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sabato 31 maggio 2025

ORGOGLIO LUCANO. ALESSANDRO VERRE, CICLISTA, SECONDO NELLA TAPPA PIÙ DIFFICILE DEL GIRO D’ITALIA, QUELLA CON LA CIMA COPPI. IL SUO PIANTO DIROTTO ALL'ARRIVO

 


Grandissima giornata per lo sport lucano. Alesandro Verre, ciclista di Marsicovetere (PZ), 24 anni, è arrivato secondo nella tappa più difficile del Giro d’Italia, quella con la vetta più alta, la cima Coppi. Il ragazzo lucano ha scalato il terribile Colle delle Finestre ed è arrivato solo dietro all’australiano Christopher Harper e prima della nuova mangia rosa Simone Yates. Il portacolori del team Arkea – B & b hotels, è, dunque, l’erede di Basilicata di Domenico Pozzovivo, il recordman di presenze alla corsa rosa, di Montalbano Jonico (MT).

Così, Verre sulla pagina Facebook della sua squadra: “Il secondo posto al termine della 20a tappa del Giro, sulla cima del Sestriere, è il mio primo podio tra i professionisti. Puntavo a posizioni di rilievo alla partenza di questo Giro: top 5, top 10, ma non avrei mai immaginato di potermi giocare la vittoria, come ho fatto oggi. Ci credevo. È bello e forte, anche se c'è un po' di tristezza, perché quando sei un atleta vuoi sempre vincere, ed è normale. Ma il primo è stato il più forte, niente da dire.

Questo Giro non è stato facile per me, dopo la partenza in Albania. Sono partito bene, ma poi mi sono ammalato. E ho attraversato momenti difficili mentalmente. Oggi è stata l'ultima tappa in cui ho potuto fare qualcosa. Ho usato le ultime forze che mi erano rimaste e sono arrivato secondo dopo una lunga fuga. Il Colle delle Finestre è un passo leggendario. Era la prima volta che lo scalavo. Il ricordo che avevo di questo passo, che ha una cima sterrata, risale all'anno in cui Contador vinse questa tappa, nel 2015 contro Fabio Aru. Ero un bambino allora, e l'avevo visto in televisione. E lui aveva difficoltà a superare quel passo. Vorrei ringraziare tutto il team ARKEA-B&B HOTELS per queste tre settimane al Giro, corridori e staff. Abbiamo vissuto delle esperienze fantastiche. Abbiamo fatto grandi cose, ma il Giro non è ancora finito. Domani, domenica, c'è ancora una tappa e cercheremo di fare del nostro meglio con Luca Mozzato”.

CRONACA GIUDIZIARIA. LA PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO MARE NOSTRO CONTRO I CLAN SCARCIA/SCARCI. IL COMUNE DI POLICORO NON SI E’ COSTITUITO PARTE CIVILE PER IL DANNO DI IMMAGINE MA SOLO PER UN’ACCUSA DI OCCUPAZIONE ABUSIVA DI UN BENE PUBBLICO. NESSUNA COSTITUZIONE NEANCHE DALLE 35 PARTI OFFESE. RICHIESTA DI AMMISSIONE AL PROCESSO, INVECE, DELLE ASSOCIAZIONI ANTIRACKET FONDAZIONE LUCANA ANTIUSURA E FAMIGLIA E SUSSIDARIETÀ, ENTRAMBE DI MATERA

 




LAGAZZETTADELMEZZOGIORNO.IT

CLAN SCARCIA, IL COMUNE DI POLICORO NON CHIEDE I DANNI D’IMMAGINE PER LA MAXI-INCHIESTA

ALESSANDRA CANNETIELLO

COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE SOLO PER UN’ACCUSA DI ABUSO EDILIZIO, MENTRE LE ASSOCIAZIONI ANTIRACKET DANNO BATTAGLIA IN AULA

