Visualizzazioni totali

martedì 5 gennaio 2021

POLICORO. LA CRISI POLITICO-AMMINSITRATIVA DELL'ANNO NUOVO

MINORANZA COMPATTA: “ENNESIMO BALLETTO. CHIEDIAMO UN CONSIGLIO COMUNALE PER AVERE SPIEGAZIONI SULLE DIMISSIONI DELL'ASSESSORE TITTI CACIATORE E SULLA FUORIUSCITA DALLA MAGGIORANZA DEL CONSIGLIERE CARMINE AGRESTI”

IL COMUNICATO STAMPA DEI CONSIGLIERI DI MINORANZA

I consiglieri comunali di minoranza di Policoro, compatti, hanno chiesto un consiglio comunale per avere spiegazioni sull’ennesimo balletto che si sta consumando all’interno della maggioranza e che si traduce, ancora una volta, nelle dimissioni dell’assessore Cacciatore e stavolta anche nella fuoriuscita del consigliere Carmine Agresti.

La città non merita tutta questa precarietà – dicono i consiglieri – soprattutto in un momento così delicato in cui dalla scuola alle attività economiche, dalla sanità all’agricoltura, non c’è comparto che non rischi il collasso con ripercussioni sociali ed economiche gravissime.

E in tutto questo, a Policoro, anziché restare seriamente sui temi e cercare soluzioni, si gioca con le poltrone e le postazioni creando confusione all’interno della casa comunale ed immobilismo nella città.

Un minimo di senso responsabilità, continuano i consiglieri, impone, di andare in consiglio comunale a discutere dalla grave situazione di stallo inevitabilmente aggravata dall’ennesimo strappo tutto interno alla maggioranza.

Se poi il sindaco Enrico Mascia, o chi per lui, non ha più la voglia o i numeri per amministrare, faccia una volta tanto un gesto di dignità: rassegni lui irrevocabilmente le sue dimissioni e si vada verso una nuova fase che torni a dare speranza all’intera città di Policoro”.

Enrico Bianco
Gianni Di Pierri
Benedetto Gallitelli
Giuseppe Maiuri
Gianluca Modarelli
Giuseppe Montano
Massimiliano Padula

IL DEPOSITO DELLE SCORIE NUCLEARI D'ITALIA IN BASILICATA? GRAZIE, NO

LA TABELLA DELLA CNAPI RELATIVA A BASILICATA E PUGLIA

CORO DI REAZIONI NEGATIVE DOPO LA PUBBLICAZIONE DELLA CARTA DEI SITI POTENZIALMENTE IDONEI (CNAPI) A CIMITERO ATOMICO. DICIASSETTE LE AREE PRESENTI TRA BASILICATA E PUGLIA. MA ECCO I NO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE VITO BARDI E DELL'ASSESSORE GIANNI ROSA, DELL'ASSOCIAZIONE SCANZIAMO LE SCORIE, DEI COMUNI DI MONTALBANO JONICO E BERNALDA. PER ORA

PRESIDENTE VITO BARDI ED ASSESSORE AMBIENTE GIANNI ROSA

(ANSA) - La Regione Basilicata "si opporrà con tutte le sue forze ad ogni ipotesi di ubicazione nel proprio territorio del deposito nazionale di rifiuti radioattivi", Lo ha detto il presidente della Regione, Vito Bardi, in una nota firmata anche dall'assessore all'ambiente, Gianni Rosa.

Nella consultazione pubblica prevista dopo la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), la Regione Basilicata presenterà "una serie di osservazioni negative che in queste ore sono in corso di elaborazione".

