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sabato 27 giugno 2015

SPACCIO DI DROGA, PENA RIDOTTA A ROCCO RUSSO

TURSI. DA 5 ANNI E 4 MESI A 2 ANNI. REVOCATE LE MISURE INTERDITTIVE

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 27.6.15

I carabinieri con la cocaina e i soldi che furono sequestrati a Russo
TURSI – Era stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione dal Tribunale penale di Matera poichè riconosciuto colpevole di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. In appello, però, la pena gli è stata ridotta a 2 anni. Con la revoca di tutte le misure interdittive che gli erano state inflitte al termine del processo di primo grado. Si tratta di Rocco Russo, 46 anni, imprenditore, censurato, arrestato il 5 giugno 2014 dai carabinieri della Compagnia di Policoro nella flagranza del reato di detenzione illecita di cocaina per un uso non esclusivamente personale. Seguì, il 13 giugno, la condanna comminatagli dal giudice Maria Grazia Caserta al termine del dibattimento svoltosi con il rito abbreviato. Ora, invece, la riduzione di pena da parte della Corte di appello, Sezione penale di Potenza, relatore Vincenzo Autera. «La Corte – hanno sostenuto gli avvocati Nicola Gulfo e Michele Russo, difensori di Russo - ha ritenuto il fatto imputato al nostro asistito di lieve entità rideterminando la pena inflittagli in anni 2 di reclusione con la revoca dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici e della interdizione legale». L'uomo fu bloccato alle 15.30 del 5 giugno 2014 dai carabinieri nel corso di un servizio di controllo e pedinamento eseguito nell'agro di Tursi, lungo la strada Provinciale della Rabatana, a poca distanza dalla diga del Gannano, nei pressi di un edificio abbandonato. Egli arrivò con un Suv di grossa cilindrata, uscì dall’abitacolo e si avvicinò ad un sacchetto di plastica posizionato a pochi metri dal ciglio della strada. Una volta raccolto il sacchetto, però, ecco il blitz degli uomini dell'Arma. Russo, immediatamente perquisito, fu trovato in possesso di 5 involucri contenenti cocaina per un peso complessivo di 19 grammi. Nel veicolo, inoltre, furono rinvenute due buste con 4.750 euro in banconote di vario taglio. A seguire, l'arresto.

NO ALLE TRIVELLE IN MARE. OGGI NUOVA MOBILITAZIONE

POLICORO



LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 27.6.15
 
Si mobilitano le organizzazione anti trivelle nello Jonio su scala provinciale. Per stasera, assemblea spontanea indetta dall'associazione ambientalista Noscorie Trisaia e da altri movimenti a Policoro, dale ore 20, nella centrale Piazza Eraclea. All'insegna dello slogan “Je suis Mar Jonio” ecco l'invito fatto girare via web: “Il governo Renzi, con la mancata opposizione della Regione Basilicata, ha autorizzato la prima ricerca petrolifera nello Jonio. E ci sono altre 14 istanze in attesa. E' ora di fermarli per legittima difesa”.

IL TRENO DEI CLOWN SI FERMA OGGI ALL'OSPEDALE DI MATERA

OASI DEL SORRISO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 27.6.15

   
Proveniente dalla vicina Puglia il “treno dei clowns” dell'Oasi del sorriso, associazione di volontariato onlus di Matera, si fermerà oggi, dalle ore 10, nell'ospedale Madonna delle grazie della città dei Sassi. Parlantina, il dottor Sorriso, Cometa, Ricciolina e Durbans, tenteranno di strappare benefici sorrisi a chi, purtroppo, è ricoverato. Soprattutto si impegneranno con la musicoterapia e la clownterapia per far sorridere i bambini. Ridere fa bene. E' dimostrato scientificamente.

