L'operazione "Terra di confine" dei Carabinieri di Taranto ha sventato una rete di caporalato e sfruttamento agricolo tra Puglia e Basilicata (province di Taranto e Matera).
Provvedimenti e Numeri
- 6 persone agli arresti domiciliari e 19 indagati complessivi (tra caporali, intermediari e datori di lavoro).
- Sequestro preventivo di beni per un valore stimato di oltre 1 milione di euro (furgoni, terreni, immobili, prefabbricati e aziende).
Il Sistema di Sfruttamento
- Reclutamento e sottomissione: I braccianti (prevalentemente stranieri, arrivati in Italia dopo viaggi drammatici via Libia/Mediterraneo) venivano agganciati anticipando loro i soldi del viaggio, creando un debito che li rendeva totalmente dipendenti. Documenti ritirati dal promotore.
- Condizioni abitative degrading: Alloggiati in seminterrati sovraffollati con impianti elettrici a rischio o in prefabbricati di lamiera roventi d'estate e gelidi d'inverno.
- Lavoro e trasporti: Trasportati con una "flotta" di furgoni dell'organizzazione. Turni gravosi, paghe inferiori ai contratti o assenti, nessuna formazione sulla sicurezza nè DPI (spesso fatti comprare dai lavoratori sotto minaccia). In un'azienda era presente un sistema di videosorveglianza per controllare i braccianti.
· Crudeltà negli infortuni: Particolarmente cruda un'intercettazione in cui il promotore, informato dell'infortunio di un bracciante non in regola, mostrava totale disinteresse per la sua vita invitando a disfarsene.
Altri Aspetti dell'Inchiesta
- Coinvolgimento di un ex Carabiniere: Un militare in congedo è indagato per aver fornito informazioni riservate su controlli e verifiche al capo dell'organizzazione.
- Reati finanziari e reati spia: Contestate anche frodi ai danni dello Stato, falso e corruzione per l'erogazione di fondi pubblici tramite falsi certificati medici, oltre all'intestazione fittizia di beni per evitare i sequestri.
Presunzione di innocenza: Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.




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