 

 PASQUALE STIGLIANI, PORTAVOCE ASSOCIAZIONE SCANZIAMO LE SCORIE

PRONTI A MOBILITARCI PER DIFENDERE NUOVAMENTE LA BASILICATA DALLE SCORIE RADIOATTIVE

La pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi conferma quello che abbiamo da sempre temuto. Anche la Basilicata è coinvolta nella scelta per l'individuazione del deposito. L'Associazione Antinucleare ScanZiamo le Scorie conferma la posizione motivata da sempre. NO ALLE SCORIE. Il territorio della Basilicata non è idoneo ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. La Regione Basilicata e gli Enti coinvolti facciano risentire nuovamente e con forza la loro contrarietà a qualsiasi ipotesi di ubicazione nel nostro territorio. Nei prossimi giorni terremo iniziative di informazione e controinformazione per scongiurare tale ipotesi che pregiudicherebbe l'economia locale in particolare il turismo e l'agricoltura. Per le Istituzioni locali che sono coinvolte e che vogliono mobilitarsi mettiamo a disposizione l'esperienza dell'Associazione Antinucleare.


GIUSEPPE DI SANZO ,VICESINDACO MONTALBANO JONICO


Al lavoro dalle prime ore della mattina per formulare entro il termine di 60 giorni le nostre osservazioni tecniche e politiche di grande contrarietà al sito unico. Né a Montalbano, né in Basilicata!!! Passano gli anni ma siamo coerenti alla nostra idea del 2003 contro le scorie e del referendum contro le trivelle: per noi sviluppo significa agricoltura, turismo, cultura.

NO TUTTA LA VITA AL NUCLEARE E ALLE SUE SCORIE, SPECIALMENTE SUL NOSTRO TERRITORIO !!!


COMUNE DI BERNALDA

Constatato l’inserimento di BERNALDA nella lista dei potenziali siti idonei a deposito di scorie nucleari, l’amministrazione comunale desidera comunicare che tale decisione sarà combattuta con ogni mezzo e MAI permetterà una cosa del genere sul nostro territorio in quanto in nettissimo contrasto con la vocazione agricola, culturale, archeologica, turistica del luogo.

Il nostro territorio é sempre stato un deposito di meraviglie, da quasi 3000 anni, MAI sarà un deposito di scorie: spiegheremo a chi di dovere il clamoroso errore di valutazione confidando in un rapido accoglimento delle nostre ragioni.

Difenderemo il nostro territorio senza risparmiarci e siamo certi che troveremo tutta la comunità lucana, non solo quella bernaldese, coesa in questa azione di contrasto ad una scelta clamorosamente errata.

CIMITERO ATOMICO. ECCO LA CARTA DEI SITI IDONEI


PARTICOLARE DELLA CNAPI

CI SONO ANCHE MONTALBANO, BERNALDA, MONTESCAGLIOSO, MATERA, IRSINA. 17 LE AREE DI BASILICATA E PUGLIA INSERITE NELLA CNAPI (CARTA NAZIONALE DEI SITI POTENZIALMENTE IDONEI)

IL CORRIERE DELLA SERA

NUCLEARE, ECCO LE 67 AREE IDONEE PER IL DEPOSITO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI ITALIANI

DI STEFANO AGNOLI

05 GEN 2021

Dopo sei anni di attesa esce nel cuore della notte tra il 4 e il 5 gennaio la mappa delle aree che potranno ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani, la cosiddetta «Cnapi», Carta delle aree potenzialmente idonee. È il documento dove sono state individuate 67 aree che soddisfano i 25 criteri stabiliti nel 2014-2015. Si tratta di Comuni raccolti in cinque macrozone, che potremmo definire così: Piemonte con 8 aree tra le province di Torino e Alessandria (Comuni di Caluso, Mazzè, Rondissone, Carmagnola, Alessandria, Quargento, Bosco Marengo e così via); Toscana-Lazio con 24 aree tra Siena, Grosseto e Viterbo (che comprendono i Comuni di Pienza, Campagnatico, Ischia e Montalto di Castro, Canino, Tuscania, Tarquinia, Vignanello, Gallese, Corchiano); Basilicata-Puglia con 17 aree tra Potenza, Matera, Bari, Taranto (Comuni di Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Gravina, Altamura, Matera, Laterza, Bernalda, Montalbano, Montescaglioso); poi le Isole, con la Sardegna (14 aree) in provincia di Oristano (Siapiccia, Albagiara, Assolo, Usellus, Mogorella, Villa Sant’Antonio) e nel Sud Sardegna (Nuragus, Nurri, Genuri, Setzu, Turri, Pauli Arbarei, Ortacesus, Guasila, Segariu, Villamar, Gergei e altri); e la Sicilia, 4 aree nelle province di Trapani, Palermo, Caltanissetta (Comuni di Trapani, Calatafimi, Segesta, Castellana, Petralia, Butera). La mappa nei dettagli si può consultare sul sito depositonazionale.it .


