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venerdì 7 agosto 2020

CHIUSO PER FERIE

 

RAGAZZI,

NON SI PUO' TIRARE SEMPRE LA CARRETTA. ARRIVEDERCI A DOPO LE VACANZE. MERITATE? CHISSA'... 

mercoledì 5 agosto 2020

DISABILITÀ. LA TESTIMONIANZA DEL PADRE DI UN RAGAZZO AUTISTICO

PAPA' MARCO CON MATTEO

IL GIORNALISTA MARCO SABATINI SCALMATI, RESPONSABILE MEDIA RELATIONS DI UNA SOCIETÀ DI STATO, È IL PAPÀ DI MATTEO, UN RAGAZZO AUTISTICO DI 13 ANNI. EGLI SI BATTE DA ANNI PER I DIRITTI DELLE PERSONE AFFETTE DA AUTISMO E PER IL RISPETTO VERSO I LORO FAMILIARI. IN QUESTA INTERVISTA RILASCIATA A GIACOMO GALEAZZI PER INTERRIS.IT, IL QUOTIDIANO DIGITALE DELL’ASSOCIAZIONE PAPA GIOVANNI XXIII FONDATO DA DON ALDO BUONAIUTO, MARCO PARLA DEI PROBLEMI CHE OGNI GIORNO EGLI DEVE AFFRONTARE PER GARANTIRE I DIRITTI DEL SUO MATTEO. “PROSEGUIAMO SENZA STANCARCI – HA DETTO - NEL NOSTRO IMPEGNO A COSTRUIRE UNA SOCIETÀ PIÙ GIUSTA E SOLIDALE, SENZA NASCONDERCI, COME ACCADEVA IN PASSATO, PERCHÉ QUEL PASSATO NON DEVE TORNARE, E NON TORNERÀ”. TRA GLI ARGOMENTI TRATTATI LA GARANZIA DEL SOSTEGNO SCOLASTICO E DELL’ASSISTENZA IN CENTRI SPECIALIZZATI DA ASSOLVERE IN MODO CONTINUATIVO, LA LEGGE SUL “DOPO DI NOI”, QUELLA IN DISCUSSIONE SUL “CARE GIVER FAMILIARE”.  


MARCO SABATINI SCALMATI: “LA MIA TESTIMONIANZA DI PAPÀ DI UN RAGAZZO AUTISTICO”

Intervista di Interris.it al giornalista Marco Sabatini Scalmati, papà di Matteo, un ragazzo autistico di 13 anni. La lunga battaglia per i diritti delle persone affette da autismo e per il rispetto verso i loro familiari
da Giacomo Galeazzi

La crescita culturale si misura anche nella capacità di saper accettare la diversità dell’altro - spiega a Interris.it Marco Sabatini Scalmati. I ragazzi di oggi si mostrano più attenti, e questo fa ben sperare. Ma sono ancora tanti gli ostacoli all’inclusione nella scuola come nella quotidianità, prodotti da scelte dettate dall’ignoranza. Penso, ad esempio, alla cronica carenza di figure professionali sia nel mondo della scuola che nell’assistenza domiciliare”.


AL SERVIZIO DEL DISAGIO AUTISTICO

Marco Sabatini Scalmati, giornalista è oggi Responsabile Media Relations di una società di Stato. Papà di Matteo, un ragazzo autistico di 13 anni, si batte da anni per i diritti delle persone affette da autismo e per il rispetto verso i loro familiari.

Qual è stato il suo primo incontro personale con il mondo della disabilità?
È stato d’estate, quando ero un bambino, ed è stato un incontro a distanza. Da Sirolo, un piccolo paese delle Marche affacciato sul mare, in cui trascorrevo le vacanze nella casa di famiglia, tutti gli anni si andava a trovare uno zio di mia mamma che abitava a Civitanova Marche. Per andare da lui il pomeriggio dovevamo percorrere la statale. Un giorno, mentre passavamo accanto ad un grande edificio in cemento armato lungo un rettilineo, vidi dei ragazzi in carrozzina giocare a basket nel cortile di quel palazzo”.


Quale fu l’impressione?
Per me bambino sembrava impossibile che persone che non potevano camminare potessero addirittura giocare a basket! Rimasi schiacciato con il viso al finestrino. Avrei voluto fermarmi, andare a giocare con loro. Volevo esprimere il mio stupore ma non dissi niente. In fondo provavo un’emozione che non riuscivo a spiegarmi”.