venerdì 26 giugno 2015

SPORTELLI A SINGHIOZZO, PROTESTANO GLI UTENTI

POSTE E DISAGI. ATTIVITÀ RALLENTATA

INTERROGAZIONE DI LATRONICO (FI) SUGLI ORARI ESTIVI RIDOTTI

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 26.6.15


A Matera, capitale della cultura europea per il 2019, Poste Italiane, sino al 12 settembre prossimo ridurrà considerevolmente i turni pomeridiani di molti uffici”. Lo ha denunciato l'on. Cosimo Latronico (FI) in una interrogazione rivolta al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Il parlamentare, tuttavia, nel citare il caso di Matera come quello più eclatante, ha fatto un discorso generale sul ridimensionamento dell'operatività di molti Uffici postali in tutta la Basilicata. Ma Poste Italiane ha replicato: “Gli orari estivi sono stati predisposti tenendo conto delle reali esigenze del territorio”. Questo l'attacco di Latronico: “Nella capitale della cultura 2019 sono previste chiusure pomeridiane all’Ufficio Matera Città, in via Passarelli, per 15 turni pomeridiani; all'Ufficio Matera 1, in via Liguria angolo via Nazionale, per 12 turni; all'Ufficio Matera 4, in via Mattei, per 11 turni. All'Ufficio Matera 2, nel quartiere di Serra Venerdì, invece, è prevista la chiusura totale per 12 giorni”. Per il parlamentare lucano “la limitazione degli orari pone in gravi difficoltà le famiglie, le imprese, i turisti”. L'esponente di Forza Italia ha anche ricordato che “i servizi postali sono di vitale importanza per le famiglie e le imprese per l'esecuzione di tantissime attività quotidiane, quali il prelievo di contante per i titolari di conti correnti postali, il pagamento delle utenze, il deposito di valuta nei libretti postali al portatore, l'invio di comunicazioni urgenti”. Alla luce di tutto ciò Latronico ha chiesto al ministro Guidi “se non ritenga opportuno continuare a sollecitare un confronto tra Poste Italiane ed autorità regionali per trovare soluzioni alternative prestando attenzione agli aspetti sociali ed economici che gli Uffici postali svolgono sul territorio”. E, in attesa della risposta del ministro sdello Sviluppo economico, questa è stata la replica di Poste Italiane: “Anche durante il periodo estivo, storicamente caratterizzato da una sensibile riduzione del flusso di clientela e di operazioni, Poste Italiane garantirà una presenza capillare e continuativa in Basilicata. Gli orari estivi degli Uffici postali, infatti, sono stati predisposti tenendo conto delle reali esigenze della comunità territoriale. In occasione del pagamento delle pensioni nella prima settimana del mese di luglio, di agosto e di settembre, altresì, tutti gli Uffici osserveranno il consueto orario di apertura al pubblico”. Poste Italiane, infine, ha precisato che “anche durante i mesi estivi i suoi Uffici garantiranno alla clientela tutta la gamma di servizi postali, finanziari, assicurativi, telefonici, filatelici offerti al cittadino. Per ulteriori informazioni su orari estivi e servizi offerti è possibile consultare il sito www.poste.it nella sezione “Cerca ufficio postale” o contattare il Call Center al numero verde gratuito 803.160”. Insomma, per Poste Italiane, le riduzioni estive sono una realtà nazionale legata al calo di utenza. Una anticipazione, infine, è arrivata per Matera capitale della cultura 19. Nella città dei Sassi Poste Italiane presenterà il 7 luglio prossimo il Manuale per il commercio elettronico ed il Kit per il turista.


