CRONACA. L’INCHIESTA SUL QUADRUPLICE OMICIDIO DEI BRACCIANTI IN CALABRIA. LA PROCURA DI CASTROVILLARI (CS) INDAGA SULLA MAFIA AFGANA E SUOI COLLEGAMENTI
IL TRIBUNALE DI CASTROVILLARI CS)
La mafia afgana nel mirino. I carabinieri di Cassano allo
Jonio CS) hanno effettuato una perquisizione nell’appartamento di Villapiana
(CS) dove abitava uno dei fermati della strage di Amendolara,
avvenuta il 1 giugno scorso. In dieci dormivano
su materassi gettati per terra. E la mattina si alzavano presto per andare a
lavorare, coi minivan come quello incendiato, nei campi del Metapontino, in
Basilicata. Chi forniva agli autisti questi mezzi? Avevano forse la capacità
economica di comprarli in proprietà? Di mafia afgana e dei suoi rapporti con la
criminalità locale aveva parlato ai microfoni della Rai il sopravvissuto alle
fiamme della stazione di servizio, Tay Mohammad. Proprio l’uomo che, insieme
all’altro sopravvissuto solo perchè la mattina non era andato a lavorare, è
stato messo sotto protezione dalla magistratura. Di chi sono molti di quei minivan
fermati, poche notti fa, in 35 sulla Statale 106 Jonica, diretti verso la
Basilicata? Dalle proprietà gli investigatori sperano di ricostruire la filiera
che parte dall’arrivo in Italia dei braccianti indiani, pachistani, afgani; al
loro alloggiamento di fortuna in abitazioni ( di proprietà di chi?) dei centri della Sibaritide; sino
alla collocazione al lavoro nei frutteti pregiati dello Jonio appulo- calabro –
lucano con viaggi, rigorosamente, salvo imprevisti, di andata e ritorno.
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