Cosa imparò?
Quello che pensai fu che io, per divertirmi, avevo bisogno del mare, della barca, degli amici, di tanti giochi. Mentre loro là, in un cortile ai bordi della statale, senza l’uso delle gambe e separati dal mondo da una recinzione metallica, erano così felici di stare insieme a giocare a pallacanestro. Negli anni successivi andare a visitare quello zio era l’occasione per vederli. E ogni volta il vederli mi aiutava a capire nel mio intimo il valore dell’emozione che provavo. Ero felice di ritrovarli, probabilmente non erano gli stessi dell’anno prima, ma erano sempre sorridenti”.


E in seguito?
Un’estate, non li vidi più. E non li vidi più nei pochi anni successivi che ripassammo di li. Ho sempre pensato che fosse un problema di orario. Il cortile con i due canestri c’era, ma non loro. Eppure non li ho mai dimenticati quei ragazzi. Oggi sento che sono rimasti sempre con me. E mi piace pensare che è anche grazie a loro che ho imparato a vivere il lato positivo in ogni circostanza della vita, anche quando si è lontani da una spiaggia piena di sole”.


Da genitore di un ragazzo disabile, come ha visto mutare in meglio o in peggio la sensibilità sociale verso i diversamente abili?
Da quei ragazzi che vedevo a metà degli anni Settanta, che venivano chiamati handicappati, molto strada è stata fatta. La consapevolezza via via maturata dalle persone con disabilità ha favorito con il loro impegno, assieme a quello delle diverse realtà associative e di tanti cittadini impegnati nel sociale, a far crescere la sensibilità verso i bisogni dei più deboli. La strada, purtroppo, è però ancora lunga. Pensiamo semplicemente ai parcheggi riservati alle persone con disabilità. Quando era bambino quei posti dedicati a loro non c’erano, come d’altra parte non c’erano tante altre tutele che oggi consentono di vivere la disabilità con maggiore ottimismo rispetto al passato”.


Può farci un esempio?
Quando sono con mio figlio quei parcheggi continuo a trovarli occupati abusivamente dall’ignoranza e dalla prepotenza. La strada da fare è dunque ancora lunga. Ma ce la faremo. Non si deve infatti aver paura di chi pensa che nella vita tutto gli sia dovuto. Al contrario, dobbiamo aiutarli a capire che non devono temere noi, ma il loro egoismo. Perché un giorno potrebbero essere loro ad aver bisogno di quel posto auto”.


A cosa si riferisce?
La sensibilità sociale deve perciò nutrirsi della forza della ragione con la quale spiegare a queste persone, che oggi esercitano il diritto del più forte in modo arrogante, che se quel giorno dovesse arrivare, ci troverebbero al loro fianco a rivendicare il nostro diritto ad esserci. Assieme proseguiremo quindi nel nostro impegno per una società più giusta e solidale, senza nasconderci, come accadeva in passato, perché quel passato non deve tornare, e non tornerà”.


Serve una crescita culturale per rendere effettive le misure di inclusione della disabilità nella società italiana?
L’ignoranza e la scarsa sensibilità camminano insieme e non producono solo difficoltà gestionali ma hanno anche la capacità di ferire. Le persone che vivono questa condizione imparano presto a confrontarsi con questa realtà. Purtroppo c’è chi si arrende, chiudendosi nel proprio mondo. E dietro questa resa ci sono storie tanto tristi quanto drammatiche. Storie di solitudine estrema provocate dall’incapacità di saper gestire il proprio dolore”.


Vede segnali di miglioramento generale?
Fortunatamente ci sono anche quelle persone che dal dolore trovano il coraggio di reagire. Per farlo è indispensabile credere nelle proprie capacità. Non è facile, ma solo così potremo condividere la nostra forza con gli altri, per favorire quella crescita culturale di cui c’è urgente bisogno. E per farlo bisogna parlare al cuore di chi non vuole o ancora non trova la forza di farsi carico di quel dolore. Solo così possiamo immaginare una società che uno giorno non avrà più la necessità di parlare di inclusione”.

Quali sono le esigenze più sentite dalle famiglie che quotidianamente vivono questa condizione?
Le famiglie che vivono con persone disabili sono famiglie stanche, perché la disabilità Impegna molto le loro energie fisiche e mentali. Le preoccupazioni quotidiane assorbono la giornata e i pensieri. I ragazzi disabili possono essere bravissimi e giudiziosi ma incontrano purtroppo quotidiane difficoltà. Se, ad esempio, non riescono a riconoscere il davanti della maglietta che indosseranno immaginate quante esigenze possano avere le loro famiglie”.


