, allertato intorno alle ore 20:00 di oggi -sabato 2 novembre- dai Vigili del Fuoco del Comando di Potenza, è intervenuto, con tecnici appartenenti alla Stazione Alpina Pollino, nella zona del Varco del Pollinello (Parco Nazionale del Pollino) per recuperare nove escursionisti dispersi.
I malcapitati, dai 15 ai 21 anni di Lecce, erano partiti da Colle dell’Impiso, con l’intenzione di raggiungere la zona del Pollinello. Durante il tragitto di ritorno hanno perso l'orientamento e, non riuscendo più a proseguire autonomamente, si è reso necessario l’intervento dei soccorsi.
Localizzata la posizione degli escursionisti attraverso le coordinate GPS fornite da uno degli escursionisti, i tecnici del CNSAS Calabria congiuntamente ai tecnici del CNSAS Basilicata, sopraggiunti intanto a Colle dell’Impiso, ed una squadra di Vigili del Fuoco, si sono messi in marcia per raggiungere il gruppo disperso.
Dopo un primo tratto percorso in fuoristrada fino al Piano di Gaudolino, i soccorritori hanno proseguito a piedi per circa un’ora fino ad un canalone a valle del Varco del Pollinello, dove hanno trovato gli escursionisti, affaticati e infreddoliti, ma in buone condizioni fisiche.
Una volta rifocillati, gli escursionisti sono stati riaccompagnati, in sicurezza, fino alle loro autovetture parcheggiate a Colle dell'Impiso.
Durante l'intervento è stato attivato l'SMS Locator (sistema di geolocalizzazione in dotazione al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) in modo da poter monitorare costantemente la posizione dei dispersi.
FONTE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLGICO BASILICATA
VA AVANTI L’INCHIESTA SULL’ACCORDO QUADRO DA 44 MILIONI DI EURO PER LA MANUTENZIONE DELLE RETI IDRICHE E FOGNARIE. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE
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| LA PRIMA PAGINA DI LE CRONACHE LUCANE |
FONTE LE CRONACHE LUCANE
MAXI GARA, LOTTI E “ACCORDI”: CONTRADDITTORIO PREVENTIVO SULLA RICHIESTA DI MISURE CAUTELARI AVANZATA DALLA PROCURA DI POTENZA ACQUEDOTTO LUCANO, AFFIDAMENTI E MALAFFARE: LA PROSSIMA SETTIMANA GLI INDAGATI DAL GIP
Acquedotto lucano, appalti e malaffare difese a lavoro per puntellare le strategie con cui controbattere dinanzi al Giudice per le indagini preliminari alle ipotesi accusatorie formulate dalla Procura di Potenza che ha avanzato richieste di misure cautelari. Sarebbero almeno 17 gli indagati, tra imprenditori e funzionari di Acquedotto Lucano SpA, e gli inquirenti avrebbero, inoltre, richiesto l’interdizione per 4 società attive nella manutenzione delle reti del sistema idrico lucano. L’Au di Acquedotto, Alfonso Andretta, non risulta tra gli indagati. La prossima settimana gli interrogatori di garanzia nella misura del contraddittorio preventivo, come da ultime modifiche normative in materia, che mira a realizzare una verifica a priori che potrebbe anche evitare l’applicazione di provvedimenti restrittivi delle libertà personali. Tanti indagati, 17, quanti i lotti, 17, della gara milionaria attenzionata dalla Procura per il servizio di manutenzione, di pronto intervento, di migliorie programmate ed urgenti su reti idriche e fognarie. Ci potrebbero essere stati degli accordi preventivi tra una parte degli imprendi-tori interessati dagli affidamenti in questione con, di conseguenza, ribassi concordati e mirate scelte di partecipazione. Un input sulla sospetta violazione dei principi in tema di par condicio, segretezza e trasparenza delle offerte, circostanza sintomatica dell’astratta possibilità che più offerte potessero essere riconducibili ad un unico centro decisionale, sarebbe stato lanciato proprio dalla Commissione giudicatrice. Oltre il maxi appalto milionario. Le indagini avrebbero evidenziato an-che altre vicende collaterali risalenti nel tempo e di natura corruttiva. Dalla Procura sarebbero stati approfonditi vari do ut des di svariata natura tra cui pure il pagamento di “favori” non tramite scambi monetari, ma attraverso utilità non economiche anche dal minimo valore. Per prossimi sviluppi, bisognerà attendere la prossima settimana quando gli indagati andranno al Gip che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di misure cautelari e non si può escludere che parte dei soggetti nel mirino della Procura del capoluogo opti per la possibilità di esercitare la facoltà di non rispondere all’interrogatorio.
