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lunedì 26 luglio 2021

SANITA' PUBBLICA LUCANA AI MINIMI TERMINI. E NON SOLO PER COLPA DEL COVID-19

ROCCO LEONE, ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA'

DURO ATTACCO OGGI SU IL QUOTIDIANO DI BASILICATA ALL'ASSESSORE REGIONALE ROCCO LEONE. “LISTA DI ATTESA E SANITÀ LUCANA IN COMA, MA PER LEONE CI SI CURA CON GLI ANNUNCI”, È IL TITOLO DELL'ARTICOLO DI EUGENIO FURIA DEDICATO A CHI DOVEVA RISOLLEVARE LE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE DI BASILICATA “DOPO LO SFACELO CAUSATO DAL PD”. INVECE, DOPO DUE ANNI PIENI DI VUOTO GESTIONALE E DI DICHIARAZIONI TRAGICOMICHE (DEFINITE DA ALCUNI “LEONATE”) CHE HANNO DI FATTO ESAUTORATO IL RESPONSABILE POLITICO DEL DIPARTIMENTO DALLA GESTIONE DELL'EMERGENZA COVID-19 (SENTITE ANCORA LEONE PARLARE DI QUESTO IMPORTANTISSIMO TEMA?) SIAMO ALLA “ANNUNCITE”. SUL FALLIMENTO DELLA SANITÀ PUBBLICA IN BASILICATA NON SERVE SCRIVERE MOLTO: BASTEREBBE CHIEDERE AI CITTADINI-UTENTI SE SONO CONTENTI O MENO. INTANTO STANNO SPENDENDO UNA BARCA DEI LORO SOLDI, NELLA REGIONE DELLA POVERTÀ, PER CURARSI PRIVATAMENTE. VUOI VEDERE CHE, SOTTO SOTTO, LA POLITICA DEL CENTRODESTRA AL POTERE NON SIA PROPRIO QUELLA DI “GUARDARE” AL PRIVATO? DI SEGUITO L'ARTICOLO, INTEGRALE, DI FURIA 


IL QUOTIDIANO DI BASILICATA

LISTA DI ATTESA E SANITÀ LUCANA IN COMA, MA PER LEONE CI SI CURA CON GLI ANNUNCI

FENOMENOLOGIA DELL’ASSESSORE CHE GLISSA SUI VERI PROBLEMI E COMUNICA SUL RESTO

EUGENIO FURIA | 26 LUG. 2021

C’È abbastanza materiale per farne una rubrica quotidiana: l’annuncio odierno di Leone. Ma mentre la sanità va a rotoli e si succedono gli appelli, tra liste d’attesa chilometriche, visite rimandate di mesi e mesi e prestazioni ambulatoriali a mezzo servizio (per usare un eufemismo), le uscite dell’assessore “fantuttone” Rocco Leone più che sorridere dovrebbero preoccupare.

È come se il medico ed ex sindaco di Policoro si muovesse su un piano parallelo, una realtà virtuale che – beato lui – lo distoglie dalle vere emergenze per farlo concentrare sulle minuzie, o quantomeno sugli annunci.

Non che l’annuncite non serva, anzi dà quasi un senso di visione all’agire politico, però parlare al futuro non basta se il presente – almeno quello che scorre nella quotidianità di chi combatte al di fuori delle ovattate stanze di via Verrastro – riserva solo brutte notizie.
Leone non se ne cura ma continua imperterrito con i suoi comunicati stampa dal tono imperioso e definitivo.

Tre giorni fa era la sorveglianza per gli esposti all’amianto, due giorni fa è stata la volta dei 228 posti in sanità per concorso, l’altro ieri i corsi di formazione per i medici del 118 («è la prima volta dopo vent’anni!!!»), ieri è toccato invece gli screening a tappeto sull’Epatite C. Non serve andare oltre perché risulteremmo pedanti e in ogni caso basta una ricerca nello zelante portale regionale lautamente pagato per rendicontare le uscite quotidiane del dream team del Generale Bardi.

Nel frattempo i lucani continuano a patire (e partire, alimentando l’odioso fenomeno dell’emigrazione sanitaria che indebolisce il sistema lucano e ingrassa quelli di fuori regione): l’ultima vicenda riguarda l’aumento delle rette nelle Rsa e su questo non è ancora arrivata una parola una da Leone, destinatario dell’accorata lettera delle famiglie lucane; ancora prima vi avevamo dato notizia della donna malata di sclerosi che aspetta una visita da un anno e che è stata rinviata al 2022: era solo l’ultima di una purtroppo lunghissima serie.

In principio fu un generalizzato ottimismo legato a un assessore “tecnico”, e si passò oltre anche alle uscite ufficiali del tipo “prof. dott. Guido Tersilli medico della mutua”, tanto più che a passeggiate ecumeniche in corridoi esultanti di camici compiacenti eravamo abituati anche grazie ad altri medici prestati alla politica (vedi il governatore Marcello Pittella).

Dopo oltre due anni di «governo del cambiamento» pare tutto essersi fermato lì, a cambiare è solo l’oggetto degli annunci.

Forse le risposte e gli impegni (ammesso che bastino) arriveranno, forse no perché intanto ci sarà un’altra cosa da annunciare, un altro «cambiamento» da incensare, un’altra «svolta» da imprimere dopo i governi di centrosinistra.

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