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| VIGNETTA DI PIETRO SIMONETTI |
All'esito di una ricerca documentale con esperti di informatica, emerge un quadro tecnico tanto disarmante quanto grottesco sull'oscuramento dei servizi digitali lucani.
Zero hacker russi o pirati del dark web. La realtà è molto più locale e deprimente: la faraonica architettura digitale della Regione Basilicata si è liquefatta perché l’impianto di aria condizionata ha smesso di funzionare, mandando in tilt il "cervellone" del Data Center Unico Regionale.
💥 Cosa è successo davvero?
- L'effetto forno: Senza aria gelida 24 ore su 24, le temperature nella sala server sono schizzate a livelli da altoforno, facendo scattare i sensori di protezione per evitare incendi.
- Il disastro nei servizi: Sanità al collasso con CUP e referti bloccati all'ASM di Matera, portale dell'Unibas oscurato, Consiglio regionale rinviato e bandi congelati.
- Mancanza di ridondanza: La totale assenza di un piano di disaster recovery o di un centro dati gemello ha fatto crollare l'intera regione come un castello di carte.
🛠️ Le tre azioni immediate richieste dal CSERES (Centro Studi e Ricerche Economiche e Sociali):
1. 🔍 Verifiche ispettive indipendenti sulla gestione e sui contratti informatici.
2. ⚠️ Penali severe per i fornitori in caso di mancata ridondanza e continuità dei servizi.
3. 🌐 Un polo di continuità geografica esterno, realmente operativo e non solo sulla carta.
Finchè la cosa pubblica tratterà le infrastrutture strategiche come appendici invisibili da ignorare fino al guasto, continueremo a pagare consulenze d'oro per ritrovarci con i servizi spenti dal caldo.
Di PIETRO SIMONETTI - CSERES

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