C. MERLO
TRENTACINQUE TRA ASSOCIAZIONI, PARTITI E SINDACATI: “SIAMO SEDUTI SU UNA BOMBA E NON LO SAPEVAMO”. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE
Anche se siamo stati definiti “gente ignorante che parla senza sapere ciò che dice” da un Presidente che probabilmente ritiene di guidare una caserma piuttosto che una Regione e che di conseguenza i suoi sottoposti (i cittadini) non abbiano diritto di parola neanche per difendere il loro accesso ad un bene indispensabile come l’acqua, l’aver partecipato alla conferenza stampa del 31 ottobre è stato davvero utile.
Abbiamo scoperto che siamo seduti su una bomba e non lo sapevamo: il Camastra è una diga isolata, ossia è l’unica delle dighe lucane ad uso anche potabile che non sia collegata ad altri invasi. La progettazione originaria del sistema delle dighe lucane prevedeva la creazione di sottosistemi di dighe interconnesse tramite collegamenti la cui funzione era quella di consentire che, in caso di default o svuotamento di una diga (per manutenzione o altro), le altre le subentrassero allo scopo di non interrompere mai l’erogazione dell’acqua. (schema invasi pubblicato sul sito della sezione lucana dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale) Questi collegamenti per il Camastra non sono mai stati realizzati e quindi essa è l’unica diga lucana in cui non è possibile eseguire opere che ne richiedono lo svuotamento senza privare dell’acqua tutti i cittadini serviti.
Ecco spiegati i mancati interventi protratti per decenni che hanno causato un enorme accumulo di fanghi sul fondo; di conseguenza la capienza della diga si è ridotta così tanto che, sebbene essa possa nominalmente contenere 32 milioni di metri cubi d’acqua, all’inizio del 2024, prima che iniziasse la precipitosa riduzione del volume invasato, ne conteneva soltanto 9 milioni: diventa quindi urgente intervenire per ripristinare la capienza totale.
E’ forse quest’urgenza la causa della precipitosa riduzione di acqua avvenuta a partire da metà maggio? In quel periodo si è forse deciso, visto che la diga era ormai quasi vuota, di completarne lo svuotamento per avviare i lavori nonostante i collegamenti con le altre dighe del sottosistema non fossero stati realizzati? E’ possibile che le Istituzioni, in tal caso, non abbiano pensato alle conseguenze devastanti di una simile decisione, tenuto conto che la corretta soluzione a tutta la questione (collegamenti) era disponibile e conosciuta? E soprattutto come mai nell’attivarla si è temporeggiato così tanto da arrivare alla gravissima situazione attuale?
A proposito della precipitosa riduzione di acqua, in una nostra precedente lettera alle Istituzioni avevamo chiesto se ad essa abbiano contribuito anche delle aperture delle paratie della diga. In conferenza stampa è stata data un’implicita risposta affermativa al quesito dal direttore tecnico di Acquedotto Lucano ing. Gravino il quale ha affermato che l’intervento si è reso necessario in quanto le norme in vigore impongono di far fuoriuscire una parte dell’acqua invasata quando il suo livello interno supera una soglia prestabilita. E’ immediato chiedersi come sia mai possibile che questo livello venga superato con la diga praticamente vuota!
Siamo ormai nel regno dell’improbabile: neanche la fantasia di Kafka sarebbe arrivata a tanto!
Bisogna comunque riconoscere che noi “cittadini ignoranti” alle semplici spiegazioni derivanti dalla condizione del Camastra come diga isolata non avevamo pensato, ma è per questo che esistono le Istituzioni Pubbliche, come ha tenuto a dirci il Presidente Bardi giovedi mattina stigmatizzando le nostre scorse richieste di chiarimenti pubblicate dalla stampa: le Istituzioni esistono per fare il bene dei cittadini, per soddisfare i loro bisogni.
