Visualizzazioni totali
domenica 26 aprile 2020
POLICORO. COMUNE PRONTO ALL’ASSEGNAZIONE DI NUOVI BUONI SPESA
LOTTA AL DISAGIO ECONOMICO DA CORONAVIRUS. L'AMMINISTRAZIONE HA PREDISPOSTO GLI ATTI PER UN SECONDO AVVISO PUBBLICO PER L'ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE SPECIFICHE DELLA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE E DELLA “SOCIAL CARD” DELLA REGIONE
IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA DELLA CIVICA AMMINSITRAZIONE
L’amministrazione Comunale di Policoro informa la comunità che in data 24 aprile 2020 è stata adottata una Delibera di Giunta Comunale per atto di indirizzo al Dirigente del I Settore, finalizzata alla predisposizione degli atti necessari alla pubblicazione di un secondo avviso pubblico per l’assegnazione di ulteriori buoni spesa, al fine di impegnare le risorse residue, dopo l’espletamento del primo avviso dello scorso 01 aprile 2020.
Si precisa che il Comune di Policoro è stato beneficiario di due misure di sostegno al reddito, tese ad alleviare il disagio economico derivante dall’emergenza, a favore delle famiglie bisognose della nostra città.
Nello specifico, per €149.000,00 circa da parte della Protezione Civile nazionale per “Buoni Spesa” ed € 39.000,00 circa da parte della Regione Basilicata per la “Social Card”.
L’Amministrazione ha da subito stabilito di uniformare le due misure, negli importi e nei criteri di valutazione delle domande, predisponendo un unico avviso ed un’unica domanda al fine di evitare disparità e complicazioni nella presentazione delle istanze da parte dei cittadini ed adeguarsi al meglio alla reale consistenza della platea “del bisogno” nella nostra comunità.
Questo ci ha indotto a pubblicare subito un 1° Avviso con parametri molto stringenti, rivolto essenzialmente a chi non aveva reddito a far data dal 01 gennaio 2020 ed a coloro che avevano subito un licenziamento a seguito dell’emergenza, indicando la somma percepita dal 01 gennaio 2020 alla data di licenziamento stesso. L’analisi delle domande pervenute ci ha consegnato l’effettiva platea dei soggetti beneficiari che hanno generato una graduatoria di circa 300 famiglie comportando una spesa di circa 109.000,00.
Dopo la delibera di Giunta su menzionata, ora si procederà ad un secondo avviso pubblico che sarà rivolto ad una platea differente e più ampia, composta da famiglie il cui reddito complessivo mensile a far data dal 01 gennaio 2020, rinveniente dalle diverse forme di sostegno pubblico oltre che da reddito di lavoro dipendente, sia compreso tra € 0 e € 600,00.
La graduatoria rinveniente dal prossimo ed imminente avviso, in continuità con la precedente, ci consegnerà un quadro completo e chiaro del fabbisogno legato al disagio economico della nostra città. In questo modo gli uffici saranno dotati di una graduatoria che verrà prontamente rifinanziata ogni qualvolta verranno stanziate ulteriori risorse di sostegno al reddito sia da parte del Governo che da parte della Regione Basilicata.
A seguito delle restrizioni previste dai vari D.P.C.M. ed ordinanze del Presidente della Regione, che impedivano ai cittadini di uscire dalla proprie case, siamo stati obbligati a prevedere come modalità di presentazione della domanda quella dell’invio delle istanza ad un indirizzo mail del protocollo del Comune.
Tutte le domande pervenute sono state protocollate, perché il sistema di protocollazione risponde al primo e fondamentale passo per accedere a qualunque tipo di contributo/beneficio, disciplinato dalle norme, non ultima la norma sull’Anticorruzione. Tale modalità ha consentito all’Ente di ricevere, censire e tracciare le istanze con la certezza che le stesse non siano andate perdute.
Lo stesso problema si poneva per la consegna degli eventuali Buoni Spesa in formato cartaceo. Per questa ragione si è optato per il buono in formato elettronico, molto più comodo e preciso ai fini della rendicontazione, che ha scongiurato altresì eventuali problematiche di frode. Una scelta vincente per davvero, sia per gli utenti che per gli esercenti in quanto, al netto di qualche piccola problematica di aggiornamento dell’app della prima fase e prontamente risolta, il tutto funziona tranquillamente.
