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giovedì 19 aprile 2018

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 19.04.18, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



1) Allarme a Policoro e Nova Siri. Emergenza acqua potabile, il sindaco Mascia rassicura: “Situazione tranquilla”. 2) Misura precauzionale decisa dal sindaco Eugenio Stigliano. E' scattata la stessa ordinanza per i rubinetti di Nova Siri. 3) Psicosi e disagi. I supermercati presi d'assalto. 4) Perrino (M5s) e Castelluccio (NcI): “Sulle anomalie si faccia luce”. 5) Parole grosse tra Mascia e Maiuri. Policoro futura: “A marzo nessuna risposta sulla nostra interrogazione sulla qualità dell'acqua”. 6) Basso Sinni. Circolo ricreativo dava accesso ai minori per le scommesse on line. Il gestore denunciato dalla Guardia di Finanza di Policoro.

mercoledì 18 aprile 2018

STOP USO ACQUA POTABILE A POLICORO E NOVA SIRI. TRIALOMENTANI COLPISCONO DURO. I DISAGI DEI CITTADINI

AUTOBOTTI IN AZIONE A POLICORO
DOMANI UNA INTERA PAGINA CON ARTICOLI E FOTO SULLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
  1. POLICORO. EMERGENZA ACQUA POTABILE. IERI AUTOBOTTI IN AZIONE E SERVIZI TUTTI IN FUNZIONE
  2. NOVA SIRI. TRIALOMETANI COLPISCONO ANCHE QUI. ORDINANZA DEL SINDACO STIGLIANO DI DIVIETO DI USO POTABILE DELL'ACQUA DI AL
  3. POLICORO. LA GAZZETTA NEI PUNTI DI CRISI DELL'EMERGENZA ACQUA POTABILE
  4. EMERGENZA IDRICA POTABILE. SCONTILLE TRA POLICORO FUTURA ED IL SINDACO MASCIA
  5. LA CRISI IDRICA A POLICORO E NOVA SIRI. INTERVENTI DI CASTELLUCCIO E PERRINO
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SCANZANO JONICO. PROPOSTA DI CARIELLO (SCANZANO VIVA): “IL CAPODANNO RAI 2018 NELLA PIAZZA DI BASILICATA COAST TO COAST”

SOSTEGNO AL COMITATO META SIRIS DA MATERA SI MUOVE
IL PALCO DEL FILM DI PAPALEO IN PIAZZA GRAMSCI
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 18.4.18

SCANZANO JONICO - “Si faccia in piazza Gramsci il Capodanno Rai 2018”. La proposta al Comitato Meta Siris, nato per chiedere alla Regione di tenere il concertone di fine d'anno della tv di Stato nel Metapontino, è stata lanciata dal consigliere comunale Pasquale Cariello (Scanzano viva). Piazza Gramsci, tra l'altro, è quella dove si concluse il fortunato film di Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast”. Ma ecco ancora Cariello: “Nell'apprendere della costituzione del Comitato non posso che condividerne le motivazioni. Dopo Matera, Potenza e Maratea, deve toccare al Metapontino la scelta per il prossimo Capodanno Rai. La Basilicata è bella tutta ma ci sono posti che sono più visibili e altri meno. Chiedo al Comitato di prendere in considerazione Scanzano. Scanzano, infatti, ha le stesse peculiarità di Policoro o di Metaponto o di Nova Siri ma è meno visibile agli occhi dell'Italia se non per fatti che esulano dal turismo. Sarebbe giusto, quindi, che il concerto si facesse in questo centro che viene ricordato per la scellerata decisione di allocarvi il deposito delle scorie nucleari. Piazza Gramsci sarebbe luogo ideale per l'evento”. Ed alla proposta di Meta Siris è arrivato il sostegno del Coordinamento dell'associazione Materasimuove: "Noi, come movimento civico materano, riteniamo che nella prospettiva Matera CEC2019 sia strategico promuovere il sistema turistico attrattivo che la città ed il Metapontino insieme possono rappresentare. Da sole queste due realtà rappresentano più dell'80 % del fatturato turistico della Basilicata e sono aree suscettibili di incrementare presenze e fatturato ancora di più se accompagnate da un'adeguata promozione turistica regionale".