Spesa prevista 900 milioni

Qualche giorno fa i ministeri dello Sviluppo economico e quello dell’Ambiente avevano finalmente dato il «nulla osta» alla pubblicazione della mappa, tenuta rigorosamente chiusa nei cassetti della Sogin, la società che si occupa dello smantellamento delle vecchie centrali, per tutto questo tempo. La Sogin ha tenuto un consiglio straordinario lo scorso 31 dicembre. Dalla pubblicazione del 5 gennaio inizia il processo che nel giro di qualche anno porterà alla localizzazione del sito che in un primo momento dovrà contenere 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media intensità e poi anche 17 mila metri cubi ad alta attività, questi ultimi per un massimo di 50 anni (per poi essere sistemati in un deposito geologico di profondità di cui al momento poco si sa). Spesa prevista? Per il Deposito e il Parco tecnologico è prevista una spesa di 900 milioni di euro, che saranno prelevati dalle componenti della bolletta elettrica pagata dai consumatori.


I criteri

Nel suo documento del 2014 l’Ispra aveva identificato almeno 28 tra criteri ed aree di esclusione. Criteri geologici a cui se ne aggiungono altri amministrativi. E altri ancora di convenienza e buon senso: anche se le isole, Sicilia e soprattutto Sardegna, sono comprese, per loro si unirebbe alle altre complessità anche il problema del trasporto. Le prime aree da scartare sono state comunque quelle vulcaniche, e poi quelle sismiche o interessate a fenomeni di faglia; quelle soggette a frane e inondazioni, o in fasce fluviali o in depositi alluvionali preistorici; le aree al di sopra di 700 metri di altitudine o con pendenze superiori al 10%. E ancora: quelle sino alla distanza di 5 chilometri dalla costa, in zone carsiche o vicine a sorgenti o a Parchi nazionali o luoghi di interesse naturalistico; bisogna poi mantenere un’«adeguata distanza» dai centri abitati; almeno un chilometro da autostrade, strade statali o linee ferroviarie; bisogna tenersi lontani da attività industriali, dighe, aereoporti, poligoni militari, zone di sfruttamento minerario.

 

78mila metri cubi di scorie radioattive

La superficie necessaria al Deposito sarà tutto sommato modesta, e pari a 150 ettari, di cui 110 per il Deposito e 40 per il Parco tecnologico. Una volta riempito, il Deposito avrà tre barriere protettive, e sarà poi ricoperto da una collina artificiale, una quarta barriera, e da un manto erboso. Le barriere ingegneristiche dovranno garantire l’isolamento dei rifiuti radioattivi per più di 300 anni, ovvero fino al loro decadimento a livelli tali da non essere più nocivi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Si tratterà di 78mila metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media attività: 50mila dallo smantellamento degli impianti nucleari italiani (ancora quasi tutto da fare, si parla del 2036) e 28mila dalla ricerca, medicina nucleare e industria. Circa 33mila sono già stati prodotti, gli altri 50mila sono previsti per il futuro. Bisognerà poi trovare posto, (compresi nei 17mila metri cubi ad alta attività) a circa 400 metri cubi assai pericolosi, costituiti da combustibile non riprocessabile o da combustibili mandati in Francia e Gran Bretagna (a pagamento) per essere riprocessati, e che decadono in migliaia di anni. Resteranno nel Deposito per essere avviati a uno stoccaggio di profondità, anche se per ora non si sa dove, come e quando. Di certo c’è che, ad esempio, ad oggi a Trisaia in Basilicata alcuni contenitori che hanno 50 anni contengono una soluzione liquida di uranio arricchito, mentre a Saluggia, vicino a Vercelli e in riva alla Dora Baltea, giacciono 230 metri cubi di rifiuti liquidi ad alta attività sempre dentro a contenitori di 50 anni fa. Dopo l’alluvione del 2000 l’allora commissario Enea e premio Nobel Carlo Rubbia dichiarò che si era «sfiorata una catastrofe planetaria».