METAPONTINO. EMERGENZA CORONAVIRUS E SITUAZIONE MIGRANTI
![]() |
| Nel ghetto de La felandina, a Metaponto, il 22.2.19, prima dello sgombero |
LETTERA DI CGIL, CISL E UIL AL PRESIDENTE DELLA REGIONE, VITO BARDI: “BASTA CON L'INERZIA E SOTTOVALUTAZIONE. DALLA MASSIMA ISTITUZIONE LOCALE NESSUN INTERVENTO IGIENICO-SANITARIO ANTI COVID-19 PER GLI INVISIBILI DELL'EX LA FELANDINA DISPERSI IN GRUPPI INFORMALI SU TUTTO L'ARCO JONICO LUCANO. EPPURE SI TRATTA DI LAVORATORI IMPEGNATI NEI CAMPI A FORTE RISCHIO DI CONTAGIO E CAPORALATO”
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI CGIL, CISL E UIL
MATERA LÌ 26/04/2020
AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DI BASILICATA
e p.c. AL PREFETTO DI MATERA
e p.c. AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE DI MATERA
e p.c. AI SINDACI
OGGETTO: EMERGENZA CORONAVIRUS E SITUAZIONE MIGRANTI.
Cgil – Cisl – Uil della provincia di Matera - a distanza di circa un mese dalla segnalazione della situazione critica della situazione dei migranti e consapevoli della difficile situazione che l’intero Paese stava e sta affrontando per l’emergenza Covid-19, che impone misure imponenti per contenere il rischio di contagio a garanzia della salute pubblica - continuano a rilevare l’assenza di un programma e di misure di intervento igienico-sanitario nei confronti della complessa situazione dei migranti presenti sul territorio della provincia di Matera ed in tutta la Basilicata.
Si tratta di una grave sottovalutazione che, di fronte all’emergenza Covid–19 in atto, potrebbe avere un alto prezzo individuale e collettivo in considerazione anche della notevole presenza di migranti nel nostro territorio, caratterizzata da migranti “regolari” ospitati all’interno dei CAS e nelle altre strutture di accoglienza gestite dalle associazioni umanitarie, ma anche e soprattutto dagli “invisibili”, che, a seguito dello sgombero de “La Felandina”, si sono organizzati in gruppi informali e sono dislocati sull’intero territorio del Metapontino.
L'inerzia e la sottovalutazione - da parte della Regione Basilicata - di questa pericolosissima situazione, conferma la scarsa sensibilità politica in materia di accoglienza dei migranti, dimostrata anche dal mancato recepimento di quanto ripetutamente evidenziato dalle OO.SS. ai tavoli provinciali e regionali per combattere il caporalato. In quelle sedi le OO.SS. hanno sostenuto la necessità di attivare interventi per la creazione di posti letto, per strutturare servizi di trasporto, per attivare uno sportello dedicato del Centro dell'Impiego, per realizzare un presidio sanitario dedicato dell'Asm nell'area metapontina. Il tutto anche al fine di dare supporto e sostegno all’azione delle cooperative e degli enti morali e religiosi che, nonostante le difficoltà oggettive, meritoriamente hanno garantito il servizio di accoglienza dei migranti
L'inerzia della Regione Basilicata non è comprensibile, anche perché:
- l'Ente
Regione ha la disponibilità di risorse finanziarie per gli
interventi rientranti nell'ambito del Progetto SUPREME-PIU, già
presentato al ministero del lavoro dalla Regione Basilicata e
concordato negli appositi Tavoli presso le Prefetture di Matera e
Potenza;
- la
situazione complessiva si è aggravata con l’entrato in vigore del
Decreto Sicurezza del 18 ottobre 2018, che ha ridotto
in modo sostanziale la quota destinata alla spesa per l'accoglienza
con una forte sforbiciata ai costi dell'integrazione per i
richiedenti asilo e la creazione di criticità per il mantenimento
di standard adeguati alle necessità richieste.
Silenzio assoluto anche rispetto alle sollecitazioni avanzate alla Regione Basilicata in relazione all’opportunità di intraprendere azioni nelle sedi istituzionali di confronto con il Governo che vadano verso la regolarizzazione degli immigrati irregolari presenti sul territorio nazionale e regionale; tale regolarizzazione avrebbe un’importante valenza per la riduzione del rischio di esposizione al contagio, per il contrasto al lavoro nero e per garantire l’accesso al sistema delle tutele e degli ammortizzatori sociali a migliaia di lavoratrici e lavoratori che si trovano attualmente in condizioni di estrema difficoltà.
