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mercoledì 3 giugno 2026

LA STRAGE DEI BRACCIANTI. IL PROCURATORE D’ALESSIO: “UN EPISODIO DI GRAVITÀ INAUDITA. INDAGINI ANCORA IN CORSO”. I NOMI DEI BRACCIANTI MORTI. I NOMI DEI DUE ARRESTATI. LA RICOSTRUZIONE DELL’ACCADUTO. IL MOVENTE

 

LA CONFERENZA STAMPA

COSENZA - "E' stato un episodio di gravità inaudita sia per oggettività, 4 morti, che per le modalità". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Castrovillari Alessandro D'Alessio nell'incontro con i giornalisti in Questura a Cosenza sulla strage dei braccianti di Amendolara (CS).

"L'episodio è stato ricostruito in maniera compiuta in pochissime ore, quasi un arresto in flagranza. Indagini ci hanno consentito di raccogliere, con tutte le cautele del caso, gli indizi di reato. Ho apprezzato, e tutti dobbiamo farlo, l'ennesima pronta risposta dello Stato. Lo dobbiamo soprattutto alla gente del Sud".
Ma chi sono le vittime? Sono un pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad (27).

Alla loro identificazione, visto lo stato dei corpi, gli investigatori sono giunti grazie ai documenti trovati nell'appartamento in cui vivevano a Villapiana insieme ad altri migranti, tra i quali Mohammad Taj Alamyar, l’afghano di 35 anni, unico sopravvissuto alla strage per essere sfuggito alle fiamme rompendo un finestrino.

Le due persone sottoposte a fermo, invece, sono i pachistani Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni. L’accusa è quella di omicidio plurimo e pluriaggravato: a incastrarli i filmati del sistema di videosorveglianza del distributore di carburante in cui è stata ritrovata l’auto in fiamme. Le telecamere hanno ripreso non solo i loro volti, ma anche tutte le fasi di quanto successo e i loro movimenti per bloccare le portiere dall’esterno.   

"Movente e contesto al momento non hanno un carattere di forza perché stiamo lavorando da 48 ore”, ha spiegato ancora il procuratore D'Alessio, sottolineando così che il movente della strage dei braccianti non è stato ancora accertato. "Quando succede un episodio del genere il primo obiettivo è dare un'identità agli indiziati per raggiungere poi un livello di gravità indiziaria tale che ci porti a costruire il quadro probatorio. Ovviamente non potremmo dare tutti gli elementi. Si parte da una formulazione di ipotesi poi la bravura sta nel rigore di indagare. È una storia nella quale ho apprezzato l'elevata professionalità della Squadra mobile di Cosenza per la difficoltà, anche del territorio, e la prontezza con la quale è intervenuta. Non c'è stato un contrasto operativo tra le forze di polizia intervenute. Tutti hanno lavorato per raggiungere lo stesso obiettivo”. 

LE QUATTRO VITTIME

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