Cioè?
Fra tutte penso che la principale sia la garanzia del sostegno scolastico e dell’assistenza in centri specializzati da assolvere in modo continuativo. Per alleggerire l’impegno della famiglia sarebbero poi opportuni, ad esempio, interventi per snellire gli iter amministrativi, con corsie preferenziali negli uffici pubblici, e l’adozione di strumenti di autocertificazione che evitino ciclicamente di dover riprodurre atti e documenti assolutamente superflui davanti a disabilità permanenti. In questo settore, a mio avviso, ogni scelta dovrebbe essere guidata dall’adozione del principio di richiedere il minor impegno possibile al genitore di un disabile, già di suo assorbito dalle diverse difficoltà della vita quotidiana”.


Qual è la priorità oggi?
C’e il grande tema del futuro. La legge sul “dopo di noi”, approvata nel 2016, ha l’obiettivo di garantire l’autonomia e l’indipendenza delle persone con disabilità, consentendo loro, per esempio, di continuare a vivere in tranquillità anche quando i genitori non possono più occuparsi di loro, favorendo la creazione di contesti il più possibile simili alla casa in cui queste persone sono cresciute. Ma l’attuazione concreta degli interventi, che spetta alle regioni, stenta a decollare. Anche su questo fronte è dunque urgente un maggior impegno da parte delle Istituzioni competenti per rendere concreti diritti e benefici sacrosanti, ma ancora lontani dall’essere realizzati”.

Nel dibattito pubblico sul riconoscimento dei caregiver familiare, ha ravvisato una presa di coscienza verso una condizione che riguarda il 5% degli italiani?
Il dibattito sul caregiver familiare, cioè colui che assiste a titolo gratuito, in modo significativo e continuativo, un parente non autosufficiente, mi sembra purtroppo confinato fra i soli addetti ai lavori. Eppure si tratta di un tema di assoluto rilievo per riconoscere il valore dell’impegno finora assolto in solitudine da decine di migliaia di famiglie e che ora è giusto sia finalmente riconosciuto e tutelato anche nel nostro Paese. Proprio in queste settimane il testo della legge sul caregiver familiare ha ripreso il suo iter parlamentare, e mi auguro venga presto approvata”.

Cosa cambierebbe?
Questa legge consentirebbe di mettere in atto una serie diversificata di soluzioni: dall’accesso ai servizi di sollievo appositamente dedicati ai caregiver, al riconoscimento economico e previdenziale soprattutto alle mamme e ai papà che hanno dovuto, loro malgrado, abbandonare il lavoro per dedicare la loro vita ai propri cari con gravi disabilità. Sarebbe un segnale di crescita culturale del Paese e di attenzione verso queste famiglie lasciate di fatto finora sole ad affrontare un impegno molto gravoso anche durante l’attuale pandemia”.

martedì 4 agosto 2020

MONTALBANO JONICO. TEATRO. STORIE DI TERRA VECCHIA



PRIMO APPUNTAMENTO CON LO SPETTACOLO LIBERAMENTE TRATTO DA EMILIO ANDRISANI DAL LIBRO I MURI PARLANO, DI VINCENZO MAIDA, GIOVEDÌ PROSSIMO. POI ALTRE TRE DATE IN AGOSTO ED UNA IN SETTEMBRE. L'ORGANIZZAZIONE È DEL PARCO LETTERARIO FRANCESCO LOMONACO, CON LA COLLABORAZIONE DELL’ASSESSORATO ALLA CULTURA E DELLA PROVINCIA DI MATERA. LA REGIA È DELL’HERMESTEATROLABORATORIO DI MATERA. GLI ATTORI SONO TUTTI LOCALI: ANGELA QUINTO, MARIAPINA LOPATRIELLO, NUNZIA DE MICHELE, LEONARDO LABRIOLA, GIOVANNA GUARINO, ANTONELLA ASTORE, MARTINA ZINNO, VALENTINA LABRIOLA, ROSANNA GRIECO E CON LA PARTECIPAZIONE DI EMILIA FORTUNATO.  


IL COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI MONTALBANO J.
 