Pertanto, le OO.SS. ribadiscono che, alla situazione di precarietà ordinaria, oggi, si aggiunge quella straordinaria legata alle necessità emergenziale di mettere in condizione di sicurezza igienico-sanitarie tutto il complesso mondo dei migranti, formale ed informale, organizzando e programmando interventi e misure specifiche igienico–sanitarie mirate, impegnando le strutture della sanità pubblica e coinvolgendo le organizzazioni non governative impegnate nel campo sanitario internazionale in applicazione delle disposizioni normative, legislative e dei protocolli riguardanti la sicurezza generale e la sicurezza del mondo del lavoro.
Infine, le sottofirmatarie sigle sindacali, ritengono che il perpetuarsi dell’assenza delle misure e programmi per mettere in sicurezza igienico – sanitaria – COVID -19 - i migranti che si trovano sul territorio materano e regionale potrebbe ravvisarsi come una violazione alle precipue responsabilità di competenza della istituzione regionale.
| Cgil | Cisl | Uil |
| Eustachio Nicoletti | Giuseppe Amatulli | Bruno Di Cuia |
IL CASO A POLICORO. PAZIENTE COVID-19 DIMESSO MA DI NUOVO POSITIVO DOPO ALCUNI GIORNI
ESPEDITO MOLITERNI (COORDINATORE USCA DELLA ASM): "IL MONDO DELLA MEDICINA INTERNAZIONALE ANCORA NON CONOSCE NEI DETTAGLI IL CORONAVIRUS. LO DIMOSTRA LA VICENDA DEL CENTRO JONICO. AVERE RICADUTE DOPO LA GUARIGIONE CLINICA E VIROLOGICA, QUINDI, E' POSSIBILE". NON SAREBBE IL CASO DI EFFETTUARE ANCHE L'ESAME SIEROLOGICO PER LA RICERCA DELLE IGG (IMMUNITÀ) E DELLE IGM (INFETTIVITÀ) ALLA DIMISSIONE?
POLICORO – Il "caso" è scoppiato nella città jonica. Alcuni lettori del mio blog e della mia pagina Facebook hanno evidenziato nella giornata di ieri che il comunicato della Regione sull'aggiornamento dei casi di Covid-19 in Basilicata non riportava quello segnalato nella serata precedente dal sindaco Enrico Mascia. Ed effettivamente era così. Ovvio, chiedere spiegazioni al primo cittadino che ci ha dichiarato: "Si tratta di uno dei 4 pazienti positivi ricoverati a Tricarico, trasferito a Matera, dimesso negativo ma con obbligo di ripetere il tampone dopo alcuni giorni. Prelievo ripetuto con risultato positivo". Ordinanza di quarantena domiciliare, quindi, emessa dal sindaco con tamponi effettuati per tutti i contatti stretti del soggetto (la risposta dovrebbe aversi in giornata) e non inclusione nel report quotidiano regionale poichè si trattava di un caso già conteggiato. La "storia" apre ad alcune considerazioni. La prima è sui dati diffusi dalla Task force regionale che non comprendono, perciò, eventuali reinfezioni o ricadute di persone già contagiate. E' legittimo chiedere se si conosce il loro numero preciso? Le altre riflessioni sono di ordine comportamentale e scientifico. Se un paziente, infatti, come nel caso, viene dimesso come guarito sia da un punto di vista clinico (senza sintomi) sia virologico (due tamponi di controllo entrambi negativi) egli può riprendere, come accade, la sua vita quasi normale. Con la possibilità, purtroppo, di poter infettare, se ancora con virosi latente, altre persone. Allora? Allora occore capire che le norme di comportamnento (distanza, mascherina, guanti, e via discorrendo, vanno mantenute SEMPRE. Già, avete letto proprio SEMPRE. Vedremo oggi i risultati degli esami dei contatti stretti del paziente di Policoro. Ma ecco per gli aspetti tecnici cosa ci ha detto, a proposito, Espedito Moliterni, già responsabile del Servizio di igiene pubblica della Asm ed ora coordinatore delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziali) del Materano: "La verità è che il mondo della medicina internazionale ancora non conosce bene, nei suoi minimi dettagli, il Coronavirus. La vicenda di Policoro fa capire come la convivenza con esso sarà ancora molto lunga e difficile. Avere ricadute, infatti, dopo la guarigione clinica e virologica, come nello specifico, purtroppo, è possibile. Ma la ricerca, ne sono sicuro, ci condurra alla vittoria sul Covid-19". Non sarebbe auspicabile, aggiungiamo noi, effettuare, alla dimissione o dopo qualche tempo stabilito a livello di responsabili nazionali, anche il test sierologico per la ricerca degli anticorpi IgM (indice di infettività) ed IgG (indice di avvenuta immunità)?