VENERDÌ 30 MAGGIO 2025 

MATERA - Le associazioni anti racket chiedono i danni al clan, ma il comune di Policoro no. Nel corso della prima udienza del processo scaturito dalla maxi inchiesta «Mare Nostro» che ha smantellato il clan Scarcia-Scarci e i traffici illeciti sull’asse Puglia-Basilicata, l’Ente lucano ha infatti chiesto di costituirsi parte civile solo contro l’abusivismo edilizio, ma nessuna richiesta di risarcimento per i danni di immagine subiti dal Comune a causa del clamore dell’inchiesta giudiziaria. Una scelta fatta invece da due associazioni che hanno chiesto danni decine di migliaia di euro e annunciato che sarà eventualmente utilizzati in favore delle vittime del gruppo.

Il Comune, invece, ha chiesto di chiedere un risarcimento solo per un capo d’accusa: l’inchiesta ha portato alla luce che la stazione di pesca di proprietà comunale che era stata oggetto di un finanziamento regionale per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’area, era stata assegnata alla «Nereide» cooperativa di pescatori - di facciata, per gli inquirenti – nata nel 2018 dall’unione delle due famiglie. Un bando aggiudicato attraverso documentazione autocertificata dalla società i cui vertici societari erano stati individuati in Giuseppina Scarcia e Francesco e Pietro Scarci, senza alcun precedente penale al momento dell’assegnazione. Un altro requisito, però, erano le garanzie fideiussorie per l’intero periodo di locazione e che non erano mai state presentate al comune. La struttura era stata dunque utilizzata in maniera illecita. Inoltre, da quanto emerso dalle carte dell’inchiesta, erano stati realizzati allacci abusivi alla rete elettrica e idrica comunale, che garantivano l’erogazione delle forniture ad alcune attività commerciali dietro il pagamento di denaro al gruppo.

In aula, tuttavia, sulla costituzione delle parti civili i difensori hanno sollevato alcune eccezioni e il collegio di magistrati ha riservato la decisione per la prossima udienza fissata a settembre.

Sono 19 gli imputati, difesi dagli avvocati Pasquale Blasi, Nicola Cervellera, Marcello Ferramosca, Andrea Maggio, Salvatore Maggio ed Enzo Sapia (più Maria Delfino, Livia Lauria, Gianluigi Agresti, Rocco Mauro, Roberto Cataldo, Maria Rosaria Malvinni, ndr), nei confronti dei quali lo scorso aprile è scattato il giudizio immediato: tutti, tranne due imputati, devono ora rispondere anche dell’accusa di associazione mafiosa. I due clan si erano spartiti non solo la signoria sul mare, ma avevano anche allungato le mani, secondo l’accusa, su numerose attività economiche del territorio lucano e tarantino, imponendo il proprio «blasone criminale».

Le compagini tarantino-lucana guidate rispettivamente da Andrea Scarci e Salvatore Scarcia operavano sotto le mentite spoglie di una cooperativa virtuosa di pescatori e negli anni avevano esteso i loro interessi anche al controllo delle “licenze” delle attività della zona, alla riscossione di tangenti e alla gestione della security nei locali e negli eventi.

MATERA. BALLOTTAGGIO. COLPO DI CIFARELLI. APPARENTAMENTO CON PRISCO. E DIALOGO CON SANTOCHIRICO E BENNARDI. E NICOLETTI SI RIVOLGE AI CITTADINI

 

CIFARELLI, ASX, E PRISCO

SANTOCHIRICO, A SX, E BENNARDI

ANTONIO NICOLETTI

L’annuncio sulla sua pagina Facebook. “Grazie Luca – ha scritto Roberto Cifarelli. Il sostegno al mio progetto dà ancora più forza alla nostra coalizione. Uniti per Matera e la nostra gente. Andiamo a vincere. Insieme”. La lista Democrazia Materana, dunque, con candidato sindaco Luca Prisco, ha stretto un accordo di apparentamento ufficiale con la coalizione guidata da Cifarelli per il ballottaggio dell’8 e 9 giugno 2025 a Matera. Questa la notizia “concreta” del giorno.