Si terrà nei giorni 6-7-13-29 agosto e 3 settembre, nella suggestiva location della piazzetta Vitacca, sui calanchi, lo spettacolo teatrale STORIE DI TERRAVECCHIA, organizzato dal Parco Letterario Francesco Lomonaco, con la collaborazione dell’assessorato alla cultura del comune di Montalbano Jonico, avv. Ines Nesi, e della Provincia di Matera, avv. Piero Marrese, liberamente tratto da Emilio Andrisani dal libro I MURI PARLANO di Vincenzo Maida.
La regia è dell’HermesTeatroLaboratorio di Matera, gli attori sono tutti locali: Angela Quinto, Mariapina Lopatriello, Nunzia de Michele, Leonardo Labriola, Giovanna Guarino, Antonella Astore, Martina Zinno, Valentina Labriola, Rosanna Grieco e con la partecipazione di Emilia Fortunato.


Un vero e proprio viaggio nel passato si sviluppa per racconti nel corso dello spettacolo, con il desiderio di risvegliare i ricordi e le vicende gloriose o di vita quotidiana del centro affacciato sulla Val d’Agri.
Montalbano Jonico, ha scritto Iuri Lombardi, infatti non è solo una cittadina che si perde tra i calanchi e l’Agri; non è solo un bianco e ridente agglomerato di case una sull’altra, perso nel pallore del riverbero del sole tra cielo e campagne; non è solo la città medievale cinta da mura possenti e non è solo uno dei centri più importanti della Basilicata: la sua storia, la lunga sequenza dei suoi racconti ci conducono per il mondo, sino al nord dell’Italia, sino ad Alessandro Manzoni e all’ing. Nicola Romeo, fondatore della casa automobilistica AlfaRomeo, il cui padre ebbe i natali nel comune jonico.
Montalbano è stato un crocevia di possibilità, di incontri, di vecchie storie che hanno battuto il tempo in quanto classiche. Il paese collinare non è solo il sud del sud ancestrale e antico, per non dire arcaico; non è quel pozzo profondo nel quale se si getta un masso non ne sentiamo l’arrivo, il toccare il fondo; e la storia non solo della cittadina ma dell’intera Basilicata è arcaica, questo lo sappiamo: Montalbano è invece il paese dell’ingegner Nicola Romeo, fondatore dell’Alfa Romeo, dell’Abate Nicola Maria Troyli (grande religioso e maestro di lettere), di Francesco Lomonaco. Ed è da quest’ultimo nome, da Francesco Lomonaco, che l’importanza dei ricordi si fa più nitida, più chiara sino ad impallidire per l’universalità di questo personaggio che proprio a Montalbano nacque per diventare poi uno degli uomini più influenti dell’intellighenzia partenopea prima – nell’allora Napoli capitale del regno delle Due Sicilie – e milanese dopo. Francesco Lomonaco, medico condotto, ma luminare della medicina del suo tempo, fu fedele ai propri impegni letterari e, parallelamente all’attività di medico, portò avanti quella del letterato, di studioso di grandi scrittori.
Allievo dell’abate Troyli fu medico personale di Ugo Foscolo e amico di scorribande milanesi, di incontri letterari, quasi intimo del Manzoni del quale seguì la carriera al punto che il giovane Alessandro nella sua Milano, tra l’ebbrezza della giovinezza, gli dedica persino un sonetto.


Ma i vicoli e le case di Montalbano sono state anche testimoni della micro-storia locale che rivive nei tanti racconti proposti dallo spettacolo teatrale Storie di Terravecchia.

SCANZANO JONICO. ARRIVA FRUIT&SALAD ON THE BEACH



APPUNTAMENTO DOMANI, AL LIDO SABBIA D’ORO, DALLE ORE 10, CON L’EDUCAZIONE ALIMENTARE E I CORRETTI STILI DI VITA. SI TRATTA DI UNA DELLE TAPPE DELLA DECIMA EDIZIONE DELLA RASSEGNA ITINERANTE CHE HA TRA LE PROMOTRICI LA ORGANIZZAZIONE DI PRODUTTORI LUCANA ASSO FRUIT ITALIA. RICORDIAMO CHE IN OCCASIONE DI OGNI GIORNATA AVVIENE LA DISTRIBUZIONE DELLE MAGLIETTE E DEI CAPPELLINI UFFICIALI. SI DÀ POI IL VIA A MOMENTI DI ANIMAZIONE PER STIMOLARE IL MOVIMENTO FISICO, AD APPROFONDIMENTI IN CUI NUTRIZIONISTI PARLANO DELLE PROPRIETÀ DI FRUTTA E VERDURA, A GIOCHI A QUIZ CHE COINVOLGONO I PARTECIPANTI AL FINE DI POTER VINCERE SIMPATICI GADGET. LE ATTIVITA' SI CONCLUDONO CON LA DEGUSTAZIONE DI FRUTTA E VERDURA PER TUTTI I BAGNANTI DELLO STABILIMENTO OSPITANTE. 


