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domenica 9 luglio 2017

SCANZANO J. 9.7.17. CONVEGNO. “UN POSTO SICURO. PRENDERSI CURA DELL'AMBIENTE PER TUTELARE LA SALUTE”

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 9.7.17

Si terrà oggi, a Scanzano Jonico, nel Palazzaccio baronale, dalle 21, il convegno su “Un posto sicuro. Prendersi cura dell'ambiente per tutelare la salute”. L'organizzazione è dell'associazione Arcobaleni rosa con il patrocino di Comune, Pro loco, associazione Underforty. In programma, i saluti del sindaco Raffello Ripoli e della giornalista Francesca Barra seguiti dagli interventi di Maria Conte, di Underforty; Pasquale Stigliani, di ScanZiamo le scorie; Alessandro Marescotti, di Peacelink Taranto; Gennaro Palmiotti, oncologo di Bari; Massimiliano D'Aiuto, chirurgo oncologo di Napoli; Francesco Ghiaccio, regista del film “Un posto sicuro”. Coordinerà il dibattito la giornalista Stefania Divertito. Concluderà Rocco Maglietta, direttore generale dell'azienda ospedaliera San Carlo di Potenza.

SCANZANO JONICO. PUBBLICATO IL PROGRAMMA NAZIONALE PER LA GESTIONE DEL COMBUSTIBILE ESAURITO E DEI RIFIUTI RADIOATTIVI. STIGLIANI (SCANZIAMO LE SCORIE): “UN IMPORTANTE PASSO AVANTI VERSO IL DEPOSITO UNICO NAZIONALE. ORA LA BASILICATA FACCIA SENTIRE UNITARIAMENTE LA SUA VOCE COME ACCADDE PER LA BATTAGLIA DI SCANZANO JONICO. NO AL DEPOSITO UNICO IN REGIONE, VIA LE SCORIE RADIOTTIVE”

SCANZIAMO LE SCORIE IN SIT IN ANTINUCLEARE

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 9.7.17

SCANZANO JONICO - “La pubblicazione sui loro siti web da parte dei ministeri dell'Ambiente e delle Attività produttive del Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi è un passo importante verso la realizzazione del Deposito unico delle scorie nucleari d'Italia. Ora, però, la Basilicata, unitariamente, come accadde per la battaglia contro il cimitero atonico a Terzo Cavone, nel novembre 2003, faccia sentire la sua voce. Nel testo che verrà fuori dopo le osservazioni da parte di enti, in primis Regione Basilicata e Comuni, associazioni, privati cittadini, devono essere scritte due cose chiare: no al Deposito unico in Basilicata e via i rifiuti atomici dell'impianto dismesso Itrec della Trisaia dalla nostra regione”. Lo ha detto Pasquale Stigliani, portavoce dell'associazione antinucleare ScanZiamo le scorie, nata il 13 novembre 2003 proprio per contrastare la scelta di Scanzano come Deposito unico delle scorie radioattive del Belpaese, dopo che i due ministeri citati hanno pubblicato il Programma nazionale richiesto dalla Direttiva Euratom che ha istituito un quadro europeo per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. Un obbligo per l'Italia che aveva recepito la direttiva il 4 marzo 2014. In verità, quello pubblicato è uno schema di Programma poiché i ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico hanno assicurato le necessarie occasioni di effettiva partecipazione da parte del pubblico affinché possa esprimere le proprie osservazioni al riguardo e che delle stesse si tenga debitamente conto nella redazione del testo finale. Osservazioni possibili entro sessanta giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Lo schema, altresì, sarà soggetto anche allo studio di Valutazione ambientale strategica (Vas) prima che venga approvato dal Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il ministro della Salute, la Conferenza unificata e l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. Ma ecco ancora Stigliani: “Per quel che riguarda il sito atomico lucano, l'Itrec di Rotondella, chiederemo come ScanZiamo le scorie una più puntale specificazione delle quantità e delle categorie di rifiuti nucleari presenti ed una rinnovata tempistica per il decommissioning, vale a dire il suo riporto a prato verde, ad area, cioè, denuclearizzata”.