COVID-19 BASILICATA. A BERNALDA GLI UNICI DUE CASI DEL MATERANO
ANTICIPAZIONE DEL GIORNALISTA MASSIMO BRANCATI SULLA SUA PAGINA FACEBOOK. TEST 285, NEGATIVI 280, POSITIVI 5. DATI CONFERMATI NEL COMUNICATO UFFICIALE DELLA REGIONE
ANTICIPAZIONE BRANCATI
Emergenza Covid-19, aggiornamento del 26 aprile (dati 25 aprile)La task force regionale comunica che in tutta la giornata di ieri, 25 aprile, sono stati effettuati 285 test per l’infezione da Covid – 19.
Di questi: 280 sono risultati negativi e 5 positivi.
I casi positivi riguardano:
2 il comune di Bernalda;
2 il comune di Gallicchio;
1 il comune di Moliterno.
Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 219. Ieri erano 218, ai quali vanno aggiunti 5 positivi e sottratte 4 persone guarite. Dall’inizio della pandemia sono stati effettuati 10.077 tamponi. Il totale dei tamponi risultati negativi è 9.709.
Ai 219 positivi vanno aggiunte nel complesso 25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 122 guariti, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle, 1 paziente di Padula Buonabitacolo riscontrato dal San Carlo e 8 pazienti
diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove si trovano in isolamento domiciliare.
Attualmente i pazienti ricoverati presso strutture ospedaliere lucane (Azienda ospedaliera San Carlo e Ospedale Madonna delle Grazie) sono 64 così suddivisi: Aor San Carlo: Malattie infettive 18, terapia intensiva 3, pneumologia 9; Madonna delle Grazie: malattie infettive 30 e terapia intensiva 4. I lucani in isolamento domiciliare sono 155.
COMUNICATO UFFICIALE REGIONE
Emergenza Covid-19, aggiornamento del 26 aprile (dati 25 aprile)
ore 11:38
Di questi: 280 sono risultati negativi e 5 positivi.
I casi positivi riguardano:
2 il comune di Bernalda;
2 il comune di Gallicchio;
1 il comune di Moliterno.
Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione sono 219. Ieri erano 218, ai quali vanno aggiunti 5 positivi e sottratte 4 persone guarite. Dall’inizio della pandemia sono stati effettuati 10.077 tamponi. Il totale dei tamponi risultati negativi è 9.709.
Ai 219 positivi vanno aggiunte nel complesso 25 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi), 122 guariti, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 1 paziente di Gioia del Colle, 1 paziente di Padula Buonabitacolo riscontrato dal San Carlo e 8 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove si trovano in isolamento domiciliare.
Attualmente i pazienti ricoverati presso strutture ospedaliere lucane (Azienda ospedaliera San Carlo e Ospedale Madonna delle Grazie) sono 64 così suddivisi: Aor San Carlo: Malattie infettive 18, terapia intensiva 3, pneumologia 9; Madonna delle Grazie: malattie infettive 30 e terapia intensiva 4. I lucani in isolamento domiciliare sono 155.
Tutti i test positivi verranno inviati all'Istituto superiore di sanità per la conferma di seconda istanza. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti avuti dalle persone risultate positive.
Il prossimo aggiornamento domani, 27 aprile, alle ore 12,00.
