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| MARINA DI NOVA SIRI. SALVATORE SI RECA AL LIDO PAGIA (FOTO MELE) |
SALVATORE SCARPATO DA 22
ANNI VIVE TRA NAPOLI ED IL CENTRO JONICO ANCHE SE SI CONSIDERA
CITTADINO DEL MONDO. QUI DA NOI EGLI HA OPERATO PER FAR CRESCERE
L'INTEGRAZIONE. AD OGNI LIVELLO. COSÌ, CI TIENE A METTERE IN
EVIDENZA CHE SULLO JONIO “È STRANO MA FA NOTIZIA UNO STABILIMENTO
BALNEARE CHE DÀ L'ACCESSIBILITÀ PER LA FRUIZIONE DI SPIAGGIA E MARE
A TUTTI, ANCHE A ME”. SCARPATO CI HA MANDATO UNA SUA NOTA IN CUI
PARLA DEL LIDO PAGIA E DELLA NECESSITÀ, PER LEGGE, CHE TUTTE LE
STRUTTURE, NESSUNA ESCLUSA, ELIMININO LE BARRIERE ARCHITETTONICHE.
“LA NORMATIVA EUROPEA DICE CHE TUTTE
LE OFFERTE TURISTICHE DEVONO ESSERE INCLUSIVE.
I SERVIZI VANNO CONCEPITI ED ORGANIZZATI “PER TUTTI”. ANCHE PER
ME. AL GIORNO D’OGGI NESSUN GRUPPO CON ME DENTRO ACCETTERÀ DI
DIVIDERSI PERCHÉ LA BASILICATA NON È SUFFICIENTEMENTE ACCESSIBILE,
SEMPLICEMENTE CAMBIERÀ DESTINAZIONE”.
IL
TESTO DELLA LETTERA DI SALVATORE SCARPATO
Strano ma fa NOTIZIA che uno stabilimento balneare
dia l’accessibilità per la fruizione di spiaggia e mare a TUTTI.
È importante sottolineare che a Nova Siri, in questa estate 2020, lo
stabilimento balneare PaGia abbia ulteriormente migliorato
l’accessibilità curando la vivibilità degli spazi e dei servizi
con passerelle agevoli, piattaforme ombreggianti ampie e la
disponibilità di sedia Job di ultima generazione, oltre a personale
in grado di gestire ogni esigenza.
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| Foto Scarpato |
Non è un percorso di pari
opportunità cosi come è previsto dalle leggi europee ma una
encomiabile iniziativa di civiltà di un operatore a fronte della
carenza di strutture e servizi.
L’agenda politica, però, va in direzione opposta.
A conquistare le prime pagine, infatti, è la polemica seguita alla
richiesta di creare uno stabilimento balneare, dalla
stampa definito “per disabili”, fra i fautori di una possibilità
“finalmente” ed i detrattori di una iniziativa intesa quale
“ghetto”.
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| Foto Scarpato |
Eppure sono gli stessi
organi informativi e sono gli stessi politici che nel 2009 animarono,
da protagonisti, la discussione per la inesitata richiesta
dell’amministrazione comunale di realizzare a Nova Siri il progetto
“Spiaggia e mare per tutti”. Si voleva dimostrare la possibilità
imprenditoriale di inserire percorsi inclusivi nei “normali”
circuiti turistici-ricreativi attraverso una accessibilità
indistintamente senza esclusioni anche con servizi per il superamento
delle difficoltà. È scomparso fra l’indifferenza e la crisi di
presenze. Invece, è stato scientificamente evitato:
di segnalare che
nella fascia costiera lucana la mai affrontata mancanza di idonei
servizi alla accessibilità di fatto ha creato “esclusione”,
anche e non solo di presenze turistiche;
che il
riconoscimento della Bandiera Blu, senza i servizi per il
benessere e di contrasto al degrado, come la liberazione dai
mozziconi e l’accessibilità pubblica alla spiaggia ed al mare,
non riconosce la giusta qualificazione del territorio ma è solo
una operazione spot;
che sono spesso
ignorate e NON attuate le leggi europee;
che da anni il
turismo internazionale è proiettato verso mete ESCLUSIVAMENTE
accessibili a tutti, prevedendo alti standard qualitativi
inclusivi;
che certi luoghi
turistici italiani hanno continuato ad incrementare le presenze
anche perché da 20 anni contrastano il degrado di suoli, spiagge
e mare;
che anche a Nova
Siri da anni sono state avviate le stesse campagne contro il
degrado ambientale ma con minore efficacia a causa del mancato
patrocinio istituzionale.
Proviamo a rappresentare
noi la normativa europea: tutte le offerte turistiche devono essere
inclusive. Negli ultimi 20 anni, infatti, il turismo sociale dedicato
va dissolvendosi mentre si afferma l’inesorabilità di servizi
qualitativi ed inclusivi. Offerte e servizi vanno concepiti ed
organizzati “per tutti” in nome della massima fruizione
possibile. Al giorno d’oggi nessun gruppo accetta di dividersi
perché la Basilicata non è sufficientemente accessibile,
semplicemente cambia destinazione. Come puntualmente verifichiamo dai
dati reali!
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| Foto Scarpato |
Non dobbiamo rassegnarci
ma continuare ad impegnarci per ampliare la scarsa cultura
dell’inclusione. Nella cultura inclusiva che vogliamo l’architetto
progetta nell’accoglienza, nell’ospitalità e nel rispetto della
dignità della vita, puntando alla massima utilizzazione e fruizione
dell’edificio, senza barriere e scale, perché non vuole che la
“sua” opera contribuisca a creare differenze ed emarginazione.
Scrivere, allora, di uno
stabilimento balneare che ha fatto dell'accoglienza la propria
identità è diffondere cultura inclusiva.
Ma attenzione diamo la
notizia del caso isolato perché la cultura dell’inclusione, quando
c’è, non si nota.
Prendiamo spunto da
Bertold Brecht: “Povero quel paese che è costretto ad affrontare i
problemi per la differenza fra le persone”. Ed è un vero peccato,
perché Nova Siri e l’intera Basilicata sono meravigliosi e
meritano sicuramente di meglio.
SALVATORE SCARPATO
NOVA SIRI 04.07.2020