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giovedì 4 giugno 2026

ULTIM’ORA! LA STRAGE DEI BRACCIANTI AD AMENDOLARA (CS). RESTANO IN CARCERE I DUE PAKISTANI. IL GIP DI CASTROVILLARI: “UCCISI PERCHÈ NON VOLEVANO STARE IN 10 IN UNA STANZA E PER AVER AVANZATO PRETESE RETRIBUTIVE E DI REGOLARIZZAZIONE CONTRATTUALE. DA INDAGATI CRUDELTÀ E PREMEDITAZIONE"

 

Il gip del Tribunale di Castrovillari (CS), Orvieto Matonti, ha convalidato il fermo di Safeer Ahmed e Ali Raza, i 31enni afghani accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato per la strage dei 4 braccianti di Amendolara uccisi bruciati vivi all'interno di un minivan. Lo ha riportato l’agenzia Ansa.

Il gip, contestualmente, ha disposto la custodia cautelare nel carcere di Castrovillari dove i due sono stati portati subito dopo il fermo disposto lunedì mattina dalla Procura di Castrovillari al termine di un lungo interrogatorio notturno. Le quattro vittime sarebbero state uccise perché si erano lamentate di dover vivere in 10 in una stanza ed anche per aver avanzato delle pretese retributive e di regolarizzazione contrattuale. Sarebbero questi i moventi alla base della strage dei braccianti di lunedì scorso ad Amendolara.

La circostanza emerge dal decreto con cui il Gip ha disposto il carcere per i due presunti assassini, i pachistani Ahmed Safeer e Ali Raza. La lite sarebbe scoppiata la mattina dell'omicidio tra una delle vittime e Safeer e a raccontare l'episodio agli investigatori sarebbe stato un conoscente di Raza, dopo avelo saputo dallo stesso. Nel corso della lite, Safeer avrebbe riportato una tumefazione allo zigomo tanto che l'altro indagato ha chiamato le forze di polizia per sedare la rissa.
“Hanno dato alle fiamme ben cinque persone, uccidendone quattro e tentando di ucciderne una quinta, per futili motivi, con crudeltà e con premeditazione, dimostrando di essere in grado di esprimere una efferata violenza in assenza di ragioni plausibili. Peraltro, in nessuna fase del procedimento, hanno mostrato in alcun modo segni di pentimento o di resipiscenza".

Lo scrive il gip di Castrovillari (CS), Orvieto Matonti, nel provvedimento con cui dispone la custodia in carcere per Ahmed Safeer e Ali Raza, i 31enni pakistani arrestati per l'omicidio dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara. Nell'ordinanza, il gip sostiene che hanno mantenuto "una ferma e glaciale risoluzione criminosa per tutto il tempo necessario per vederli consumare dal rogo".
   Gli indagati "evidenziano una personalità incline a delinquere, una estrema pericolosità soggettiva e una spiccata incapacità di autocontrollo" scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare. E parla di una "una evidente coordinazione e strategia" nell'azione dei due che "hanno agito in maniera perfettamente coordinata e senza accordi verbali (che avrebbero inevitabilmente indotto una immediata reazione delle vittime e di cui non vi è traccia nelle dichiarazioni del teste superstite)".
 Secondo il gip i braccianti bruciati vivi sono stati "puniti in un modo così brutale ed atroce solo per aver avanzato delle pretese retributive e di regolarizzazione contrattuale. Anche ove si ritenesse che il motivo fosse da riferirsi alla colluttazione esso sarebbe da considerarsi, come il primo, del tutto sproporzionato rispetto al reato commesso e si atteggerebbe quale mera occasione per dare sfogo a un tremendo impulso criminale di entrambi".


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