I TAGLI. GLI EFFETTI SUGLI ATRI COMUNI
 
SUL TERRITORIO LUCANO SPOLIAZIONE CONTINUA

I ridimensionamenti di operatività degli Uffici postali sono stati decisi da Poste Italiane non solo per Matera città ma per tantissimi centri della Basilicata. Centri elencati nell'interrogazione che l'on. Cosimo Latronico (FI) ha presentato al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Il deputato azzurro ha segnalato che in Basilicata “la società ha previsto di chiudere gli uffici di Tricarico (Calle), Ferrandina (Borgo Macchia), Maratea (Acquafredda), Avigliano Scalo, Latronico (Agromonte), Baragiano, Filiano (Dragonetti e Sterpito), Latronico (Magnano), Marsicovetere, San Severino Lucano (Mezzana), Bella (San Cataldo), Bella (Sant'Antonio Casalini), Atella (Sant'Ilario), Filiano (Sterpito), Lavello Gaudiano, Melfi (San Nicola). La chiusura, invece, avverrà a giorni alterni per gli Uffici di Cirigliano, Calvera, Guardia Perticara, San Paolo Albanese, Teana, Rivello, Missanello, Armento, Campomaggiore, Carbone, Castelgrande, Castelluccio Superiore, Castelmezzano, Cersosimo, Lauria (Cogliandrino e Seluci), Maratea (Porto), Monticchio Bagni, Marsico Nuovo (Pergola), Filiano (Scalera), Trivigno”. Non solo. Latronico ha anche evidenziato che “sino al 12 settembre 2015 subiranno una riduzione di operatività per chiusura totale o pomeridiana altri 32 Uffici tra cui quelli di Matera città, Nova Siri, Senise, Avigliano, e Rionero. Comuni che in estate vedono il rientro dei fuori sede ed un afflusso maggiore di turisti”. Da qui l'appello al ministro Guidi ad intervenire.

GRANDINATA DANNEGGIA LA PRODUZIONE AGRICOLA. SOLIDARIETÀ DI MUOVIAMO TURSI

COLPITE LE CONTRADE RURALI
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 26.6.15


Una tremenda grandinata, alle ore 19 di mercoledì scorso, ha colpito le contrade rurali di Tursi danneggiando la produzione agricola di quest’anno e delle annate future. Grandine, pioggia e vento hanno distrutto il raccolto ed il lavoro di preparazione dei mesi precedenti. Frutti martellati, piante spogliate della vegetazione, cortecce escoriate. Esponenti del movimento MuoviAmo Tursi, con il Consigliere comunale Antonio Dio Matteo, hanno effettuato sopralluoghi nelle aree colpite trovandosi di fronte ad un inferno per chi ha investito anni della propria vita. Per molti si è trattato della peggiore grandinata degli ultimi 10 anni. MuoviAmo Tursi ha espresso solidarietà a chi ha subito i danni invitando il Comune “a richiedere alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale”.

giovedì 25 giugno 2015

“IL PETROLIO È PEGGIO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI”

A DIRLO È FELICE SANTARCANGELO, IL PORTAVOCE DI “NOSCORIE TRISAIA”
 