SCANZANO JONICO. FRAGOLE COSÌ PREGIATE DA RUBARLE. RAZZIE NOTTURNE DI CIRCA 20 QUINTALI DI CANDONGA NELLA ZUCCARELLA SOCIETA' COOPERATIVA

SQUADRE DI LADRI-RACCOGLITORI DEPREDANO I FRUTTI MATURI E NON. INDAGA LA POLIZIA DI STATO

LE FRAGOLE CANDONGA PRONTE PER I MERCATI
ROCCO ZUCCARELLA
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 18.4.18
SCANZANO JONICO - “In due raid notturni in una settimana squadre di ladri-raccoglitori hanno rubato almeno 20 quintali di fragole Candonga. Un prodotto, cioè, così pregiato da essere oggetto di furti all'ingrosso. Furti che hanno interessato altri produttori. Il rischio è che l'esasperazione possa portare a gravi conseguenze”. Lo ha detto Rocco Zuccarella, presidente della “Zuccarella società cooperativa”, dopo l'ennesimo stop alla raccolta dell'oro rosso del Metapontino. Uno stop che ha causato ripercussioni nell'attività dell'impresa, come avvenuto sette giorni prima. “Quando ci siamo recati nei fragoleti – ha raccontato il giovane manager – attorno alle 5.30, ci siamo resi conto che mancavano i carrelli per il trasporto delle cassettine e, cosa sorprendente, anche i frutti pendenti. Frutti che il giorno prima avevamo selezionato per la raccolta. Così le maestranze, 200 persone, hanno dovuto occuparsi di altro. Ad agire saranno stati almeno 10-15 soggetti dotati di caschi con lampadina incorporata, come quelli dei minatori. Malviventi bravi a raccogliere velocemente in grosse casse, alla rinfusa, tutto il frutto della piantina, maturo, semimaturo, acerbo. Tanto, la selezione l'avranno fatta successivamente. Insomma, oltre alla perdita delle Candonghe pronte per l'invio sui mercati c'è anche il danno della distruzione del prodotto che sarebbe maturato nei giorni successivi”. Siamo, dunque, ai furti a quintali di fragole nel centro jonico già nell'occhio del ciclone della cronaca per gli attentati incendiari notturni del racket che si ripetono da circa 10 anni. Attentati tornati di attualità con gli ultimi attacchi alle cooperative Apofruit, due lunedì fa, ed Asso Fruit, sabato scorso. Roghi su cui indagano i carabinieri della Compagnia di Policoro. Ma torniamo alle razzie nelle campagne. Chi saranno i ricettatori della merce rubata? “Non si sa – ha risposto il nostro interlocutore -. Sicuramente si tratta di una grossa organizzazione che ruba, lavora e commercializza la refurtiva. In magazzini della zona? In Puglia o Calabria? Chissà. Anche perchè le ruberie non hanno riguardato soltanto le mie serre ma anche quelle di altri produttori”. Da qui l'aumento dell'esasperazione. Zuccarella: “Spero non accada nulla di grave ma so di aziende che si stanno organizzando per una sorta di “guardiania” notturna dei fragoleti pronti ad intervenire in caso di ennesimi raid”. Sui furti di fragole alla “Zuccarella società cooperativa” indaga la Polizia di Stato.


IL MAGAZZINO DELLA ZUCCARELLA SOC. COOPERATIVA
IL PRECEDENTE IL 7 MARZO 2017. UN FURTO DA 150MILA EURO NEL MAGAZZINO DELLA “ZUCCARELLA FATTORIE”
 
SCANZANO JONICO – L'azienda di produzione, lavorazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli “Zuccarella società cooperativa” è stata presa di mira più volte dai ladri organizzati. Il furto più grosso, da circa 150mila euro, avvenne nel magazzino di conferimento dell'impresa nella notte tra il 6 ed il 7 febbraio dello scorso anno. Ladri specializzati, con il volto coperto per evitare le telecamere, offuscate da fari, evitando in modo scientifico i sistemi di allarme, penetrarono nella struttura di via Parisi e razziarono escavatori, camion, trattori, attrezzature. “Dopo che ci rendemmo conto del furto – ha spiegato il titolare Rocco Zuccarella - con mio zio ed i miei dipendenti ricostruimmo quel che i malviventi avevano commesso in circa due ore di “lavoro”. Intanto, occorre premettere che chi fece il colpo aveva sicuramente un basista. Come, probabilmente, anche per i furti di fragole di questi giorni. I ladri, infatti, arrivarono con due auto lasciate sul retro della recinzione, la parte più lontana da via Parisi, entrarono ed usarono un escavatore dell'azienda per crearsi una pista interna e per caricare la refurtiva su uno dei nostri mezzi. Poi, il trasporto sino al fondo del podere, nei pressi della rotatoria di ingresso a Scanzano dalla 106, per sistemare il tutto su un grosso camion che avevano portato con se. Conoscevano, perciò, molto bene la nostra struttura. Nessuno si accorse di nulla”. Ed a nulla hanno portato le indagini delle forze dell'ordine.



