SCANZANO JONICO (MT) – “Sono profondamente addolorato per l’accaduto e per l’orrenda fine dei 4 lavoratori afgani e pachistani ma noi siamo in regola in tutto e per tutto. Mi dispiace per il fango gettato sulla Basilicata, sul Metapontino, su Scanzano Jonico e sulla mia azienda. Siamo una delle poche ad avere la certificazione Grasp di trattamento legale e sociale dei dipendenti”.
Così, Rocco Zuccarella, imprenditore del settore ortofrutticolo, con export in tutta Italia ed in Europa, tirato in ballo come il datore di lavoro dei migranti uccisi in Calabria, dei due sopravvissuti ed anche dei due uomini arrestati dalle forze dell’ordine. L’imprenditore ci riceve alla presenza del suo avvocato, Andrea Raffaele Arleo, nel suo ufficio sito nel magazzino sulla Strada Statale Val d’Agri. Non c’è bisogno di domande perché lui parli.
“Vede, io sono Zuccarella Rocco e per accordo interaziendale firmato anche dal ministero del lavoro assumo i lavoratori anche per conto di Zuccarella Giovanni, mio padre, e Matera Filomena, mia moglie. Gli assunti possono lavorare in ognuna delle tre aziende. Entro i primi10 giorni del mese ricevono la busta paga da me firmata, dopo i conteggi con le altre due aziende, in base alle giornate effettuate. Tutto in regola. Assunzioni, visite mediche, orari di lavoro, riposo, servizi, paga oraria e quindi mensile. Preciso che dopo le notizie di stampa abbiamo verificato la situazione di dipendenti in questione: non lavorano più con noi da una settimana. Non so dove erano stati il giorno della strage. Forse lì non avevano contratto. Noi proprio in questi giorni stiamo predisponendo la busta paga del mese scorso per tutti ed otto i migranti”.
Se è tutto in regola perché hanno ricevuto una busta paga di 350 euro?
“Perché, forse, avevano lavorato pochi giorni da noi e, quindi, quella cifra era il compenso maturato. Preciso che noi li pagavamo più della tariffa base poiché, altrimenti, non sarebbero venuti”.
I datori di lavoro, secondo la legge contro il caporalato, non debbono assicurarsi anche del trasporto dei loro dipendenti?
“Solo se avviene a carico nostro con pullman ed altri mezzi. Se, invece, ci dicono che vengono con la loro auto allora noi non c’entriamo più. Noi, a proposito, non possiamo sapere degli accordi che stipulano tra di loro”.
Sempre secondo la legge citata voi siete corresponsabili nei casi di accertato caporalato. Lei è tranquillo in merito?
“Tranquillissimo. Sono stato già controllato più volte dagli organi preposti ed è risultato tutto okay. Mi dispiace tantissimo, ripeto, per l’accaduto ma io, al momento, non ho ricevuto alcunchè dalla magistratura o dalle forze dell’ordine. Sono, ripeto, tranquillissimo. Ho piena fiducia nell’azione della magistratura”.
La mafia afgana?
“Non so se esista. Nessun rapporto con malavitosi. Poi, noi non possiamo sapere tutto quel che c’è stato nella vita di chi viene a lavorare. Se sono in Italia e sono regolari tali accertamenti sono d’obbligo delle forze dell’ordine e della magistratura".
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| ROCCO ZUCCARELLA |





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