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 9.7.17, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

FESTA PER I 130 ANNI DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO. IL DIRETTORE DE TOMASO

1) Nucleare. Pubblicato dai ministeri Ambiente ed Attività produttive il Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi passo avanti verso il Deposito unico. Stigliani (ScanZiamo le scorie): “Ora facciamoci sentire”. 2) Materiale radioattivo e combustibile irraggiato. I metri cubi inventariati all'Itrec nel Piano nazionale. 3) Scanzano J. Ambiente e salute, incontro al Palazzaccio.

sabato 8 luglio 2017

STIGLIANO. LA CORTE DEI CONTI DI BASILICATA CONDANNA QUATTRO EX AMMINISTRATORI. CONTESTATI PROVVEDIMENTI ILLEGITTIMI CON UN DANNO AL COMUNE DI 32.400 EURO

LA SEDE DELLA CORTE DEI CONTI A POTENZA
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 8.7.17
STIGLIANO - La Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Basilicata, ha condannato Leonardo Di Gilio, Antonio Barisano, Giovanni Capalbi e Giosuè Ferruzzi, ex amministratori comunali, al risarcimento al Comune di 32.400 euro. La sentenza è stata emessa nel giudizio chiesto della Procura regionale che ha contestato ai soggetti chiamati in causa “di aver procurato con l’adozione di provvedimenti illegittimi un danno di 32.400 al Comune per l’illecito affidamento all’esterno della prestazione di servizi per l’attivazione di risorse finanziarie non impositive”. La Giunta in carica il 6 ottobre 2008, per l'accusa, incaricò l'Ufficio servizio tecnico di individuare una ditta a cui affidare tali servizi. Ed il 14 ottobre 2008 l'Ufficio conferì l’incarico alla La.Ser. s.r.l. di Napoli senza previa pubblicazione del bando di gara. Così, alla La.ser furono liquidati con determina del 6 giugno 2011 40.500 euro cui seguirono mandati per 20.520 e 19.980 euro. Per La Procura lo studio portato a termine dalla società si era limitato ad una “richiesta di mutui alla Cassa depositi e prestiti ed al rilevamento di importi residui di mutui non utilizzati presso tale Cassa” corredato da una documentazione utile alla richiesta di mutui. Da qui la richiesta di condanna. I difensori di Di Gilio, Barisano, Capalbi e Ferruzzi, però, hanno contestato l’impianto accusatorio chiedendo l’assoluzione dagli addebiti loro mossi ed insistendo sulla buona fede del loro operato reso necessario dalla carenza di figure professionali nell’ente in grado di gestire difficili valutazioni finanziarie anche richiamando l’utilità conseguita dall’affidamento dell'incarico. Ma la Corte contabile, Sezione giurisdizionale della Basilicata, ha dato ragione all'accusa emettendo la citata sentenza di condanna.

SCANZANO JONICO SOTTO ATTACCO MALAVITOSO. LUNEDI' FIACCOLATA CONTRO VIOLENZE ED INTIMIDAZIONI. LA POLIZIA INDAGA SULL'INCENDIO DOLOSO CHE HA DISTRUTTO L'AUTO DEL DIRIGENTE DELL'UFFICIO URBANISTICA MARCELLO JANNUZZIELLO

UN VIGILE DEL FUOCO AL LAVORO SULL'AUDI DATA ALLE FIAMME
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 8.7.17
 
SCANZANO J. - La Polizia di Stato sta indagando sull'ultimo attacco malavitoso registratori giovedì scorso, attorno alle ore 14. Gli uomini della “scientifica” stanno studiando le tracce ed i reperti raccolti dopo l'incendio doloso che ha gravemente danneggiato l'automobile dell'architetto Marcello Iannuzziello, dirigente dell'Ufficio urbanistica del Comune. Allo studio anche i resti della bottiglia con miccia e liquido infiammabile trovata sul cofano del mezzo. Nel Comune più giovane del materano il clima è pesante. Luned' sera, dalle 20, fiaccolata contro la violenza e le intimidazioni. Quello di giovedì, infatti, è solo l'ultimo di una serie di attacchi avvenuti dalla fine dell'ottobre scorso quando furono incendiate l'auto dell'ex sindaco Salvatore Iacobellis (Art 1-Mdp) ed altre tre parcheggiate nei pressi. La gente chiede sicurezza in una realtà priva di un presidio fisso delle forze dell'ordine, l'unica della costa jonica lucana. Che fare? “Stiamo aspettando la possibilità di utilizzare i fondi del Programma operativo nazionale sicurezza – ha risposto il sindaco Raffaello Ripoli (Movimento civico scanzanese) - per installare la videosorveglianza. Abbiamo un progetto pronto da candidare per il finanziamento. E siamo in attesa della realizzazione della caserma dei carabinieri. L'iter prosegue”. Intanto, “solidarietà e vicinanza all'architetto Iannuzziello per il gesto violento e dal sapore criminale che ha subito giovedì” è stata espressa dai consiglieri comunali di Scanzano Conta, Claudio Scarnato e Rossana De Pascalis. Che, così, hanno continuato: “Purtroppo, a Scanzano si susseguono con preoccupante frequenza atti intimidatori la cui natura sarà svelata dall'esito delle indagini. Tuttavia resta la forte preoccupazione per una città laboriosa che non merita episodi simili. Siamo fiduciosi nell'esito delle inchieste in corso e confidiamo nell'individuazione dei responsabili. Allo stesso tempo auspichiamo controlli più intensi e misure di sicurezza, anche attraverso la video-sorveglianza, che possano aiutare a prevenire atti di questo tipo”.