GIORDANO, SEGRETARIO PROVINCIALE UGL: “PIÙ UOMINI E MEZZI PER CONTRASTARE L'ILLEGALITÀ”

SCANZANO JONICO - “Sicurezza e legalità sono valori imprescindibili che vanno tutelati e che sono la vera spinta verso l’economia sana del Metapontino. L’Ugl è stata sempre a sostegno della solidarietà, schierata contro ogni forma di criminalità, impegnata nella diffusione della legalità, con la consapevolezza dei diritti e doveri applicati non solo al mondo del lavoro”. Lo ha sostenuto il segretario provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano, aggiungendo: “Per combattere la criminalità non esitiamo nel denunciare ennesimi disinteressamenti della politica. La politica conosce bene cosa di grave è avvenuto nell'arco jonico negli anni passati e cosa continua a consumarsi: l'incendio al magazzino di Asso Fruit, dopo quello di qualche giorno fa a quello di Apofruit, a Scanzano Jonico, pone nuovi interrogativi mettendo a rischio oggi chi seriamente lavora, aziende, dipendenti, famiglie. L’accaduto deve imporre alle istituzioni un impegno massiccio, anche a sostegno degli uomini che operano per la difesa dei cittadini lucani, (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza), talvolta sotto organico, a cui l’Ugl esprime stima e ringraziamento. La Regione Basilicata deve smetterla di nascondersi dietro un negazionismo tout court: và attuata una strategia concreta e immediata per dare sostegno reale a tutte le forze dell’ordine di questa provincia, in modo che possano continuare nell’eccellente lavoro che hanno compiuto sinora. Se le aziende decidessero di chiudere battenti, altro che crisi economica: significherebbe che ditte, piccole, medie e grandi, licenzierebbero migliaia di dipendenti che si troverebbero senza lavoro”.

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 18.04.18, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



1) Scanzano Jonico. I raid nei campi. Furti di notte nei fragoleti, le aziende esasperate. Gravi danni. Sottratti 20 quintali di Candonga dalle serre della Zuccarella società cooperativa. 2) La “Zuccarella” già penalizzata negli anni scorsi: “In passato presi di mira diverse volte dai ladri”. 3) Giordano, segretario provinciale Ugl: “Più uomini e mezzi per contrastare l'illegalità”. 4) La proposta. Il consigliere comunale Cariello sostiene Scanzano Jonico per il Capodanno Rai: “San Silvestro nella piazza del film girato da Papaleo”. 5) Policoro. Divieto di bere le forniture di Acquedotto Lucano. 6) Giuseppe Ferrara, di Confindustria Basilicata, a Roma per confrontarsi con l'eurodeputato olandese: “A Bolkstein proponiamo le nostre ragioni”.

martedì 17 aprile 2018

CALCIO. PRIMA CATEGORIA. POLICORO CALCIO-MONTEMURRO 5-0. SUPERBOMBER LUCARELLI MATTATORE

ANTONIO LUCARELLI (foto D. PASSARELLA)

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 17.4.18


POLICORO CALCIO: Pasquino, Corsini, Tarantino G., Tedesco, Romano, Rubolino, Lucarelli, Tarantino V., Mele, Simeone, Sabato (1' s.t. Di Pierri). All. Martino
MONTEMURRO: Lobosco V. , Giannone, Rinaldi, Cirigliano, Martino, Calvino, Vena, Rotundo, Marsicovetere, Lobosco F. , Splendido. All. Bonadies.
ARBITRO: Petralla, di Matera
RETI: 5' p.t. E 18', 30' s.t. Lucarelli; 10' e 45' s.t. Di Pierri.
POLICORO – Non c'è stata praticamente partita tra il Policoro Calcio ed il Montemurro presentatosi in riva allo Jonio con soltanto dodici uomini. Il risultato, 5-0 per i locali, la dice lunga sull'andamento del match. Gli ospiti, praticamente, hanno resistito solo il primo tempo chiuso sull'1—0 a favore degli uomini di mister Antonio Martino. Tutto nei gol il confronto con mattatori Antonio Lucarelli, autore di una tripletta e giunto alla sua quindicesima marcatura stagionale, e Michele Alessandro Di Pierri, subentrato all'inizio della ripresa al posto di Mattia Sabato, infortunato, ed autore delle altre due reti del Policoro. Al 5' minuto il primo gol dei locali con Lucarelli, su azione personale. Primo tempo in archivio dopo la traversa, ancora di Lucarelli, scatenato, su cross di Vincenzo Tarantino. Ripresa. Di Pierri al 10' sigla in 2-0 su tiro dal limite. 18': doppietta di Lucarelli su lancio di Simeone. 30': ancora l'ala destra degli jonici in rete dopo una respinta del portiere ospite. Al 45', infine, Di Pierri confeziona la sua doppietta con un tiro di piatto sotto porta.