sabato 25 aprile 2020
SCANZANO JONICO. ORDINANZA DEL TAR DEL LAZIO
![]() |
| L'EX SINDACO RAFFAELLO RIPOLI QUANDO ERA IN CARICA |
IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA DIFFUSO DALL'EX AMMINISTRATORE COMUNALE SULLA PAGINA FACEBOOK "MOVIMENTO CIVICO SCANZANESE-RIPOLI SINDACO"
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR Lazio di Roma) chiamato a giudicare sul ricorso avverso lo scioglimento del consiglio comunale di Scanzano Jonico per infiltrazioni mafiose, proposto dall’ex sindaco Raffaello Ripoli e da altri consiglieri comunali, accogliendo la richiesta formulata dai predetti a mezzo dell’Avv. Gianni Di Pierri, ha ordinato al Ministro dell’Interno ed alla Prefettura di Matera di depositare entro 90 giorni agli atti di causa le relazioni su cui è stato fondato il citato decreto di scioglimento, nella loro forma integrale cioè senza gli innumerevoli “omissis” che le caratterizzano. Questo sia perché la produzione in forma integrale è “propedeutica” alla decisione, sia per garantire ai ricorrenti il pieno esercizio del diritto di difesa, altrimenti chiaramente compromesso. “È il provvedimento che speravamo di ottenere in questa fase del giudizio” ha commentato Ripoli, che ha espresso piena fiducia nell’operato della magistratura alla quale, ha continuato “bisogna offrire il quadro completo, reale e documentato dei fatti che sono stati riportati nelle relazioni prefettizie, solo così l’autorità giudiziaria potrà rendersi conto della inesistenza dei grotteschi addebiti contestati e della piena, totale ed assoluta lontananza ed estraneità dell’amministrazione da me rappresentata rispetto ad ogni possibile ambito delinquenziale che, come già provato al TAR, abbiamo sempre combattuto coraggiosamente con tutte le forze. Mi dispiace soltanto che occorre attendere i tempi tecnici della Giustizia per ridare alla città di Scanzano la dignità che merita”.
Il ricorso sarà infatti discusso e definito a Roma soltanto nel mese di dicembre.
SCANZANO JONICO. CARIELLO (LEGA): “NO AL CENTRO MIGRANTI A TERZO CAVONE”
![]() |
| IL CONSIGLIERE REGIONALE PASQUALE CARIELLO |
SCANZANO JONICO - “Prima il mio Comune”. Sembra uno slogan elettorale ma, invece, è la sintesi del ragionamento politico espresso da Pasquale Cariello, il primo consigliere regionale di questa entità territoriale oltre che il più giovane di età a sedere tra i banchi della massima assise territoriale locale. Il nostro interlocutore è deciso: “No al centro di accoglienza di circa 150 migranti di Terzo Cavone in quella che era la Città della pace per i bambini vittima dei conflitti. Noi viviamo di turismo ed agricoltura. Una struttura del genere non ci serve. Mi opporrò con tutte le mie forze”. Come? “Lunedì farò un accesso agli atti per capire quanti soldi sono stati sperperati per quel cantiere incompiuto. Ho visto, però, che, sinora, c'è stata una dichiarazione di un tecnico della Regione e non di un politico”.
E qui abbiamo dovuto precisare. Guardi che non si tratta di dichiarazioni. La firma all'accordo tra Comune e Regione alla base della destinazione a Terzo Cavone del Centro di accoglienza è di Maria Teresa Lavieri, direttrice generale del Dipartimento presidenza, allo scopo delegata legale rappresentante dell'ente guidato dal governatore Vito Bardi. Si tratta di un atto ufficiale che, dopo la firma delle tre commissarie prefettizie in carica al Comune, permetterà alla Regione di utilizzare due milioni di euro del Ministero dell'interno per ristrutturare e completare la “Città” ai fini della nuova destinazione.
“E' necessaria da parte mia - ha ripetuto l'esponente del partito di Salvini - fare una ricognizione di quanto è stato speso e di quanto è accaduto. Metterò la mia opposizione su un tavolo di discussione alla Regione. Difenderò a denti stretti il mio territorio. Soprattutto in questo momento in cui la pandemia da Coronavirus sta aggredendo tutto il mondo”.
Forse che il Consigliere regionale di Scanzano non viene informato di quanto bolle in pentola nella Giunta Bardi per quanto riguarda il suo Comune? Il presidente non l'ha informata di quanto deve accadere qui?
“Siamo stati informati che stava andando avanti questo progetto. Esso, però, parte da lontano”.
E' vero. Parte da almeno 15 anni anche se adesso il centrodestra in carica alla Regione lo ha fatto proprio. Mi sembra strano che la Lega abbia fatto un gran rumore, ad esempio, a Policoro per l'accoglienza di poche famiglie nella zona di Madonnella mentre a Scanzano Jonico il suo partito al governo della Basilicata, tranne lei, ha accettato questo progetto per accogliere 150 lavoratori stagionali extracomunitari. Come le mettiamo consigliere?
“Io difendo il mio territorio. Gli altri possono fare quello che vogliono. Ma dico che le cose non saranno come le ha indicate lei. Nella prossima settimana la maggioranza prenderà le sue decisioni in merito”.
In concreto: cosa farà per difendere il territorio? Chiamerà la gente a scendere in piazza? Si legherà ai cancelli della “Città della pace”? Impedirà alle ruspe di entrare nel cantiere per la necessaria ristrutturazione?