E allora? Le Istituzioni Pubbliche sapevano fin dal 1970, anno di entrata in esercizio della diga, che la realizzazione di pochi chilometri di collegamento fra il Camastra ed altri invasi avrebbe consentito di mantenere in efficienza tutto il sottosistema di dighe senza mai interrompere la fornitura e, nonostante questo, non si sono mai attivati. Neanche Bardi, che guida la Basilicata fin dal 16 aprile del 2019, ha mai preso in considerazione un problema di estrema rilevanza come l’accesso all’acqua di ben 29 comuni della Regione da lui amministrata, fra cui lo stesso capoluogo.
Ma a lui cosa importa? Lui se ne va a Napoli e non ha problemi di acqua perché a Napoli, fino all’elezione del Sindaco Manfredi, il Servizio Idrico Integrato è stato gestito da ABC (Acqua Bene Comune), l’unica Azienda Speciale Pubblica che sia stata costituita in Italia nel rispetto del risultato referendario del 2011.
A Napoli non ci sono problemi di acqua. I problemi li abbiamo qui, dove fra una ventina di giorni avremo toccato il fondo e non solo metaforicamente: avremo proprio toccato il fondo fangoso del Camastra perché l’acqua invasata sarà finita. Ecco come le nostre istituzioni fanno il bene dei cittadini.
Ora la situazione è questa: dal 25-26 novembre il Camastra non avrà più acqua e, se non si riusciranno ad attivare in fretta e furia soluzioni provvisorie per alimentare i nostri rubinetti, potremo ricorrere solo ad autobotti, taniche e sacchetti, con buona pace del sacrosanto diritto di tutti i cittadini ad accedere ad un servizio pubblico fondamentale come questo. Situazione paradossale in una regione tanto ricca di acqua da avere sullo stemma i suoi quattro fiumi principali, ma tant’è!
Né si può dire che non ci fossero fondi per realizzare i collegamenti, visto che siamo stati informati del vero e proprio profluvio di finanziamenti già stanziati dallo Stato o già richiesti dagli organi Regionali. Tanto il Presidente Bardi quanto l’Assessore alle Infrastrutture, Reti Idriche, Trasporti e Protezione Civile Pepe ed il rappresentante di EGRIB ci hanno parlato dei numerosissimi ed ottimi interventi in corso o previsti per migliorare ed adeguare invasi e reti idriche. A questo vanno aggiunti anche i consistenti fondi previsti da Acque del Sud che, come EIPLI, non era presente. Come mai, fra tutte queste apprezzabilissime iniziative, non si è data assoluta priorità ai collegamenti fra il Camastra e le altre dighe del sottosistema, tanto più indispensabili ora che il trend delle precipitazioni è destinato a peggiorare progressivamente in concomitanza con l’aggravarsi della crisi climatica? La Regione dovrebbe piuttosto affrettarsi a redigere un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, visti anche gli eventi estremi che si moltiplicano sul pianeta. Quanto al Camastra, le Istituzioni sapevano bene che sul capoluogo di Regione e su altri 28 comuni pendeva una vera e propria spada di Damocle che a breve si sarebbe abbattuta sul loro capo: come mai non hanno preso alcun provvedimento?
Oggi, oltre a quanto già attuato per prolungare di qualche settimana l’erogazione dell’acqua ai rubinetti (Camastrino e pontili per prelevare l’acqua al centro del Camastra), le azioni in corso per affrontare nell’immediato l’emergenza, da quanto comunicato, sono queste:
Ricerca
di nuovi pozzi nelle aree limitrofe ed in particolare in val d’Agri. Il pozzo
principale individuato è quello del Ginestrone (150 lt/sec) che potrebbe
diventare operativo entro 8-10 giorni
Ripristino del potabilizzatore di Tito
Sbarramento (forse permanente) sul Basento, deviazione delle acque verso il
Camastra con circa 4 Km di tubazioni e sollevamento verso il potabilizzatore di
Masseria Romaniello (20 giorni circa).
Dunque a causa della situazione di emergenza dovremmo bere l’acqua del Basento?
Un’acqua che, se lo sbarramento venisse effettuato a valle dell’abitato di
Potenza, avrebbe costeggiato l’area industriale di Potenza con i suoi
innumerevoli inquinanti e, quel che è peggio, anche l’area industriale di Tito
classificata come SIN (Sito di Interesse Nazionale), ossia come uno dei 42 siti
più inquinati d’Italia, che necessiterebbe di una bonifica la quale, invece,
latita da molti anni? Quale potrebbe mai essere la qualità di un’acqua piena di
contaminanti di ogni genere che, con ogni probabilità, i potabilizzatori non
potrebbero neanche eliminare? E si utilizzeranno tecnologie sufficientemente
avanzate per trattare un’acqua che, se bevuta o utilizzata per cucinare o per
lavarsi (anche per lavarsi, perché il contatto con la pelle può essere
anch’esso deleterio) potrebbe determinare l’insorgenza di tumori e malattie
letali? Davvero dovremmo accettare una soluzione simile a causa dell’emergenza
e delle sue cause?