POLICORO. LA MAGISTRATURA PROCEDE PER OMICIDIO COLPOSO CONTRO IGNOTI PER LA MORTE DI MASSIMO QUINTO. IERI I FUNERALI, SABATO SCORSO L'AUTOPSIA

MASSIMO QUINTO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 17.4.18

POLICORO – Si sono svolti ieri nella chiesa del Buon pastore, con grande partecipazione popolare, i funerali dell'agricoltore, molto noto e stimato in città, Massimo Quinto, 49 anni, deceduto per le conseguenze di un infortunio sul lavoro occorsogli lunedì 9 aprile nelle campagne del centro jonico. Sabato scorso, invece, è stata eseguita l'autopsia sulla salma del produttore agricolo come richiesto dalla famiglia, tramite l'avvocato Vincenzo Montagna, dopo il decesso, avvenuto mercoledì scorso, nell'ospedale San Carlo di Potenza. Decesso di cui si vogliono conoscere le esatte cause. Si vuole anche sapere se vi siano state o meno responsabilità. L'uomo, infatti, dopo il soccorso da parte del servizio di emergenza 118, attorno alle ore 21 di due lunedì fa, fu trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Policoro dove fu sottoposto alle prime cure del caso ed ai primi accertamenti a cui seguì la sua stabilizzazione. Poi, però, per la natura del politrauma riportato, i medici del nosocomio jonico disposero il suo trasferimento in eliambulanza al San Carlo del capoluogo di regione. Risulta che i parametri vitali dell'infortunato, allora, erano nella norma tanto che i sanitari gli assegnarono una prognosi non riservata ma di trenta giorni. Insomma, Quinto sembrava fuori pericolo di vita. Invece, dopo il ricovero nel reparto di urologia del nosocomio potentino, alcune complicanze hanno provocato la sua morte mercoledì scorso, attorno alle ore 11. “La cosa che è sembrata strana ai famigliari – ha spiegato l'avvocato Montagna – è che il loro congiunto sia stato ricoverato a Potenza nel reparto di urologia e non in quello di traumatologia. Il paziente, poi, arrivato con una prognosi di 30 giorni, è deceduto dopo diverse ore dal ricovero. Da qui la richiesta di autopsia da parte della famiglia prima alla Procura di Matera, competente per l'infortunio sul lavoro, e poi a quella di Potenza”. Procura, con il pm Laura Triassi, che ha disposto l'esame autoptico procedendo per omicidio colposo contro ignoti e nominando come proprio consulente il medico legale Liliana Innamorato. Anche la famiglia Quinto si è costituita nominando il medico legale Michele Strippoli che ha partecipato all'indagine. Nessuna anticipazione, tuttavia, da parte degli interessati. Per conoscere le esatte cause della morte dello sfortunato agricoltore di Policoro occorrerà attendere 60 giorni.

IL TRATTORE RIBALTATO
MORIRE DI LAVORO. UN DRAMMA


POLICORO – In attesa di conoscere le esatte cause della morte di Massimo Quinto, avvenuta nell'ospedale San Carlo di Potenza per le conseguenze del ribaltamento del suo trattore, non si può non sottacere il dramma relativo al morire di lavoro. E' uno stillicidio quello delle notizie sui decessi di lavoratori. Tra gennaio e dicembre del 2017 sono state presentate all’Inail 635.433 denunce di infortuni sul lavoro (-0,2% rispetto al 2016), 1.029 delle quali con esito mortale. E qui c'è da registrare un +1,1% rispetto all'anno precedente. L’aumento si è registrato in Industria e servizi (+1,9%) ed Agricoltura (+6,0%) mentre il Conto Stato riduce la percentuale del 29,5%. L’incremento maggiore (+44 decessi) si è avuto nel Nord-Ovest seguito dal Sud con 15 casi in più (Abruzzo +28, Molise +2, Campania -9, Puglia -3, Basilicata -3) e dalle Isole, con un caso in più (Sicilia +5, Sardegna -4).