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lunedì 1 giugno 2026

SANITÀ. LA DENUNCIA DI UN PAZIENTE: “UNA VICENDA INCREDIBILE, AMARA, INACCETTABILE. MANCA L’ANESTESISTA E SALTANO IL MIO E GLI ALTRI INTERVENTI CHIRURGICI PROGRAMMATI. E’ ACCADUTO OGGI ALL’OSPEDALE DI POLICORO (MT)”. IL DIRETTORE GENERALE FRIOLO: “LO SFOGO DEL PAZIENTE E’ LEGITTIMO. QUANTO AVVENUTO NON E’ GIUSTIFICABILE. RECUPERIAMO MERCOLEDI’”

 

LETTERA RICEVUTA VIA WHATSAPP IN DATA ODIERNA

Gentile dottor Mele,

Le scrivo per raccontare l’incredibile e amara vicenda vissuta questa mattina, lunedì 1° giugno 2026, all’ospedale di Policoro. Sono un uomo che crede fermamente nello Stato, nelle istituzioni e nel valore dei servizi pubblici, a partire da quello sanitario. Proprio per questo profondo rispetto, sento il dovere civico di denunciare pubblicamente una situazione che ritengo inaccettabile.

Dopo aver effettuato regolarmente il percorso di pre-ricovero la scorsa settimana, stamattina mi sono recato in ospedale per un intervento chirurgico programmato. Tutto sembrava procedere come da piani: arrivato all'orario stabilito, il personale mi ha fatto accomodare in stanza e ha dato il via alle procedure di preparazione pre-operatoria. Nel frattempo, la prima paziente della giornata era già stata portata in sala operatoria.

Il meccanismo sembrava girare, ma l'illusione è durata poco. Circa un’ora dopo, un medico è uscito dalla sala operatoria per comunicare alle nostre famiglie una notizia tanto surreale quanto pesante: tutte le operazioni previste per la giornata erano ufficialmente annullate e rinviate a data da destinarsi. Il motivo? La totale mancanza di anestesisti disponibili.

La prima paziente è stata fatta uscire dalla sala senza essere operata, io sono stato rimandato a casa dopo aver già iniziato la preparazione, e la stessa sorte è toccata a un terzo paziente.

Questo blocco improvviso ha causato un profondo disagio logistico e psicologico a noi tre, così come alle nostre famiglie, che si erano organizzate per assisterci in una giornata sempre carica di ansia e aspettative. Eppure, il motivo che mi spinge a scrivere non è la rabbia nei confronti del personale presente. Anzi, sento il dovere morale di difendere pubblicamente quei medici che erano lì in quel momento.

I dottori si sono trovati a dover gestire le conseguenze di un disservizio enorme causato dall'alto, mettendoci una grandissima umanità, empatia e trasparenza. Si vedeva chiaramente che erano lì per profonda passione e non solo per "mestiere". Hanno subito il colpo insieme a noi, costretti a metterci la faccia e a scusarsi per colpe e carenze gestionali che non appartengono a loro.

So cosa significhi lavorare per il bene pubblico, spesso in condizioni difficili. Proprio per questo trovo inaccettabile che la buona volontà, la professionalità e il cuore dei singoli medici debbano fare costantemente da scudo alle carenze strutturali e organizzative della nostra sanità. I tagli e la disorganizzazione penalizzano i cittadini, privati del diritto a cure programmate, ma umiliano anche i professionisti, costretti a subire la frustrazione di non poter svolgere il proprio lavoro.

Spero che questa mia denuncia serva a far riflettere chi di dovere sulla gestione del nostro ospedale, perché non si può continuare a far gravare il collasso di un sistema sulla pelle dei malati e sulla dignità di chi, nonostante tutto, tenta di curarli con dedizione”.

DIRITTO DI REPLICA AL DIRETTORE GENERALE DELLA ASM, MAURIZIO FRIOLO

 Ovviamente, abbiamo chiesto “lumi” sull’accaduto al direttore generale della Asm, Maurizio Friolo che, così, ha dichiarato: “Purtroppo l’anestesista che oggi doveva andare a Policoro non è andato. C’era solo lo specialista per le urgenze che non poteva assistere contemporaneamente anche gli interventi programmati. Si trattava, appunto, di interventi non urgenti che recuperemo mercoledì. Purtroppo, è successo. Quando la mattina ti fanno forfait come fai? Per carità premetto che tutto ciò non è giustificabile”. Occorre anche capire l’ansia e il disagio arrecato a famiglie e pazienti… “Si, lo sfogo del paziente è legittimo. Già nella settimana prossima spero di avere in organico più anestesisti. Anche ricorrendo a convenzioni esterne. Purtroppo non abbiamo i medici”. Si può pensare a benefit per invogliare i professionisti della sanità a lavorare nei piccoli ospedali? Friolo: “Purtroppo, noi dobbiamo applicare il contratto collettivo nazionale. I benefit sono possibili se la Regione stanzia un capitolo specifico”.

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