E quali sarebbero le conseguenze ambientali di uno sbarramento permanente su tutto il territorio interessato dal corso del fiume fino alle spiagge del metapontino, già fortemente erose dalle mareggiate e che potrebbero risultare ancor più depauperate dei materiali che alimentano la formazione ed il mantenimento dell’arenile?
In conclusione, diventa sempre più evidente l’enorme responsabilità delle Istituzioni Regionali nell’averci portato tutti ad una condizione di emergenza che si sarebbe potuta evitare se solo, nel tempo, ci fosse stata previdenza e programmazione, se si fosse adottata quella “diligenza del buon padre di famiglia” che dovrebbe caratterizzare le Istituzioni le quali esistono, come ha giustamente detto Bardi, per fare il bene del cittadino.
Oggi non ci si parli più di catastrofe: questa è piuttosto la cronaca di una morte annunciata!
Nota finale: Nessuna risposta, a meno di quella sull’apertura delle paratie, è stata data alle numerose domande che avevamo formulato nelle nostre precedenti lettere alle Istituzioni pubblicate dalla stampa ed aspettiamo ancora le convocazioni degli incontri urgenti con il Presidente della Regione, il Prefetto di Potenza ed il Presidente della Provincia che avevamo richiesto. Cogliamo l’occasione per ribadirne con forza la richiesta.
COORDINAMENTO REGIONALE ACQUA PUBBLICA BASILICATA
ALLEANZA VERDI SINISTRA AVS
RIFONDAZIONE COMUNISTA DI BASILICATA
M5S BASILICATA
POTERE AL POPOLO BASILICATA
LA BASILICATA POSSIBILE
RESISTENZA POPOLARE
GRUPPO CONSILIARE “BRIENZA BENE COMUNE”
CGIL POTENZA
USB BASILICATA
COBAS SCUOLA BASILICATA
COORDINAMENTO NO TRIV BASILICATA
COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE
RIVISTA VALORI
WWF POTENZA E AREE INTERNE
EHPA
LIBERIAMO LA BASILICATA
PAX CHRISTI – PUNTO PACE DI POTENZA
ARCI BASILICATA
ASSOCIAZIONE CARTA DI VENOSA
LABORATORIO DI EDUCAZIONE ALLA PACE POTENZA
OPPOSIZIONE STUDENTESCA D’ALTERNATIVA (OSA) BASILICATA
CAMBIARE ROTTA BASILICATA
AMBIENTE E LEGALITÀ MATERA
MACONDO OFFICINE CULTURALI POTENZA
LUCANIAWORLD ODV
NATUREMPATIA APS
DIFENDIAMO LE TERRE JONICHE
CON.PRO.BIO
CE.ST.RI.M. CENTRO DI STUDI E RICERCHE SULLE REALTÀ MERIDIONALI
LIBERA VAL D’AGRI
LIBERA VULTURE ALTO BRADANO
COMITATO DI SCOPO CONTRO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA
ANPI PROVINCIALE DI POTENZA
A.BA.CO. BASILICATA: ASSOCIAZIONE DI BASE DEI CONSUMATORI BASILICATA
ENNESIMO IMPATTO AUTO – ANIMALE. E SONO DUE IN 24 ORE! LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE
TURSI – Automobilisti che percorrete la Statale 598 attenti! L’arteria è infestata da cinghiali. Nella serata di ieri, infatti, attorno alle 20.30, si è verificato l’ennesimo impatto auto-cinghiale, in territorio di Caprarico, al km 95+300. Ed è il secondo in sole 24 ore! L’auto, come potete vedere dalla foto, è rimasta incidentata. L’animale è stato ucciso sul colpo. Sul posto la Polizia stradale di Policoro, i tecnici del servizio veterinario della Asm, i mezzi della ditta Stigliano – Soccorso stradale di Nova Siri per il recupero dell’automobile e il suo trasporto in officina.
