SCANZANO JONICO (MT) – Sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso di Nicola Scarascia, il 52enne ritrovato senza vita attorno alle ore 9.30 di oggi. Dell’uomo, nato in Germania, da genitori italiani, e residente nel Paese europeo, si erano perse le tracce nella serata di venerdì scorso. La svolta del ritrovamento, dopo 3 giorni di ricerche per terra e per cielo nel centro abitato e nelle campagne, nella mattinata di oggi quando, con l’intervento di una ditta specializzata, è stato esplorato il percorso del canale Fosso Valle. Una struttura che da Montalbano Jonico arriva sino alla spiaggia di Bufaloria attraversando da Nord a Sud Scanzano Jonico. Un tratto, quello che attraversa il centro abitato, via Rossini, è chiuso. Alcune indicazioni, evidentemente, avevano indirizzato gli investigatori. Gli stessi cani molecolari, a quanto è trapelato, si fermavano nelle loro ricerche nei pressi del canale. Che separa, oltretutto, l’originario centro abitato di Scanzano dal quartiere di Santa Sofia dove Nicola viveva nei suoi soggiorni qui e dove era stato effettuato l’ultimo avvistamento, venerdì scorso, alle ore 20. Scarascia era sceso da pochi giorni a Scanzano Jonico per aiutare la famiglia nella ristrutturazione di una casa. Ma di lui si erano perse le tracce. Attorno a mezzogiorno la svolta con la notizia del ritrovamento del corso senza vita. La salma, a quanto è trapelato poiché cittadini e cronisti sono stati tenuti a distanza dalle forze dell’ordine, è stata rinvenuta lungo il tracciato del Fosso Valle, nella parte che corre tra alcuni frutteti, nella zona sottostante alla linea ferroviaria Metaponto – Sibari. Ovviamente si è messa subito in moto la macchina degli accertamenti: sul posto del ritrovamento, blindato dai carabinieri, lo ripetiamo, si sono recati il magistrato della Procura di Matera titolare dell’inchiesta, Annunziata Cazzetta, e gli uomini del reparto scientifico dell’Arma. Sotto sequestro anche le aree esterne della Stazione ferroviaria, i cui accessi sono stati delimitati ed impediti dal nastro catarifrangente in dotazione ai carabinieri. Attorno alle 14, poi, il recupero del cadavere ed il suo trasporto all’ospedale di Policoro, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Domani l’autopsia. Nulla, intanto, trapela da inquirenti ed investigatori. Già sentite alcune persone. Ma tante sono le domande che attendono risposta. Quella più importante è relativa alle cause, al punto ed al momento del decesso. Tutte domande a cui la Procura della Repubblica, i medici legali incaricati dell’esame autoptico e i carabinieri della Compagnia di Policoro, guidati dal maggiore Roberto Rampino, sempre presente sul campo prima delle ricerche ed ora delle investigazioni, daranno, come augurato da tutti, le dovute risposte. Straziante, ovviamente, il dolore dei familiari e sgomenti ed increduli i cittadini del Comune del Metapontino. Attesi sviluppi a breve.
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