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lunedì 8 giugno 2026

“CIAO, DINO”. LA MORTE DEL DOTTOR BERARDINO D’ALESSANDRO, IL CARDIOLOGO AMICO. IL METAPONTINO E LA BASILICATA IN LUTTO. L’AMORE PER IL GOLF. IL RITO FUNEBRE IL 9 GIUGNO A MARCONIA DI PISTICCI (MT)

 

“Ciao, Dino”. Non si può salutare diversamente il dottor Berardino D’Alessandro, il cardiologo amico. Amico delle migliaia e migliaia di pazienti che egli ha curato, visitato, consigliato, nella sua lunga carriera professionale. Chi lo ha conosciuto come me, medico di famiglia mentre lui era prima primario del reparto e dell’Utic all’ospedale di Policoro e poi consulente al Centro Jula di Scanzano Jonico (MT), non può dimenticare la sua voce ed il suo fare calmo e pacato nell’esprimersi, la sua sicurezza nelle diagnosi, la sua autorevolezza nei consigli di iter diagnostico e terapeutico. Così, i pazienti si sentivano rassicurati. Pur se avevano, magari, patologie importanti. Forse, questo suo modo di fare, deciso ma autorevole allo stesso tempo, gli derivava dall’altra sua passione di vita; il golf. Da giornalista ho scritto tanti articoli per la Gazzetta del Mezzogiorno sulle sue vittorie nei diversi tornei di Contrada Pizzica, a Metaponto di Bernalda. Ed il golf, si sa, invita alla calma, alla riflessione, alla decisione. Così, ha scritto Pietro Quinto sulla sua pagina FacebooK: “La morte interrompe una vita, ma non cancella il significato che quella vita ha avuto per gli altri. Con queste parole voglio esprimere la mia commozione e il mio dolore per la scomparsa del Dr. Dino D’Alessandro. Nel frastuono doloroso di questi momenti vengono alla mente alcuni ricordi. Una data indelebile nella storia della sanità lucana e’ appunto quella del 17 marzo 2002. L’inaugurazione nel presidio Ospedaliero di Policoro del reparto di Unità di terapia intensiva coronarica, della rianimazione e della terza sala operatoria. E proprio al dottor Dino d’Alessandro venne affidato l’incarico di dirigere la nuova unità operativa di UTIC la quale con la sua competenza, professionalità insieme ai suoi validissimi collaboratori negli anni ha strappato alla morte migliaia di infartuati. Un uomo tenace, concreto con una brillante professionalità capace di rappresentare un punto di riferimento importante nell’ambito della società scientifica della cardiologia ed un maestro per i suoi collaboratori.

Caro Dino, il destino cinico e baro ha voluto strapparti alla tua famiglia, ai tuoi amici, alla comunità sanitaria lucana, facendo cedere quell’organo umano al quale tu hai dedicato l’intera esistenza professionale. Quel cuore che tu hai curato a tantissimi pazienti non ha retto per te ed in maniera beffarda, ti ha tradito proprio lui.

Imperscrutabile disegno divino ma sappi che quei cuori che ancora oggi battono per merito tuo sapranno conservarti dentro, così come tutti coloro che ti hanno conosciuto e stimato difficilmente potranno considerarti non più presente nella loro vita. Ciao Dino!” 


 


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