IL MOVIMENTO SI MOBILITERÀ SABATO A POLICORO IN PIAZZA ERACLEA
 
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 25.6.15 
 

“Il petrolio come i rifiuti radioattivi? No, è peggio”. Lo ha dichiarato Felice Santarcangelo, portavoce di Noscorie Trisaia, l'organizzazione nata nei frangenti del battaglia contro il Deposito unico delle scorie nucleari a Scanzano Jonico e da allora impegnata su più fronti tra cui quello anti trivelle. Ieri, nella sala consiliare del municipio, Santarcangelo aveva portato uno striscione con la scritta “Je suis Mar Jonio” che prima aveva attaccato al banco della presidenza e che poi, per non incorrere in contrasti istituzionali, ha ritirato. Cosa significa “Je suis Mar Jonio”, frase mutuata da “Je suis Charlie Hebdo”. “Significa - ha risposto l'esponente ambientalista - che io mi considero come il mar Jonio attaccato dal permesso di ricerca di idrocarburi concesso dal Governo di Matteo Renzi alla Enel Longanesi srl. Tutti siamo Mar Jonio”. Un significato chiaro per quanti dal 2008 in poi sono battuti contro l'invasione della trivelle prima sulla terra ferma e poi nel Golfo di Taranto. “Il Governo Renzi, però - ha continuato il nostro interlocutore – è stato l'unico a voler firmare un'autorizzazione. Può essere la prima di decine. Autorizzazione concessa con l'uso della tecnica di ricerca “Air gun” che tanti problemi ambientali può creare”. Di cosa si tratta? “Di far esplodere bombe di aria compressa al di sotto dei fondali per verificare la presenza di giacimenti. Una tecnica che può mettere in movimenti gli ipotizzati carichi di scorie radioattive smaltiti nel Mediterraneo affondando le “famose” navi dei veleni su cui stanno indagando due Procure della Repubblica ed alcune Commissioni parlamentari ed anche la frana accertata dal Cnr e da tre università. E quali danni subirebbero i cetacei che hanno il loro habitat nel nostro mare? Sarebbe un disastro”. Che fare? “Non basta il ricorso al Tar. Serve la mobilitazione per far dichiarare lo Jonio libero dalle trivelle. Per sabato prossimo, perciò, invitiamo tutti al nostro happening in piazza Eraclea, a Policoro, dalle ore 20. La ricerca di idrocarburi nel Golfo di Taranto – ha concluso Santarcangelo - non passerà”.


L'OPERATORE TURISTICO MANGIALARDI

DOBBIAMO FAR SENTIRE LA NOSTRA PROTESTA”

“No alle trivelle nello Jonio. Sono sicuro che il Governo guidato da Matteo Renzi ci ripenserà. Noi, però, è bene che facciamo sentire la nostra voce, forte, di protesta”. Lo ha detto Sigismondo Mangialardi, operatore turistico di Policoro, uno dei pochi della sua categoria presente al summit di amministratori locali convocato dal sindaco della città del Metapontino, Rocco Leone. Significa, forse, che chi lavora e vive di turismo non sente ancora come propria la battaglia anti trivelle nel Golfo di Taranto? “No – ha risposto Mangialardi. Non significa nulla la mancata presenza dei miei colleghi ad un incontro operativo di tipo istituzionale. Vi posso assicurare che il loro interesse, non solo in Basilicata ma anche in Calabria e Puglia, sull'argomento è molto elevato”. Forse, si tratta di una “tensione” sull'argomento ancora non molto elevata. Qui pare di essere ai movimenti iniziali di quella che si profila come una lunga battaglia in crescendo. Il nostro interlocutore ha dissentito: “No. Vi posso ribadire che la tensione sulla questione, soprattutto dopo la prima autorizzazione rilasciata dal Governo ad una compagnia petrolifera per ricercare idrocarburi nello Jonio, è già moltissimo elevata. Gli operatori turistici sono incavolati neri per le trivelle nel mare della Magna Grecia”. Cosa accadrà? “Mi auguro che chi prende queste decisioni rifletta su quel che sta facendo. Io, poi, ho seguito molti convegni in cui è stato affermato che, per come si sta evolvendo il mondo dei bisogni energetici, trivellare non serve più a niente”. Allora? “Allora – ha concluso Mangialardi - io sono sicuro che il Governo Renzi ci ripenserà come fece quello guidato da Silvio Berlusconi per le scorie nucleari a Scanzano Jonico. Noi, però, intanto, dobbiamo far sentire la nostra protesta”.

