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domenica 12 aprile 2026

IL GUASTAFESTE. LA DOMENICA DI PASSIONE NEL CENTRODESTRA LUCANO.TUTTI I RETROSCENA DELLO STRAPPO DELL’ASSESSORE CICALA. COME FINIRÀ? INTANTO I CAPIGRUPPO DI MAGGIORANZA SOSTENGONO BARDI. MA LE ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI AGRICOLE C’ENTRANO, FORSE, QUALCOSA?


POTENZA – sin dove si approfondirà lo strappo, clamoroso nei modi e nei tempi, provocato nel centrodestra lucano, più Azione ed Italia Viva, provocato dall’assessore regionale all’agricoltura Carmine Cicala? Si ricucirà oppure cos’altro potrebbe accadere? Intanto va analizzata la posizione dello stesso Cicala, uno degli uomini forti di Fratelli d’Italia in Basilicata. Una prima netta presa di distanza dal resto della coalizione il mite (solo all’apparenza) Carmine da Viggiano l’assunse nella discussione in Consiglio sulla legge sui vitalizi. Discussione passata poi alla storia come quella della lite, quasi una scazzottata in diretta, tra i fratelli/coltelli Angelo Chiorazzo (BCC) e Cosimo Latronico (FdI). Era il 16 febbraio scorso. Cicala cantò, pardon, parlò contro la legge ed il modo come era stata presentata al popolo lucano e si allontanò dall’aula. Poi, tutto sembrava filare liscio con tanto di fragole Igp e di vino del Vulture. Sino alla mega assise della Coltivatori diretti a Policoro, il 9 aprile scorso. Cicala era assente. Una assenza pesante proprio nel giorno in cui arrivava in Basilicata il ministro Francesco Lollobrigida. E, addirittura, uno dei massimi esponenti della potente organizzazione professionale agricola attaccò frontalmente l’assessore in carica proprio davanti al titolare del dicastero nel Governo Meloni! Una rottura, anche questa, clamorosa. Lasciamo stare quella storica con Confagricoltura ma che anche la Coldiretti abbandonasse l’assessore regionale lucano al ramo non era mai accaduto! Da qui la presa di posizione di Cicala in Giunta, il giorno dopo aver presieduto il Tavolo verde sulle calamità causate dal ciclone Erminio: più fondi dal bilancio regionale al mio settore! Con il gran rifiuto, il no, al momento del voto? Chissà. Intanto, Cicala, con il suo “niet” a Bardi ha aperto, in un colpo solo, tre fronti: uno interno alla maggioranza che governa la Basilicata; cosa faranno Italia Viva e, soprattutto, Azione che ci teneva al ruolo di forza di Governo e opposizione oggi cavalcata da Cicala e dai suoi aficionados? Il secondo all’interno della Giunta Bardi con i componenti che stanno meditando sul da farsi. Il terzo all’interno di Fratelli d’Italia sempre più la DC della quarta repubblica con correnti e lotte interne e gomitate (virtuali) per farsi spazio politico all’interno ed all’esterno del partito. Cosa succederà? Chissà! Chi vivrà, vedrà!

 


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