PROSTITUZIONE NEL METAPONTINO? BASTA DIGITARE LE “PAROLE MAGICHE” SUL WEB. SULLO JONIO LE “LUCCIOLE” SI TROVANO NON SULLE STRADE MA IN RETE

PROSTITUTE SULLA STRADA A SCANZANO JONICO NEL MAGGIO 2013
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 8.7.17

SCANZANO JONICO – Prostituzione nel Metapontino? Si, no, ma, forse. Nel senso che la professione più antica del mondo qui viene esercitata in maniera più “elegante” che non ai bordi delle strade o in case di appuntamento. L'approccio da queste parte viaggia via telefono o computer. Ma andiamo con ordine. A memoria di cronista due sono state negli ultimi anni le operazioni delle forze dell'ordine in materia. La più recente alla fine del marzo scorso quando i carabinieri di Policoro fecero irruzione, un’ora dopo la mezzanotte, in una casa colonica dove trovarono tre colombiane dedite ad esercitare “il mestiere” ed i loro clienti. Questi ultimi furono identificati ed interrogati. Il proprietario dello stabile, incensurato, fu denunciato per favoreggiamento ed induzione alla prostituzione. Per le tre sudamericane, di età tra i 37 ed i 40 anni, gli investigatori chiesero alla Questura l’emissione di un foglio di via obbligatorio. Altre operazioni simili? Bisogna tornare al maggio 2013 quando il questore Pasquale Errico dispose tre provvedimenti di divieto di far ritorno per tre anni a Scanzano Jonico nei confronti di altrettante donne di cittadinanza bulgara considerate pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le tre signorine, di età compresa tra i 22 ed i 26 anni, furono sorprese da personale della Polizia di Stato mentre passeggiavano con abiti succinti sul bordo della complanare SS 106 Jonica-bivio Val d’Agri, con l’atteggiamento inequivocabile di chi si prostituisce. Ed a causa della loro presenza la circolazione veicolare andava in... tilt. Allora la prostituzione sulla costa jonica lucana esiste o no? Esiste, esiste. Basta scrivere su un motore di ricerca la parola “escort” seguita dalla città dove si desidererebbe consumare ed oplà il gioco è fatto. A decine ecco numeri di telefono, foto inequivocabili, messaggi erotici. Ieri, alle 14, abbiamo chiamato uno di questi numeri. Ci ha risposto una vocina gentile: “Mi vuoi subito? Vieni, sono a Metaponto”.

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 8.7.17, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO


FESTA PER I 130 ANNI DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO. IL DIRETTORE DE TOMASO
1) Prostituzione nel Metapontino? Basta digitare le “parole magiche” sul web. Per i bagnanti jonici le “lucciole” si trovano non sulle strade ma sul web. 2) Scanzano J. Clima pesante dopo l'atto ai danni dell'architetto del Comune. Il rogo dell'auto, la Polizia prosegue le indagini. 3) Policoro. Oggi, alle 18.30, sul lungomare, la cerimonia della consegna della Bandiera blu. 4) Stigliano. Contestati provvedimenti illegittimi con un danno di 34.200 euro al Comune. La Corte dei conti condanna quattro ex amministratori. 5) Proposta dall'associazione Unitre. A Scanzano J. la commedia di Vittici “Quel maledetto gratta e vinci”.