IL COMUNICATO STAMPA DI ASSO FRUIT ITALIA 

SCANZANO JONICO - “Arriva in Basilicata, come di consueto, l’atteso appuntamento con l’educazione alimentare e i corretti stili di vita”, ha detto Andrea Badursi, presidente dell’organizzazione di produttori Asso Fruit Italia. Che ha poi aggiunto: “L’iniziativa ‘Fruit&Salad on the Beach rappresenta per Asso Fruit Italia Group un impegno reale sul fronte della nutrizione consapevole e salutare e della valorizzazione delle frutta e degli ortaggi di stagione prodotti nei territori di riferimento. Come è noto i primi destinatari dell’evento educativo sono i bambini che frequentano le spiagge. L’interazione con i più piccoli - e non solo - è sollecitata dai nutrizionisti e organizzatori dell’evento che propongono quiz ai ragazzi, li invogliano al movimento fisico in totale sicurezza, e offrono simpatici gadget per ricordare la giornata e gli insegnamenti acquisiti”, ha spiegato Badursi. 


Le tappe previste in Basilicata sono così suddivise:
4 Agosto 2020. Club Nova Siri Village – Via Luce del Varietà, 75020 Nova Siri (MT);
5 Agosto 2020. Lido Sabbia D’Oro Beach Club – Via Lido Torre, 27 Scanzano Jonico (MT);
6 Agosto 2020. Villaggio Torre del Faro e Hotel Portogreco – Viale E. Bernasconi, Scanzano Jonico (MT),
7 Agosto 2020. Lido San Basilio, Via Lungomare Venere, Pisticci (MT). 
L’inizio delle attività è previsto alle 10:00.

Oltre all’organizzazione di produttori Asso Fruit Italia, a sostenere l’iniziativa ci sono le seguenti OP: Alma Seges, AOA, Agritalia e Terra Orti.

SCANZANO JONICO. IL PD “CHIAMA” CARIELLO PER LA SCANZANO-MARE

LA SCANZANO-MARE, UNA "MULATTIERA" DA FAR VERGOGNA

CARO CONSIGLIERE, SE CI SEI BATTI UN COLPO. COSÌ SEMBRA DIRE IL CIRCOLO PD QUANDO INVITA IN UN COMUNICATO STAMPA L'ESPONENTE LEGHISTA, SCANZANESE DOC, “A FARSI PROMOTORE DI QUESTO PROGETTO AFFINCHÉ POSSA RICEVERE IL GIUSTO SOSTEGNO IN SEDE REGIONALE ED ESSERE COSÌ REALIZZATO NEL PIÙ BREVE TEMPO POSSIBILE”. QUALE PROGETTO? QUELLO DI CUI ABBIAMO GIÀ PARLATO IL 15 GIUGNO SCORSO CITANDO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, PIERO MARRESE: “ABBIAMO RECUPERATO UN FINANZIAMENTO DI 1.100.000 EURO PER IL PRIMO LOTTO DEL RIFACIMENTO DELLA STRADA SCANZANO-LIDO TORRE AL FINE DI ALLARGARLA PER METTERLA IN SICUREZZA E REALIZZARVI UNA PISTA CICLABILE". GIÀ ALLORA MARRESE "TIRÒ PER LA GIACCHETTA" L'"AMICO CARIELLO" PERCHÈ SOSTENESSE IN REGIONE IL PROGETTO PROVINCIALE CON UN ULTERIORE FINANZAMENTO DI 3 MILIONI DI EURO. ORA LO FÀ ANCHE IL PD. APPELLI STRUMENTALI? IL PRIMO CONSIGLIERE REGIONALE DELLA STORIA ELETTO A SCANZANO NON PUÒ PIÙ TACERE. 


IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DEL CIRCOLO PD 

Il Circolo PD di Scanzano Jonico esprime entusiasmo e sostegno al presidente della provincia Piero Marrese per la programmazione di interventi di tutela e di messa in sicurezza della viabilità provinciale, in particolar modo della strada provinciale 73 (ex SP Scanzano Lido Torre), che collega Scanzano Jonico al lido. Sono sotto gli occhi di tutti le condizioni di questa strada che non è percorsa dai soli scanzanesi ma anche da turisti che dal resto della provincia e della regione, se non da fuori, si recano in gran numero, nel periodo estivo, alle nostre spiagge. Si tratta di interventi finalizzati all’allargamento e alla messa in sicurezza della strada, calcolati per 1,1 milioni di euro, a fronte di una spesa complessiva di più di 4 milioni di euro (leggi il nostro articolo sul rpogetto del 15 giugno scorso cliccando sul link https://filippomele.blogspot.com/2020/06/scanzano-jonico-si-torna-parlare-del.html, ndr). È, quella che si presenta, un’occasione importante per la riqualificazione della Scanzano-Mare Lido, quella stessa strada che rappresenta l’unico accesso alle strutture ricettive e ai lidi del nostro comune per migliaia di turisti, che necessita del supporto di tutte le forze che hanno a cuore il nostro paese: non si tratta, infatti, di perseguire un mero fine economico in termini di appetibilità del territorio e delle spiagge, e quindi di capacità di attrazione dei turisti, ma di garantire la sicurezza di quanti percorrono una strada che ha visto fin troppi sinistri stradali, talvolta anche mortali (leggi a proposito un nostro articolo del 5 giugno 2017 cliccando sul link https://filippomele.blogspot.com/2017/06/scanzano-j-il-pericolo-corre-costante.html, ndr). Per questo motivo, non possiamo che invitare il nostro concittadino, il consigliere regionale Pasquale Cariello, a farsi promotore di questo progetto affinché possa ricevere il giusto sostegno in sede regionale ed essere così realizzato nel più breve tempo possibile.

Il Circolo PD di Scanzano Jonico.

lunedì 3 agosto 2020

POLICORO. TINTARELLA DI LUNA. CINEMA IN SPIAGGIA SOTTO LE STELLE



L'ASSOCIAZIONE SCORRIBANDE CULTURALI, DA MERCOLEDI', PER QUATTRO SERATE DI AGOSTO, PRESENTERÀ FILM AL TROPICANA BEACH. OGNI SERA PREMIO PER IL TELO PIÙ ORIGINALE. INGRESSO PER COCKTAILS E FILM: 10€. SOLO FILM: 4€. 

Avviso a tutti i bagnanti! Per la prima volta a Policoro il Cinema si sposta in spiaggia!
Scorribande Culturali, con la collaborazione di Beverygo e BeSound la gentile sponsorizzazione di Fe.Vi Frutta S.r.l., NaturAgri e O-Vision, presenta: Tintarella di Luna.
Mercoledì 5 Agosto sotto un manto di stelle, tra la frescura delle onde e il calore della sabbia, nella splendida cornice del Tropicana Beach, potrete godere la visione dei grandi successi internazionali degli ultimi anni nella nostra rassegna cinematografica, selezionati dall’occhio attento di Cinergia.
La volontà è quella di proporre delle pellicole di alta qualità passate troppo rapidamente e in sordina nei cinema nazionali e d’immergere quest’esperienza, per la prima volta, nelle magnifiche spiagge di Policoro per un’inedita e innovativa valorizzazione del territorio.
Istruzioni d’uso per una perfetta abbronzatura:
Scegliete il film che più vi ispira 



Rocketman di Dexter Fletcher (il 5/08)
Tutti in piedi di Franck Dubosc (il 12/08)
L’uomo che comprò la luna di Paolo Zucca (il 19/08)
Il mio capolavoro di Gaston Duprat (il 26/08)
Preparate la borsa del mare e scegliete il telo più strano e particolare che avete, magari riuscirete e vincere il premio della serata per il telo più originale!
Stendete in spiaggia l’asciugamano e rilassatevi con un aperitivo o un cocktail
Buona visione e buona Tintarella!
 
Ore 21.00 - Aperitivo e Cocktails
Ore 22.00 - Proiezione film
Cocktalis e Film: 10€
Film: 4€

I Cocktails e le prelibatezze di BEVERYGO saranno disponibili per tutta la serata.

Info e prenotazioni: 3498209866 - 3471068973.