Nel mentre proseguono le prese di posizione in campo Pd sulla vicenda Matera per la stragrande maggioranza indirizzate al voto per il candidato progressista. E prosegue il confronto, sicuramente, non solo pubblico (a tratti ancora… aspro) ma anche, come dire, dietro le quinte, tra lo stesso Cifarelli e i candidati sindaci fuori dal ballottaggio Vincenzo Santochirico (Progetto comune) e Domenico Bennardi. M5s. Ci saranno sviluppi? Ci sarà il campo larghissimo all’ultima chiamata alle urne per l’elezione del sindaco di Matera? Antonio Nicoletti, intanto, lo sfidante di centrodestra di Cifarelli, rivolge i suoi appelli ai cittadini elettori.

SUPERCENTENARI DI BASILICATA. I 105 ANNI DI GIULIA OMOBONO, VEDOVA ADDUCE, UNA DELLE NONNE DELLA REGIONE. LA FESTA NELLA DOMUS DEI PADRI TRINITARI, A BERNALDA (MT)

 

Festa in famiglia per i 105 anni di Giulia Omobono, nata a Pomarico (MT)  il 30 maggio del 1920 ma da qualche anno ospite della Domus dei Padri Trinitari di Bernalda (MT). Una vita difficile la sua rimasta vedova a soli 21 anni ed un figlio piccolo da crescere. Si tratta di Carmine Adduce divenuto negli anni che vanno dal 1975 al 1985 presidente e vicepresidente della Provincia di Matera. La nonna Giulia ha sempre vissuto in campagna. Il suo elisir di lunga vita? Forse quello di aver superato traversie che hanno fortificato il suo fisico. Così, ha scritto sulla sua pagina Facebook la nipote Giulia Adduce, nota sindacalista della Cgil di Matera: “Auguri di buon 105esimo compleanno a mia nonna Giulia, una donna che ha superato tante prove difficili, tra tutte perdere prima il padre e poi il marito nelle due guerre mondiali e rimanere vedova giovanissima con un figlio piccolo. Quand'ero bambina mi ripeteva "studia così potrai avere un lavoro...quant'è brutto dipendere dagli altri". Una femminista senza saperlo!”

Auguri, ovvio, anche da parte nostra. Ad maiora semper, nonna Giulia!

POLICORO (MT). "IMPIANTO A BIOGAS IN ZONA AGRICOLA. QUALE FUTURO PER IL NOSTRO TERRITORIO?" CONTINUA LA LOTTA DELL’ASSOCIAZIONE DIFENDIAMO IL TERRITORIO. DIBATTITO PUBBLICO A PIÙ VOCI, 1 GIUGNO, IN PIAZZA ERACLEA. LEGGI LA NOTIZIA CON IL PROGRAMMA INTEGRALE

 

L’Associazione “Difendiamo il Territorio” invita a partecipare al dibattito pubblico che si terrà:
Domenica 1° giugno 2025 – Ore 20:00
Piazza Eraclea – Policoro (MT).
Tema dell’incontro: "Impianto a biogas in area agricola: quale futuro per il nostro territorio?"

Saranno presenti rappresentanti istituzionali, agricoltori, tecnici, associazioni  per confrontarsi apertamente su un tema che tocca il futuro agricolo, ambientale e sociale del nostro territorio.

Hanno assicurato la loro partecipazione:

• Dott. Francesco Acinapura, Presidente del comitato “Difendiamo il Territorio”
• Rappresentanti della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA)
• Dott. Loris Gentile, imprenditore
• Dott. Piero Marrese e Dott. Rocco Leone, consiglieri regionali
• Avv. Enrico Bianco, sindaco di Policoro

FRANCESCO ACINAPURA

PRESIDENTE ASSOCIAZIONE DIFENDIAMO IL TERRITORIO