 

L’iter e la consultazione pubblica. Poi la costruzione.

Che cosa accadrà ora? Nei sessanta giorni successivi alla pubblicazione del 5 gennaio parte la «consultazione pubblica». Le Regioni, gli enti locali e i soggetti interessati potranno formulare le loro osservazioni e proposte tecniche alla Sogin. È la prima consultazione pubblica che si svolge in Italia. In generale l’iter non si preannuncia facile, visto che bisognerà raccogliere il consenso delle comunità interessate e delle istituzioni locali. La consultazione pubblica durerà in tutto quattro mesi, compreso anche il «seminario nazionale» che Sogin dovrà organizzare, e una successiva rielaborazione di tre mesi che darà luogo alla «Carta nazionale delle aree idonee». Poi si passerà alla fase delle «manifestazioni di interesse» dei territori. Il tutto in un periodo di pandemia, con le immaginabili difficoltà che si aggiungeranno ad una procedura di per sé complessa. Una volta individuato il sito serviranno quattro anni per la costruzione.


Il peso su governo e politica, il ruolo di Sogin

Ma dopo i rinvii «politici» per le Regionali del 2015, il referendum costituzionale del 2016, le elezioni del 2018, il cambio di governo con il Conte2, e dopo la procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea a fine ottobre scorso, non si poteva più aspettare. Qualche settimana fa molti comitati e associazioni ambientaliste piemontesi (in particolare del vercellese e della Valsesia) avevano scritto ai ministri Stefano Patuanelli e Sergio Costa proprio per sollecitare la pubblicazione della Carta. Ora, con il nulla osta, è verosimile che la questione della localizzazione, e del potenziale “nimby” che comporta (“not in my backyard”, non nel mio giardino) possa creare un motivo ulteriore di dibattito in un momento delicato per il governo Conte. Infine resta l’interrogativo sulle capacità dell’attuale Sogin di condurre in porto la realizzazione. Nata nel 2001, costa agli italiani circa 300 milioni l’anno. Di rinvio in rinvio ha programmato la fine del decommissioning nucleare italiano al 2036, 49 anni dopo il referendum del 1987. Qualche dubbio è lecito.

lunedì 4 gennaio 2021

LA VACCINAZIONE ANTI COVID-19 IN ITALIA IN TEMPO REALE

 

VOLETE SAPERE QUANTI SONO I VACCINATI CONTRO IL COVID-19 IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE, CATEGORIA PER CATEGORIA E PER FASCE DI ETA'? PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, COMMISSARIO STRAORDINARIO COVID-19 E MINISTERO DELLA SALUTE, HANNO MESSO A DISPOSIZIONE UNA APPOSITA PAGINA

REPORT VACCINI ANTI COVID-19

Sono disponibili i dati sulla vaccinazione contro COVID-19.

I dati, in continuo aggiornamento, comprendono il numero totale dei vaccinati e il prospetto diviso per Regioni e Province Autonome, insieme agli aggiornamenti per categorie.

Nella sezione è anche possibile consultare i dati e le statistiche circa la somministrazione dei vaccini su tutto il territorio nazionale.