“Le farò sapere concretamente come agirò appena avrò tutti gli atti in mano. Combatterò per difendere il mio territorio”.
Lei è la seconda volta che assume posizioni contro decisioni del Governo regionale. La prima per l'ospedale da campo a Policoro, ora per il Centro migranti a Scanzano Jonico. Non teme per il suo futuro politico?
Cariello: “No. Io la politica la faccio per passione. Per me vengono prima la mia gente ed il mio territorio”.
POLICORO. LETTERA DEL GEOMETRA MARIO CHIPPARI A CONTE E BARDI
“IL
BONUS DI 600 EURO DELLO STATO E QUELLO DA 1000 EURO DELLA REGIONE
NEGATI AGLI INVALIDI CIVILI. UNA DISCRIMINAZIONE VERA E PROPRIA ANCHE PER CHI E' MALATO DI NEOPLASIA. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ED IL GOVERNATORE
DELLA BASILICATA PONGANO RIMEDIO A QUESTA INGIUSTIZIA ED ATTUINO
QUELLE MISURE DI INCLUSIONE TANTO DECANTATE ED ANNUNCIATE”
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DEL TECNICO POLICORESE
Sono un geometra lucano, un libero professionista.
Ma sono anche un malato oncologico.
Faccio parte di quella schiera di persone che ha combattuto in silenzio un mostro chiamato “cancro” e vi posso assicurare che durante la mia malattia non ho mai pronunciato questo bruttissimo termine.
Faccio parte di quelle persone che quando hanno bisogno di qualcosa si avvicinano in punta di piedi e la chiedono a bassa voce per non creare disagio ma, forse, anche perché non vogliono la compassione di nessuno.
Perché non piace e perché non è giusto. Ho sempre cercato di rispettare il prossimo e, in particolare, le persone disagiate, in difficoltà. Ho sempre pagato le tasse. Tutte.
Ma mai e poi mai avrei pensato che in questo momento, dove tutti dovremmo aiutare tutti, una categoria come gli “invalidi” (già con tanti problemi perché, appunto, invalidi e soggetti a visite di controllo, terapie, viaggi della speranza e chi più ne ha più ne metta!) fosse così bistrattata e messa ai margini.
Forse siamo da “rottamare” perché “ROTTI” in qualcosa? Di certo nell’umore!
Si, “ci siamo rotti” perché chi dovrebbe tutelarci ci abbandona e, come scrive nei suoi decreti ed emendamenti, aiuta solamente le persone “SANE”.
Da persona “invalida”, cioè “rotta”, percepisco mensilmente una miseria ma, da libero professionista, sono regolarmente iscritto.
E pago le tasse.
In questo momento così difficile in cui avremmo bisogno di aiuto, il Premier Conte ci riempie di decreti, delibere, stanzia tanti fondi.
Ma questi fondi sono proprio per tutti?
Secondo lui si; ma si sa, tra il dire il fare c’è di mezzo il mare.
Secondo il nostro Presidente, il bonus da € 600,00 aiuterebbe a superare la tempesta covid”, salvo poi scoprire, leggendo e rileggendo i decreti, articoli su articoli, che alla categoria “invalidi” si trova una bella sorpresa: non possiamo usufruire del bonus “perché titolari di pensione di invalidità”.
Stessa sorte tocca al bando regionale per i professionisti, che condivide gli stessi criteri nazionali. Scopro, infatti, con grande rabbia e delusione, che il Bonus è riconosciuto a tutti i “lavoratori autonomi e i liberi professionisti che hanno subìto un danno economico da Coronavirus” mentre viene negato ai lavoratori che percepiscono un assegno/pensione ordinario di invalidità, a cui si ha diritto in virtù dei contributi versati e della condizione di grave disabilità compatibile con la prosecuzione dell'attività lavorativa, seppur in forma ridotta.
E’ particolarmente evidente che, a parità di condizioni, chi ci dovrebbe tutelare ci ha negato in modo ingiusto e discriminatorio di usufruire del bonus e quindi negato a noi lavoratori in condizione di maggiore fragilità.
Oltre al danno, la beffa!
Faccio appello al Premier Conte e al Presidente lucano Bardi affinché rivedano questa forma di discriminazione e attuino concretamente quelle misure di inclusione sempre tanto decantate e annunciate.
Mario Chippari
Geometra - Policoro (MT)
Iscriviti a:
Post (Atom)






