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martedì 19 maggio 2026

SCANZANO JONICO (MT). IL GIALLO DELLA MORTE DI NICOLA SCARASCIA SULLA STAMPA NAZIONALE: “PRIMA ATTIRATO IN AUTO E POI SOFFOCATO. SALGONO A DUE SOSPETTATI”. INDAGINI ANCORA IN CORSO SU CAUSE, LUOGO, DATA E MOVENTE DEL DELITTO. E CONTINUA IL RISERBO ASSOLUTO DI INQUIRENTI ED INVESTIGATORI

 

SCANZANO JONICO (MT) - Le ultime sulla morte di Nicola Scarascia, il 52 enne nato e residente in Germania ma rientrato per aiutare la famiglia nella ristrutturazione di una casa. Nonostante i familiari abbiano chiesto il silenzio stampa i giornali, da quelli nazionali, come Fanpage; Corriere della sera, edizione di Bari; La Repubblica, edizione di Puglia e Basilicata; a quelli locali, con Cronache e Il Quotidiano del Sud Basilicata; hanno pubblicato, tra ieri ed oggi, notizie sul caso. Negli articoli viene ricostruito l’accaduto dal momento della scomparsa del 52enne, venerdì 8 maggio, dalle ore 20, a quello del ritrovamento senza vita, attorno alle 9.30 del 12 maggio scorso. Ritrovamento avvenuto in una zona impervia, di difficile accesso, nei pressi del canale fosso Valle, a circa 100 metri dalla Stazione ferroviaria. Con gli spazi esterni della stessa Stazione, lo ricordiamo, sottoposti a sequestro dagli inquirenti.

Gli ultimi articoli pubblicati riguardano le modalità di come sarebbe stato commesso il delitto e il numero degli indagati. Fanpage.it ha pubblicato, in data di ieri: “Nicola Scarascia, prima soffocato e poi gettato in un canale a Scanzano Jonico: ci sono due sospettati. Gli investigatori ipotizzano che l’uomo sia stato ucciso altrove e poi trasportato nella zona per occultarne il corpo”. E il corriere.it: “Nicola Scarascia, prima soffocato e poi gettato in un canale: aumentano i sospettati per il suo omicidio”. Ma dove sarebbe avvenuto il delitto? Così, Repubblica.it: “Ci sono due sospettati per la morte di Nicola Scarascia: sarebbe stato attirato in auto e soffocato.

Il 52enne arrivato dalla Germania a Scanzano Jonico è stato strangolato dopo un prelievo al bancomat”. Anche per ilquotidianodelsud.it oggi in edicola “Nicola Scarascia soffocato in auto. le indagini degli investigatori si starebbero concentrando anche su un altro uomo. Ancora da chiarire a cosa servivano i soldi prelevati e a chi dovevano andare”. C’è ancora da accertare, inoltre, la data del delitto. Scarascia sarebbe stato ucciso probabilmente già la sera della scomparsa in un luogo che non sarebbe quello del ritrovamento. Ma come sarebbe stato ucciso? L’autopsia avrebbe riscontrato segni sul collo e lesioni ai polsi che farebbero pensare a una immobilizzazione. L’esame autoptico, inoltre, avrebbe escluso a ferite da arma da fuoco o da taglio. Secondo quanto sinora trapelato da una inchiesta veramente blindata, nel senso dell’assoluto riserbo di Procura e carabinieri, l’uomo sarebbe stato ucciso in un luogo che non sarebbe quello del ritrovamento. Il cadavere sarebbe stato buttato nel canale Fosso Valle probabilmente nella speranza che o non venisse proprio ritrovato o che la scoperta non fosse così immediata e che magari le ricerche venissero proprio sospese. Un canale “dimenticato” a Scanzano Jonico poiché per tutto il tratto che attraversa il centro abitato, via Rossini, è stato coperto e urbanizzato. Ma la struttura riprende la sua conformazione originaria proprio dopo la linea ferroviaria Metaponto – Sibari. Ed a circa cento metri da quella apertura, con gli spazi esterni, lo ripetiamo, sottoposti a squestro, è stato trovato il cadavere, in una zona impervia, difficile anche da raggiungere. Il corpo, oltretutto, sarebbe stato dilaniato da animali selvatici. Da qui, probabilmente, anche il riserbo di inquirenti ed investigatori mentre si indaga, ovviamente, anche sul movente. E qui rientra in gioco la pista del prelievo che Nicola avrebbe effettuato al Bancomat prima di scomparire. A cosa serviva quella somma di danaro? Era destinata a qualcuno? Quei soldi potrebbe avere un collegamento diretto con quanto accaduto?  

Insomma sono ancora tanti i dubbi da chiarire sul “giallo” nel mentre continua il silenzio ufficiale sulla tristissima vicenda. Forse sarebbe il momento di informare l’opinione pubblica, tramite la stampa, dei punti fermi raggiunti dall’inchiesta. Ad oggi, infatti, tutte le ricostruzioni effettuate da giornali, tv e siti on line, non hanno trovato né conferme né smentite sia da parte del pubblico ministero Annunziata Cazzetta, che coordina le indagini, sia da parte del Comando provinciale di Matera dell’Arma dei carabinieri, a cui l’inchiesta è affidata.

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