COVID-19 E VIOLENZA DI GENERE. I NUMERI DELLA POLIZIA DI STATO



ANALIZZATI I DATI DEL PRIMO SEMESTRE 2020 RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2019. COSÌ, GLI ATTI PERSECUTORI CONTRO LE DONNE SONO DIMINUITI, IN PARTICOLARE NEL PERIODO DEL LOCKDOWN. STESSO ANDAMENTO HANNO AVUTO I MALTRATTAMENTI DA PARTE DI FAMILIARI E CONVIVENTI NEI RIGUARDI DELLE PERSONE DI SESSO FEMMINILE. LE VIOLENZE SESSUALI, INVECE, SONO AUMENTATE A MAGGIO E GIUGNO PUR RESTANDO AL DI SOTTO DEI DATI DEL GENNAIO E FEBBRAIO 2020. LA POLSTATO AVVERTE: “E' IMPORTANTE DENUNCIARE QUESTI TIPI DI REATI. ANCHE I PICCOLI EPISODI NON DEVONO ESSERE SOTTOVALUTATI. E' STATA POTENZIATA, PERCIÒ, LA NOSTRA APP YOUPOL CHE ORA PERMETTE DI DENUNCIARE ANCHE IN FORMA ANONIMA”.


POLIZIA DI STATO. UFFICO STAMPA. ARCHIVIO NOTIZIE.

VIOLENZA DI GENERE: I NUMERI DEL PRIMO SEMESTRE

Qual è stato l’andamento dei reati riconducibili alla violenza di genere nel primo semestre del 2020 in cui sono ricompresi anche i mesi di “confinamento” dovuto al Covid-19?
La Direzione centrale della Polizia criminale, diretta dal vice capo della Polizia Vittorio Rizzi, si occupa anche dell’analisi dei dati sui fenomeni criminali, per elaborare le strategie di prevenzione e contrasto alla criminalità comune e organizzata.
Dal confronto dei dati raccolti su tutto il territorio nazionale, mettendo in relazione il primo semestre 2019 con quello del 2020, è emerso che gli atti persecutori contro le donne sono diminuiti complessivamente, in particolare nel periodo del lockdown. Stesso andamento hanno avuto i maltrattamenti da parte di familiari e conviventi nei riguardi delle persone di sesso femminile.
Le violenze sessuali, invece, dopo il periodo di confinamento, sono aumentate a maggio e a giugno, restando sempre al di sotto dei dati registrati a gennaio e febbraio 2020.
Anche i reati di minaccia, lesione personale e percosse in ambito familiare hanno fatto registrare un calo rispetto ai dati del 2019.
In diminuzione anche gli omicidi: quelli volontari hanno avuto un calo del 19 per cento rispetto a quelli dell’anno scorso (da 161 a 131), quelli in ambito familiare/affettivo che, seppur in diminuzione rispetto all’anno scorso (da 73 a 69), presentano un aumento dell’incidenza sul totale degli omicidi (dal 45 per cento al 53 per cento). In aumento anche il dato relativo agli omicidi commessi da partner o ex partner, che passano da 32 a 36.
La Polizia di Stato nel 2020 ha rafforzato la sua attività mettendo a disposizione, con l’applicazione per cellulari YouPol (è l’app realizzata per segnalare episodi di spaccio, bullismo e maltrattamenti in famiglia. L’applicativo si può scaricare gratuitamente), una sezione riservata alle denunce per reati di genere. Restano un punto di riferimento, inoltre, le sezioni specializzate delle Squadre mobili in ogni provincia ed anche le stanze per le audizioni protette ormai presenti in molte questure. Da un punto di vista operativo il protocollo Eva per la mappatura degli interventi effettuati in caso di violenze e il protocollo Liana per il coordinamento degli interventi tra le varie forze di Polizia sono risultati utili strumenti per prevenire e reprimere queste tipologie di reati.
La prevenzione passa anche attraverso un intervento psicologico sugli autori. Il protocollo Zeus può indirizzare le persone che hanno subito un ammonimento del questore verso un percorso terapeutico collegato al Centro italiano per la promozione della mediazione. Lo scopo è quello di limitare le recidive di comportamenti che, sebbene non abbiano rilevanza penale, costituiscono spie pericolose che possono sfociare in violenze.

IL FILMATO SUL PROTOCOLLO EVA E' VISIONABILE CLICCANDO SUL LINK: https://youtu.be/uNanAiZt350.