Portano a Scanzano Jonico (MT) le piste dell’inchiesta sulla morte dei quattro braccianti (tre di nazionalità afgana, uno pakistana), tutti in giovanissima età, avvenuta in maniera crudele due giorni fa in una stazione di servizio di Amendolara (CS). Sia Il manifesto sia La Repubblica oggi in edicola, intervistando i sopravvissuti all’orrendo crimine, parlano di raccolta delle fragole e di altri prodotti ortofrutticoli nel centro del Metapontino. La vicenda, così, interessa da vicino la nostra regione. Tanto che fioccano le reazioni. Fernando Mega, segretario regionale della Cgil Basilicata, ha dichiarato: "Il Metapontino sempre più preda dell'illegalità. Chiediamo con urgenza la convocazione del tavolo della Sicurezza in Prefettura. Contro il caporalato serve una presa di coscienza anche degli imprenditori agricoli: solo insieme, politica, istituzioni regionali, organizzazioni datoriali e sindacati, possiamo sconfiggere un fenomeno nella nostra regione strutturato e radicato". Ed ancora: “I tragici fatti di Amendolara oggi, la strage dei braccianti pakistani lo scorso ottobre, quando persero la vita in un incidente sulla fondovalle dell'Agri, ammassati in dieci in una multipla omologata per sette, e i recenti arresti tra la Val d'Agri e il Metapontino, con decine di braccianti trovati in condizioni disumane e salari da fame, ancora una volta mettono in evidenza come il cosiddetto Decreto Flussi per l’ingresso di lavoratrici e lavoratori stranieri oltre ad essere palesemente inefficace continua a produrre irregolarità e ingiustizie. La mancanza di trasparenza e l’opacità dei meccanismi di intermediazione continuano a lasciare migliaia di persone nelle mani di sfruttatori e soggetti senza scrupoli, come dimostrato dai terribili fatti degli ultimi mesi".
E Pietro Simonetti, del Cseres, ha aggiunto: “La Basilicata delle stragi e dei caporali, del declino democratico, economico e sociale. La seconda barbara strage di lavoratori, adesso pachistani bruciati vivi, non ha trovato nessuna condanna della Regione Basilicata, nemmeno una interrogazione che non si nega a nessuno. Scarsa l’attenzione delle forze politiche a partire dalla sinistra, rituali le reazioni delle parti sociali; il plurimo omicidio è stato ignorato anche nelle celebrazioni del 2 giugno sulla Costituzione fondata sul lavoro. Ormai trionfa l’abitudine alle stragi: nessun cordoglio, nessuna fiaccolata, regna il silenzio mentre permane la protervia della Giunta regionale che blocca da cinque anni la realizzazione hei Centri di accoglienza stagionali di Scanzano Jonico, Boreano e Gaudiano, 450 posti con tutte i servizi finanziati dalla UE”.
Antonio Bochicchio, capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale, dal canto suo, ha dichiarato: “Caporalato e sfruttamento, servono azioni forti anche nella nostra regione sia come territorio interessato dal fenomeno sia come meta di destinazione di lavoratori provenienti da aree limitrofe. La notizia della barbara uccisione di quattro braccianti agricoli in Calabria, provenienti dai campi della Basilicata, ci sdegna e ci addolora. È necessario che le istituzioni siano unite e determinate nel contrastare fenomeni di sfruttamento del lavoro, tratta di essere umani e caporalato che, persistenti ancora oggi, risultano inaccettabili e offendono il concetto stesso di civiltà”.
Oggi, intanto, conferenza stampa sul quadruplice omicidio del procuratore Alessandro D’Alessio, che coordina l’inchiesta, alle ore 16. Due pakistani, lo ricordiamo, sono sati arrestati. LEGGI NEGLI APPROFONDIMENTI
PER APPROFONDIRE
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ORRORE NEL COSENTINO: 4 CORPI DI MIGRANTI CARBONIZZATI IN AUTO. LE VITTIME ERANO BRACCIANTI AGRICOLI IMPIEGATI NEI CAMPI DELLA SIBARITIDE E DIRETTI VERSO LA PIANA DEL METAPONTINO, IN BASILICATA. GLI INQUIRENTI: OMICIDIO. LEGGI LA NOTIZIA INTEGRALE https://filippomele.blogspot.com/2026/06/orrore-nel-cosentino-4-corpi-di.html
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| FOTO LA REPUBBLICA |
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| IL SOPRAVVISSUTO TAY MOHAMMAD (FOTO TG1) |





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