TUTTI INSIEME MA ARRABBIATI PER DIFENDERE IL MAR JONIO

PETROLIO. RIVOLTA ANTI TRIVELLE NELLE ACQUE DELLA MAGNA GRECIA

REGIONI E COMUNI LUCANI, PUGLIESI E CALABRESI CONTRO I PERMESSI DI RICERCA
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 25.6.15 
 

Tutti insieme, appassionatamente, Regione Basilicata, Comuni dell'arco jonico lucano, di Taranto, alcuni della Calabria, contro le trivelle nello Jonio: “Sarà un'altra Scanzano Jonico come contro il nucleare. Il Governo Renzi deve fare marcia indietro sui permessi di ricerca nel Golfo di Taranto”. Lo hanno dichiarato, ieri, nella sala consiliare del municipio di Policoro, su invito del sindaco di casa, Rocco Leone, nel corso di un incontro “operativo”, gli amministratori, oltre che della città ospitante, di Scanzano Jonico, Nova Siri, Rotondella, Pisticci, Bernalda, Tursi, Taranto, dell'alto Jonio cosentino (Roseto Capo Spulico, Cassano alla Jonio, Rossano Calabro), e l'assessore regionale all'ambiente, Aldo Berlinguer. Tutti hanno contestato l'autorizzazione rilasciata il 12 giugno scorso dal Ministero dell’ambiente, di concerto con il Ministero dei beni culturali e del turismo, alla ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio alla Enel Longanesi Developments srl. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Siamo incazzati neri”, hanno detto Vincenzo Baio, assessore all'ambiente del Comune di Taranto; il sindaco Leone; e Rodolfo Alfieri, assessore di Rossano Calabro. “Taranto – ha spiegato Baio - ha già l'Ilva ed il progetto Tempa Rossa, che aumenterà l'inquinamento generale. Ora, il regalo della Enel Longanesi. Così, distruggendo la speranza alternativa al nostro sviluppo rappresentato dal mare, il disastro sarà completato”. E Leone: “A me piace sottolineare l'attacco alla storia ed alla cultura. Le trivelle nelle acque della Magna Grecia profaneranno luoghi sacri”. “Basta – ha aggiunto Alfieri – col Sud terra di conquista. Invece che darci infrastrutture ci rifilano lo sfruttamento del territorio”. Tutti, perciò, hanno assicurato che i loro Comuni proporranno ricorso al Tar contro la concessione già rilasciata. D'accordo anche su una manifestazione di protesta. “ E se non ci ascolteranno – ha promesso Alfieri - bloccheremo la Statale 106 cosi tutta l'Italia si accorgerà della nostra battaglia”. Ha concluso Berlinguer: “La Regione Basilicata non da oggi ha detto no alla ricerca di idrocarburi nel mar Jonio. Le trivelle sono incompatibili con le attività di sviluppo che abbiamo già finanziato. Riteniamo l'arco jonico un'area di grande pregio naturalistico e turistico. Non ci saranno concessioni da parte nostra su questo aspetto. Siamo contrari. E faremo forza comune con Calabria e Puglia. Non si possono fare scelte simili sulla testa dei territori”. 
 

IL PARTICOLARE

DALLA MAPPA VENUTE FUORI 14 ISTANZE

Qual'è la mappa, aggiornata, delle possibili trivellazioni nel mar Jonio? L'ha diffusa nella mattinata di ieri, nella sala consiliare del municipio di Policoro, nel corso dell'incontro operativo sul “da farsi” dopo la prima autorizzazione alla ricerca di idrocarburi nelle acque del Golfo di Taranto rilasciata dal Governo Renzi, l'organizzazione ambientalista tout court Noscorie Trisaia. Nella mappa sono elencate e riportate su cartina geografica ben 14 istanze di ricerca petrolifera (tra cui quella della Enel Longanesi Developments srl), due permessi di ricerca, una istanza di prospezione petrolifera e una istanza di concessione petrolifera. L'area di mare interessato dalle varie richieste è quella centrale, tra Puglia e Calabria, antistante la Basilicata, ed anche quella antistante la punta dello “stivale”, di fronte a Santa Maria di Leuca. Insomma, per amministratori locali, operatori economici, ambientalisti, l'autorizzazione alla Enel Longanesi a ricercare idrocarburi nel Golfo di Taranto può essere la prima di una lunga serie. Da qui la minaccia di alzare le barricate.