POLICORO (MT) – Un ritorno alle radici. Già Rocco Herman Puppio, artista a tutto tondo, pittore ma anche architetto paesaggista, già docente di Storia dell’Arte, autore di poesie, racconti e romanzi, è nato a San Giorgio Lucano (MT) ma ha vissuto sino all’età dell’università proprio a Policoro. La città dove vive attualmente. Da qui il suo omaggio alla terra dei ricordi e delle memorie.
Così, egli stesso ha presentato la sua mostra dal titolo “Persistenze. Ricordi e memorie”, curata dal critico d’arte Maria De Lorenzo.
“Persistenze per me rappresenta un atto pittorico che mi ha concesso di stare a contatto con l’autenticità del mio sostrato esistenziale, dove ogni cosa appare più vera, dove tutto dischiude al riconoscersi nel proprio vissuto, status che ognuno possiede, e dove ogni cosa appare ancor più vera.
Ho voluto ripercorre questo mio personale patrimonio riportando dal profondo del bagaglio della mia memoria, i miei ricordi, vivi nella mia mente, che mi chiedevano di essere rappresentati, resi visibili.
Così, i vari momenti, il loro valore, la loro preziosità emergevano sulla superficie delle tele, rintracciando e tracciando luoghi, cose, persone con le loro storie, la loro forma e i tratti che possedevano.
Tutto questo universo mi suggeriva le sequenze da cristallizzare sulle tele.
I soggetti avevano bisogno di cura e attenzione in modo da apparire sovrapponibili all’immagine mentale e a quella rappresentata, per cui ho avvertito l’accortezza di
utilizzare la tecnica ad olio, in quanto richiede e permette attenzione, meticolosità, come d’altronde, la ridotta dimensione quadrata 15x15 cm -similmente ad un fotogramma ingrandito- ha stabilito un contatto intimo con il soggetto.
Per definire questo impianto creativo i segni grafici, le pennellate per macchie, i colori vividi, sono state per me espressione di un libero linguaggio pittorico essenziale, semplice, minimalista, immediatamente leggibile, ispirato alla percezione figurativa e spontanea dei disegni infantili e antiaccademici.
Lo stile suggerisce la spazialità metafisica di Giorgio de Chirico, il fascino creativo di Henri Rousseau e la semplicità evocativa di L.S. Lowry, nel quale ho voluto condensare ed evocare la propria poetica espressiva di ogni soggetto delle mie 41 piccole tele.
La mia collezione ‘Persistenza’ è una declinazione temporale che scandisce momenti privi di malinconia, semmai, invece, crea suggestioni e istanti di raccolta intimità, definisce il flusso delle stagioni della vita a cui si è legati con un senso di gratitudine e di appartenenza”.
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