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Comunicato stampa di Donato Andrisani, segretario regionale della Basilicata dell’Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto) sulla vicenda della annunciata chiusura, il 29 giugno prossimo, del centro privato convenzionato attivo da circa 10 anni a Policoro. Comunicato che condividiamo integralmente.
Sulla vicenda della dialisi presso la struttura privata di Policoro assistiamo ancora ad esternazioni e dichiarazioni mistificatorie dei fatti e, purtroppo, all’utilizzo dei dializzati come strumento per soddisfare interessi personali, politici e propagandistici. È vergognoso!
Comprendiamo i dubbi espressi dai dializzati e i timori di dover affrontare possibili disagi nel cambiare luogo di cura e nell’interrompere rapporti consolidati con il personale che da anni li ha assistiti. Mesi fa all’indomani dell’inaugurazione, qualche paziente decise di cambiare e di effettuare la terapia salvavita presso il nuovo centro dialisi realizzato nell’ospedale di Policoro, senza subire particolari problemi. Anzi, ancora oggi sono soddisfatti di quella scelta.
Invitiamo i dializzati ad affidarsi con fiducia alla professionalità e competenza del personale medico e infermieristico della nefrologia e dialisi pubblica. Vi accoglieranno con gentilezza e cordialità, Soprattutto è fondamentale sottoporsi, al più presto senza altri indugi, ad una visita nefrologica accurata affinché lo specialista possa programmare un piano dialisi personalizzato in base alle condizioni cliniche e fisiche di ciascun paziente.
Occorre, però, porsi alcune domande per comprendere come è nata questa misera vicenda.
Chi autorizzò dieci anni fa, tramite progetto di finanza, la costruzione di un nuovo centro dialisi misto pubblico privato, realizzato all’esterno dell’ospedale di Tinchi, dove già esisteva una struttura dialitica? Il presidente regionale dell’epoca Pittella, la maggioranza politica che lo sosteneva e l’allora direzione dell’azienda sanitaria di Matera.
Allo stesso tempo, chi autorizzò la costruzione di un secondo centro dialisi, realizzato da un’altra società privata nel Comune di Policoro? Chi permise e favorì la nascita di due centri dialisi nel raggio di 18 km.? Pittella e la maggioranza politica che lo sosteneva.
Dieci anni fa c’erano forse centinaia di malati nel metapontino che avevano bisogno del trattamento dialitico tale da giustificare la presenza di un doppione nei servizi dialitici? Assolutamente no! I pazienti in dialisi nel metapontino erano meno di 60. I numeri reali dei nefropatici incidenti e prevalenti, noti a tutti, dimostrarono il contrario: era sufficiente un solo centro dialisi. Si assistette ad una concorrenza fra le due società private tanto è vero che una ventina di dializzati transitarono dalla struttura dialitica di Tinchi a quella di Policoro.
Ma allora quale era il senso, la logica, il fine di quella manovra? Attendiamo ancora una spiegazione. Quella sì, fu un’operazione che suscitò forti perplessità e dubbi di legittimità e generò uno sperpero di denaro pubblico.
Invece chi si oppose alla presenza di due centri dialisi e propose un investimento pubblico affinché si realizzasse un solo centro dialisi all’interno dell’ospedale di Policoro, dove sono presenti strutture complesse come il pronto soccorso attivo, la rianimazione, l’utic e altri reparti, in grado di soddisfare tutte le esigenze dei cittadini malati di rene, di garantire la presa in carico complessiva del paziente nefropatico, riunificando la malattia renale in un unico punto di gestione e monitoraggio, assicurando la tranquillità e sicurezza dei pazienti, la cura delle complicanze, le emergenze per i malati in insufficienza renale acuta e cronica, accogliere i dializzati di altre Regioni durante la stagione estiva, creare una rete clinica fra Matera e Policoro, avere davvero un centro dialisi di eccellenza? Aned, la stragrande maggioranza dei dializzati e trapiantati lucani, la società civile, 5.000 cittadini lucani le cui firme furono consegnate presso il palazzo regionale il 7 giugno 2016.
Questi sono i fatti realmente accaduti!
Le scelte folli effettuate dieci anni fa hanno generato tensioni e complicazioni. Se fosse stata accolta la proposta di Aned oggi avremmo una sola struttura dialitica all’interno dell’ospedale di Policoro. Sarebbe stata una garanzia per tutti, non solo per i dializzati.
La politica dovrebbe prima di tutto imparare l’umiltà, avere una conoscenza più approfondita delle malattie croniche e invalidanti, una visione e una prospettiva futura di più ampio respiro, riconoscere gli errori commessi anziché soffiare sulla scintilla per alimentare il fuoco delle ansie, delle paure e delle preoccupazioni che stanno vivendo da diversi mesi i dializzati della struttura privata.
Va dato atto ad Asm e Regione di essersi attivate prontamente per mettere in sicurezza tutti i dializzati della struttura privata.
MATERA, 27/06/2026
DONATO ANDRISANI
SEGRETARIO REGIONALE ANED

Leggere certi articoli fa venire il voltastomaco, a Maggiore ragione se l'articolista riveste un ruolo di rilievo e di rappresentanza. Attestazioni di adulazione nei confronti di ASM e Regione, si commentano da sole e sono il patrimonio culturale di chi non ha nel DNA lo spirito della battaglia e delle rivendicazioni. I dializzati di Policoro non andati presso una struttura privata ma presso un struttura convenzionata che opera da 10 anni in loco in maniera ottimale e rispondente ai bisogni sanitari dei pazienti. Cosa è cambiato? Non doveva essere data la convenzione? Se così è bisogna avere il coraggio di segnalare alla Corte dei Conti il dispendio di risorse pubbliche, altrimenti si abbia la dignità di tacere. L'articolista che tesse lodi ad ASM e Regione, può con onestà intellettuale affermare che la struttura ospedaliera di Policoro è in grado di sostituirsi al "privato"? Può affermare con onestà intellettuale che le macchine ivi presenti siano idonee per dialisi non estemporanee? Può affermare con onestà intellettuale che l'ospedale di Policoro abbia a disposizione del servizio dialisi il personale medico ed infermieristico necessario? Vede, esimio articolista, le cose non stanno come dice lei, a me pare che siamo in presenza di bizze personali, quelle che hanno l'effetto perverso di vedere vittime le persone più deboli, come un noto proverbio soleva ribadire: gli asini litigano ed i barili si rompono ( la versione dialettale rende molto di più). Chi adula si rende complice di una grande ingiustizia e lei adulando si è reso complice di quella che appare una porcheria.
RispondiEliminaGiovanni Franco perchè confondi l'autore del comunicato con il cronista? Nel post è ben specificato che si tratta di un comunicato stampa di Donato Andrisani, segretario regionale della Basilicata dell’Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto). Comunicato pubblicato, come ha fatto il sottoscritto, da altre testate e siti online. La invito a scorrere la mia pagina Facebook e il mio blog per verificare quanti articoli, e di che tenore, ho scritto sulla vicenda.
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