IL FONDATORE DELL’ALFA ROMEO
AVEVA ORIGINI MONTALBANESI. DI SEGUITO IL PROGRAMMA INTEGRALE DELLA MANIFESTAZIONE
Domenica 3 novembre, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e l’organizzazione dell’ACI (Automobil Club Italia) di Matera, del Pro.Motor Sport Taranto 2.0 e di Policoro Corse, si terrà a Montalbano Jonico, a partire dalle ore 10.00 l’evento: “Ruote nella storia”, Memorial ing. Nicola Romeo.
Tra le 8.00 e le 9.30 i partecipanti giungeranno presso il Policoro Village di Gino Lavieri al lido di Policoro, per la colazione e la punzonatura delle vetture d’epoca. Quindi partiranno per Montalbano J. dove si terrà la prima prova di precisione e poi presso l’area del Belvedere, sui Calanchi, si terrà una rievocazione storica della famiglia Romeo e la presentazione del libro di Vincenzo Maida, giornalista e scrittore, su Nicola Romeo. Seguirà una visita alla casa Guida-Romeo in via Manin, dove nacque e visse fino a 30 anni Maurizio Romeo, padre del fondatore dell’Alfa Romeo. Dopo una sfilata per le vie del paese, ci sarà la seconda prova di precisione presso la Pista Kart all’ingresso del paese jonico. Gli equipaggi faranno quindi rientro al Policoro Village per le premiazioni e il pranzo.
Verso la metà del 1800 Nicola Romeo da Cirigliano, il più piccolo comune della provincia di Matera, andò a Montalbano Jonico per sposare Lucia Guida. Dal loro matrimonio nacquero Maurizio e Antonia che rimasero orfani di entrambi i genitori. Maurizio aveva solo quattro anni e Antonia pochi mesi. Furono allevati da una anziana zia e da alcune famiglie benestanti. Maurizio Romeo fece i lavori più umili, ma riuscì a diventare maestro elementare. A quasi 30 anni ottenne una supplenza a Sant’Antimo, allora un sobborgo di Napoli. Tra le sue alunne c’era la tredicenne Consilia Taglialatela. Dopo due anni la sposò e al primo di otto figli diede il nome del padre defunto Nicola. Ai montalbanesi che andarono al battesimo del piccolo egli disse: “Questo lo farò ingegnere.” Nicola Romeo per studiare a Napoli faceva ogni giorno a piedi circa 14 chilometri. Dopo la laurea in ingegneria meccanica, andò a Liegi e specializzarsi in ingegneria elettromeccanica e di ritorno in Italia progettò la ferrovia elettrica Tivoli-Roma. Poi a Milano rilevò una casa automobilistica fallita, l’ALFA, acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, ci aggiunse il suo cognome e diede vita ad una delle fabbriche di automobili più famose al mondo. Nicola Romeo non imparò mai a guidare. Maida nel suo libro ha ricostruito, con relativa documentazione, tutta la storia dei Guida e dei Romeo a partire dagli inizi del 1800.
Palazzo Guida-Romeo, oggi disabitato, fu poi acquistato a Napoli dalla famiglia Romeo, da Salvatore Stoia.
FONTE CENTRO STUDI JONICO DRUS
SUL POSTO DODICI UNITÀ DEI VIGILI DEL FUOCO. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE
INCENDIO AUTOCARRO - VIETRI DI POTENZA
In data odierna alle ore 05.00 circa i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Potenza sono intervenuti per un incendio autocarro sulla SP 94 nel comune di Vietri di Potenza.
La Sala Operativa 115 ha inviato sul posto un'autopompa serbatoio APS, un fuoristrada ed un'autobotte ABP per un totale di 7 unità.
All'arrivo sul posto le squadre intervenute hanno trovato l'autocarro avvolto dalle fiamme che aveva innescato anche un incendio sterpaglia; a supporto è stata inviata un'ulteriore squadra di 5 unità intervenuta dalla sede distaccata di Pescopagano.
Le operazioni sono ancora in corso ma in fase di bonifica.
Sul posto i Carabinieri della locale stazione.
FONTE COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO POTENZA
AGGIORNAMENTO DA MELANDRONEWS.IT
SI TRATTA DI UN MEZZO DI UN’AZIENDA DEL VALLO DI DIANO CHE AVEVA CARICATO DELLA SABBIA SUL TERRITORIO. L’UOMO ALLA GUIDA DEL MEZZO, DI SICIGNANO DEGLI ALBURNI, NON HA RIPORTATO ALCUNA FERITA.