CLICCARE SUL SEGUENTE LINK

COVID-19 BASILICATA. REBUS GUARIGIONI: 72 NEL POTENTINO, 2 NEL MATERANO

METAPONTINO CON ZERO NUOVI CASI PER IL SECONDO GIORNO CONSECUTIVO. NEL MATERANO SIAMO A 12 RISPETTO A 6. UN RICOVERATO IN TERAPIA INTENSIVA AL SAN CARLO DI POTENZA E 3 AL MADONNA DELLE GRAZIE. RISALGONO I DECESSI, 5, A FRONTE DI 1 DEL REPORT DI IERI. MA SCENDE AL 7,8%, CONTRO IL 12%, L'INDICE DI POSITIVITA'. TUTTI GLI ALTRI NUMERI ANTICIPATI DAL GIORNALISTA MASSIMO BRANCATI IN ATTESA DI QUELLI DELLA TASK FORCE REGIONALE SONO LEGGIBILI CLICCANDO SUL LINK

I NUMERI ANTICIPATI OGGI DA MASSIMO BRANCATI

Metapontino libero da Covid-19 per il secondo giorno consecutivo del 2021. Sarà un anno che porta bene? E' sceso, infatti, al 7,8% rispetto al 12% l'indice di positività, vale a dire il rapporto positivi/tamponi. Gli esami molecolari analizzati nelle 24 ore precendenti sono stati 563, contro i 728 del report di ieri, con i nuovi contagiati a 44, sei non lucani, rispetto a 87 (11 extraregionali). Ma ecco tutte le altre cifre di oggi come anticipate dal giornalista Massimo Brancati, in attesa di quelle ufficiali della Task force regionale anti Coronavirus: i guariti sono stati 77 (3 non lucani), con soltanto 2 nel Materano, rispetto ai 31 precedenti, 3 nella provincia di Matera. Un divario assurdo di guarigioni tra Potentino e Materano che abbiamo denunciato da tempo, inascoltati. Evidentemente dai centri della Provincia di Matera non arrivano i dati relativi al centro potentino. Con cifre complessive sullo stato della pandemia in regione che potrebbero essere, probabilmente, falsati. Ma andiamo avanti. I ricoveri totali, alla data di ieri, erano 98, due in meno rispetto a 24 ore prima; 4, uno in più, quelli in Terapia intensiva, 1 al San Carlo di Potenza. E sono risaliti i decessi 5, uno Albano di Lucania, 1 Avigliano, 1 Muro Lucano, 1 Potenza, 1 Ripacandida (domiciliato a Potenza), contro 1 riportato ieri. Nella nostra provincia, infine, i nuovi casi sono stati 12, otto Matera, 3 Miglionico, 1 Montescaglioso, contro i 6 di 24 ore fa.

domenica 3 gennaio 2021

TURSI. DISSERVIZI LINEE MOBILI. COSMA PROTESTA

IL PRIMO CITTADINO ALZA LA VOCE: "È DALLA SERA DEL 1 GENNAIO CHE SI REGISTRANO GRAVI PROBLEMI SULLA RETE MOBILE IN PARTICOLARE SUL FORNITORE VODAFONE. MI RISERVO DI ADOTTARE PROCEDURE PIÙ INCISIVE VERSO GLI ORGANI COMPETENTI PER POTER TUTELARE I DIRITTI DELLA MIA GENTE E DELLA MIA CITTÀ"

IL COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO SALVATORE COSMA

TURSI - È dalla sera del 1 Gennaio che nel territorio cittadino si registrano gravi problemi sulla rete mobile in particolare sul fornitore Vodafone. 

Quasi 48 ore in cui nessuno è stato in grado di risolvere la questione nonostante i numerosi solleciti che anche il sottoscritto ha mosso per segnalare questa vergognosa situazione.

Il territorio della mia città non è tristemente nuovo a questo tipo di disservizio e mi auguro che oltre alla consueta riparazione, venga fatto anche un potenziamento della rete vista anche la necessità di bambini e ragazzi di usufruire di un servizio ottimale per espletare la didattica a distanza in questi giorni.

Mi auguro che non trascorra altro tempo per poter ripristinare quanto accaduto riservandomi di adottare procedure ancora più incisive verso gli organi competenti per poter tutelare i diritti della mia gente e della mia città.

OSPEDALE TINCHI. STRISCIA LA SALUTE

UNDICI ANNI FA LA CHIUSURA DELL'OSPEDALE PISTICCESE. E IN QUESTI GIORNI IL COVID CHE, COME DOCUMENTATO RECENTEMENTE DA STRISCIA LA NOTIZIA, DALLA RAI E DA ALTRE TESTATE GIORNALISTICHE, HA MESSO A NUDO L’INUTILIZZO DI UNA STRUTTURA OSPEDALIERA ECCELLENTE COME TINCHI CHE AVREBBE POTUTO SUPPORTARE OTTIMAMENTE L’IMPATTO DELLA PANDEMIA”. LO DICONO IN UN COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO IL MOVIMENTO ASTENSIONISTA POLITICO ITALIANO E IL COMITATO CITTADINIATTIVI DI BERNALDA-METAPONTO. AL DOCUMENTO È STATO ALLEGATO UN VIDEO DI PISTICCI.COM SULL'ARRIVO NEL NOSOCOMIO “A. LO DICO” DI FABIO E MINGO, ALLORA CORRISPONDENTI PROPRIO DI STRISCIA LA NOTIZIA

IL COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DEL MOVIMENTO ASTENSIONISTA POLITICO ITALIANO E DEL COMITATO CITTADINIATTIVI DI BERNALDA-METAPONTO

STRISCIA LA SALUTE

Undici anni fa, dopo estenuanti trattative sui destini dell’Ospedale di Tinchi di Pisticci (MT) col Gotha politico della Regione Basilicata perennemente capeggiato dal PD, il primo luglio 2010 decidemmo di occupare il tetto di quell’ospedale, ovvero quando ci accorgemmo che i rappresentanti istituzionali regionali di quel partito ci prendevano per i fondelli, che la trattativa era pura messa in scena, e che i giochi erano già stati decisi a tavolino e nulla avrebbe fatto cambiare loro idea.

Smantellamento e chiusura secondo noi “illegale”, poiché decisa al di fuori della stessa legge regionale che imponeva, prima di mettere mano agli assetti precedentemente stabiliti e approvati in Consiglio Regionale, l’approvazione preventiva di un nuovo Piano.

L’attuale Ministro della Salute, manco a farlo apposta il lucano Roberto Speranza che all’epoca ci sembra rivestisse importanti ruoli dirigenziali nel PD, sarebbe bello se ci dicesse, a distanza di un decennio, quali fossero i reali obiettivi di quei ridimensionamenti avvenuti dopo importanti ristrutturazioni e sperpero di denaro pubblico, e se, appunto, miranti effettivamente a una migliore efficienza del sistema sanitario lucano oppure, come noi supponiamo, semplicemente per spartirsi appalti, clientele e chissà cos’altro…        

Una risposta in questi giorni ce la sta dando il Covid che, come documentato recentemente da Striscia la Notizia, dalla Rai e da altre testate giornalistiche, ha messo a nudo l’inutilizzo di una struttura ospedaliera eccellente come Tinchi, che invece avrebbe potuto supportare ottimamente l’impatto devastante di questa terribile pandemia.   

Mancanza di lungimiranza? Inadeguatezza delle previsioni? Non prevedibilità della pandemia? Quando il potere politico, al servizio di soli interessi di parte e accecato dall’esclusiva manovrabilità delle risorse economico-finanziarie che portano ricchezza principalmente a chi li gestisce finisce per ignorare e calpestare la sovranità popolare, si uccidono, oltre agli esseri umani, quei principi fondamentali di democrazia, uguaglianza, fraternità e unità alla base della convivenza civile di una Repubblica.

A Striscia la Notizia, che già in passato con gli ottimi Fabio e Mingo si occupò della sconcertante vicenda di Tinchi, ma anche a tutte le altre testate giornalistiche che nel tempo l’hanno seguita e continuano a seguirla, vanno i nostri più sinceri ringraziamenti per l’eccellente opera di informazione svolta. 

DI SEGUITO IL LINK DI UN DETTAGLIATO SERVIZIO CON I FILMATI DELLA REDAZIONE DI PISTICCI.COM DELL’EPOCA https://www.youtube.com/watch?v=kCcI530Z7Us.